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Pubblico integralmente questo racconto sulla Mafia, dal linguaggio semplice, scritto da Paolo Barillà sul discusso periodico a diffusione regionale (e nelle principali città italiane) "Il Dibattito – News". Non parliamo del giornale, delle esternazioni e delle vicende del suo direttore – Francesco Gangemi – ma ho ritenuto interessante e significativo il racconto contenuto alla pag. 18 del numero di giugno.
Una storia – si legge – per spiegare la mafia già ai bambini della scuola elementare.
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Immaginate una grande famiglia di contadini, come quelle di una volta, padre, madre e undici figli. Questo è lo Stato di cui facciamo parte.
Come si usava una volta, il padre era il vertice dello Stato che emana le leggi e la madre rappresentava le Istituzioni che devono farle rispettare. Possiamo dire, perciò, che il padre era il Parlamento e la madre comprendeva la Magistratura e le Forze dell’Ordine. Tutti i figli lavoravano e producevano ricchezza e la famiglia prosperava.
A un certo punto tre di questi figli decisero che lavorare è troppo stancante, erano i più svogliati e credevano pure di essere i più furbi. Cominciarono a chiedere denaro agli altri fratelli e questi si lamentarono con la madre. La madre intervenne, fece loro una bella ramanzina e li rimandò nei campi.
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