Magnifiche pagliacciate!

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 13 - 2006

Alessandro Bianchi

Vorrei poter dire "finalmente!", invece bisogna ancora essere prudenti

Sembrava che ci si fosse liberati definitivamente di Alessandro Bianchi (già Rettore dell'Università Mediterranea, oggi Ministro dei Trasporti in quota PdCI), accademicamente parlando, ma mi sbagliavo.

Ha tentato il colpo di coda. Voleva che il nuovo Magnifico fosse espressione del suo entourage di professionisti dello spot e della propaganda.

Manovre da pollaio in stile lupo alberto spacciate per raffinata politica accademica.

Candidati che non votano se stessi. Candidati che ritirano la candidatura solo mediaticamente, non formalmente; poi vanno a votare (TRE VOLTE!) e si accorgono prima della quarta votazione (di ballottaggio) che il proprio nome non c'era sulla scheda chiedendo l'annullamento del voto. Inviti all'astensione in attesa di "tempi maturi".

Che dire del ballottaggio poi?

C'è da dire che per l'elezione del nuovo rettore si rechi alle urne il 60% dei docenti e che la maggioranza assoluta di questi, voti uno dei candidati. Per tre votazioni. Questo si chiama "primo turno" ed è richiesto – come è ovvio – il quorum.

Dopo tre votazioni inefficaci si va al ballottaggio. La norma del ballottaggio non prevede, nè esclude un quorum. Ma il nostro architetto Bianchi, quale esperto di diritto, sostiene che nel ballotaggio serva il quorum. Qualcuno – per favore – gli spieghi che non è così!

Insomma una vergogna "Mediterranea" in salsa partenopea (Bianchi è un napoletano cresciuto a Roma!).

Mi delude l'atteggiamento di alcuni docenti della facoltà di giurisprudenza che hanno obbedito come segugi ai diktat dell'ex rettore stalinista!

Mi delude perchè alcuni di loro non si sognano nemmeno di proporre un uomo di questa facoltà a ricoprire il prestigioso incarico di rettore. Non contenti si allineano a votare il solito "ingegnere" o il solito "architetto" (poco esoterico).

Come al solito si spacca (come ormai tutto in questo paese) l'istituzione universitaria, e si è costretti a votare il "male minore".

Oggi questo strabenedetto ballottaggio! 

Vince Pietropaolo! Menomale! Evviva!

Ma il suo avversario – Giovannini – presenterà ricorso al TAR! Ma di cosa?

Perchè Pietropaolo, decano dei docenti, garante delle operazioni di voto, sarebbe stato incompetente in questo ruolo? E prima – quando fu eletto Bianchi non lo era?

Oppure perchè Giuffrè – prorettore e candidato – ha dichiarato nulle le elezioni perchè il suo nome mancava dalla scheda?

E se ne accorge solo dopo tre votazioni, e dopo avere ritirato la candidatura su giornali e tv, ma non in segreteria amministrativa? Mi sa molto di furbata mal riuscita!

Oppure ancora perchè candidati come Costa non si sono ritrovati nemmeno il proprio voto?

Spero che si sia scritta la parola fine a questo triste cinematografo. Altro non è stato!

Ministro Bianchi, ha dimostrato di non aveva i numeri per il "suo" omino alla Mediterranea. Inizio anche a chiedermi come li avesse Lei in precedenza.

Con osservanza

Antonino Monteleone
studente nauseato!

p.s.: Al nuovo Magnifico Rettore dell'Università "Mediterranea" di Reggio Calabria, Prof. Rosario Pietropaolo i migliori auguri di buon lavoro. Rimetta l'ateneo nel binario della sinergia con le istituzioni. Lo riavvicini agli studenti. Non lo tratti come un giocattolo politico. Pensi agli studenti. Sono loro i veri rettori del futuro di questo polo culturale. Gli si riconosca (ci si riconosca) il ruolo che vogliamo onorare!

p.s. 2: se un bravo vignettista o photoshopper incallito mette un naso rosso all'ex-magnifico e un po' di coriandoli qua e là, farà cosa gradita e l'immagine sarà pubblicata con adeguata citazione!

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5 Responses to “Magnifiche pagliacciate!”

