Archive for luglio, 2008

Il Sindaco dei reggini…che applaudono!

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 29 - 2008

E’ il migliore di tutti i suoi predecessori. Ha realizzato 1, trovandosi davanti allo 0.

Ha cavalcato, incoraggiato, sfruttato un mutamento sociale che, a prescindere da lui, sarebbe emerso comunque. Ma ci ha saputo fare. Lui e la sua corte di amici, portaborse, tirapiedi e servi-vivande.

Sa spendere i soldi, ha imparato in fretta, forse esagera un po’. Ma la gente lo applaude, dopo averlo un po’ fischiato. E’ bra-vis-si-mo! A poco più di quarant’anni è uno dei più stimati amministratori su scala nazionale.

Ha un difetto.

Se non glielo ripetono in continuazione, che è il migliore, si offende. E’ fatto così. I suoi “nci nfocanu a posta” (lo provocano ndr).

Vanta innumerevoli opere pubbliche; il Tribunale (da completare) il Tapis Roulant (da completare), Piazza Carmine (da completare), Piazza della Pace, Area Calamizzi (da completare), Piazza Orange (già vecchia), Ponte della Libertà (da completare), nuovo Mercato Ortofrutticolo (da completare), porto turistico (non pervenuto), nuove strade (ma la “Modena-Arangea”?), sensi unici. L’esaurimento dei fondi del Decreto Reggio. Politiche (clientelari) occupazionali. I Lidi sul lungomare. Costosissime campagne promozionali. La desalinizzazione dell’acqua del centro storico dopo essere stato pagato per farla arrivare in tutti i rubinetti. L’amicizia con Gioacchino Campolo.

Nonostante questa mole di successi la Corte dei Conti lo bacchetta.
Ma per Scopelliti il “patto di stabilità” è un istituto vetusto, desueto, che non merita di essere rispettato. Chi non lo capisce “non fa l’interesse della Città”. E’ contro Reggio.

L’arroganza ha contagiato alcuni membri dell’esecutivo. Come lui se la prendono con i giornalisti. Ma non gli va mica bene.

Lucio MusolinoCalabriaOra: si prende del “pezzo di merda” da un’assessore. Lo scrive. Viene querelato. Il GIP archivia.

Francesco PaolilloIl Quotidiano della Calabria: tra tante “leggerezze” del palazzo fa notare che una mostra su Maria Callas, del valore di 50.000 €, viene pagata poco meno di 300.000 €. Si becca insulti e minacce. Ma le carte gli danno ragione.

Giuseppe Baldessarro – Il Quotidiano della Calabria/Repubblica: è suo lo scoop del “concorsone” regionale. Ha di recente trattato la costituzione del Comune di Reggio Calabria come parte civile nel processo “Testamento” che vede imputato l’ex Consigliere Comunale di AN, Massimo Labate. “Scopelliti chiede i danni a Labate” era il tito dell’articolo che non è andato giù al Super Mayor.

Non perde occasione per attaccare Quotidiano e CalabriaOra. “La Gazzetta del Sud è un giornale serio“, ha detto.

Perchè non lo contraddice mai. Soffice soffice.

PIAZZA CARMINE / IL VIDEO

Il cantiere di Piazza Carmine, come quello di Ponte della Libertà, è aggiudicato dalla Co.For. srl. I fratelli Guarnaccia ne sono i proprietari e sono attualmente detenuti nell’ambito della operazione ARCA. Buona parte del loro profilo criminale viene dalla Liguria. La Casa della Legalità si è già occupata di questa premiata ditta relativamente alla costruzione del “rilevato ferroviario di Celle Ligure”.
La Co.For è sequestrata dalla DDA nell’ambito dell’operazione ARCA, relativa alle estorsioni negli appalti dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
La ditta,  che ha in appalto due aree importanti della città, è oggi in regime di amministrazione controllata. Ma come ha fatto a vincere la gara? Boh!

Gli stipendi degli operai non sono pagati. I commercianti della zona sono sul piede di guerra.

Il vero ostacolo?

