La scelta del 25 giugno

Posted by Antonino Monteleone On giugno - 25 - 2006

Sana CostituzioneCon lo stesso titolo, qualche mese fa, quindi con una data differente, Paolo Mieli (direttore del corsera) firmava un editoriale che aprì una delle tante polemiche che hanno infarcito la velenosa campagna elettorale delle scorse politiche.

Si perchè molti considerarono scandaloso che il direttore del primo giornale italiano si schierasse. Che via solferino dicesse da che parte stava. Ovviamente è un’introduzione e cado nel peccato del semplicismo.

Abbiate però timore di chi non ha il coraggio delle proprie idee. Di chi le tiene nascoste celandosi dietro una falsa “terzietà“. Sono le persone più pericolose.

Apprezzate, invece, chi parla apertamente delle proprie scelte. Che siano – o meno – condivise.

Oggi si vota per il referendum confermativo della riforma costituzionale approvata dalle camere lo scorso anno. Una riforma coraggiosa, importante e sentita!

Anche se non ho scritto nulla per motivare la mia scelta – dentro l’urna – alle politiche ed alle amministrative, questa volta mi sento in dovere di esprimere il mio punto di vista, nella speranza di poter chiarire le idee a qualcuno o soltanto solleticarne l’intelletto.

Io voterò NO! E le mie ragioni non sono di partito. Sono di principio.

Primo. Il legislatore costituente, prevedendo la possibilità che la carta fondamentale potesse essere adeguata alle mutevoli contingenze sociali, ha stabilito con l’art. 138 la procedura (aggravata) affinchè ciò fosse possibile. Forse per miopia, però, ha stabilito determinate condizioni in un quadro partitico-elettorale fondato sul principio proporzionale. Poi le cose sono cambiate. Un referendum abrogativo e gli italiani hanno espressamente richiesto un sistema maggioritario. Così è stato a partire dal ’96, fino al 2001. Appena due legislature. Neanche il tempo di oleare bene gli ingranaggi. Fatto sta che il governo Berlusconi (che ho apprezzato e nel quale mi sono identificato per una molteplicità di interventi) cavalcando le istanze riformatrici del suo elettorato stanco di istituzioni paralizzate dalla prima repubblica, chiede, votando il programma, di riformare anche la costituzione. Ciò viene fatto con i voti della sola maggioranza. Operazione non molto complicata se si pensa al fatto che con la legge elettorale in senso maggioritario si dispone di molti deputati e senatori in più rispetto all’opposizione. Mi sta bene così.

Mi snervo però quando questo governo, non so volendo ottenere cosa, si inventa a fine legislatura una legge elettorale proporzionale a liste bloccate (tremenda!) mettendo il governo che sarebbe succeduto nella condizione di non poter disporre della stessa maggioranza che aveva consentito a quello uscente di attuare riforme coraggiose. Questo è un atto di profonda scorretteza e per questo dico NO!

Secondo. L’art. 138 prevede la “revisione” della carta costituzionale. Qui invece si chiede di approvare modifiche su 52 articoli – molti dei quali sono stati completamente riscritti – volendola fare passare come riforma. Questa – invece – è riscrittura. Riscrittura in salsa leghistasecessionista e per questo dico NO!

Terzo. Da un lato si abbassa l’età minima per accedere a camera e senato (finalmente dico io! ben venga!), dall’altro si riduce il numero dei parlamentari per “ridurre i costi della politica“. Non sono d’accordo. Per ridurre i costi della politica bastava mettere mano allo strumento legislativo, modificando le leggi che stabiliscono appannaggi da capogiro e rimborsi spese da impero romano. Per ridurre i costi della politica abroghiamo le provincie, le comunità montane, e tutta una serie di organismi istituzionali inutili.

Ma poi se si riduce il numero di parlamentari non vi viene il sentore che chi è già abbarbicato su una poltrona con i suoi 50/60 anni ci rimarrà ancora più a lungo sapendo che proprio gli scranni scarseggiano, a danno dei giovani? Per questo è una baggianata attuare in questi termini lo svecchiamento della classe politica. Quello si ottiene introducendo un’età massima! Non abbassando quella minima! Anche per questo dico NO!

Ce ne sarebbero altre di motivazioni, ma per me sono sufficienti queste.

Ecco.. ora sapete cosa andrò a fare tra poche ore. Spero che in tanti dicano la stessa cosa dentro l’urna. Senza tessere di partito.
Antonino Monteleone

p.s.: la costituzione va certamente adeguata alle nuove esigenze, ma con modi diversi. A partire secondo me dall’abrogazione del “quorum” anche per i referendum abrogativi!

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2 Responses to “La scelta del 25 giugno”

  1. Al di là dell’appartenenza di parito o dell’ideologia che una persona può avere o meno è chiaro a quasi tutti che questa riforma formulata dai 4 saggi(professore,notaio,avvocato ma sopratutto il dentista Calderoli)non può che danneggiare il sud e la Calabria prima di tutto.Senza entrare nel merito mi permetto di dire che una riforma costituzionale fatta senza un costituzionalista mi sembra un qualcosa di aberrante…ritengo inoltre che la Destra a Reggio ha detti No a questa riforma.Ieri alla presentazione di strill un nuovo periodico fatto abbastanza bene ho incontrato l’ex Senatore Meduri il quale concordava con me..o meglio concordavo io con lui le ragioni del NO.
    Allora io mi chiedo chi è la destra a Reggio se non Renato Meduri?
    Ma anche un autorevole esponente della destra come il prof.Natino Aloi che non ho avuto il piacere di conoscere personalmente ma che nonostante non mi identifico nella sua ideologia politica(troppo a destra per i miei gusti)anche lui al Referendum voterà No…non voglio fare l’elenco dei politici che voteranno no pur essendo di centro destra(Follini,Il vice Presidente del Consiglio Regionale Occhiuto) dico solomante che l’auspicio è quello che al di là dell’esito del voto …e tutti noi ci auguriamon che vinca il NO si apra una grande fase di assemblea costituente per far si che la costituzione possa essere al passo con i tempi.

    Antonino Castorina
    antoninocastorina256@hotmail.com
    http://www.iusrheginum.net

  2. Pietro Canale scrive:

    Complimenti davvero Sempre Chiaro e opportuno :D

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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