Studio Aperto avrebbe dato la notizia che gli spari di questi giorni sui camion della Leonia, a Reggio Calabria, sarebbero fruttto della volontà contraria della cittadinanza ad accogliere l’immondizia della campania. Oltre alle stronzate quotidiane, Studio Aperto ne prende anche di peggiori.
Per chi si fosse incuriosi di una notizia così “anomala” faccio un po’ di chiarezza.
C’era una volta una “società mista pubblico-privata per l’ambiente” denominata Leonia S.p.A. Il 51% delle sue quote appartiene al Comune di Reggio Calabria e da quando è stata costituita la città ha visto – per la prima volta – cosa significa un servizio di nettezza urbana che funzioni.
Si dice della stessa società che – nella parte privata – non tutte le società che la costituiscono sono munite di “certificazione antimafia”. Ma forse sono solo leggende. In questa società l’ex presidente della Commissione di Controllo (organismo emblema del “controllore che è anche controllato” era un tale Massimo Labate attualmente agli arresti a Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di essere organico, ovvero contiguo, alla cosca Libri. La Leonia oltre a ripulire la città è stata anche generosa con tutti. Maggioranza ed opposizione in consiglio comunale hanno beneficiato di qualche posticino di lavoro per alimentare il bisogno di perpetuare la clientela!
Bene.
Passa qualche anno. Si “rinnova” l’amministrazione. Si rivince. E fu sera e fu mattino. Seconda legislatura.
A 9 mesi di distanza un bando per l’assunzione di 55 unità tra operatori ed autisti.
Accade nell’ordine che: l’assessore all’ambiente – Antonio Caridi (Udc) – subisca una intimidazione pre-elettorale ed una antecedente a questo bando. Rispettivamente un tentativo di incendio dell’abitazione e degli spari contro il portone della stessa.
Il tutto mentre di oltre 4000 mila domande presentate per 40 posti ne vengono scartate preliminarmente oltre 1000.
Un avviso sul sito del comune di Reggio Calabria comunica che in data 10-1-2008 saranno pubblicate le graduatorie che sanciranno chi è ammesso a sostenere le prove della seconda fase del bando.
Qualche giorno prima (7 gennaio) l’incendio alla vettura della moglie di Franco Zoccali (capo di Gabinetto del Sindaco) ed in uso allo stesso a pochi passi dal Comando Provinciale dei Carabinieri. E poi:
Spari contro un camion della Leonia (9 gennaio) nel quartiere di Catona.
Il comune avvisa che la scadenza del 10 gennaio è POSTICIPATA (sic!) a 31 gennaio.
Il giorno dopo e precisamente la notte tra sabato 11 e domenica 12 arriva un “secondo avviso”. Ancora spari su un camion della Leonia.
Io mi rifiuto di assistere all’amministrazione che sembra assecondare il clima di tensione posto in essere dalle cosche nel reggino. Avrei voluto che il bando andasse avanti e la scadenza rispettata. Un segnale di forza. Schiena dritta e sicurezza.
Invece no.
E’ di assistere inerme a tutto questo che mi rifiuto!
Da un lato non nego la solidarietà a chi subisce il tiro vigliacco e arrogante della criminalità, dall’altro non potrei che biasimare una “ipotizzabile” scesa a patti. Una cosa gravemente sconcertante (o sconcertantemente grave!?) che non deve passare. Di chiunque siano le responsabilità.
L’amministrazione spieghi il perchè di quel rinvio.
L’amministrazione renda pubblico ovvero più accessibile la composizione societaria della SpA Leonia.
La magistratura accerti che non ci sia in ballo qualcosa di molto più serio. Uno smaltimento di rifiuti/scorie tossiche che qualcuno vorrebbe imporre all’amministrazione.
La magistratura accerti l’eventualità di gare d’appalto in corso (già svoltesi/in previsione di svolgimento) di rilevante interesse per le organizzazioni criminali.
La stampa – in particolare quella locale – faccia presente a quella nazionale delle cialtronerie che diffonde per lo stivale.
La stampa – tutta – non smetta mai di mettere la mordacchia a tutti gli apparati.
Antonino Monteleone


