Fa bene Pasquale Condello a crucciarsi quando lo comparano a Bernardo Provenzao. “Ma quale Provenzano e Provenzano: io sono Pasquale Condello!”.
E meno male! Provenzano era molto più accorto quando annotava qualcosa. Il decimo giorno del mese non pensava di vivere ancora nel mese precedente. Il pizzino portava la data del 10 giugno. Invece era luglio.
Sì. Condello non è Provenzano perchè è stato un po’ cialtrone ed ha confuso le acque.
Ha confuso chi ha letto la notizia delle scuse di un giornalista. Dopo averlo fatto con l’indicazione errata della data del servizio che l’avrebbe insospettito ritardando gli accertamenti da parte della RAI.
Allo stesso modo confonde un comunicato della Procura di Reggio Calabria che è più ambiguo di Vladimir Luxuria visto da dietro, piegato a 90°, in gonna, mentre raccoglie il rossetto che gli è appena caduto dalla borsetta.
Posso non credere che la notizia sia vera. Posso credere allo spettro di antiche lotte interne ai giornalisti calabresi. Posso credere che le presunte “scuse” di un giornalista a Condello non fossero in risposta al quel pizzino specifico. Ma non posso assolutamente credere a Paolo Pollichieni che si tira una martellata nelle palle pubblicando una notizia completamente falsa.
Antonino Monteleone


