
di Antonino Monteleone per
www.sanitacalabria.it
Ottaviano del Turco, in Abruzzo, è stato arrestato perchè intascava tangenti dalla sanità privata. Loro gonfiavano il debito, allungavano il contenzioso con le cliniche e ricevevano la tangente. In Calabria, invece, i debiti sembrano non preoccupare. Ma siamo vicini ad una svolta.
Il 6 dicembre Agazio Loiero firma l’accordo per la costruzione di 4 nuovi ospedali. Si completerà quello di Vibo Valentia e Catanzaro. Più due nuove strutture a Sibari e nella piana di Gioia Tauro. Mossa questa che dovrebbe, si spera, comportare la chiusura delle strutture di Palmi, Oppido, Taurianova e Polistena.
L’11 dicembre il Governo Prodi dichiara lo “stato di emergenza socio-sanitaria” in Calabria “per far fronte alle condizioni di disagio del sistema sanitario regionale nonché all’inadeguatezza delle strutture”.
Sarà lo stesso Assessore esterno voluto da Loiero in Calabria, per risanare il bilancio quindi per un breve periodo titolare della pesante delega, Vincenzo Spaziante, ad assumere il ruolo di commissario per l’emergenza sanitaria su nomina dell’allora Ministro Livia Turco. E negli stessi giorni il governo predispone quanto necessario per istituire una commissione che verifichi il livello dell’assistenza sanitaria.
Così il 15 gennaio si insedia la commissione “Serra”. L’ex Prefetto di Roma, Achille Serra, scende in Calabria ed esordirà dicendo di avere di fronte ad uno scenario “peggiore di quanto si potesse immaginare”.
Proprio in quei giorni l’operazione “Onorata Sanità” apre un faro sulle commistioni tra la politica e la burocrazia regionale con le ndrine della provincia di Reggio Calabria. Tralasciando l’aspetto riguardante Villa Anya, di proprietà dell’ex Consigliere Regionale Mimmo Crea, e l’alterato sistema degli accreditamenti, emerge quanto fosse facile l’alterazione dei documenti contabili dell’azienda sanitaria reggina, così come dell’intero Servizio Sanitario Regionale.
E non è uno scherzo l’affermazione che proprio sui bilanci dell’asp 5 (già asl 11) di Reggio Calabria esista un vero e proprio mistero negli anni compresi nella forbice 2001-2005. Lo confermarono il direttore generale Lidia d’Alessio, i commissari Caruso, Ranieri ed oggi il prefetto Massimo Cetola. Lo sanno bene l’assessore al Bilancio, Demetrio Naccari e quello alla Salute Vincenzo Spaziante.
Era il 28 novembre del 2006 quando la Giunta Regionale, assessore Lo Moro, con una mossa a sorpresa e dall’aria fortemente innovativa nominò i nuovi manager della sanità calabrese.
A Crotone ci mandarono perfino un tedesco, Thomas Schael, che rivoltò l’azienda come un calzino. Subì un forte isolamento politico, fu rimproverato per le sue “ispezioni a sorpresa”, rimosso quando denunciò la presenza di un buco nell’azienda crotonese di 70 milioni di euro.
A Reggio Calabria l’avventura di Lidia d’Alessio si interruppe dopo una lunga vertenza con le farmacie. Ma anche lei aveva scoperchiato il pentolone dei debiti, isolato qualche dirigente “indipendentista”, chiuso la porta in faccia ai “soliti noti”.
E’ solo con il 2007 che si comincia ad avere la misura del debito “corrente” del sistema sanitario regionale. Forse per fortuna. Perchè la prima mazzata dell’aumento dell’addizionale irpef a carico dei calabresi si fa sentire.
Nel decreto (n.1 del 26 maggio 2008 – BURC del 16 giugno 2008) che accompagna l’approvazione del bilancio consolidato adottato dal Governatore Loiero in qualità di commissario ad acta apprendiamo la consistenza del volume finanziario, ovvero l’assegnazione economica, del servizio sanitario regionale che ammonta a 3 miliardi di euro.
Con decreto n. 2 del 26.5.2008 si prende atto della consistenza del disavanzo di gestione per l’anno 2007 pari a 116 milioni e 306 mila euro.
Una enormità se il dato si considera singolarmente. Spiccioli se confrontiamo il dato che il Generale Massimo Cetola, nominato commissario straordinario dal governo, a due mesi dall’insediamento susseguente allo scioglimento dell’azienda per infiltrazioni mafiose: “abbiamo riscontrato la quasi impossibilità di definire con esattezza l’ammontare della massa debitoria che riteniamo si avvicini a circa 500 milioni di euro“.
