Mi sono sempre chiesto perchè una mafia così ricca come la 'ndrangheta non investa sul territorio. Mi spiego meglio. E' pieno sui giornali delle cifre astronomiche che smuove una delle più importanti realtà "industriali" del mondo, la 'ndrangheta appunto, che nasce e cresce in una delle aree più depresse d'Europa.
Io non capisco quale sia il passaggio. Il passaggio che vuole taluni sotto scacco dal racket delle estorsioni, altri da quello dell'usura. Gli appalti divorati come carne di maiale. Droga e armi gestite come materie prime all'interno di un polo logistico intercontinentale. Il territorio amministrato con forza militare. Da un lato.
Da un altro lato quelli – e ce ne sono parecchi – che sostengono che le organizzazioni criminali offrano lavoro e possibilità in più rispetto a quelle di uno Stato assente. Che non mantiene l'ordine e tutta una serie di minchiate che non mi va di ripetere.
Mentre i padrini veri investono i proventi illeciti all'estero lasciando morire di fame una regione intera.
Non voglio correre il rischio di essere frainteso e specifico che non mi lamento del fatto che i proventi dell'attività illecita vadano via. Dico solo che non capisco come è possibile aderire ad un modello di comportamento. Ad un codice d'onore. Quando non c'è nulla di più disonorevole che vessare un'intera economia e centinaia di migliaia di persone arricchendosi in pochi.
La 'ndrangheta è una oligarchia forte e impenetrabile. Ma proprio il suo essere una ristretta "pars" deve diventare il disvalore che può arrestarne la crescita in termini di forza e potere economico.
La gente si mostri indifferente. Non ceda il passo all'egoismo. Non si senta protetta dalla peggiore ipocrisia.
Sono certo di fallire la missione di rendere giustizia ad un concetto che ho forte nella testa dal giorno della strage di Duisburg.
Molto onestamente confesso di averla per un attimo pensata come Feltri e prima di Feltri appena appresa la notizia. Poi ho avuto contezza dell'età di alcune delle vittime ed ho frenato i miei "mali pensieri".
Quella strage e molti altri omicidi erano evitabili. Ne sono convinto non perchè due giorni prima i Carabinieri avessero completato una dettagliata relazione sui protagonisti e gli scenari di questa faida, ma perchè sono convinto del fatto che esecutori e vittime fossero sottoposti ad intercettazione telefonica.
In una nazione dove lo sono anche i bambini, in un paese come San Luca dove lo sono anche le mosche e le pulci addosso ai cani per strada proprio dei pregiudicati sarebbero stati esenti dal controllo del Big Brother di qualche ufficio della Procura?
Non ci credo!
Nel frattempo la Stampa tedesca (degna di chiamarsi tale) ha mostrato senza peli sulla lingua le proprie perplessità (e quelle degli investigatori) sul metodo che lo Stato italiano utilizza per contrastare il fenomeno.
Non comunica con le forze degli altri paesi. E' indietro anni luce sul piano legislativo. Ha una classe politica marcia fino al midollo. Spende per la Giustizia quanto la Germania investe in spese sociali.
I Sanlucoti con i soldi, quelli veri, investono in tutta Europa. Con loro le più potenti consorterie criminali.
Secondo alcune recentissime fonti di stampa affiliati delle cosche "de stefano" e "labate" (sì, in piccolo!) non hanno avuto questa necessità perchè finanziate direttamente da bandi pubblici del Comune di Reggio Calabria.
Beh almeno di loro non posso "lamentarmi".
Il sindaco di San Luca si dimetta. Non è in grado di amministrare il proprio territorio. Le immagini di quel paese sono un gomitolo di cemento e mattoni completamente abusivo.
Il parroco di San Luca taccia. Come alcuni giornalisti. E' pazzesco augurarsi la pace tra le "famiglie".
Il 2 settembre a Polsi io sarò presente per cogliere l'aria che si respira. Fosse la volta buona che a Polsi, questa volta, oltre che 'ndranghetisti e malati di 'ndrangheta, ci arrivassero anche le manette… a(i) Polsi!
Antonino Monteleone