Se vivessimo in un regime bancario-monetario-finanziario ideale dove i politici non sono tutti "camerieri dei banchieri"ciò che segue sarebbe una vera e propria svolta. Ahinoi le cose stanno diversamente e tra FMI (Fondo Monetario Internazionale), BCE (Banca Centrale Europea), Bankitalia e compagnia cantando ciò che segue – forse – sarà solo utopia.
Ricevo diverse e-mail con indicazioni, suggerimenti, proposte.
Quella che pubblico è interessante perchè affronta un tema tanto complesso quanto di facile soluzione. Il debito pubblico dei paesi che aderiscono all'FMI e ad una Banca Centrale si fonda sul sistema del signoraggio . Un meccanismo perverso che rende gli Stati schiavi delle banche e spolia popoli e nazioni della loro sovranità monetaria.
Leggerete un modo per ripianare il debito pubblico istituendo per ogni cittadino un c.d. reddito (o credito) di cittadinanza che garantirebbe innesti nel sistema economico tali da scongiurare il rischio di collasso. Una cosa che l'Europa – che ormai ci ha fatti soccombere con questo benedetto Euro – non consentirebbe MAI.
Ci scrive Alessandro Campagnacci, cultore di economia che ha letto parecchio e anzichè ciarlare si è inventato qualcosa.
La mia proposta, ispirata agli scritti di Domenico De Simone , consiste nel distribuire gratuitamente tra la popolazione, come una sorta di reddito di cittadinanza, dei titoli del debito pubblico a tasso negativo(TITAN), cioè destinati a svalutarsi ogni anno del 10% del loro valore nominale. Il valore in questione potrà essere ripristinato soltanto applicando annualmente una sorta di marca da bollo, il cui prezzo è esattamente quello necessario a compensare la svalutazione del titolo: i proventi del bollo finiranno nelle casse dello Stato.
I titoli circoleranno come mezzo di pagamento parallelamente alla moneta. Allo scadere dei 10 anni di validità di ogni titolo, lo Stato lo rimborserà in EURO finanziandosi interamente con i proventi delle marche vendute.
In sintesi: lo scopo dell'operazione è aumentare la tassazione fino ad un massimo di 600 euro pro-capite ogni anno per risanare il debito pubblico, cedendo in cambio titoli utilizzabili come buoni spesa (e rimborsabili alla scadenza) del valore di 6000 euro pro-capite ogni anno.
Si creerà quello che io ho chiamato DEBITO PUBBLICO PRESUNTO, costituito dai titoli a tasso negativo ancora da rimborsare, ma questo si stabilizzerà automoticamente nel tempo (come dimostrato dal prospetto contabile allegato) senza destare alcuna preoccupazione.
L'altra considerazione interessante è che i titoli a tasso negativo, a differenza di eventuali nuove immissioni di moneta per pagare il reddito di cittadinanza, dovrebbero per loro natura avere un effetto deflazionistico, scongiurando il pericolo di "ILLUSIONE MONETARIA" descritto dagli economisti e creando reddito reale anzichè inflazione.
Alessandro Campagnacci
Dottore in Scienze Politiche



Molto suggestivo.
Ma nn si fa conto con il fattore umano.
Forse non ho capito bene.
Ma il cittadino ha un reale convenienza ad applicare la marca da bollo su questi titoli?
Non gli converrebbe lasciarli deprezzare per non spendere soldi?
Inoltre: quale commerciante accetterebbe di buon grado di essere pagato con i titoli (che si deprezzano), invece che con il denaro contante (che, inflazione a parte) non perde di valore?
Qualsiasi commerciante o imprenditore otterrebe da questa riforma due benefici:
1) Come privato cittadino, sarebbe egli stesso beneficiario di un credito di cittadinanza.
2) Come titolare di partita iva, godrebbe di tutte le agevolazioni fiscali che lo stato potrebbe introdurre gradualmente grazie all’assorbimento del debito pubblico e della relativa spesa per interessi.
