Vi sono piaciuti i Duran Duran?
Vi anticipo una cosa. L’anno prossimo arriveranno gli U2.
Chiaramente la speranza è che l’importanza dei cantanti che verranno in città non sia direttamente proporzionale al volume della magagna che potremmo scoprire alla vigilia della loro esibizione. Ci siamo capiti.
Torniamo a loro.
Simon Le Bon, Nick Rhodes, John, Roger ed Andy Taylor vi hanno fatto scordare cosa è accaduto il pomeriggio precedente. La mattina. Due settimane fa e vi terrà lontani anche da quello che è accaduto oggi.
Meglio riepilogare.
A Gioia Tauro una maxi-operazione della Polizia di Stato, firmata dal Procuratore Giuseppe Pignatone e dai sostituti Pennisi, Prestipino, Boemi, Di Palma e Miranda, infligge un durissimo colpo alla cosca dei Piromalli-Molè di Gioia Tauro. Oltre venti fermati che risponderanno di associazione mafiosa. Di come mettevano le mani sul Porto commerciale più grande d’Europa, di quanto fossero vicini agli ambienti della politica che conta.
In queste cronache (ANSA – LA STAMPA) leggete della vicinanza a Marcello dell’Utri, Armando Veneto. Del voto degli italiani all’estero. Di cento anni di storia mafiosa.
E poi?
E poi niente. Qui a Reggio Calabria un 24 luglio come tanti altri 24 luglio. Come quello che si è vissuto a Pisa, a Trento oppure a Rimini.
Mi sarà sicuramente sfuggito qualcosa, ma ripercorro questa giornata, partendo da ieri.
23 luglio 2008
1) I Carabinieri di Catanzaro arrestano Francesco Fortuna, di 28 anni, latitante dall’ottobre quando sfuggi’ alla cattura nel corso di un’operazione contro presunti affiliati alla cosca Bonavota di Sant’Onofrio, nel vibonese. Si trovava in un appartamento a Vibo Valentia.
2) Un dipendente di un ipermercato di Villa San Giovanni viene ferito a pistolettate, poco dopo le 21,30, mentre in macchina si apprestava a lasciare il posto di lavoro. L’uomo, Bruno Praticò, era al volante del proprio mezzo quando e’ stato raggiunto da sei colpi di pistola all’emitorace destro. Perso il controllo dell’utilitaria, l’uomo e’ andato a sbattere conto un altro automezzo.
3) Nella serata a Santo Stefano d’Aspromonte è stato ferito a fucilate, Rocco Musolino, di 81 anni, indicato come il ”boss della montagna”. Musolino viene ricoverato nell’ospedale di Reggio Calabria, ma le sue condizioni non sono gravi.
Insieme a Musolino e’ rimasto ferito in modo lieve Agostino Priolo di 40 anni. L’uomo e’ considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta.
L’uomo e’ considerato uno dei capi carismatici della ‘ndrangheta. E proprio il suo carisma criminale ha fatto si’, rilevano gli investigatori, che tutta la zona fosse sotto il suo controllo senza che ci siano mai stati segnali di contrasto o di ribellione. Ed è per questo che l’agguato contro Musolino, viene definito ”anomalo” dagli investigatori. Musolino fu accusato di essere il mandante dell’omicidio del boss Giorgio De Stefano, assassinato in Aspromonte il 7 novembre 1977. Condannato in primo grado, fu poi assolto in appello.
24 luglio 2008
1) Un bunker sotterraneo è stato scoperto dagli agenti della sezione anticrimine dei Ros e dello squadrone eliportato Cacciatori ad Africo Nuovo, in provincia di Reggio Calabria.
L’ingresso del bunker e’ localizzato nel sottoscala di una palazzina a tre piani di proprieta’ di un operaio forestale Leo Morabito, di 58 anni, noto come elemento di spicco della cosca dei Palamara.
Morabito e’ anche il suocero di Francesco Pelle, detto ”Ciccio Pakistan”, di 31 anni, appartenente al clan Pelle – Vottari di San Luca e latitante dal 30 agosto dello scorso anno. All’interno del bunker la scritta: “Signore, proteggici”.
2) A Palmi invece arrestano un criminale con un arsenale in casa: Antonino Scibilia, 42 anni, è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Palmi per detenzione illegale di armi e munizioni. Nel corso di una perquisizione domiciliare in casa dell’uomo gli agenti hanno rinvenuto un ordigno esplosivo di 350 grammi, un altro di 260, quasi due chili di fertilizzanti a base di nitrato d’ammonio, 21 petardi di costruzione artigianale privi di polvere pirica, 124 cartucce calibro 38 special, una pistola a salve calibro 38, 18 cartucce calibro 38 di cui una a salve, una carabina calibro 4,5 mm.
3) Un uomo di 78 anni e’ stato ucciso nel pomeriggio a Cinquefrondi, nella piana di Gioia Tauro. La vittima si chiama Pietro Belsiti ed e’ stato raggiunto da colpi esplosi da un’arma da fuoco, probabilmente di fucile. Sul posto sono giunti gli uomini del commissariato di Polistena che hanno avviato le indagini.
L’esercito in Calabria? Ma dai… sappiamo cavarcela da soli. O no?
antonino monteleone
p.s.: SVIZZERA. Oh sì… Svizzera Mon Amour. Direi se fossi qualcuno con una montagna di soldi da riciclare. Prima della mia prossima riflessione (e con il post scriptum di ieri siamo a due considerazioni, un po’ troppo) vi consiglio di leggere questo vecchio articolo. Pensate alla vicenda Piromalli-Molè. Poi alle Centrali a Carbone (che sarà) e quella a TurboGas di Rizziconi. Ed avrete un quadro completo… nemmeno per metà.



Caro il mio amico Nino, mi spieghi una cosa? Siccome qui abbiamo la ‘ndrangheta che mette le mani su Gioia Tauro, arrestano il latitante Francesco Fortuna, sparano a Bruno Praticò, Rocco Musolino e Agostino Priolo, scoprono un bunker ad Africo, arrestano un criminale a Palmi e uccidono un vecchio a Cinquefrondi, significa che dobbiamo rinunciare a vivere come persone normali. Che cazzo gliene fotte alla gente. Vi volete mette in testa tu e tutti i don Chisciotte come te che in questa merda di terra sarà sempre così? La ‘ndrangheta esisterà sempre, come in Sicilia esisterà sempre la mafia e in Campania la camorra. Come disse un sindaco molto amato dai reggini: “Con la mafia qualche volta bisogna anche andare a prendersi il caffè…”. Bada bene, questo non significa rassegnarsi ma semplicemente essere realisti.
[...] mi soffermo sui fatti in s?, ma parto da una parte dell’ultimo post di Antonino Monteleone per commentare la situazione: 23 luglio [...]
Don Chisciotte sì. In effetti a vedere tutto ciò che ci sta intorno sembra una lotta contro i mulini a vento. Può essere, anzi è. Però credo, fermamente credo, che denunciare sia il minimo “sindacale” che passa l’essere un onesto cittadino. “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla.
Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”Paolo Borsellino. Certo per chi crede che sono stati morti che camminano, beh allora anche loro erano Don Chisciotte, no?
Grazie Antonino! In culo all’AGENDA SETTING!