I giornalisti che “rumpunu i cugghiuni” (rompono i coglioni!). Parola di Scopelliti…

Regia!? Avanti con il filmato…

antonino monteleone

p.s.: in Calabria fare il giornalista, se non scrivi per Gazzetta del Sud, diventa sempre più pericoloso. Ad Agostino Pantano, responsabile della redazione di Gioia Tauro di Calabria Ora, bucano le gomme della macchina per la seconda volta.

Isolamento, minacce, intimidazioni. Yuuuhuuuuuuuuuu!

Senso del pudore & leggi da rispettare

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 28 - 2008

Enzo Sculco

Capita ai cialtroni, come me, di “avere” (più precisamente, di accorgersi grazie a qualcuno che ti dà l’imbeccata) una notizia che proprio in questi giorni vuoi trattare con garbo. Marciandoci un po’ su.

Pensai proprio giovedì di tenerla “calda, calda” e pubblicarla lunedì.

CalabriaOra di oggi invece, dopo altre già incassate, mi regala una lezione, bruciandomi.

Enzo Sculco, ex capogruppo della Margherita in Consiglio Regionale, è uno dei più carismatici (7209 preferenze) personaggi politici dell’area Crotonese.

Il 2 febbraio del 2007 viene condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione, interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale per la durata della pena, incapacità a contrattare con la PA per tre anni, dal Tribunale di Crotone in ordine ai reati di frode in pubbliche forniture, truffa, tentata truffa, falso ideologico, concussione, abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio, corruzione, turbata libertà degli incanti. Ma avrebbe saputo fare anche di più. Se solo lo avessero lasciato fare.

Maledetta legge.

Sono sospesi di diritto dalle cariche indicate al comma 1:

a) coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati al comma 1, lettera a), o per uno dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316, 316-bis, 317, 318, 319, 319-ter e 320 del codice penale;

b) coloro che, con sentenza di primo grado, confermata in appello per la stessa imputazione, hanno riportato una condanna ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per un delitto non colposo, dopo l’elezione o la nomina;

c) coloro nei cui confronti l’autorità giudiziaria ha applicato, con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.

Se non fosse stato per la legge n. 55/1990, Enzo Sculco, avrebbe continuato a “legiferare” dentro Palazzo Campanella. Nel magnifico Palazzo dove albergano i più pagati, fannulloni e delinquenti rappresentanti di una comunità regionale.

Il 7 marzo del 2007 il Consiglio dei Ministri dispone la sospensione del Consigliere Sculco dalla carica. Viene sostituito dai primi dei non eletti, Salvatore Lucà.

Maledetta legge.

L’art. 4 bis della legge 19 marzo 1990 n. 55 (così come integrato dall’articolo 1, comma 4, della legge n. 475 del 1999 poi modificato dall’articolo 8-quaterdecies della legge n. 186 del 2004) prevede infatti che

La sospensione cessa di diritto di produrre effetti decorsi diciotto mesi. Nel caso in cui l’appello proposto dall’interessato avverso la sentenza di condanna sia rigettato anche con sentenza non definitiva, decorre un ulteriore periodo di sospensione che cessa di produrre effetti trascorso il termine di dodici mesi dalla sentenza di rigetto.

La sospensione di Enzo Sculco, decorrendo dal 2 febbraio del 2007, scade quindi – a norma di legge – sabato 2 agosto!

E la legge va rispettata! Solo in certi casi però.

Il Consiglio Regionale si riunisce venerdì 1 agosto.

Dionisio Gallo

Mi diverte il pensiero che è stato il destino ad impedire che nella medesima seduta Giuseppe Bova dichiarasse sospeso Dionisio Gallo (Udc), condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Crotone assieme all’auto-sospesosi presidente degli Industriali di Crotone, Raffaele Vrenna, proprio mentre reintegrava il più gravemente condannato Enzo Sculco in attesa del giudizio di appello.

Gallo potrà tornare in Consiglio Regionale il 10 giugno del 2010. Giusto in tempo per preparare la campagna elettorale per il “rinnovo” dell’assemblea.

Invece Sculco potrebbe essere riammesso, caro Lucà arrivederci e grazie!, nella seduta del 7 agosto.

Lo dico chiaramente. La legge non si discute. Ma Sculco e Gallo dovrebbero avere la dignità di dimettersi.

