Ancora un pochino

Posted by Antonino Monteleone On gennaio - 14 - 2012ADD COMMENTS

Certo! In tutti questi mesi e mesi lontano da qui di cosette ne sono capitate. Un po’ per colpa mia (sono maledettamente incostante!) e un altro po’ (sempre) per colpa mia, questo blog si è trasformato in una di quelle case senza intonaco costruite sulla cima di una splendida collina. Ferme, si lasciano consumare dal vento e dalla pioggia.

Cerco di riprendere fiato e mettere ordine in un po’ di cose e riprendiamo a parlare delle cose che ci interessano.

Nel frattempo vi segnalo che potete sempre seguirmi su

Facebook
www.facebook.com/giornalista

Twitter
@a_monteleone

Blog su Piazzapulita @ La7.it
www.piazzapulita.la7.it

am

L’amore vince sempre

Posted by Antonino Monteleone On maggio - 12 - 20118 COMMENTS

Per la cronaca di come si sono svolti i fatti vi rimando alla ricostruzione più fedele della brava collega del Il Giornale (sic!) Paola Setti che ha seguito tutta la scena senza perdersi un frame di questo, incompleto, show della stupidità (ad esser buoni e comprensivi!).

Devo solo aggiungere che, continuare a lavorare, di fatto, è stato impossibile. E la cosa che mi ha più deluso, visto che non appartengo a movimenti anarco-insurrezionalisti (Ordine dei Giornalisti a parte, s’intende!) rimane il comportamento dei funzionari DiGos che per troppo tempo, non so quanto inconsapevolmente, si sono trasformati nella protesi del servizio di sicurezza del Pdl.

Per fortuna, bisogna darne atto, il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, in maniera del tutto autonoma ha evidenziato la gravità dell’accaduto.

Che altro dire?

L’amore è come il Natale. Quando arriva, arriva!

am

Il mio Afghanistan, su La7

Posted by Antonino Monteleone On maggio - 3 - 2011ADD COMMENTS


 

Rieccoci cari amici. “E ti ripresenti con questa faccia di c**o?” Ehi, che accoglienza!

Sono ritornato, almeno in apparenza. Sono lontano da questo spazio da ormai troppe settimane ed è ora di trovare una buona scusa e riprendere a ritmo serrato visto che di cose ne sono successe e, visto il prevedibile esito delle elezioni che si consumeranno a giorni, tutto ciò che vi avrà fatto schifo fino ad oggi lo rimpiagerete. Credetemi.

Il blog ha avuto qualche problemino, di natura esclusivamente tecnica. E’ stato, come dicono gli esperti, “down” (giù) per qualche giorno. Ma adesso, forse, abbiamo risolto. Anche se l’aspetto, andrebbe ulteriormente migliorato (il mio amico Marco si metta una mano sul cuore).

Gli ultimi due mesi li ho dedicati a cercare un modo efficace per raccontare cosa stanno facendo le nostre truppe schierate in Afghanistan dal 2004. Ci sono riuscito malamente e solo grazie all’aiuto delle persone che mi sono state vicine e che ho incontrato (anche a 5000 km da casa) sulla mia strada.

Ho guardato neglio occhi ragazzi più giovani di me lasciare la casa nella quale sono cresciuti con una sana convinzione di fare una cosa giusta in un una nazione in difficoltà. Ho stretto la mano ad ufficiali in divisa che hanno i capelli bianchi o qualche in ruga in più per il peso dei ragazzi che hanno perso sul campo. Anche loro convinti di aver fatto la cosa giusta. Ho visto da vicino, nella politica, la sfumatura che separa l’impegno e l’attenzione prima che questo scivoli nel ridicolo e nell’ostentazione.

Ho visitato palazzi tirati a lucido dove il fine non è la salvaguardia di alcuna nazione e di alcun popolo, ma la migliore performance finanziaria.

Ho respirato un sacrificio genuino e, qualche volta, una rancida ipocrisìa.

Non ho nulla contro i militari italiani, non sono un “pacifista” oltranzista, ringrazio lo Stato Maggiore della Difesa per l’ospitalità e la cordialità. Credo che dovremmo imparare a superare un retaggio vecchio di 50 anni fa e chiamare le cose col loro nome. Sono però convinto che quattromila soldati in un paese così lontano sono un lusso che solo un Governo credibile può permettersi.

Dunque, il video che c’è in apertura è la mia “buona scusa” per l’assenza prolungata.

