Sempre con lo stesso caldo può succedere che ti venga in mente di ripercorrere un po’ della tua vita fatta di una doppia e uguale cifra d’anni. Troppo pochi per giocare a fare il grande, tanti perché non basti un’ora di pensieri intensi.
Decidi che è ora di riempire quella pagina “Chi è Antonino Monteleone” con qualcosa della tua vita che non nasconda dietro un dito marchi che comunque vadano le cose ti porterai dietro per sempre.
Pericolosamente, ti metti a giocare con ricordi e sensazioni che tieni ben chiusi nei recipienti di quel gioco – che fa dolcemente male – ribattezzato il piccolo chimico dei sentimenti.
Come sarebbe andata se…
Ti schernisci un po’, niente freni a qualche battuta fuori trincea, immagini di guardarla negli occhi.
Torni a guardare la tela della tua vita che – non lo vorresti – ma è un quadro d’arte moderna. Ma è la tua vita e una strisciolina di acqua e sale ti solca il viso.
Succede anche questo se fa ancora molto caldo, è notte fonda, e il cervello non puoi metterlo in stand-by.
Un altro io. Un altro me.



Dovresti farla scrivere a qualcuno che non sei tu…
Ma questo intervento malinconico…?!?!
La malinconia ha i suoi aspetti positivi, non va combattuta come un nemico. Spesso è portatrice di riflessione, di valutazioni… e, non sai quanto faccia bene, a volte, fermarsi e pensare.
Con la fretta che ci uccide, il tempo che ci succhia le energie e i desideri, non si può che ringraziare un pò di parentesi malinconica. Motivo che ti ha spinto a scrivere, a ripensare al passato, a vecchie storie, a riguardare fotografie, a rievocare tanti sentimenti, belli o brutti che siano, poco importa, perchè sei stato tu a provarli ed a farti emozionare da loro …!
Sono queste cose vitali, queste manifestazioni terrene che si fanno contemplare, quelle che possono aiutarti a superare brevi momenti di “crisi”. Non saresti nulla senza questo. Ed infatti, in una calda notte d’estate, riapri i “recipienti di quel gioco che fa dolcemente male” (mi è piaciuto l’ossimoro!) e ti metti a ” GIOCARE”… Sei una persona sensibile, si capisce, e, come tale, puoi farlo solo tu, ovunque e sempre.
E’ normale, è giusto e non sai quanto ti ho capito.
Ognuno di noi ha la propria storia, il proprio passato , i propri ricordi, le proprie esperienze che, ovviamente, non possono essere paragonati fra loro, prorprio perchè diversi. Tutto però, ci aiuta a crescere, a fortificarci, a decidere cosa vogliamo diventare, cosa vogliamo evitare, a costuire la nostra ” leggenda personale”, giorno per giorno, anche sulla base di quello che abbiamo vissuto (coelho docet!). Siamo responsabili delle nostre scelte, anche di quella di rinunciare ai sogni per omologarci a tutto ciò che ci circonda, per dar retta a tutti coloro che cercano di convincerci (e ci riescono, a quanto pare!) che non c’è posto per i sogni, le ambizioni, i desideri… si va avanti solo con le “pedate” di gente che conta, c’è solo posto per chi è Figlio di…, Nipote di…il meccanismo è questo, ok, ma non è stato, nè sarà, SEMPRE così e ci sono le prove, per fortuna!
Cmq, non voglio degenerare in altri discorsi poco inerenti al tema, ma credo che tu possa capire perchè mi sono “spinta un pò oltre…”
BASTA COL PESSIMISMO E CASTIGO !
E’ bello commuoversi ripensando alla propria vita: se accade, secondo me , vuol dire che è stata piena, intensa, VIVA. Anche grazie alle amarezze. Anche se si hanno solo 22 anni e non si è ancora troppo GRANDI per poter essere definiti “GRANDI”…ma la vita è bella così, con la sua imprevedibilità, proprio perchè ti soprende sempre e non ti risparmia nulla, grande o piccolo che tu sia…
Comunque,posso darti un consiglio ?!?! visto che l’estate è ancora molto lunga, che ne diresti di comprarti un bel PINGUINO DE LONGHI ?!? così anche tu, come tutte le persone normali, nelle calde notti d’estate, invece di GIOCARE AL PICCOLO CHIMICO , provi a mettere un pò in stand by il tuo cervellino (…lo so, non è detto che tu ci riesca!)