Invece sapete cosa succede?

Succede che Enzo Sculco, quando fu sospeso, chiese ed ottenne di poter continuare a versare i contributi per maturare la pen-si-one! E stessa cosa temo che farà Gallo.

Tutto mentre Giusepeppe Bova, è orgoglioso come un vecchio che smette di pisciare con il catetere per i voucher che premiano i “giovani e meritevoli” calabresi.

Insomma impediamo che 500 “enfant prodige” lascino la Calabria. Con i soldi dei tagli ai costi della politica. La stessa politica che aumenta di 1.300 € lo stipendio mensile dei capigruppo consiliari (Bova non batté ciglio durante l’approvazione della finanziaria che conteneva questo comma vergognoso).

E tra gli enfant prodige ce n’è uno speciale. Che, bontà sua, non aveva proprio bisogno di un incentivo per non lasciare la Calabria.

Cosa avreste fatto al posto loro?

antonino monteleone

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Un giorno qualsiasi: e la chiamano emergenza…!

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 24 - 2008

Vi sono piaciuti i Duran Duran?

Vi anticipo una cosa. L’anno prossimo arriveranno gli U2.

Chiaramente la speranza è che l’importanza dei cantanti che verranno in città non sia direttamente proporzionale al volume della magagna che potremmo scoprire alla vigilia della loro esibizione. Ci siamo capiti.

Torniamo a loro.
Simon Le Bon, Nick Rhodes, John, Roger ed Andy Taylor vi hanno fatto scordare cosa è accaduto il pomeriggio precedente. La mattina. Due settimane fa e vi terrà lontani anche da quello che è accaduto oggi.

Meglio riepilogare.

A Gioia Tauro una maxi-operazione della Polizia di Stato, firmata dal Procuratore Giuseppe Pignatone e dai sostituti Pennisi, Prestipino, Boemi, Di Palma e Miranda, infligge un durissimo colpo alla cosca dei Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Oltre venti fermati che risponderanno di associazione mafiosa. Di come mettevano le mani sul Porto commerciale più grande d’Europa, di quanto fossero vicini agli ambienti della politica che conta.

In queste cronache (ANSALA STAMPA) leggete della vicinanza a Marcello dell’Utri, Armando Veneto. Del voto degli italiani all’estero. Di cento anni di storia mafiosa.

E poi?

E poi niente. Qui a Reggio Calabria un 24 luglio come tanti altri 24 luglio. Come quello che si è vissuto a Pisa, a Trento oppure a Rimini.

Mi sarà sicuramente sfuggito qualcosa, ma ripercorro questa giornata, partendo da ieri.

23 luglio 2008

1) I Carabinieri di Catanzaro arrestano Francesco Fortuna, di 28 anni, latitante dall’ottobre quando sfuggi’ alla cattura nel corso di un’operazione contro presunti affiliati alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio, nel vibonese. Si trovava in un appartamento a Vibo Valentia.

2) Un dipendente di un ipermercato di Villa San Giovanni viene ferito a pistolettate, poco dopo le 21,30,  mentre in macchina si apprestava a lasciare il posto di lavoro. L’uomo, Bruno Praticò, era al volante del proprio mezzo quando e’ stato raggiunto da sei colpi di pistola all’emitorace destro. Perso il controllo dell’utilitaria, l’uomo e’ andato a sbattere conto un altro automezzo.

3) Nella serata a Santo Stefano d’Aspromonte è stato ferito a fucilate, Rocco Musolino, di 81 anni, indicato come il ”boss della montagna”. Musolino viene ricoverato nell’ospedale di Reggio Calabria, ma le sue condizioni non sono gravi.
Insieme a Musolino e’ rimasto ferito in modo lieve Agostino Priolo di 40 anni. L’uomo e’ considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta.
L’uomo e’ considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta. E proprio il suo carisma criminale ha fatto si’, rilevano gli investigatori, che tutta la zona fosse sotto il suo controllo senza che ci siano mai stati segnali di contrasto o di ribellione. Ed è per questo che l’agguato contro Musolino, viene definito ”anomalo” dagli investigatori. Musolino fu accusato di essere il mandante dell’omicidio del boss Giorgio De Stefano, assassinato in Aspromonte il 7 novembre 1977. Condannato in primo grado, fu poi assolto in appello.

