Premesso che chi vi parla non è un giornalista, ma collabora con una testata radiotelevisiva.
Vi siete mai fatti delle domande sull’attività del giornalista? Molti sognano di intraprendere questa carriera, chi poi entra a far parte di questa categoria ed a prendere coscienza di come funziona il “sistema” inizia a sentirsi come su una barca in alto mare: ha la nausea!!
Si! Perchè il panorama dell’informazione in Italia, al sud in particolare, è deprimente ed è davvero difficile scorgere prospettive di miglioramento.
In Italia, come più volte viene ripetuto, i cittadini possono vantarsi dell’avere tanti giornali, tv, radio, ma spesso ignorano che sono in mano a gruppi non editoriali ma di potere.
Il giornalista deve sgobbare a lungo e rimetterci del proprio per poter iniziare la propria carriera, mentre per fare l’editore serve solo un po’ di grano e una buona dose di faccia di bronzo.
La libertà di informazione non esiste perchè una testata giornalistica è come uno di quei palloni di cuoio con il quale un gruppetto di fanciulli si diverte nei pomeriggi di primavera.
Non tutti i bambini possono permettersi un pallone nuovo, quelli che ne hanno l’opportunità – invece – ma che spesso sono dei presuntuoselli, arroganti e viziati dunque ignorati dagli altri bambini decidono di comprarne uno e lo mettono a disposizione degli altri, con il solo scopo di accattivarsi la loro momentanea simpatia.
Quando però i bambini senza pallone che vogliono giocare spensierati – in questo caso i giornalisti – non giocano secondo gli schemi del proprietario del pallone – in questo caso l’editore – che vuole sempre e soltanto che qualcuno lo metta in condizione di fare goal, come tutti sanno esclama: “Il pallone è mio le regole le faccio io. Tu giochi, tu no!
Ecco. Questo è quello che succede all’editoria ed al giornalismo in Italia. Questo è quello che succede ad una persona di rara bontà che ho imparato ad apprezzare e stimare per la passione e l’impegno che mette nel suo lavoro.
Andrea Atzori – simpatico uomo dal cognome strano – viene dalla terra sarda. Da Oristano. Terra fatta di persone dal cuore immenso, ma dalla testa dura.
Dopo lavorato alacremente per una delle emittenti reggine (Reggio TV – che si professa TV libera e positiva) full time e con un compenso da barzelletta viene scaricato senza passare dal via di punto in bianco dopo aver esaudito una richiesta editoriale che si è rivelata prontamente infondata.
Ovviamente c’era una colpa che qualcuno doveva espiare, scontare! E tra chi ha il pallone e chi invece non ce l’ha, secondo voi, chi ha pagato?
Bravi! Ora scrivo per sostenere non solo a parole la battaglia di Andrea per il reintegro all’interno della sua redazione. Anche se questo blog non lo legge nessuno, nel mio piccolo, ho fatto qualcosa.
Prendano esempio buona parte dei suoi colleghi – non solo della medesima emittente – e rifletta bene l’editore di RTV.
Come si dice in questi casi, ho sentito solo una campana, ma mi piacerebbe che il dott. Edoardo Lamberti Castronuovo – imprenditore per il quale nutro una stima di cui non faccio mistero – rendesse pubblico il suo modo di vedere i fatti il cui evolversi gli ha suggerito l’allontanamento di Andrea dalla’emittente di cui è proprietario (del pallone, insomma) imponendo al direttore responsabile l’adozione della decisione.
Quid est libertas?
Vi terrò aggiornati sulla vicenda.
Antonino MONTELEONE
p.s.: Andrea è in sciopero della fame e lo potete trovare – per esprimegli la vostra solidarietà – e magari protestare con lui sotto la sede di REGGIO TV. In via Vittorio Veneto, a Reggio Calabria prima dell’Hotel Excelsior pochi passi prima del locale SHOWROOM.
