Ogni mia valutazione del “caso Schifani” (non accetto che si parli di un “caso Travaglio”) sarebbe superflua.
Le opinioni, a differenza di alcuni tipi di fatti, hanno una precisa gerarchia. E preferisco riportarne una piuttosto autorevole.
ANSA – RAI: TRAVAGLIO; FLORES-D’ARCAIS, NON BISOGNA TACERE – 10:57
“A occhio e croce perfino Anna Finocchiaro, da giovane, per via di frequentazioni comuniste, dovrebbe aver letto Antonio Gramsci. E se non lo ha letto non ha potuto fare a meno di inciampare sulla frase piu’ famosa del leader antifascista, citata infinite volte in ogni contesto: la verita’ e’ rivoluzionaria”.
Lo dice Paolo Flores D’Arcais intervenendo nella polemica sulle affermazioni di Marco Travaglio contro Renato Schifani a Che tempo che fa.
”Ora, quello che colpisce nel ‘caso Travaglio’, o almeno dovrebbe se nel nostro sciagurato belpaese fossero ancora attivi anticorpi di elementare democraticita’ – aggiunge -, e’ che nessuno fin qui ha messo in discussione la realta’ delle ‘modeste verita’ di fatto‘ puntualmente ricordate da Marco Travaglio.
L’alluvione di attacchi, vaderetro e altre contumelie utilizza ogni arma della piu’ vieta retorica, ma il servo vituperio tace fragorosamente sull’unica questione che conti: lo statuto verita’/falsita’ di quanto Travaglio, da modesto cronista quale si presenta e rivendica, ha puntualmente riferito”. ”Aspettiamo percio’ – conclude – che qualche voce non isolata e se possibile autorevole, dia voce ai principi elementari della democrazia.
E’ vero che il coraggio, chi non l’ha, non se lo puo’ dare, ma e’ ancora piu’ vero che chi tace, di fronte a casi tanto gravi, incoraggia future censure e getta la sua pietra, o foss’anche il suo sassolino, nel linciaggio contro le liberta’ liberali”.



Parole sante. Senza presunzione, dico che l’avevo pensato anch’io. Non capisco i toni scandalizzati, di aspra repulsione morale, legati alla questione. Soprattutto la RAI…pare che tutti abbiano paura di scomporre la sensibilità del potente. Il quale si è peraltro difeso male: la genericità della sua apologia di se stesso schiude la via ai sospetti, piuttosto che metterli a tacere.
Insomma, fosse stato un insulto gratuito, una calunnia infondata, le reazioni sarebbero state più che legittime. Ma perchè nessuno si preoccupa della veridicità delle parole di Travaglio, prima di pensare a tutto il resto?
Per quanto riguarda la storia del mancato contraddittorio: i media offrono tante opportunità di espressione ai potenti, che la questione non ha nessunissima ragione di esser posta.
Il concetto di libertà , a mio avviso, poco rientra nelle caratteristiche ontiche della democrazia.
Uno stato può essere democratico e illiberale: cioè ci può essere democrazia senza libertà.
Io credo che ci possa essere anche libertà senza democrazia.
Ad ogni modo, non penso che in italia, paese democratico, non ci sia libertà.
Il concetto di verità è ben piu ampio. La verità è un’ Idea (a priori).
Riportare fatti, non significa trovare la “verità”. La verità , se mi consentite, non è del nostro mondo. Il Nostro è quello dell artifizio, del materialismo e del meccanicismo.
La verità, di cui fa scudo travaglio, è il risultato di relazioni inter individuali.
La Verità è un’altra cosa.
Io parlerei, sempre e comunque, di fatto accaduto, mai di verità-
“Uno stato può essere democratico e illiberale: cioè ci può essere democrazia senza libertà.