Il bollo sui TITAN costituisce certamente un prezzo, una tassa, ma i benefici per la collettività supererebbero ampiamente i costi.
PROPOSTA: UN NUOVO MODELLO DI ECONOMIA MONETARIA (di Alessandro Campagnacci)
Presupposto: abolizione del denaro cartaceo; le banconote continueranno ad esistere come “titoli di credito al portatore”, utilizzati nelle transazioni per motivi di praticità e riservatezza, ma non tesaurizzabili: la loro circolazione sarà infatti limitata ad un mese dall’emissione; tutti i depositi e le riserve bancarie saranno esclusivamente in moneta elettronica (e-money). Verrà però impedita alle banche commerciali la creazione di nuova e-money mediante il prestito. Solo la Banca Centrale potrà decidere eventuali emissioni monetarie.
I DEPOSITI BANCARI in E-MONEY potranno essere di due tipi:
a) In conto corrente: le somme depositate saranno sempre a disposizione del cliente, per effettuare pagamenti tramite bonifico, bancomat, assegni o carta di credito; la banca depositaria non potrà in alcun modo disporre delle suddette somme. I depositi e-money in conto corrente saranno soggetti ad un’imposta pari all’1% mensile del credito residuo. La riscossione telematica di tale imposta avverrà in modo automatico, immediatamente prima (e non dopo) ogni nuova transazione e, per la parte residua, alla fine del mese. L’imponibile sarà dato dal credito residuo e l’aliquota sarà commisurata al tempo decorso dall’ultima imposta pagata.
b) vincolati: la banca depositaria potrà disporre delle somme fino alla scadenza del deposito, fermo restando gli obblighi di riserva e-money presso la Banca Centrale. I depositi vincolati non saranno sottoposti ad alcuna tassazione. Soltanto gli eventuali interessi saranno tassati al momento della riscossione (intesa come accredito su conto corrente), con un’aliquota del 12%.
La nuova banconota a scadenza sarà un titolo di credito pagabile a vista al portatore, emesso da un qualsiasi istituto bancario a fronte del versamento (tramite bonifico, bancomat o carta di credito) dell’ importo corrispondente sul fondo di “riserva e-money” della Banca Centrale, più un’imposta dell’1% versata sul fondo “tesoreria e-money” dello Stato. La banconota avrà corso legale per le transazioni fino a 30 giorni dalla data di emissione, e sarà riscuotibile per ulteriori 7 giorni (tutti i termini saranno prorogabili fino al primo giorno lavorativo utile). La riscossione della banconota potrà avvenire:
a) a costo zero, attraverso l’accreditamento su conto corrente, conto vincolato o carta di credito prepagata; il denaro sarà trasferito telematicamente dal fondo “riserva e-money” della Banca Centrale
b) attraverso la sostituzione con una banconota di nuova emissione, previo versamento di un’imposta dell’1% sul fondo “tesoreria e-money” dello Stato.
PRINCIPALI VANTAGGI DELLA RIFORMA
- Aumenteranno la velocità di circolazione della moneta (incentivata dalla tassazione dei conti correnti e dall’adozione di banconote a scadenza) e la domanda di mercato;
- verrà abolito il meccanismo di creazione del denaro dal nulla da parte delle banche commerciali: sarà infatti impedito alle banche di prestare a lungo termine il denaro depositato a breve o, addirittura, a vista. Ciò servirà sia a contenere il livello dei prezzi che ad evitare possibili crisi bancarie causate dalla “corsa agli sportelli” dei correntisti; il finanziamento delle imprese da parte delle banche non sarà penalizzato, perché la tassazione incentiverà i risparmiatori a tenere in conto corrente (a vista) solo il necessario per le transazioni;
- le entrate derivanti dalla tassazione dei conti correnti e dell’emissione di banconote consentiranno di ridurre quelle imposte e contributi che, gravando direttamente sui settori produttivi, fanno crescere il costo del lavoro ed il livello dei prezzi.