Ti amo campionato

Posted by Antonino Monteleone On settembre - 4 - 2008

Vi siete mai accorti di quanto spesso capiti che una domenica, di solito ad inizio campionato, ancor più spesso nelle categorie minori, uno stadio sia inagibile. Quella successiva è tutto come prima, però è magicamente dotato degli standard di sicurezza.

Quante gare a porte chiuse per poi riavere il pubblico alle stesse condizioni!?

Oppure avete notato che negli ultimi 10 anni (prima ancora che a San Siro volassero motorini dalla curva) si rafforzano sempre di più le misure di sicurezza. Si alza sistematicamente un polverone di opinioni, scendono in campo i più autorevoli “editorialisti sportivi” che lanciano appelli e proclami affinché il calcio non muoia!

I più recenti decreti “Pisanu” e “Amato” sono stati puntualmente disattesi.

La proroga, la deroga, la sospensiva.

Insomma prese per il culo!

Una valanga di perdigiorno napoletani sfasciano un treno, attraversano la stazione termini di Roma come fossero eroi di guerra quando invece avrebbero meritato, loro sì, un gran numero di manganellate sulle gengive.

Se non manganello forse meglio sarebbe state spray al peperoncino o elettro-shock.

Tutto questo perché né le leggi sulla pubblica sicurezza, né i decreti da “giro di vite”, né il codice di procedura penale consentono di rinchiudere in una galera tutti coloro i quali “in gruppo, occultando il volto, brandendo oggetti contundenti, eventualmente interrompendo pubblici servizi, provochino tumulti e disturbo della quiete pubblica“, per almeno 3 mesi. Senza attenuanti, patteggiamenti, riti abbreviati o misure alternative.

E senza le stronzate sulla camorra dietro l’ennesima migrazione di animali. Perché domani capiterà ai tifosi del Chievo o della Sampdoria e scovare un’alibi richiederà un insostenibile sforzo di fantasia.

Minimo tre mesi. Anche fossero mille i delinquenti da rinchiudere. