Due gradi.
Due gradi differenza quando ti dice che vuole andare via.
Via per liberarsi del fardello di difficoltà che sembrano insormontabili, ma comunque insopportabili.
Due gradi tra il luogo in cui si trova nel momento in cui pronuncia, anzi scrive, le parole.
Un grado di differenza tra il luogo in cui ricevo l’informazione, in un posto che già comincio a detestare, e quello in cui il pensiero è maturato.
E’ stato freddo, quell’inverno.
Nel febbraio del 2008. Avevo ventitrè anni. E ancora, ancora, ci credevo.