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AGGIORNAMENTO delle ore 19:20
Si è riunito il CdR (comitato di redazione) di REGGIO TV. In attesa di conoscerne le deliberazioni Andrea ha deciso di sospendere la sua protesta… !
A presto!
Ad Andrea, facciamo un in bocca al lupo!



Apprendo della situazione dalle tue parole e sposo la causa di Andrea! Un grosso in bocca al lupo.. anche se purtroppo la vita è piena di ” lupi “.
Sono un telespettatore di Reggio Tv e dopo aver sentito per anni gli editoriali del dott.Lamberti certo ora rimango meravigliato.
>.
Il licenziamento di quel giornalista, che se non sbaglio mette sempre il farfallino, certo ora fa notizia e soprattutto fa a pugni con le sbandierate
dichiarazioni citate sopra.
L’augurio è che “la sardina” possa tornare a fare il suo lavoro, tra l’altro
a me era anche simpatico.
Ma certo il telespettatore credo debba sempre riflettere sui proclami di chi è proprietario di una tv…..Berlusconi insegna….
Nino
Resto di sasso di fronte a determinate notizie. Conosco personalmente la bontà d’animo, la disponibilità e la PROFESSIONALITA’ di Andrea, verso cui nutro profondo rispetto e, quindi, non posso che condividere e sostenere la sua battaglia. Un’immenso in bocca al lupo alla nostra “sardina” affinchè gli venga riconosciuto il rispetto che merita come professionista, ma soprattutto come uomo.
IN BOCCA AL LUPO ANDREA.
Andrea sei la persona che io vorrei diventare “Da grande”:Eccellente Giornalista,Onesto lavoratore e Splendida persona!!!
Andrea non mollare ci sono ragazzi come me che in te vedono il loro esempio!!!
NON MOLLARE E IN BOCCA AL LUPO!!!
Nel lavoro di giornalista contano molto le parole dette e anche quelle non dette, allo stesso modo. Ciò che la collettività deve pretendere è un’informazione munita di correttezza, completezza, obiettività. Ha una percezione falsata di quella che è questa professione, soprattutto al Sud, chi è solito dare per scontato che ciascun operatore dell’informazione possa garantire alla collettività questo servizio in piena libertà, senza fatica e senza quel grande senso di responsabilità che precede e accompagna la mano di chi scrive, di chi ci mette il nome, la faccia, l’impegno, di chi si espone unitamente alla testata cui ha affidato la propria professionalità. Un impegno comune, dunque, a 360 gradi che vede fianco a fianco, in qualunque fase di attività, testata e collaboratori. Accanto alle parole, tuttavia, ci sono anche i gesti, quelli che seguono l’informazione resa, quelli che stigmatizzano l’operato, quelli che attestano la serietà del proprio lavoro. Una serietà che la maggior parte della volte non ha niente a che fare con ritorni di celebrità o con riconoscimenti, perchè risiede nella consapevolezza di avere fatto bene il proprio lavoro, di avere reso un servizio serio alla collettività, di avere contribuito alla crescita della comunità. Obiettivo principale e vitale per la testata e per tutte le persone che vi prestano attività lavorativa. Tuttavia, vi sono anche altri gesti che, pur dovendo apparire ingiusti e incomprensibili alla luce di quanto detto, trovano invece ospitalità in quelle prassi che rendono i collaboratori non a servizio della comunità e della libera informazione ma a servizio della testata cui prestano la propria attività professionale. A chi legge lascio liberamente trarre le dovute e personali conclusioni e solo perché ritengo sia fondamentale il rispetto che non riserva alcuna verità confezionata; perché ripongo fiducia nello spirito critico e attento che queste poche righe non hanno la presunzione di fondare, ma solo di stimolare. Non esistono pacchetti già corredati, ma esistono scelte di vita e stili di comportamento. Ciascuno valuti in libera coscienza. Dedico questi pensieri al collega Andrea Atzori, nella speranza che quanto a lui accaduto possa risolversi in un imminente reintegro nella sua redazione e possa essere utile a quanti avranno voglia di riflettere un pò……… ritengo, non sarebbe una perdita di tempo ma in investimento.