24 luglio 2008

1) Un bunker sotterraneo è stato scoperto dagli agenti della sezione anticrimine dei Ros e dello squadrone eliportato Cacciatori ad Africo Nuovo, in provincia di Reggio Calabria.
L’ingresso del bunker e’ localizzato nel sottoscala di una palazzina a tre piani di proprieta’ di un operaio forestale Leo Morabito, di 58 anni, noto come elemento di spicco della cosca dei Palamara.
Morabito e’ anche il suocero di Francesco Pelle, detto ”
Ciccio Pakistan”, di 31 anni, appartenente al clan Pelle – Vottari di San Luca e latitante dal 30 agosto dello scorso anno. All’interno del bunker la scritta: “Signore, proteggici”.

2) A Palmi invece arrestano un criminale con un arsenale in casa: Antonino Scibilia, 42 anni, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Palmi per detenzione illegale di armi e munizioni. Nel corso di una perquisizione domiciliare in casa dell’uomo gli agenti hanno rinvenuto un ordigno esplosivo di 350 grammi, un altro di 260, quasi due chili di fertilizzanti a base di nitrato d’ammonio, 21 petardi di costruzione artigianale privi di polvere pirica, 124 cartucce calibro 38 special, una pistola a salve calibro 38, 18 cartucce calibro 38 di cui una a salve, una carabina calibro 4,5 mm.

3) Un uomo di 78 anni e’ stato ucciso nel pomeriggio a Cinquefrondi, nella piana di Gioia Tauro. La vittima si chiama Pietro Belsiti ed e’ stato raggiunto da colpi esplosi da un’arma da fuoco, probabilmente di fucile. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Polistena che hanno avviato le indagini.

L’esercito in Calabria? Ma dai… sappiamo cavarcela da soli. O no?

antonino monteleone

p.s.: SVIZZERA. Oh sì… Svizzera Mon Amour. Direi se fossi qualcuno con una montagna di soldi da riciclare. Prima della mia prossima riflessione (e con il post scriptum di ieri siamo a due considerazioni, un po’ troppo) vi consiglio di leggere questo vecchio articolo. Pensate alla vicenda Piromalli-Molè. Poi alle Centrali a Carbone (che sarà) e quella a TurboGas di Rizziconi. Ed avrete un quadro completo… nemmeno per metà.

ErreTieLLe 102.5 & 350.milaeuro

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 23 - 2008

Rtl a Reggio - Peppe Caridi photo
foto Peppe Caridi

Per il secondo anno consecutivo, nell’ambito dell’Estate Reggina 2008, Reggio Calabria ospiterà per tutto il mese di agosto RTL 102.5. L’unica radio italiana in isofrequenza trasmetterà dall’arena “Franco” gran parte del proprio palinsesto radiofonico.

Oggi il tanto atteso concerto gratuito dei Duran Duran.

Dal 26 luglio la prima trasmissione dal radio-truck fino al 31 agosto.

Reggio Calabria riecheggerà nell’etere nazionale ad ogni occasione utile. Tutto sommato una buona strategia di marketing. Prezzo forse un po’ altino (circa 350.000 €), ma abbiamo bruciato cifre più alte per avere in cambio molto meno.

Tra l’altro sono un ascoltatore della radio di Suraci. In particolare del Giornale Radio. Forse il più completo e puntuale. A parte Alberto Ciapparoni.

24 edizioni giornaliere, 400 minuti di news in diretta, recita il jingle in apertura delle edizioni più ascoltate. Quella delle 9:00, delle 13:00 e delle 19:00.
Nei giorni feriali è proprio l’edizione della sera, alle 19:00, ad essere condotta dal direttore, Luigi Tornari. L’edizione più ascoltata in una radio che fa 5 milioni di ascoltatori quotidiani.

La stessa radio, da quasi un anno, ospita un giovane che si è fatto da solo. Si chiama Federico. Federico Vespa.

Sì è lui. Il figlio di Bruno.