Vabbè, Era giusto per sdrammatizzare e per smorzare i toni troppo SERIOSI da seduta psicoterapeutica di questo mio NOIOSISSIMO post… in fondo, sono una giocherellona e mi piace l’ironia, ma, se è necessario, indosso lenti ( A contatto!) per vedere un pò al di là delle cose…e tu, metaforicamente parlando, potresti indossare la stessa identica gradazione…a buon intenditor…
ciao ORACLE!
vorrei poter asciugare quella strisciolina di acqua e sale ed avere il potere di ridipingere il quadro della tua vita. Poi…penso che senza quelle tonalità chiaro scure e quelle pennellate schizzofreniche non saresti quello che sei!
Saresti qualcun altro – forse migliore forse peggiore – cmq non saresti TU!
Parlare di se è sempre tanto difficile! Tu sei il signore del silenzio assordante. Il signor Vita è disposto quandfo vuoi a porgerti un orecchio
Questa storia che la malinconia è una risorsa, che dobbiamo accoglierla, ecc ecc non mi è mai andata giù. Forse perché in tempi remoti l’ho accolta sproporzionatamente, tanto da restarci quasi secca. Questa maledetta sfida che il fatto di essere nati ci “sbatte brutalmente in faccia” consiste nel saper mantenere quel tanto agognato equlibrio di cui si parla tanto. “Il troppo stroppia”, “il giusto sta nel mezzo” ecc ecc come tutte le banalità dicono, ahimè, qualcosa di vero. Non lasciarsi subissare dalla malinconia, saper gestire la felicità , se e quando c’è, e potrei proseguire con altri elenchi di cosucce moderare. E’ una gran rottura di scatole…stare lì a non esagerare per non sprofondare. Ma sta tutto a noi. Ciascuno è solo, e la felicità non è una fatalità che improvvisamente scroscia dal cielo come lo spirito santo, ma è il prodotto di un esercizio costante, direi quasi “artigianale”, del tutto (e maledettamente, forse) individuale. Ammenoché non si tratti di sentimenti naturalmente! Quei simpaticissimi disgraziati (i sentimenti) sfuggono al controllo, e danno tanta felicità quanto angoscia.
Ma l’ho sempre detto io, che non c’è niente di meglio che una serata in compagnia delle persone più familiari, a farsi quattro risate in tutta serenità. La semplicità del benessere che può dare una simile situazione non finirà mai di stupirmi.
E’ utile per comprendere la vita innanzitutto comprendere se stessi. La mia benchè poca esperienza mi porta a sostenere che in ogni caso l introspezione di se stessi, è accompagnata da un sentimento diffiile ad estrinsecarsi, una sensazione cioè di infinità impossibilità; mi spiego: l uomo dotato di senno aspetta attimi di libera solitudine per lasciarsi rapire dalla mente. E qui si incontra il nodo cruciale dell’esistenza: tu nel pieno del tuo pensare vaghi e incontri una moltepliità di ostacoli (il tuo passato) che nn sai come giudicare, che magari vorresti estirpare dalla tua memoria.
La malinconia non è altro che la chiave di volta del pensiero “romantico”.
La solizione è la capacità di bilanciare la retrospezione con la propensione al futuro.
Di certo una vita senza una indagine interiore sarebbe una vita sciolta dal sentimento.
Buondì!
Ci tengo a sottolineare che io, nel mio precedente post, non intendevo assolutamente “CELEBRARE in tutto IL SUO SPLENDORE” la malinconia, anche perchè ho parlato semplicemente di “PARENTESI MALINCONICA” e non di lunghi periodi di inabissamento in un profondo stato di malumore! Me ne guarderei bene dal farlo, anche perchè sono pienamente consapevole, purtroppo, delle gravi conseguenze a cui tutto ciò potrebbe condurre un uomo! Sono stata fraintesa!!
Volevo semplicemente dire che ANCHE i MOMENTI di tristezza, di malinconia, sono utili e possono , a volte, rivelarsi addirittura vantaggiosi…BASTA però non esagerare, come ha detto bene lei!!
Paradossalmente, a mio modestissimo avviso e dal basso della mia esperienza, credo che siano proprio questi attimi di tristezza che possono far scattare in noi l’input per costruire qualcosa che possa trasmetterci serenità, buonumore e, soprattutto una stabilità emozionale, perchè solo conoscendo il “peggio” possiamo cercare, sforzandoci , di eluderlo per arrivare “al meglio”. Infatti, come lei stessa ha scritto : “la felicità non è una fatalità che improvvisamente scroscia dal cielo come lo spirito santo, ma è il prodotto di un esercizio costante, direi quasi “artigianale”, del tutto (e maledettamente, forse) individuale.”