Il dato, ovviamente, si riferirebbe appunto agli anni del “buco nero“. Dal 2001 al 2006. Un lustro da dimenticare per il comparto sanitario regionale fatto di atti aziendali mancanti, bilanci non approvati o falsificati.
L’Assessore al Bilancio Demetrio Naccari ha dovuto affrontare in poco meno di un anno dal suo insediamento questa temibile sfida. Sa di poter contare su un bilancio piuttosto solido nel suo complesso nonostante il governo Loiero abbia ereditato una grave situazione economica. La riforma nella metodologia della compilazione dello strumento finanziario ha consentito, proprio per la sua efficacia, di rendicontare anche gli ammanchi sanitari.
“Proprio perchè vogliamo avere un quadro completo – ha affermato Naccari – siamo giunti ad un accordo con il governo che ha portato alla individuazione di un advisor (l’istituto KPMG ndr) che tramite l’ausilio dei propri tecnici ci aiuti a determinare l’ammontare del debito complessivo degli anni passati”.
E l’allarme di Cetola?
“Esiste e siamo consapevoli di una situazione grave presente nell’asp reggina, ma riteniamo carente la valutazione fatta dal Generale. In questo momento mancano gli strumenti per una verifica certa del buco. La cifra potrebbe essere nettamente inferiore – continua Naccari – o, perché no, più alta. Per questo non intendiamo creare allarmismi o essere superficiali prima delle verifiche di KPMG.“
Pensiero perfettamente in linea con la visione di Vincenzo Spaziante che in una intervista rilasciata a Calabria Ora lo scorso 15 luglio, rispetto all’ipotesi di un commissariamento, ha dichiararo insusstenti “gli elementi di concretezza e di certezza” per giungere ad un simile provvedimento.
«Come commissario per l’emergenza sanitaria ho nominato un soggetto (si tratta del docente universitario Ettore Jorio, ndr) – ha dichiarato ancora Spaziante – per ricostruire tutto il disavanzo pregresso, nonostante l’advisor (Kpmg) che doveva arrivare da Roma. Perciò mi sembra molto prematuro parlare di un possibile commissariamento per la Calabria».
Rimane quindi il dubbio per la cifra, ripianata, del bilancio del solo anno 2007 e quelle buttate giù da tanti soggetti (non tutti in possesso del “titolo” per farlo). Le smentite spesso non arrivano oppure sono sibilline dunque l’allarme è legittimo prospettarlo.
Specie sfogliando l’ormai famigerata relazione Riccio-Serra. questa configura un debito del SSR vicino al miliardo di euro.
“La situazione di notevole disavanzo finanziario, dichiarato dalla dirigenza sanitaria ed ospedaliera (con una stima che fa ipotizzare una dimensione del deficit oramai incontrollata – si parla di circa 900 milioni di euro – e che richiederà interventi urgenti in linea con quanto previsto dal patto di stabilità), contribuisce a rendere più difficile ogni tipo di riassetto del sistema e di pianificazione delle relative spese“.
Cosa ne pensi Spaziante del dato fornito dalla relazione Riccio emerge sempre nel corso della medesima intervista.
L’Assessore parla di uno «scenario che non corrisponde alla realtà. Il loro compito non era quello di misurare lo stato di salute dei conti nella sanità calabrese ma soltanto di verificare l’attuazione dei Lea (i livelli minimi di assistenza) nelle varie strutture sanitarie di questa regione. E poi il governo attende che il disavanzo sia accertato dalle persone incaricate».
Difficile quindi rispondere alla domanda che si pongon in molti.
Cosa ci sono venuti a fare Achille Serra e Silvana Riccio in Calabria? Serra, dirà qualcuno, ha ottenuto uno scranno a Montecitorio. Ma volendo bandire le polemiche bisogna ripeterla, la domanda? Cosa ci sono venuti a fare? A cosa è servito lo sforzo di mettere nero su bianco, sbattere in faccia a tutti la realtà della sanità calabrese?
Per lasciare tutto nelle mani di chi c’era prima e di chi continuerà ad esserci?