Speriamo sempre in meglio ma prima di sperare sono doverosi l’essere e l’agire……
A me dispiace per andrea, però ragazzi questa purtroppo è la realtà e la cosa peggiore e che non succede solo nelle testate giornalistiche ma in TUTTI e sottolineo TUTTI i posti di lavoro. Ammiro Antonino Monteleone che anche se non lavora per RTV non ha fatto finta di niente e non ha ignorato il suo collega e sopratutto “AMICO” (perchè solo un vero amico si interessa veramente) e si è fatto avanti per interessarsi di questa vicenda, l’unica cosa che vi dico e che spero si faccia chiarezza in tutta questa situazione e vi auguro un grandissimo in bocca al lupo.
Seguo RTV da anni, da quando mi sono trasferita qui da Napoli. Un tocco di nuovo, assieme all’altro “straniero” dall’accento romano, l’aveva dato a quest’emittente proprio questo sardo, ormai noto tra chi segue l’emittente come “il farfallino” vista la sua abitudine-originalissima-di portare il papillion invece della cravatta. E sembrava anche bravo. E’proprio vero che a Reggio i talenti, come diceva il famoso poeta Nicola Giunta, a cui mi sono interessata quando un mio amico mi ha fatto leggere una simpaticissima poesia in dialetto dal titolo “La fontana”, vengono calpestati e messi da parte. Spero che le cose si sistemino per lui e che la sua tv lo reintegri all’interno della redazione, o che qualche altra emittente della città o della provincia lo riassuma. Torna presto, ci manchi farfallino.
Caro Direttore,
rubo solo un pò di spazio ulteriore.
Leggendo gli “interventi” di molti “nomi e cognomi” senza volto capisco quel modo di dire che ho sempre disdegnato “ma chi te lo fa fare ?” In fondo faccio il medico e vivo del mio lavoro. Fare l’editore non è un hobby ma è stata una necessità per il forte impeto di libertà che ho sempre avuto in me. Non mi andava di sottostare ad una informazione monopolizzata.
A RTV mai nessun giornalista è stato costretto a dire o non dire qualunque cosa. Mi venga portato davanti chi può in onestà affermare il contrario.
Atzori non è stato giudicato positivamente perchè NON HA DETTO LA VERITA’ e sopratutto perchè ha abbozzato una difesa indifendibile: ha citato come fonte un Quotidiano!!! Ma che razza di professionista è chi così opera?. Come fanno i “SOLONI”, che cercano di maramaldeggiare ,a dare giudizi SE NON CONOSCONO I FATTI NE’ I DOCUMENTI.?
Vengano a vedere. Sono tutti invitati. Anzi, vengano a frequentare RTV quanto e quando vogliono: la sede è aperta a tutti. Poi sentenzino. Non approfittino di un fatto per gettare fango gratuitamente e NASCONDENDOSI. Vengano allo scoperto ed accusino pure, ma guardandomi negli occhi!
Facciano loro quello che sacrificando e rischiando ho fatto io e quelli che la pensano come me ( tanti, in verità). Troppo comodo starsene davanti al PC e sparare a zero sulla veridicità degli editoriali o sul “potere” degli editori.
La mia storia parla per me. Le azioni. Le battaglie contro la mafia, gli estortori. Il mio contrappormi ad ogni forma di sopruso. Anche quello di ATZORI che si permette di scrivere che a Lui erano affidate a RTV le cose sporche” Di sporco a RTV non c’è mai stato nulla! Ecco chi è ATZORI. Non avrei voluto scriverlo ma alcuni testi apparsi sul suo sito mi hanno profondamente disgustato: Atzori per difendere se stesso da un marchiano errore non ha esitato a gettar fango sui suoi stessi colleghi!!!!!
Forse sarebbe bastato chiedere scusa e, senza sminuirsi per questo, ammettere che gli uomini sbagliano . Come certamente sbaglio molto anch’io. Ma mai per conto terzi.
