Berlusconi parla di Giustizia in una intervista a quell’Amicone di un Luigi per il settimanale “Tempi“. Che esce in abbinamento con Il Giornale (pensa un po’) e che nel numero precedente in copertina presentava una foto di Bassolino con titolo “Grazie Silvio”. Nemmeno Il Manifesto avrebbe osato tanto!
“Vogliamo valorizzare i tanti magistrati seri, che svolgono il loro lavoro in modo coscienzioso. “Valorizzare quel lavoro dei giudici seri e onesti, offuscato da pochi altri che, per pregiudizio ideologico e smania di protagonismo, proiettano un’immagine distorta della magistratura“.
Lo dice il capo di un Governo che ha sprecato i primi cento giorni per assicurare a sé stesso la sospensione dei processi. Per sancire la polverizzazione dei diritti costituzionali in Campania con messaggi a reti unificate di Napoli tirata a lucido ed un pauroso scenario nelle periferie.
Per combattere con tutte le forze chi non ha la cittadinanza italiana. Ad eccezione degli europei dell’Europa a 15 (forse anche a 12), di Statunitensi ed Israeliani.
Tornando alla Giustizia pensavo quali Giudici vorrebbe valorizzare Silvio Berlusconi.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Giuseppe Chiaravalloti.
L’ex Governatore della Regione Calabria in quota Forza Italia, già Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, che al telefono con la sua segretaria parla di De Magistris (pessimo giudice): “E’ un pagliaccio. Ha scomodato un sacco di gente. Lo dobbiamo ammazzare” - dice al telefono.
Ed è pur vero che si è già provveduti a valorizzarlo. E’ vice Presidente dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati personali.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Mariano Lombardi.
L’ex Procuratore Capo di Catanzaro trasferito dal CSM per incompatibilità ambientale (ci sono voluti 15 anni per accorgersene) a Messina, che ficcava il naso nelle inchieste di De Magistris. Che ha un figlio avvocato in affari con il Senatore avvocato Giancarlo Pittelli di Forza Italia. Quel Mariano Lombardi visto ad alcuni convegni di Alleanza Nazionale mentre era a capo della Procura Catanzarese. E’ andato in pensione prima di assumere il nuovo incarico in Sicilia.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Franco Tricoli. Procuratore Capo di Crotone qualche giorno prima di andare in pensione decide di sputtanare completamente il decoro professionale accettando di diventare trustee delle aziende di Raffaele Vrenna. L’ex Presidente degli industriali di Crotone condannato a 4 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Filippo Verde con Renato Squillante.
Si facevano pagare da Previti e Berlusconi. Secondo il processo i trasferimenti di denaro sono accertati. Dal conto All-Iberian a quello di Squillante. In sostanza la sentenza SME non è dimostrato o dimostrabile che fosse stata comprata. Ma è certo che Squillante fosse un Giudice a marchio Fininvest.
Un Giudice da valorizzare, forse, è Corrado Carnevale.
Brillantissimo studente di Giurisprudenza a soli 55 anni è Presidente di Sezione della Corte di Cassazione. Proprio in queste funzioni sarà fregiato del titolo di ammazza-sentenze: era lui a cassare alcune dei più importanti pronunciamenti contro Cosa Nostra in Sicilia. Decretò l’assoluzione di un mafioso perchè mancava un timbo a secco. Fu accusato di annullare le sentenze per conto della Mafia tramite l’amico Andreotti. Fu assolto da ogni addebito. E’ ancora al lavoro.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Edy Pinatto.
Due mafiosi condannati otto anni fa a 24 anni di reclusione ciascuno, la moglie del boss Piddu Madonia condannata a 8 anni di reclusione e altri quattro favoreggiatori di Cosa nostra condannati a pene minori, sono liberi da 6 anni perché non riuscì a scrivere le motivazioni della sentenza.
Da Gela fu trasferito a Milano a fare il PM. Si infastidì del cronista che gli chiedeva conto. Oggi è fuori dalla magistratura.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe stato Giovanni Lembo.
Sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia dal 1993. E’ rimasto applicato alla Dda di Messina fino al settembre del ‘98. E’ stato condannato a cinque anni di carcere lo scorso 11 gennaio al termine delle udienze del processo sul “Caso Messina“. Era Lembo a consentire al boss (vero) pentito (falso) Luigi Sparacio di circolare in Ferrari e fargli ottenere la restituzione di 20 miliardi di beni confiscati. Una serie innumerevoli di favori per lui ed i suoi amici. Per molti era un PM antimafia di tutto rispetto. Ma l’avvocato Ugo Colonna, che scoperchiò il calderone mettendo in gioco tutto (dalla professione alla stessa incolumità), ha avuto ragione dei suoi sospetti.
Un Giudice da valorizzare, forse, sarebbe Maria Antonietta Pezza.
in accordo con il procuratore generale di Milano, Mario Blandini, ha appellato la sentenza della Corte d’Appello di Milano che avrebbe consentito ai familiari di Eluana Englaro, dopo 16 anni di agonia, di interrompere l’alimentazione forzata.
Lo dice Berlusconi a “Tempi”:
“Non permetteremo mai alla magistratura di esercitare una supplenza rispetto al potere legislativo, cosa che alcuni magistrati tendono a fare su questo come su altri temi”.
Questi sono i Giudici che piacciono a Silvio.
antonino monteleone




La nostra fortuna, ciò che ci dà un po’ di speranza, ciò che ci riporta alla fede, sta nel fatto che ci sono dei pezzi che si ambirebbe avere nella propria collezione ma che non si trovano al mercato delle pulci.
Ha sempre preferito sistemare lui i suoi processi de o legificando, grida su grida.
Ha sempre preferito comprare, fare da solo ed ha mandato altri – regolarmente condannati – in prima linea …
Hai dimenticato la Pasquin
un pensiero va a chi manovra il tutto non visto, a chi ti consente di poter dire “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare” … io credo in Dio!
Aggiungo al lungo, interminabile, elenco di delinquenti, Concettina Garreffa.