Correva l’anno…

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 18 - 2006

I Fetentoni

17 luglio 1992
A Reggio Calabria arrestati l'ex sindaco
e quasi tutti gli ex assessori comunali

A Reggio Calabria l'ex sindaco DC Agatino Licandro e quasi tutti gli ex assessori comunali sono arrestati; il 12 settembre toccherà a Giuseppe Ginestra, direttore della Corte dei conti in Calabria

Il GIP Fabio Biasi pretore a Trento e, per sei mesi, giudice per indagini preliminari a Reggio Calabria, ci ha spiegato perché ha voluto lasciare Trento per Reggio Calabria:

"Ho chiesto io di andare nel posto peggiore, più difficile. Per cercare d’essere utile dove ce n’è più bisogno; e per mettermi alla prova, vedere cosa riesco a fare. Fra pochi giorni concluderò la mia esperienza calabrese; nel frattempo mi è stato assegnato l’incarico di sostituto Procuratore della Repubblica a Rovereto, e in luglio tornerà dalla Calabria in Trentino".

A Reggio Calabria esiste una situazione d’illegalità diffusa.

Ad esempio un costume in voga, e che implica un certo livello di organizzazione, è quello per cui ho rinviato a giudizio il capo dell’ufficio tecnico di un grosso Comune vicino a Reggio.

All’imprenditore o al singolo cittadino che voleva costruire, offriva un pacchetto globale di servizi, progettazione, approvazione e rilascio della concessione per un tot di soldi; chi rifiutava si trovava in un mare d’impedimenti.

E’ evidente come questa prassi sia doppiamente perversa, perché è una vera e propria concussione, e perché alimenta l’idea che le autorizzazioni sono solo degli arbitrii, e l’abusivismo cosa giusta e doverosa.

Altro procedimento che ho seguito, è sempre il Procuratore Biase che racconta: un 'impresa che fa le opere di illuminazione stradale di un intero quartiere senza alcun atto ufficiale del Comune, né gara, né appalto, né convenzione, e poi presenta il conto.

Questa era la prassi, incredibile: le amministrazioni, almeno quelle passate, dicevano ai privati: "Voi fate i lavori che ritenete opportuni, poi mandate i decreti di pagamento".

Ora sto istruendo alcuni processi derivati dalle rivelazioni di Licandro Agatino, sindaco di Reggio fino al 1993, il primo (e l’unico?) politico pentito.

Ha scritto un libro, "La città dolente", dove descrive il meccanismo tangentizio di cui, in qualità di sindaco, era garante, con tangenti agli assessori, ai consiglieri, ai progettisti, al CoReCo, ai magistrati della Corte dei Conti… Qualche episodio non è molto convincente. Ma per quel che ho visto io la Procura ha lavorato bene, cercando di far emergere i reati.

Certo, non c’è stato il salto di qualità fatto per esempio dal pool di Milano, sia perché qui gli imprenditori si sono ben guardati dal vuotare il sacco, sia perché manca il personale e l’organizzazione per fare indagini patrimoniali. E poi sono mancati i giudici per fare i processi: qui rinviare è la norma; fare un processo è l’assoluta eccezione.

Faccio due esempi sulla viabilità: chi arriva a Reggio in macchina si trova l’autostrada che bruscamente finisce, e diventa una via urbana, con case e persone; doveva esserci un’autostrada per collegare la città all’aeroporto, ma mentre si era in fase di approvazione sono sorti sul tragitto dei quartieri abusivi, e adesso il collegamento non si può più fare".

Tratto da:  www.elbasun.com 

Così… tanto per non perdere il vizio della memoria.

Sono riuscito a trovare il libro citato, La città dolente ed ho iniziato a leggerlo ci sono passi tragici, ma a tratti esilaranti che a breve riporterò su queste pagine… quando si dice.. "corsi e ricorsi" (… ma non arrivai!)

Magari ci sarà da divertirsi a scorrere la lista dei politici che già all'epoca furono coinvolti in pesanti inchieste, rinviati a giudizio, condannati e poi, grazie a patteggiament, condizionali e compagnia cantando, continuanto a bazzicare gli ambienti della politica di questa città…! 

Antonino Monteleone 

Senza categoria

3 Responses to “Correva l’anno…”

  1. Un periodo particolare quello,ma attenzione non tutti quelli colpevoli lo sono realmente,non tutti quelli innocenti,innocenti lo sono,purtroppo Reggio è stata vittima di una gestione non troppo trasparente e una parte delle persone(non tutte ad onor del vero) ha pagato alcuni errori di valutazione che sono stati fatti.La famiglia Licandro (padre e figlio) nel bene e nel male ha comunque fatto parte della storia di Reggio,quello è stato un periodo storico che va esaminato e valutato attentamente,sarebbe a mio avviso opportuno che negli istituti medi superiori si studiasse la storia della propria città,molte persone oggi parlano di rivolta senza sapere realmente cosa è accaduto,parlano dei moti del 68 senza sapere la ratio di quel movimento che si è creato,indossano magliette rosse di leader politici senza sapere quale è il pensiero che manifestavano e portavano avanti all’epoca,questo però non è colpa di chi non sa ma di una scuola che ansicchè formare professionisti il più delle volte svilisce il ruolo culturale della storia.

  2. Agamennone scrive:

    Mi spiace per il GIP Biasi ma l’unico commento che riesco a fare è: ha scoperto l’acqua calda?
    Prescindendo dal malcostume della società reggina che si spinge ben oltre le cose narrate sopra… crede il trentino nostro che la situazione reggina sia differente da quella di una qualsiasi realtà italiana?
    Sì! In effetti una differenza esiste… quella illegalità diffusa di cui parla è presente a Reggio di Calabria così come a Reggio nell’Emilia, la differenza è palese, poi, nei metodi utilizzati.
    Torniamo al malcostume reggino che, a differenza della discrezione reggiana, presenta tratti di presunta autorità e di arroganza sociale, che caro il mio Biasi non si nota grazie ai quattro risparmi di chi ha costruito abusivamente – perchè di poveracci del tempo si tratta e null’altro – ma nel sistematico irrispetto di chi interpreta il semaforo come fosse un consiglio ed il marciapiedi come fosse un cesto per l’immondizia!
    Nel carattere stupido di un popolo che si dice attaccato alla sua terra ma che permette, ogni giorno, scempi e abusi perpetrati alla propria terra da chi si sente più pronto e forte solo perchè “noi possiamo essere una ruota di scorta, una sfida, null’altro”!
    Invece questa terra pulsa e vive della sua cultura e delle sue tradizioni… chi viene da Milano e pretende di trovare Milano con la spiaggia ed il mare pulito a Reggio di Calabria… non ha capito nulla… dolente questa città?
    No! Dolenti queste genti, così come coloro i quali immaginano di avere la bacchetta magica.
    A Reggio trovi Reggio… ed è già un grande passo!

  3. Demetrio M. scrive:

    Molto bello il blog…Molto bello il video…a dir la verità è abbastanza seccante dover rispondere o commentare on-line gli inserti altrui…preferisco la comunicazione verbale…Ciò detto, mi chiedevo se potessi indicarmi il luogo in cui hai acquistato il libro.
    Grazie mille e, mi raccomando, continua a pubblicare in modo che chiunque possa leggere queste pagine – peraltro ben redatte!!

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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