E’ il servizio andato in onda su La7 dentro Exit. Il programma di approfondimento e attualità per il quale, per chi ancora non lo sapesse o non l’avesse capito, lavoro dalla scorsa estate. Ne avevamo immaginato uno più lungo e strutturato, poi l’attualità ci ha costretti ad anticipare e rinunciare ad alcune parti per salvarne altre.

Finito di vedere il servizio rimanete in attesa.

Continuo, da lontano, a seguire le cronache locali e qualcosa non mi torna.

Ciao!

Presentazione “O mia bella Madu’ndrina”

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 27 - 20102 COMMENTS

La ‘ndrangheta che va a braccetto con la politica; che corrompe uomini dello Stato; dialoga coi servizi segreti; frequenta i salotti. Insomma detta legge.

C’è tutto questo e molto altro in “O mia bella Madu’ndrina”, edito da Aliberti, che sarà presentato lunedì 27 dicembre alle 17 presso la Sala Conferenze della Provincia di Reggio Calabria, nel quale Felice Manti e Antonino Monteleone descrivono l’espansione in Lombardia dell’organizzazione criminale più feroce

Ma non si limitano a scattare un’istantanea dello sterminato hinterland milanese, dove i Brambilla sono messi in minoranza dai Barbaro, Morabito, Aquino, Mazzaferro, Iamonte. Hanno fatto un viaggio ripercorrendo due volte i 1200 kilometri che separano Reggio Calabria dalla sua periferia: Milano.

Ed hanno raccontato come si è trasformata l’organizzazione dalla seconda guerra di mafia in poi. Da dove e perché è cominciata l’ascesa fatta di sangue, droga e politica.

Hanno incontrato poliziotti, magistrati, politici, rampolli di ‘nrangheta, ex 007 per dimostrare come “area grigia” e “borghesia mafiosa” non siano affatto espressioni vuote di significato, ma perni solidissimi attorno ai quali la ‘ndrangheta prospera indisturbata. Lasciando cadere i rami secchi dell’organizzazione nelle mani dello Stato senza perdere terreno grazie ad una capacità straordinaria di riassetto anche dopo maxi operazioni di polizia giudiziaria come quelle degli ultimi mesi.

Ma il racconto è fatto anche delle storie più amare di veleni e sospetti che, a più riprese, hanno coinvolto un distretto giudiziario molto esposto in questa guerra ad armi impari e gettato ombre di discredito su alcuni magistrati.

Le rivelazioni dei nuovi pentiti, ancora troppo acerbe, rappresentano uno spunto per immaginare cosa riserva il futuro ad un Città dove, per fortuna, la società civile sta prendendo coscienza del problema, ma cosa ancora più importante, di sé stessa.

L’appuntamento è per lunedì 27 dicembre al Palazzo della Provincia alle 17.

 

Orsola Fallara e i conti che non tornano

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 26 - 20102 COMMENTS

di Antonino Monteleone per voglioscendere.it

Una donna di carattere. Che sapeva il fatto suo. Con doti professionali certamente rare, non fosse altro per il carico di lavoro e le pressioni a cui, per otto anni, ha resistito con invidiabile fermezza.
Finché non ha deciso di togliersi la vita in un modo inusuale.

Orsola Fallara, 44 anni, dirigente comunale a Reggio Calabria ha scelto di ingerire dell’acido muriatico che l’ha devastata dall’interno. Inusuale ed atroce per le sofferenze patite prima che, nonostante due interventi chirurgici, lasciasse due figli ed una Città attonita. Dove il ronzio dei bisbigli negli angoli delle strade, come l’aria che si respira, diventa sempre più insopportabile.

La semplice cronaca degli ultimi fatti prima di quel tragico 15 dicembre basterebbe (?) a chiudere il caso con la sorpresa, finendo poi per ricondurre il gesto alla vergogna insopportabile per le accuse che gli sono state mosse negli ultimi mesi.

Aveva sopportato attacchi, molto duri, da parte dell’opposizione in consiglio comunale che accusava lei e l’ex Sindaco Giuseppe Scopelliti, di fare “magheggi” col bilancio per nascondere un deficit stratosferico e qualche mossa azzardata. All’appellativo di “Maga Circe” che le affibbiò Massimo Canale, già da tempo, rispondeva sorridendo e scherzandoci su.

Scrivi Fallara, leggi Scopelliti.
Il “modello Reggio” e le sue sfaccettature. Lele Mora e Valeria Marini. L’acqua che manca. La promozione turistica. La “Città Metropolitana”. Le piazze restaurate. I panetti di tritolo. La ‘ndrangheta. Le discoteche. La cocaina. Il pizzo. Il festival del cinema. Il trofeo di Poker. Gli swap.

