
di Antonino Monteleone per voglioscendere.it
Una donna di carattere. Che sapeva il fatto suo. Con doti professionali certamente rare, non fosse altro per il carico di lavoro e le pressioni a cui, per otto anni, ha resistito con invidiabile fermezza.
Finché non ha deciso di togliersi la vita in un modo inusuale.
Orsola Fallara, 44 anni, dirigente comunale a Reggio Calabria ha scelto di ingerire dell’acido muriatico che l’ha devastata dall’interno. Inusuale ed atroce per le sofferenze patite prima che, nonostante due interventi chirurgici, lasciasse due figli ed una Città attonita. Dove il ronzio dei bisbigli negli angoli delle strade, come l’aria che si respira, diventa sempre più insopportabile.
La semplice cronaca degli ultimi fatti prima di quel tragico 15 dicembre basterebbe (?) a chiudere il caso con la sorpresa, finendo poi per ricondurre il gesto alla vergogna insopportabile per le accuse che gli sono state mosse negli ultimi mesi.
Aveva sopportato attacchi, molto duri, da parte dell’opposizione in consiglio comunale che accusava lei e l’ex Sindaco Giuseppe Scopelliti, di fare “magheggi” col bilancio per nascondere un deficit stratosferico e qualche mossa azzardata. All’appellativo di “Maga Circe” che le affibbiò Massimo Canale, già da tempo, rispondeva sorridendo e scherzandoci su.
Scrivi Fallara, leggi Scopelliti.
Il “modello Reggio” e le sue sfaccettature. Lele Mora e Valeria Marini. L’acqua che manca. La promozione turistica. La “Città Metropolitana”. Le piazze restaurate. I panetti di tritolo. La ‘ndrangheta. Le discoteche. La cocaina. Il pizzo. Il festival del cinema. Il trofeo di Poker. Gli swap.
La voglia di un “riscatto politico e sociale” per Reggio, secondo Scopelliti. “Solo facciata”, costosissimo marketing, per gli oppositori. I conti che non tornano sono diventata un problema per Peppe Raffa, il vice di Scopelliti, subentrato dopo le scorse elezioni regionali. Che ha già affrontato quattro crisi in 6 mesi e che in Orsola Fallara forse non vedeva più un membro dell’amministrazione, ma un ostacolo nel tentativo di fare chiarezza sullo stato di salute del bilancio.
Poi arrivano le denunce e la situazione precipita.
Orsola Fallara viene tirata in ballo per la liquidazione di una serie di compensi scaturiti dall’aver rappresentato il Comune di Reggio Calabria davanti alla commissione tributaria provinciale. Se fosse stata una dipendente Comunale non ne avrebbe avuto diritto, ma dirigeva il settore Finanze e Tributi in qualità di consulente esterno all’amministrazione. Dunque le liquidazioni, paradossalmente lecite, rappresentavano comunque un fatto imbarazzante per la loro entità. Un somma complessiva di oltre 800mila euro relativi agli ultimi cinque anni che si sommava allo stipendio non certo misero. I creditori, fuori dalla porta del suo ufficio, erano una presenza fissa.
Qualcuno ogni tanto perdeva le staffe, alzava i toni. Impassibile, tirava diritto. Lei stessa ha poi autorizzato i pagamenti a suo favore in tempi molto difficili per il bilancio del Comune che l’opposizione considera in pre-dissesto, mentre per la maggioranza si tratta di semplici, seppur problematiche, “sofferenze di liquidità“. L’ex assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari porta le carte in Procura paventando degli illeciti. Lei si difende, ma ammette l’errore dal punto di vista etico. Si dice pronta a restituire le somme incassata, ma solo dopo che un Giudice avrebbe stabilito che erano indebite avviando un procedimento civile. Il Sindaco pro-tempore la sospende per trenta giorni. E’ un susseguirsi di conferenze stampa e dichiarazioni. La scarica anche Giuseppe Scopelliti. “Ha sbagliato” dirà ai giornalisti. “Ma è chiaro che colpendo lei vogliono danneggiare me“.
Il 15 dicembre convoca i giornalisti, non risponde alle domande. Ripercorre la vicenda, ribadisce la consapevolezza di aver commesso una leggerezza, chiede scusa a “Scopelliti, politico con la “P” maiuscola” e, sul finire, lancia una dichiarazione che letta oggi inquieta: “I responsabili di quello che mi accadrà saranno Giuseppe Raffa e Demetrio Naccari“.
Torna a casa. Le danneggiano l’auto rubando un cellulare e i documenti usati in conferenza stampa. Due ore dopo con la stessa auto arriva sulla banchina del porto cittadino, avvisa i Carabinieri di volersi suicidare e poi, stando alle ricostruzioni, ingerisce l’acido.
Una quantità troppo consistente perché non sorgano forti dubbi su cosa è accaduto. Ne basta una piccola quantità per rendere un ambiente irrespirabile. Qualche goccia brucerebbe così tanto – spiega un medico che ha lavoranto in pronto soccorso – da rendere impossibile la deglutizione.
E poi le chiamate per i soccorsi. E’ possibile che prima abbia ingerito l’acido e poi chiesto aiuto? E poi perché quel modo di togliersi la vita? Nessuna autopsia, un funerale a meno di 24 ore dal decesso. E un fascicolo, il terzo che riguarda Orsola Fallara, aperto dal Procuratore Aggiunto Ottavio Sferlazza e dal sostituto Sara Ombra quando la salma era già stata tumulata.
Sarà per il carattere forte, ai limiti dell’arroganza, grazie al quale custodiva il rispetto di tutti, ma questa è una morte che lascia chiunque si interessi alla questione colmo di interrogativi. Tutti lo pensano, pochi lo dicono. Troppe cose non quadrano.
antonino monteleone
—————————–
Nelle migliori librerie italiane potete acquistare
“O mia bella Madu’ndrina – da Sud a Nord l’inarrestabile ascesa della ‘ndrangheta”
di Felice Manti & Antonino Monteleone
Aliberti Editore – pp. 342 – € 15,00
Potete acquistarlo anche on-line su
laFeltrinelli – Unilibro 15 % di sconto – Hoepli
—————————–

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in
questa pagina.