Questa regione ne è la patria.
Sabato 10 giugno. Reggio Calabria. Turno di ballottaggio per le circoscrizioni al Comune di Reggio Calabria. Alla settima (VII) circoscrizione (Modena – S. Sperato) si sfidano Pietro Morabito – in quota Margherita – e Bruno Caridi.
Quest'ultimo è Presidente uscente. Eletto nel 2002 a capo della coalizione di centro sinistra. Ha corso, questa volta, come capo della coalizione di centro-destra. Lo slogan era "Nel segno della continuità" curandosi di omettere "…e della coerenza" nonostante la personale convinzione che l'abbia pensato.
Non sono queste circostanze l'anomalia.
Accade che la mattina del 10 giugno agenti della Digos contattino Pietro Morabito e lo convochino presso i loro uffici in questura.
Gli comunicheranno che al centro smistamento lettere e pacchi di Lamezia Terme (presso il quale giungono tutte le corrispondenze della Calabria anche se trattasi di spedizioni all'interno della stessa città) è stata rinvenuta una busta a lui indirizzata contenente due proiettili cal. 9.
Impallidisce in viso, ne prende atto. Anche di aver perso le elezioni seppure con un margine non molto ampio.
Verrà spiegato che i bossoli inviati sono stati rintracciati perché al CPO di Lamezia, tutto viene passato al setaccio.
Lunedì 25 giugno una lettera sarebbe dovuta essere recapitata al 6' piano del Ce.Dir. di Reggio. Lì, si trovano gli uffici della Procura della Repubblica.
La lettera era indirizzata al sostituto procuratore Francesco Mollace, già in forza alla Direzione Distrettuale Antimafia, e conteneva due proiettili cal. 9×19 parabellum e una minaccia. "La pagherai cara".
Prima anomalia. Perché "quella" busta non si è fermata a Lamezia?
La seconda.
Prosegue l'inchiesta Why Not.
Fa notare Paolo Pollichieni dalle pagine di CalabriaOra – nonostante non abbia condiviso nei giorni scorsi alcuni passaggi dei suoi editoriali – che Daniela Marsili (detta anche Daniela Ariosto) avrebbe "svelato" nei dettagli che taluni consiglieri regionali imporrebbero ai propri dipendenti "nominati" – e pagati con i nostri soldi – degli indebiti prelievi con modalità estorsive.
Le dichiarazioni sarebbero state sufficienti a far staccare al PM De Magistris dei provvedimenti di perquisizione, senza però – atteso quindi un conferimento di uno straccio di attendibilità alla Marsili/Ariosto – far corrispondere un'iscrizione nel registro degli indagati (e per 32 non sarebbe la prima volta!) ai consiglieri che si assumono negli atti di indagine come estorsori. In questo caso ben 47 se si pensa che in tre non verrebbero sfiorati da alcuna accusa.
La terza.
Battezzata la nuova giunta comunale a Reggio Calabria, non si può fare a meno di notare che
l'opposizione di centro-sinistra conta 11 consiglieri. La sola Margherita, invece, ben tre assessori "transfughi".
Anomalie!
Antonino Monteleone