La voglia di un “riscatto politico e sociale” per Reggio, secondo Scopelliti. “Solo facciata”, costosissimo marketing, per gli oppositori. I conti che non tornano sono diventata un problema per Peppe Raffa, il vice di Scopelliti, subentrato dopo le scorse elezioni regionali. Che ha già affrontato quattro crisi in 6 mesi e che in Orsola Fallara forse non vedeva più un membro dell’amministrazione, ma un ostacolo nel tentativo di fare chiarezza sullo stato di salute del bilancio.

Poi arrivano le denunce e la situazione precipita.
Orsola Fallara viene tirata in ballo per la liquidazione di una serie di compensi scaturiti dall’aver rappresentato il Comune di Reggio Calabria davanti alla commissione tributaria provinciale. Se fosse stata una dipendente Comunale non ne avrebbe avuto diritto, ma dirigeva il settore Finanze e Tributi in qualità di consulente esterno all’amministrazione. Dunque le liquidazioni, paradossalmente lecite, rappresentavano comunque un fatto imbarazzante per la loro entità. Un somma complessiva di oltre 800mila euro relativi agli ultimi cinque anni che si sommava allo stipendio non certo misero. I creditori, fuori dalla porta del suo ufficio, erano una presenza fissa.

Qualcuno ogni tanto perdeva le staffe, alzava i toni. Impassibile, tirava diritto. Lei stessa ha poi autorizzato i pagamenti a suo favore in tempi molto difficili per il bilancio del Comune che l’opposizione considera in pre-dissesto, mentre per la maggioranza si tratta di semplici, seppur problematiche, “sofferenze di liquidità“. L’ex assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari porta le carte in Procura paventando degli illeciti. Lei si difende, ma ammette l’errore dal punto di vista etico. Si dice pronta a restituire le somme incassata, ma solo dopo che un Giudice avrebbe stabilito che erano indebite avviando un procedimento civile. Il Sindaco pro-tempore la sospende per trenta giorni. E’ un susseguirsi di conferenze stampa e dichiarazioni. La scarica anche Giuseppe Scopelliti. “Ha sbagliato” dirà ai giornalisti. “Ma è chiaro che colpendo lei vogliono danneggiare me“.

Il 15 dicembre convoca i giornalisti, non risponde alle domande. Ripercorre la vicenda, ribadisce la consapevolezza di aver commesso una leggerezza, chiede scusa a “Scopelliti, politico con la “P” maiuscola” e, sul finire, lancia una dichiarazione che letta oggi inquieta: “I responsabili di quello che mi accadrà saranno Giuseppe Raffa e Demetrio Naccari“.

Torna a casa. Le danneggiano l’auto rubando un cellulare e i documenti usati in conferenza stampa. Due ore dopo con la stessa auto arriva sulla banchina del porto cittadino, avvisa i Carabinieri di volersi suicidare e poi, stando alle ricostruzioni, ingerisce l’acido.
Una quantità troppo consistente perché non sorgano forti dubbi su cosa è accaduto. Ne basta una piccola quantità per rendere un ambiente irrespirabile. Qualche goccia brucerebbe così tanto – spiega un medico che ha lavoranto in pronto soccorso – da rendere impossibile la deglutizione.

E poi le chiamate per i soccorsi. E’ possibile che prima abbia ingerito l’acido e poi chiesto aiuto? E poi perché quel modo di togliersi la vita? Nessuna autopsia, un funerale a meno di 24 ore dal decesso. E un fascicolo, il terzo che riguarda Orsola Fallara, aperto dal Procuratore Aggiunto Ottavio Sferlazza e dal sostituto Sara Ombra quando la salma era già stata tumulata.

Sarà per il carattere forte, ai limiti dell’arroganza, grazie al quale custodiva il rispetto di tutti, ma questa è una morte che lascia chiunque si interessi alla questione colmo di interrogativi. Tutti lo pensano, pochi lo dicono. Troppe cose non quadrano.

antonino monteleone

—————————–

Nelle migliori librerie italiane potete acquistare

O mia bella Madu’ndrina – da Sud a Nord l’inarrestabile ascesa della ‘ndrangheta
di Felice Manti & Antonino Monteleone
Aliberti Editore – pp. 342 – € 15,00

Potete acquistarlo anche on-line su
laFeltrinelliUnilibro 15 % di sconto  – Hoepli


—————————–

TzeTze

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Antonino Monteleone on Facebook

VIDEO

Sponsors

About Me

Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

Twitter

    Photos

    Activate the Flickrss plugin to see the image thumbnails!