Significativo è questo passaggio della relazione:
“la capacità della struttura amministrativa di attuare un progetto di modifica dell’esistente appare oggi insufficiente anche in considerazione delle attuali dotazioni e competenze del personale che fa capo all’assessore alla Sanità della regione Calabria al quale va, comunque, riconosciuto lo sforzo, anche sulla spinta delle indicazioni giunte dalla magistratura, di cercare di rifondare una struttura di management che non sia coinvolta in discutibili gestioni del passato.
La coincidenza personale, in questo momento storico, tra l’assessore alla sanità della regione Calabria e il commissario straordinario per l’emergenza sanitaria di nomina governativa, consente di intraprendere iniziative che fuoriescono dal concetto di ordinaria amministrazione e che possono dare un importante contributo alla soluzione di problemi, specie di carattere organizzativo, anche avvalendosi del nucleo di personale previsto dall’art 3 dell’OPCM 3635/2007.”
Non ci resta che attendere l’autunno per sapere cosa ne sarà della sanità in Calabria.



Siamo alle solite…Un articolo così ha una rilevanza tanto locale quanto nazionale. Fino a quando qualcuno non finirà in cella per i “buchi sanitari” non parlerà mai nessuno. E quando questo qualcuno sarà arrestato sarà difeso da destra parlando di magistrati comunisti, e da sinistra si avrà al massimo una reazione tiepida, come per dire: “Non ce l’aspettavamo!”
Io mi chiedo se in questo clima di guerra istituzionale fra magistratura e governo si riuscirà davvero ad arrivare ad una definizione.
Certo, se ci rifacciamo a un dato d’esperienza, l’esistenza del buco è quasi certa.
900milioni di euro.una enormità.abbiamo la classe dirigente che ci meritiamo,localmente che nazionale.animo,ancora abbiamo qualche speranza.ci sono i duran duran
su catanzaru strata strata un mio libro troverete cosa ne penso dell’ospedale di catanzaro.
Le code senza numero generano <>
E’ passato l’autunno 2008 ed è quasi giunto quello 2009 e le cose non sono cambiate . Per noi ha firmato un accordo, con i vertici dell’ ASP5, il presidente di federfarma, per ottenere ciò che ci toccava di diritto . Inoltre ha donato all’ ASP5 l’1% per risanare i debiti, accumulati negli anni , come fossimo noi ad averli causati ; inoltre ha annullato un nostro sacro santo diritto ,cioè quello di poterci servire dei decreti ingiuntivi per riavere quanto ci spetta . Possimo certamente affermare che abbiamo chiesto il rito abbreviato e loro ci hanno ridotto la pena . Il nostro presidente , dott. Gioffrè , ha cercato di salvare il salvabile. in quanto la situazione non si sbloccava ed eravamo pronti a chiudere , L’ ASP5 , ha colto questo nostro sgomento è si è comportata come gli usurai ha stretto il cappio alla gola dopo avercelo messo. In sede all’ Associazione molti sono stati contrari a questo accordo preso ma non c’era nulla di meglio da fare perchè , soprattutto noi , piccole realtà, eravamo già in sala rianimazione. Dopo questa ulteriore sconfitta , siamo andati avanti con le richieste da parte della direzione aziendale . Non erano ancora contenti di averci sottomesso, hanno deciso di bloccare anche i mandati riguardanti la ruralità, ossigeno per le farmacie rurali sussidiate, poi ci hanno concesso di poterli ottenere, solo quelli non appartenenti al comune di Reggio Calabria, infine non li hanno pagati nemmeno a noi ,non so per quale motivo. Noi ormai siamo di nuovo al collasso , il mandato mensile lo percepiamo dopo 61 giorni , come da accordi presi , delle spettanze precedenti degli anni 2007 e2008 non se ne parla e l’ASP5 continua ad essere commissariata , avendo ottenuto dei risultati soddisfacenti in questo anno di gestione . Le aziende grandi potranno ancora per poco gestire la loro situazione ma noi , piccole realtà stiamo morendo , sotto i loro colpi . Mi viene da pensare se ASP5 non ha fatto un accordo anche con le grandi aziende per ridurre il numero delle farmacie e dei farmacisti in modo tale da risparmiare ancora di più e di entrare anche lei come socia di queste nuove realtà . E’ vero che siamo al collasso, ma faremo di tutto per salvaguardare le nostre aziende . Siamo degli animali feriti ma non morti e per questo siamo ancora di più arrabbiati . Ti prego non leggere solo questo articolo ma cerca di creare un caso nazionale perchè è da definirsi tale. E’ anche questa mala sanità .