Dopo avere letto per mesi e mesi interi servizi di agenzia firmandoli con il proprio nome, tra mille sacrifici, qualcuno ha avuto una idea geniale: mettiamo alla prova questo giovane meritevole.

Così ogni venerdì mattina, per tutta la stagione invernale, è andato in onda “Raccontami“. Conduce Federico Vespa con… Bruno Vespa.
Format imbarazzante all’interno del quale, scelto un anno qualsiasi (il ’68, piuttosto che l’84, il ’77, o il 2005) il figlio intervista il padre. A volte le minchiate erano talmente tante che Federico ti trasformava in simpatico e critico Bruno. Anche se devo ammettere alcuni slanci di irriverenza che non mi sarei aspettato.

La carriera è talmente fulminante che Federico riesce, per qualche settimana, a rubare la poltrona dello Stadio Olimpico, per la cronaca di Lazio e Roma, al buon Mauro Cesaretti durante “Mai visto alla radio“.

Insomma ieri l’apice. Vuoi le ferie, vuoi l’estate ed i bassi ascolti, vuoi per la sua caparbietà ed i meriti maturati sul campo, sai chi ti conduce l’edizione delle 19:00 del Giornale Orario?

E’ propio il fantastico Federico a condurre l’edizione “del direttore” del GR.

Cazzo ce ne frega, vi starete domandando?! Ed avete ragione.

Ma con i soldi che ANCHE io regalo ad RTL sarò libero di criticare un pochino qualcosa? Tra l’altro ho tenuto queste considerazioni fino ad oggi proprio perchè sapevo che avrebbero bissato quest’anno sul lungomare.

antonino monteleone

p.s.:  fino a quando Orsola Fallara non diventerà magistrato della Corte dei Conti, non scoccherà mai nessuna scintilla d’amore tra Giuseppe Scopelliti ed i Giudici Contabili. Che sono tornati a tirare le orecchie al Comune di Reggio Calabria (e ad altri 30 comuni in tutta la Calabria) per gli eccessivi debiti, le società miste, l’acquisto dei derivati.

Stay tuned!

Senza Bussola

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 19 - 2008



Anno dopo anno ci stanno lasciando tutti quegli uomini e quelle donne che potevano rappresentare un punto di riferimento.

Maggiore è il numero delle persone che stiamo perdendo più è forte il desiderio di attaccarci al loro ricordo.

Ilenia, Tiziano e Chiristian sono tre bimbi di 12, 8 e 7 anni nati e cresciuti a Roma. Che non sanno chi è Paolo Borsellino. Alla radio, di ritorno dal mare, ascoltano un certo Ciapparoni con la voce di un infartuato che balbetta il nome di un ministro che si chiama Alfano.

Questo ministro parla del fatto di avere chiesto ai direttori delle carceri di “mettere i boss mafiosi al 41 bis a distanze tali che non si possano parlare nemmeno parlando ad alta voce“. E il Ciapparoni, che apre la sua notizia parlando di Via d’Amelio, non pronuncia il nome del Giudice Palermitano.

Questa sera, quei bimbi, in televisione potranno vedere “Il bello, il brutto e il cattivo“. Oppure “La Corrida” con Jerry Scotti.

Nessuno questa sera ricorderà loro che sedici anni fa, il 19 luglio del 1992, la mafia, assieme a un pezzo dello Stato, eseguiva la condanna a Morte di Paolo Borsellino. Che avrebbe portato con sé all’altro mondo anche Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Non erano ancora passati 60 giorni dall’assassinio di Giovanni Falcone, ma la guerra dell’antistato e di un pezzo di Stato all’Italia segnava due punti micidiali in favore dei primi.

Sedici anni dopo c’è una legislazione penale che protegge i forti e rinchiude per anni nelle carceri poveracci, tossicodipendenti ed extracomunitari.

Lo ripete da anni Nicola Gratteri. E forse eravamo vicini alla cancellazione del patteggiamento allargato nel giudizio d’appello. Ma dove è andato a finire? Era nel pacchetto sicurezza ed è magicamente sparito.

Basta ciarlare!

Bisogna ricordare Paolo. Tutti gli altri tacciano.

am

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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