Onorata Sanità & Martoriata Comunità

Posted by Antonino Monteleone On gennaio - 28 - 2008

E’ scoppiato un altro terremoto. Il disastro della Sanità Calabrese. Viene arrestato un altro consigliere regionale. Domenico Crea. Faceva parte del gruppo dei 33 indagati oppure saliamo a quota 34? Ce lo dirà – forse – il Procuratore Grasso.

Un losco giro di corruttele, malaffare, intimidazioni, latrocini. Per gli inquirenti si tratta del “Sistema Crea”.

Volete sapere qual è la notizia? La notizia sta nel fatto che il bidone di cacca su cui ha indagato la DDA è solo una parte (consistente, ma una parte!) dei “casini che ci sono nella sanità” – come li chiama qualcuno.

Quello che è successo oggi l’avrebbe immaginato chiunque avesse avuto la bontà di leggere la relazione della commissione d’accesso sull’ASL di Locri (quella di cui Marco Minniti esortava la lettura nelle scuole e che potete trovare QUI). E lo stesso dott. Colamonici quando dice che l’inchiesta Onorata Sanità è la traduzione della “relazione Basilone” conferma questo assunto.

La Giunta Regionale si “riunisce d’urgenza” per concordare “la stessa versione dei fatti (?)” e in un comunicato ufficiale ci tiene a rilevare come il quadro di illeciti perpetrati a danno della sanità calabrese sia relativo agli anni di governo del centro-destra.

E’ vero.

E’ vero anche – afferma la nota diffusa da Via de Filippis – che

sotto la gestione della giunta di centrosinistrasono avvenuti due fatti: decreto di accreditamento del 28 luglio 2005 come conseguenza obbligata della pratica lasciata in sospeso dal centrodestra con l’autorizzazione in data 20 aprile all’effettuazione delle prestazioni sanitarie; sospensione in via cautelativa del contratto della clinica, deciso a novembre 2005 da parte del commissario straordinario dell’Asl di Reggio, dott. Giusepe Priolo, viceprefetto, nominato dalla giunta Loiero“.

Insomma Doris Lo Moro si è ritrovata una pratica assolutamente illegittima sulla scrivania e cosa fa? Ne dà prosieguo perchè obbligata?!

Qualcuno mi chiede cosa ne pensi dello scioglimento anticipato del consiglio regionale.

Non ho il riporto, ma lo vorrei anch’io.

Non prima – però – che la Calabria si doti di una legge che impedisca la candidatura a tutti coloro i quali vengano contestate – in sede investigativa o giudiziaria – frequentazioni con ambienti della criminalità organizzata tali da richiedere l’emanazione di misure cautelari a loro carico.

Io sogno, sì. Il solito giustizialista. Già, vero. Non è possibile.

Allora va eliminata la schiavitù che la politica ha imposto all’elettorato.

Una parola su Fortugno, visto che la vedova non ha ritenuto opportuno esprimersi. Non ha ritenuto di esprimersi su quello che nel maggio del 2006 è stato sua spalla politica e che oggi sembra avesse fornito ospitalità – quantomeno politica – ai presunti mandanti dell’assassinio di suo marito.

Credo che non ruoti solamente attorno a Crea ed ai Marcianò la soluzione di quel delitto.

Tanto più sarà vero ciò che dico tanto più forte sarà l’accanimento su Crea e questa inchiesta che non si può che definire – comunque – di ottimo livello.

Oggi c’hanno spiegato come funzionava “Villa Anya”. Domani dovranno spiegarci come mai non si riesce ad unire l’ASL di Reggio con quella di Locri alla luce di una legge che impone la costituzione di una unica azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Forse giungerà prima lo scioglimento dell’ASL di Reggio, come da più parti anticipato.

Antonino Monteleone

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One Response to “Onorata Sanità & Martoriata Comunità”

  1. vittorio scrive:

    Se è vero , come costituzionalemente disposto, che la responsabilità penale è personale, spesso ,però, la responsabilità politica non è di un solo soggetto.
    E’ giusto che chi abbia commesso illeciti ne paghi le conseguenze; penso pero che l’ on.Crea sia solo la punta di un iceberg profondo: vi sono responsabilità politiche ( e non necessariamente penali) di soggetti politici di livello superiore a quello di consigliere regionale.
    Comunque, è inquietante il dato degli indagati nella nostra provincia.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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