Raccoglieremo le firme.
Anche a Reggio Calabria. Come l’8 settembre. Ma stavolta non si tratterà di riempire le piazze, raccogliere 350.000 (ne servivano 50.000) firme in un solo giorno e fare cestinare al Senato la proposta di legge di iniziativa popolare per un “parlamento pulito” manco fosse carta igienica.
Questa volta proponiamo l’indizione di tre referendum abrogativi ex art. 75 della Costituzione.
Abrogare cosa?
1) L’Ordine dei Giornalisti - istituzione corporativa, vecchia, inutile. Che tiene in piedi un sistema perverso che impedisce l’accesso alla professione. Una distinzione tra “professionisti” e “pubblicisti” che non esiste da nessuna parte nel mondo. Giornalista lo è chi ci studia per diventarlo e frequenta una scuola. Oppure chi ha maturato l’esperienza ed un giornale lo assume. Non chi è riuscito ad ottenere il rilascio di un tesserino costretto il più delle volte a subire ricatti che non finiscono mai! Abolire l’ordine e rafforzare il sindacato. Nulla “contro” i giornalisti.
2) Il finanziamento pubblico all’editoria di Parito – 1 miliardo di euro all’anno per finanziare giornali che non esistono, non sono conosciuti o stampano 5mila copie al giorno. Se i partiti vogliono pubblicare un giornale lo facciano coi soldi propri. Che di certo non gli mancano. I giornali devono incassare col venduto in edicola e la pubblicità. Anche quella istituzionale. Costì rassicuro quegli editori che guardano in cagnesco l’iniziativa.
3) La Legge Gasparri (scritta da Confalonieri) – La Legge Mammì ieri e la Gasparri oggi sono state approvate dal Parlamento in contrasto con una sentenza della Corte Costituzionale. E la corte di Giustizia Europea ci multa di 400mila euro al giorno. Per cosa? Perchè non è accettabile che chi ha tre canali televisivi possa assumere la Presidenza del Consiglio e controllare i tre canali del Governo. Perchè non è accettabile – in senso assoluto – che un solo soggetto sia proprietario di 3 su 7 reti televisive nazionali. Rete 4 vada sul satellite. E si consegnino le frequenze ad Europa 7 che ne è legittima proprietaria. Bisogna rompere il duopolio. L’informazione televisiva in Italia è confinata in piccole gabbie in due reti e mezza.
Ci vediamo domani, 25 aprile, al Chiostro della Chiesa si San Giorgio al Corso. Corso Garibaldi – angolo via TapisRoulant (fu via Giudecca).
A partire dalle 16.
Libera informazione in libero Stato.