  1. Agamennone scrive:

    Che tristezza… per fortuna la nuova baronia romana si è frantumata contro – è il caso di dirlo – le nuove sciocchezze ultra comuniste di Bianchi.
    Da un lato sono contento… il Rettore uscente dimostra di aver perfettamente compreso la linea del suo partito tanto da, è ineluttabile, schierarsi palesemente “contro” (politicamente) la guerra ed a favore del ritiro delle truppe e della linea dura “contro” il suo stesso governo.
    Questi, signori, non è il Rettore Bianchi… sicuramente persona più precisa, puntuale e omnipartes di quello che ha lasciato intravedere della sua persona da quando è ministro.
    La vittora di Pietropaolo è la fine di una baronia, dicevo, ma solo a vantaggio di un’altra – nessuno si illuda – che, chiaramente, avrà i suoi privilegiati ed i suoi avversari.
    Ora il Signor Bianchi esca di scena… che possibilmente lo facciano uscire i reggini, i nostri esponenti politici, proprio coloro i quali – inspiegabilmente ed in maniera molto provinciale – lo hanno dotato di una personalità e di una caratura in ambito politico / reggino che, non posso non dirlo, certamente non gli appartiene.
    Se con piacere parleremo ancora per tanto del primo ministro “reggino”(al quale raccomandiamo la nostra terra), certamente saremo altrettanto lieti di non vederlo più legato, a doppia mandata, al palcoscenico governativo, culturale e sociale della città di Reggio di Calabria, spero.
    Questo, in fondo, tocca a noi…
    A Reggio tutto calmo, nessun incidente.

  2. Sicurametne quanto accaduto in occasione delle consultazioni elettorali per l’elezione a Rettore non è bello,la stampa locale ci ha definito anche in un articolo su Gazzetta del Sud,La Repubblica delle banane,sicuramente c’e’ qualcosa che non va…..strano è il comportamento di Giuffre che si ricorda solo dopo che la scheda elettorale non portava il suo nome e quindi annulla le votazioni precedenti,c’e’ da dire inoltre però che anche Pietropaolo viveva in una situazione di incompatibilità in quanto candidato e garante delle elezioni stesse in quanto decano,Costa che si candida e non prende neanche un voto nel seggio dei docenti,insomma non va tutto bene.A Giurisprudenza viene poi negato il voto al Consigliere Bonaparte che si è laureato dopo essere stato eletto ma si è iscritto alla specialistica,cambiando quindi immatricolazione,ma viene data la possibilità (giustamente) ad un altro Consigliere anche lui laureato ed iscrittosi alla specialista che entra in coNSIGLIO da primo dei non eletti,insomma una situazione strana avrebbero dovuto avere il diritto al voto entrambi a mio avviso.
    In questa Università c”e qualcosa che non va,lo stesso statuto non spiega alcuni passaggi chiave del metodo elettorale,inoltre l’unica cosa chiara è che l’Ateneo risulta diviso in maniera inesorabile,l’Auspicio è che chiunque sarà Rettore ( finchè non c”e il decreto del Ministro Mussi che confermi l’elezione del Professore di Chimica Pietropaolo e non si esauriscono i ricorsi al Tar e via dicendo che si dice verranno fatti,per me LA PARTITA NON è ANCORA CHIUSA) possa realmente tutelare Giurisprudenza e che episodi del genere non si verificano più perchè fanno perdere credibilità all’Università
    Chiunque voleva sostenere Giovannini o Pietropaolo o chiunque altro sarebbe dovuto adnare a votare ed esprimere il proprio parere in maniera chiara e coincisa.
    A Reggio c’e’ chi vota e c”e chi ride di chi non vota
    A Reggio c”e chi ride di chi ha votato
    A Reggio c’e’ chi dice che si vota a tutto ma solo per il rinnovo delle cariche studentesche non si vota

  3. Agamennone scrive:

    Quando la testa te lo permetterà, in questo marasma di pensieri, ragioneremo assieme, attorno a questi pezzi che rubo a Strill.it e riporto quì:

    The Times scriveva il 26 ottobre del 1970:

    Reggio, essendo la città più grande, sembrava dovesse essere la sede ovvia del nuovo Governo regionale…quando l’accenno andò a Catanzaro, molto più piccola, Reggio esplose…malgrado che i governanti ordinassero alla televisione statale di non trasmettere notizie sull’insurrezione, la rivolta continuò ad infervorarsi ed a raccogliere simpatie…in considerazione poi che Reggio politicamente non è una città allineata a sinistra, gran parte della stampa italiana bollò i dimostranti come fascisti e come teppisti. Pochi di essi rispondono a questa denominazione; la rivolta ha spezzato le barriere di classe…

    Le Monde Diplomatique il 17 dicembre del 1970 scriveva:

    Se è vero che la provincia di Reggio è un pò meno abitata delle sue due rivali, pur tuttavia, fino ai recenti avvenimenti, il mondo non sapeva che esistesse la città di Catanzaro che oggi pretende di essere il capoluogo della Calabria…

    Aggiungo che se è vero che la vita è una ruota e che le ruote girano…beh, ora facciamola tornare dalla nostra parte!
    Padania indipendente?
    No! Reggio centro del mediterraneo!
    Onore alla memoria di quei pazzi, stanchi, rivoltosi reggini.

