Aspettavo un amico e passeggiavo sul Corso Garibaldi nel primo pomeriggio. Incontro una persona che conosco da quando Cossiga era ancora Presidente della Repubblica e Andreotti Presidente del Consiglio. Era candidato con il centro-destra alle comunali. Sosteneva Scopelliti, ma non è diventato consigliere comunale. In realtà è stato il primo della lista. Ma il suo partito (?) ha raccolto meno di 200 voti.
Mi ha detto che è stato tutto un magna magna. E io – con la metà dei suoi anni a domandarmi se lo pensasse sul serio.
E la riflessione che ho fatto è semplice.
Se oggi la politica in questa città è ridotta ad una miseria culturale, etica, professionale. Se esprimiamo questa classe politica è perché l’elettorato è di scarsa qualità.
Pensateci bene. La qualità di una classe politica è la cassa di risonanza della qualità dell’elettorato che la esprime. E’ indicatrice delle condizioni sociale della massa degli aventi diritto al voto.
Tanto più sarà diffuso un malessere sociale tanto più si alimenta un sistema fondato sul “ti voto perché in cambio tu…”. Non è colpa della politica. Ma nostra.
Un contesto sociale sano dove l’economia non è fatta di assistenzialismo. La gente tira a campare senza gli sforzi a cui tutti oggi siamo sottoposti. Allora sceglierà persone più capaci. Non di dar loro un futuro economico, ma di progettare il futuro.
Io avverto questo smarrimento. Sento che la fonte del benessere sociale non deve essere la politica. E questa politica – che si nutre del disagio in modi più o meno leciti o legittimi – non farà mai un passo in questa direzione.
Che il Consiglio Comunale di Reggio Calabria abbia deliberato un regolamento che pone dei paletti nell’assegnazione di incarichi e consulenze mi lascia indifferente. Nessuno che ammetta che intere liste erano formate da persone legate all’ente comunale. Direttamente o perché congiunti.
Ecco perché il mio amico non ce l’ha fatta. Ogni giorno torna al suo lavoro. Perché ce l’aveva comunque. Onesto, umile e senza pretese.
Non per tutti è così. E c’è chi riesce a farsi eleggere.
Antonino Monteleone



Le parole di quel tuo amico, non sono nuove nella politica attuale, in effetti bisognerebbe riuscire a far nascere un senso critico in tutta la cittadinanza per poter risvegliare quel sentimento di partecipazione a tutto ciò che è PUBBLICO, ma questo non avviene.
La spiegazione sta, che le persone che ragionano con il loro cervello e hanno delle capacita non si immischiano i affari che poi portano a quello che oramai siamo abituati, soprattutto qui al SUD dove per essere qualcuno devi avere qualche amico dietro che ti apre la porta, oppure pagare come ormai è consuetudine amici di amici per ottenere un tuo diritto.
C’è una canzone di Gaber “la democrazia” che descrive la situazione dell’Italia, praticamente si ha paura dei comunisti, dei fascisti…ma non si teme una dittatura di centro incapace di governare che elegge solo chi vuole lei e di conseguenza i rappresentati del cosiddetto “popolo” non sanno neanche da chi sono stati eletti e soprattutto cosa devono fare una volta seduti in quelle calde poltrone del parlamento, tutto questo per affermare che la politica attuale è soltanto una COSA di pochi, che per riuscire nei loro intenti poco chiari venderebbero anche la loro madre.
A Reggio Calabria, la situazione rasenta il paradosso, ma non bisogna disperare qualcosa po’ cambiare se si riesce nei giovani a vivere la politica, a far togliere dagli uffici quelle persone che ormai non hanno alcun interesse a migliorare la situazione di una città, e puzzano di muffa e sono ricoperti di polvere sulle loro spalle.
Bisogna credere che qualcosa possa cambiare, altrimenti cosa potremo dire un giorno, che tutto questo dipende anche dalla nostra volontà perché non abbiamo fatto nulla per cambiare la situazione.
ALBERTZ
E vi lamentate del Comune di Reggio … ?!? pensate che nei paesi dell’interland reggino c’è chi riesce ad essere eletto/a assessore senza neppure essere stao/a votato/a… più paradosso di così…!!!
Dubito che le cose potranno cambiare : la mentalità della maggior parte della gente è ancora troppo propensa a questa terribile ed infeconda forma di clientelismo che imperversa, a quanto pare, indisturbata…!! ci vorrebbe una vera e propria rivolta popolare, il che è un’utopia…!!! Non ci resta che sognare e CREDERCI… come dice una bella canzone : ” …di questi tempi si vende
qualsiasi cosa anche la verità, ma non sarà così sempre perchè tutto cambierà…”
NOI, GENTE CHE SPERA…
Approvo in pieno la prospettiva, proposta da Nino, che indica NOI colpevoli dell andamento deviato della politica.
Faccio un piccolo esempio: NOI puristi della moralità gettiamo fango, a ragione, contro la politica, contro quel politico che mangia quello che scopa quello che se ne fotte, però sempre NOI ci sentiamo in diritto , se non in dovere, di andare dal politico piu prossimo a noi a chiedere la qualunque; per chiudere non sopporto coloro che dicono “io non voto perche nn ci credo” e poi alla prima difficoltà chiamano l umile “onorevole” di circoscrizione per cambaire la lampadina.
La politica fa schifo , e farà schifo finchè noi lo vorremo.
PS A reggio la situazione è molto peggio che altrove, è inutile che innalziamo la nostra città a livelli che nn le si addicono. Siamo una piccola città provincia, permeata da un’ancor più “piccola2 mentalità agreste.
Nonostante tutto, lottiamo per renderla migliore.