Io credo che ci possa essere anche libertà senza democrazia.” Sulla prima ci sto, sulla seconda devo dire che hai torto. Non possiamo considerare la democrazia e la libertà solo su un piano politico. Ad esempio, su un piano economico: la libera concorrenza produce davvero libertà? Penso al consumismo, alla pubblicità intesa come motore dell’economia. Temo la ricaduta psichica, fra l’altro.
Per quanto riguarda la verità…se vuoi propugnare una filosofia a-contestualizzata, possiamo esser d’accordo, ma allora non potresti neanche spiegare com’è che tu hai questo nome, sei nato da questi genitori, vivi in questa città. Nè potresti parlare nella tua lingua. Ci vedo molto tecnicismo e poca consistenza, a livello di contenuti, nella tua pseudo-obiezione. Richiami la vecchia distinzione tra la verità con la v minuscola e la verità con la V maiuscola. Non ne farei il perno di un’argomentazione.
Dico che la libertà è una condizione della persona che può andare oltre l ordinamento giuridico (nel caso democratico).
Per le affermazioni sulla verità: le maiuscole stanno solo ad indicare la differenza in base a quello che avevo scritto prima ( non solo un cretinetto che differenzia , ad esempio, gli amici von le maiuscole).
SInceramente non mi aspettavo un giudizio per il tema d italiano.
Ho epresso un’idea; ovviamente su un blog non mi metto a scrivere un trattatello sulla mia concezione di Verità, Io, Idea.
per finire, ci può essere libero mercato anche senza democrazia (non tiene il discorso)-
La democrazia è una forma di potere, nient altro.è una convenzione dell’uomo, mentre la libertà è una condizione dell uomo, personale, che prescinde da ogni forma di ordinamento( questo volevo dire)
ps la filosofia non è mai a-contestualizzata. anche perche se lo fosse oggi saremmo senza filosofia. visto che nell ultimo secolo pochi sono i filosofi , anzi Filosofi, con la F maiuscola (ovviemente scherzo)
comunque ti ringrazio per aver controbattuto.
ciao vittorio.
Sono d’accordo: la filosofia non può essere a-contestualizzata, proprio come il linguaggio: è chiaro che il termine verità ha, come tutti gli altri, un senso diverso in relazione al contesto in cui viene usato; ed è chiaro che, in questo contesto, ha il senso di una “verità di fatto”, e il tuo richiamo a una sua dimensione superiore aveva poco a che fare col contesto…:D
Riguardo alla libertà, inavvertitamente diciamo la stessa cosa, come puoi notare dal mio richiamo a considerarla fuori dalla dimensione politica. Ovviamente non intendevo negare che “senza democrazia può esserci libero mercato”, semmai osservavo che la libertà in senso “esistenziale”, intimo, psicologico ecc, non è certo favorita da un libero mercato che rinunci alla democrazia, così come non è favorita dalla democrazia: in tutti i casi il mercato tende a soffocare l’individuo e a usare il termine libertà per spot pubblicitari del tipo “life is now” (è la vodafone che ti permette di cogliere l’attimo) o di quella birra lì che solo appiccicandoti la sua etichetta addosso ti permette di esser veramente te stesso.
PS: non farei mai certe distinzioni in un tema d’italiano; i temi d’italiano richiedono approssimazione e qualunquismo
Io penso, invece, che Travaglio sia la caricatura di se stesso; sono convinto abbia ideato il suo personaggio nel nulla, come Sgarbi, al contrario.
Io credo che se nasci, vivi e cresci professionalmente a Palermo, come a Reggio di Calabria, sei vicino a molti, conosci tutti, hai fatto sistema con la tua realtà.
Le costruzioni(il)logiche, poi, di chi per professione altro non fa se non leggere i documenti, senza anima, decontestualizzati, privi di un sistema di origine… possono fare – a mio avviso – eccitare i cialtroni giustizialisti che vedono la Terra da Arcadia, e non Palermo da Milano.
Chi accetta è pazzo, ma chi si scandalizza è ipocrita e ridicolo.
Avanti gente, c’è l’Italia da fare.