Gli uomini si riconoscono anche perchè talvolta diventano rossi. E tal’altra sanno dire NO !
Perdonino lo sfogo i suoi lettori, ma sono stanco di lottare contro i mulini a vento. E odio i soprusi, anche quelli ammantati di paternalismo e solidarietà a tutti i costi.
La Legge è l’unica cosa in cui confido.
Cordialità. Eduardo Lamberti Castronuovo, editore di Reggio TV
Sono un reggino che ha partecipato alla manifestazione contro il ponte di Messina il 22 Gennaio.Che c’entra con Lamberti e con questo giornalista licenziato?
C’entra, perchè una cosa mi ha colpito leggendo il post del dott. Lamberti.Egli scrive infatti che questo giornalista “ha terminato il mese di prova con esito negativo”.Infatti proprio in occasione di quella manifestazione no ponte il giornalista, mi sembra sia quello che mette sempre il farfallino, ha realizzato con una sua collega (di cui mi sfugge il nome) un documentario, tra l’altro anche molto ben fatto.
Dunque una cosa è sicura: se il giornalista non ha superato adesso (a giugno) il mese di prova, come faceva a gennaio a lavorare a RTV ?
E poi sono quasi sicuro che questo giornalista faceva servizi da tempo, forse da anni.
Caro Lamberti le bugie hanno le gambe corte!
Sono un reggino che solo dopo 7 mesi può manifstare solidarietà per il giornalista Atzori riguardo a questa vicenda. Sembra strano parlarne a distanza di così tanto tempo e comunque non conoscendo a fondo i fatti. Ma la mia tardiva testimonianza, dovuta alla mia passione per le vicende del signore dal doppio cognome, al quale quando mesi fa chiesi per email se stava utilizzando la sua televisione come mezzo di propaganda elettorale mi rispose che non intendeva chiedere i voti di nessuno (solo ieri, domenica 4 febbraio 2007, i suoi 3600 voti li ha chiesti e ottenuti alle primarie dell’unione per le amministrative), mi sembrava obbligata, tanto per citare le sue parole mi verrebbe da dire “è stata una necessità per il forte impeto di libertà che ho sempre avuto in me”. Ora non so, e mi sembrerebbe ingiusto parlare nel dettaglio di una vicenda di cui ignoro la conclusione e i fatti, ma quello che posso fare è testimoniare che qualcosa di vero in tutto quello che ho letto sopra mi pare sia tangibile quotidianamente guardando quella che si autoproclama “TV libera e positiva”. Sarà una mia sensazione, ma mi pare che per libero e positivo ci sia solo il diritto di cercare di affossare i possibili avversari politici, una concezione di libertà e positività ispirata più o meno a quella che ci poteva essere in Unione Sovietica. Per fortuna ci sono ancora posti questo dove veramente è garantito la libertà di esprimere il proprio giudizio a entrambe le parti. Certo qualcuno scrive che “Troppo comodo starsene davanti al PC e sparare a zero sulla veridicità degli editoriali o sul “potere” degli editori”, aggiungo…perchè forse pensa che i giudizi li possa esprimere solo che ha i soldi per fare televisioni libere e positive… Ma credo che chiunque legga frasi del genere si renda conto da solo della saggezza che emanano queste parole, dell’alto e intaccabile senso morale di chi può essere fiero di dire ” Come certamente sbaglio molto anch’io. Ma mai per conto terzi”…Mah, mi fermo qui, saluto il simpatico uomo con il papion e il signore dal doppio cognome paladino della giustizia e detentore della verità, e soprattutto ringrazio chi come voi concede veramente libertà di espressione.
almeno il 70% dei reggini ha evitato che questa persona “libera” potesse far ancora del “bene”…
meno male che il reggino “pari stortu” ma stortu non è, ed ha scelto bene anche stavolta.
La Libertà non si scrive…. si ha, e siamo ancora una volta liberi di avere un Sindaco serio e senza conflitti di interesse.