” Homo quisque faber ipse fortunae suae ” Credo che siamo abbastanza concordanti in questo !
Sappiamo tutti, bene o male, cosa voglia dire vivere dei periodi, intensi o lievi che siano, di malinconia ed è sempre brutto, almeno per me, rievocare o semplicemente ripensare a quella/e fase/i ,perchè frutto di tanto dolore! E quindi, come potrei consigliare ad un amico di accogliere a braccia aperte la malinconia?!? Sarei proprio crudele! Il mio ( così come quello degli altri, del resto!) voleva essere solo un incitamento a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà e dai malumori e cmq, di fare tesoro di queste eperienze negative sperando di trasmettere ad una persona amica un pò dell’ ottimismo e del buon umore che mi caratterizzano.
Ha pienamente ragione nell’affermare che , in tali momenti, non c’è nulla di più rigenerante che circondarsi di persone AMICHE, perchè con esse, anche il gesto più futile e banale, come per esempio potrebbe essere il mangiare un pò di PANE E MARMELLATA, potrebbe provocare tano benessere!!
Detto questo, auguro a tutti una buona giornata…
un abbraccio!
Ulp pardon: il tuo intervento (ma perché usate questo “lei” assolutamente estraneo ad una ventenne ,in un contesto informale come ritengo sia questo??!?!? Mi azzardo – simpaticamente…- a dare del tu a chicchessia qui, mi auguro non me ne voglia nessuno) o, meglio, qualche idea del tuo intervento, mi ha fatto balzare alla mente le parole (non so perché, così piene un certo afflato materno che non riesco a tollerare) di un certo psichiatra di nome Morelli il cui successo televisivo è attualmente è in declino ma sulle cui novità (novità?) intellettuali non manco involontariamente di informarmi, dato che mia madre puntualmente porta suoi libelli e rivistine a casa: qualsiasi stato d’animo intollerabile per lui va accolto con pazienza, perché, non si sa come, da questo prima o poi affiorerà qualcosa di splendido. Magari questa specie di teoria avrà una sua qualche valenza scientifica, ma istintivamente mi riservo di rifiutarla, perché penso che con dello sforzo si possano indirizzare i propri stati d’animo dalla malinconia alla tranquillità. Ma questa è una mia opinione priva di alcuna autorità…
Comunque ho capito bene che ti limitavi a rilevare gli aspetti positivi (che indubbiamente ci sono, sono d’accordissimo) della malinconia, senza difendere un atteggiamento di (sadico) ostinato compiacimento nel viverla.Anzi dirò, senza timore di contraddirmi, che le mie idee, i pensieri migliori (forse anche quelli peggiori…) sono affiorati in momenti tristi. Direi che quando sono triste sono decisamente più creativa. Ma questo è un altro discorso.
Mi piace molto l’intervento di vittorio, lo trovo profondo: l’infinita impossibilità in cui ci si imbatte quando si volge lo sguardo verso se stessi, dal fuori verso il dentro .Senza indagine interiore si rischierebbe di lasciare stagnare nell’ombra delle parti di noi magari fonti di grandi risorse, e fare i conti anche con ciò che di “marcio” o negativo c’è in noi è un atto di coraggio. L’insondabilità, l’inafferrabilità del nostro “dentro” è forse ciò che ci spinge al movimento. Indagare i nostri “gaps”, sondandoli o svelandoli è un processo che giudico favolosamente interminabile. Per questo credo che mai, proprio mai, si possa arrivare a conoscersi compiutamente. E’ come se dentro fossimo infiniti. Purtroppo prevalgono i vari “io mi/ti conosco”, “so come sono/sei fatto” ecc ecc : così si finisce per escludere, ignorare delle parti di sé che neanche ci si sarebbe immaginati potessero risiedere in noi.
Pure, la “superficialità” è così comoda. Non so se si possa volontariamente scegliere tra superficialità e profondità, sarebbe come dover decidere fra comodo e scomodo: queste cose non credo si scelgano, le si ha e basta; poi eventualmente le si può “coltivare” con più o meno zelo. Queste catecorie forse sono rtroppo nette e riduttive, ma…vabè mi taccio! Non oso pensare quante vittime abbia seminato questo mio intervento…tutti secchi eh? Prometto non mi dilungherò più così..:)