La lezione di Bosco Sant’Ippolito

Posted by Antonino Monteleone On agosto - 25 - 2008

Bosco Sant’Ippolito è un piccolo paese che si trova sulla strada che, da Bovalino, porta a San Luca. La temibile capitale della ‘ndrangheta. Ma non è di crimine che voglio parlare.

Ma dell’esempio che le appena 800 anime di questa frazione bovalinese hanno dato ad un reggino qualunque, come me.

Lo scorso 21 agosto doveva esibirsi un noto artista locale, Aldo Iacopino (manifesto a sfondo rosso attaccato ovunque ed abusivamente vedi semaforo Ospedali Riuniti), ma da tempo i cittadini – ed i consiglieri comunali di opposizione – si lamentano di scarsa manutenzione cittadina, pessima erogazione del servizio idrico, illuminazione scadente, assenza di marciapiedi nelle strade princpali.

Dunque spettacolo boicottato. Nessuno è sceso in piazza, l’artista non si esibisce.

In una lettera hanno definito l’esibizione canora di Iacopino, del quale pur riconoscono la bravura, come una distrazione “sgradevole ed irritante” di fronte a tali carenze. Fosse stato lì ad esibirsi anche il compianto Pavarotti, il professore Nando Rocca, assicura che si sarebbero comportati allo stesso modo.

Di certo la caduta di stile – gli abitanti di Bosco Sant’Ippolito – l’hanno manifestata alzando il livello della protesta facendo scomparire le sedie e danneggiando il palco l’indomani. Ma nessuno è perfetto. Anzi sono stati un po’ stronzetti, ma il gesto più forte rimane.

Mancano i servizi essenziali ed il Comune offriva un concertino.

La lezione che meritavano. La lezione che meriterebbe qualcun’altro.

antonino monteleone

Articolo de Il Quotidiano della Calabria

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One Response to “La lezione di Bosco Sant’Ippolito”

  1. Angela scrive:

    GRANDIIIII!!!!
    Come hai detto che si chiama??
    Bosco Sant’Ippolito??
    Sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di trasferirmi lì!! Credo proprio che mi troverei bene…
    Scherzi a parte, forse è più facile mettere d’accordo 800 anime pensanti che 180.000 anime dormienti….
    Ma la speranza è l’ultima a morire… e tu fai un grande lavoro!
    Ciao

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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