  4. vittoriodelfo scrive:

    Grazie Nino, sono contento di aver letto in queste pagine libere un’attenta riesamina del contesto etico-culturale che immane al nostro odiato( sempre odio catulliano si intende) Ateneo.
    Proprio ieri un mio carissimo amico e collega di giurisprudenza mi riferiva con dispiacere il suo scoramento per lo “schifo” (cito testualmente) che avvolge la nostra facoltà.
    Uomini dalle indiscuss, prima, qualità intellettuali e morali si sono prestate e si prestano ancora agli assurdi artifici di un ministro che si emoziona solamente se presente a la havana al discorso del lider maximo.
    Tengo a precisare che il mio senso di smarrimento di fronte a tali comportamenti non è mosso dal sempre pur vivo ideale politico, che non nascondo ad alcuno, ma dalla insoddisfazione per le dinamiche che muovono il nostro Ateneo.
    Ora noi studenti, saremmo pure i soliti rozzi maleducati incolti, per la dignità, noi, ancora la teniamo; e soprattutto a coloro come me fanno finta di agire all interno della politica universitaria(almeno di facolà) chiedo di non prendere ad exemplum le “gesta” di coloro che dovrebbero essere i nostri maestri, perchè Loro ,oggi, forse, sono più interessati ad un posticino in commissioni parlamentari od altro, ma non certo a noi.
    Essere liberi, significa anche essere slegati , almeno in parte, dalla torbida ottica dell’utilitarismo.

    P.S. Onore ai caduti della rivolta.Onore a coloro che la guidarono.
    Onore a coloro che ,oggi, ancora la vivono

  5. Giuseppe Arfuso scrive:

    ho scoperto quasi per caso che l’amico Totò (così mi piace chiamarlo) Monteleone avesse allestito un sito internet e mentre mi divertivo a leggere i suoi interessanti contributi culturali e sociali mi sono imbattuto nel pezzo relativo alle elezioni del rettore: non possa che fare i miei più sentiti complimenti a Monteleone per la lucidità, la passione e… anche il coraggio che ha avuto nel tracciare con assoluta precisione le varie fasi del concitato momento elettorale.
    io sono stato tra coloro che hanno avuto l’onere e l’onore di partecipare a queste elezioni e sin da subito ho deciso di manifestare la mia preferenza per il Prof. Pietropaolo, concedendo a lui la mia fiducia e il mio voto nelle 4 tornare elettorali.
    ma ho anche avuto l’onere (è stata proprio una faticaccia, ve lo assicuro) di far parte del seggio degli studenti e da quell’osservatorio privilegiato ho assistito con tristezza alla decisione di un gran numero di professori ordinari di astenersi dal voto, non tanto perchè si stava mettendo in atto una tattica di basso profilo istituzionale ma soprattutto perchè si stava correndo il rischio di lasciare l’università senza una guida per moltissimo tempo.
    e in questo contesto credo che il lavoro svolto dal prof. Gorassini sia stato eccezionale perchè ha avuto il coraggio (una qualità rara ai giorni nostri) di dare allo statuto una interpretazione in grado di valorizzare tutte le componenti del corpo elettorale e di rendere sensata la presenza della norma che disciplina il ballotaggio, assumendosi una grande responsabilità di fronte a tutta la Mediterranea.
    adesso aspettiamo che il Ministro Mussi emani il decreto, certi del fatto che non si lascerà guidare da influenze esterne, e gli eventuali ricorsi giudiziari che non hanno mai fatto bene alle Istituzioni.
    in attesa di tutto ciò rivolgo i miei auguri al Prof. Pietropaolo, ribadendo ancora una volta, come abbiamo già fatto negli incontri che abbiamo avuto con tutti i candidati, che la Facoltà di Giurisprudenza lo aspetta al più presto con una carico di problemi da risolvere nell’immediato per poter passare da una situazione di sopravvivenza ad una di piena attività accademica e scientifica.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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