C’è una tendenza diffusa ad assumere continuamente e per i motivi più disparati medicine. TV giornali e radio sono pieni di inserzionisti farmaceutici. Sarà anche il contesto storico-sociale dove è necessario essere 365 giorni all’anno pienamente efficienti, ma sarà anche che ci lasciamo abbindolare e al primo sintomo tiriamo fuori l’arma “segreta”.
Rimane il fatto che sempre più spesso si contrastano gli effetti, ma si conservano – con cura – le cause. Se ci pensate determinati farmaci avrebbero un mercato dimezzato (forse ancora di più) se eliminassero le cause dei mali da cui dovrebbero far guarire, piuttosto che contrastare i sintomi.
Una quantità elevatissima di conoscenti, amici e parenti sono vittime dell’antidolorifico. Basta un piccolo ronzìo in testa per rendersi necessaria la “fame” da pillola (o bustina).
Molteplici principi attivi dal ketoprofene all’ibuprofene. Sento la necessità – oggi – di parlare di uno di quelli più assunti. Il nimesulide. La cui forma farmaceutica più diffusa è quella proposta da Roche con AULIN.
Bene è stato dimostrato dopo diversi anni di ricerche come il rapporto rischi/benefici si sia gravemente sbilanciato a scapito proprio di questi ultimi facendo riscontrare gravi tossicità epatiche. Insomma distrugge il fegato.
Tutte le agenzie del farmaco ne hanno ridotto le dosi massime, la quantità vendibile e la durata del trattamento, poche sono riuscite a bandirlo completamente in ragione delle forti pressioni esercitate dalle case farmaceutiche (avete idea del giro di affari?).
Per favore smettere di prendere Nimesulide e lasciate che quel dolorino vada via per come ci è arrivato!
Ecco cosa si scrive sul Nimesulide:
Negli anni scorsi Spagna e Finlandia hanno ritirato dal mercato i farmaci contenenti nimesulide per sospetta tossicità epatica. Gli studi dell’Emea del 2003, però, hanno ritenuto accettabile il rapporto rischi/benefici del principio attivo. Dal 15 Maggio 2007 anche l’Agenzia del farmaco irlandese ne ha sospeso la vendita, a seguito della segnalazione di 6 casi di insufficienza epatica grave in soggetti che ne avevano fatto un uso prolungato. In tali soggetti è stato necessario un trapianto di fegato.
Recentemente l’Emea ha posto delle condizioni riguardo l’uso e il confezionamento di numesulide, che vanno dal limite massimo di 15 giorni di trattamento al confezionamento di non più di 30 dosi (compresse o bustine) per scatola.
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Il problema è nell’abuso non nel regolare uso sotto controllo medico.
Non esiste farmaco che non causi potenziali danni collaterali. Basta leggere un qualsiasi foglietto che accompagna i medicinali e le controindicazioni possibili sono quasi infinite…
E’ nata la polemica sul nimesulide per l’abuso che ne veniva fatto in molti paesi, e i manifesti casi di tossicità si sono verificati dopo 50 giorni di utilizzo, appunto “uso prolungato”…non è prendendo una bustina di aulin che si distrugge il fegato..