Senza Bussola

Posted by Antonino Monteleone On luglio - 19 - 2008



Anno dopo anno ci stanno lasciando tutti quegli uomini e quelle donne che potevano rappresentare un punto di riferimento.

Maggiore è il numero delle persone che stiamo perdendo più è forte il desiderio di attaccarci al loro ricordo.

Ilenia, Tiziano e Chiristian sono tre bimbi di 12, 8 e 7 anni nati e cresciuti a Roma. Che non sanno chi è Paolo Borsellino. Alla radio, di ritorno dal mare, ascoltano un certo Ciapparoni con la voce di un infartuato che balbetta il nome di un ministro che si chiama Alfano.

Questo ministro parla del fatto di avere chiesto ai direttori delle carceri di “mettere i boss mafiosi al 41 bis a distanze tali che non si possano parlare nemmeno parlando ad alta voce“. E il Ciapparoni, che apre la sua notizia parlando di Via d’Amelio, non pronuncia il nome del Giudice Palermitano.

Questa sera, quei bimbi, in televisione potranno vedere “Il bello, il brutto e il cattivo“. Oppure “La Corrida” con Jerry Scotti.

Nessuno questa sera ricorderà loro che sedici anni fa, il 19 luglio del 1992, la mafia, assieme a un pezzo dello Stato, eseguiva la condanna a Morte di Paolo Borsellino. Che avrebbe portato con sé all’altro mondo anche Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Non erano ancora passati 60 giorni dall’assassinio di Giovanni Falcone, ma la guerra dell’antistato e di un pezzo di Stato all’Italia segnava due punti micidiali in favore dei primi.

Sedici anni dopo c’è una legislazione penale che protegge i forti e rinchiude per anni nelle carceri poveracci, tossicodipendenti ed extracomunitari.

Lo ripete da anni Nicola Gratteri. E forse eravamo vicini alla cancellazione del patteggiamento allargato nel giudizio d’appello. Ma dove è andato a finire? Era nel pacchetto sicurezza ed è magicamente sparito.

Basta ciarlare!

Bisogna ricordare Paolo. Tutti gli altri tacciano.

am

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2 Responses to “Senza Bussola”

  1. Onore a Paolo Borsellino e tutti coloro i quali hanno dato la vita per un Paese migliore.
    Circa la mancanza della cultura del ricordo di certi eventi e certi personaggi ciò risponde, a parere mio, a precise strategie
    Una massa di consumatori gaudienti, privi di memoria dediti al soddisfacimento dei propri bisogni primari.
    E’ questo ciò che gli Italiani devono essere, secondo alcuni. E’ questo ciò a cui si riducono gli Italiani, che, bontà loro, dopo il diploma non leggono nessun libro e hanno come unica fonte di informazione la TV generalista,la quale nell’ultimo decennio ha assunto la funzione vera arma di distruzione di massa delle coscienze e delle passioni.

  2. chicchina scrive:

    perdere la memoria e cancellare un pezzo di storia della nostra vita è come tagliare una parte delle nostre radici vitali:come alberi in balia di strani nuovi venti,non sapremo resistere,ci abbatteranno proponendoci nuovi modelli di giustizia,di libertà.
    Gridiamo,tutti,il desiderio di una seria e libera informazione,il desiderio di legalità,che non può avere sfumature.O si è dalla parte della legge,o contro,finchè non manipoleranno anche le leggi…lavori in corso.
    Io lo ricordo Borsellin,.ricordo Falcone,ricordo Livatino e tanti troppi altri:vivo da molto in Sicilia e ci sono stati anni in cui temevo di aprire la tv od un quotidiano perchè quasi quotidianamente qualche magistrato,poliziotto veniva ucciso.Io ricordo,nonostante Alfano,nonostante Schifani,nonostante …..

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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