La sedia di Lillà

Posted by Antonino Monteleone On gennaio - 16 - 2007


Stava immobile nel letto
con le gambe inesistenti
e una piaga sulla bocca
che seccava il suo sorriso
mi parlava rassegnato
con la lingua di chi spera
di chi sa che è prenotato
sulla Sedia di Lillà

Ogni volta che rideva
si stracciavano le labbra
e il sapore che ne usciva
era di stagione amara
le sue rughe di cemento
lo solcavano di rosso
prontamente diluito
da una goccia molto chiara

“Penso troppo al mio Futuro”
mi diceva delirando
“Penso troppo al mio Futuro,
penso troppo e vivo male,
penso che tra più di un anno
cambieranno i miei progetti
penso che tra più di un anno
avrò nuove Verità
tu non farmi questo errore
Vivi sempre del Momento
cogli il Giorno e tanto Amore,
cogli i Fiori ed i Lillà”

“Quanti amici hanno tradito”
continuava innervosito
“quanti amici hanno tradito
per la causa dell’Amore”
sono andato a casa sua,
sono andato con i Fiori
mi hanno detto che era uscito
che era andato a passeggiare
ma io vedevo un’Ombra appesa,
la vedevo dondolare
l’Ombra non voleva stare
sulla Sedia di Lillà…

Alberto Fortis


3 Responses to “La sedia di Lillà”

  1. Agamennone scrive:

    Sedia… lì, là!
    Solo un momento, immagino.
    Solo un momento…

  2. quasar scrive:

    sono venuto su questo blog perché sto cercando di capire meglio la metafora dietro a questa…canzone? poesia? non so…

  3. Donatella scrive:

    E’ ispirata ad un parente…..

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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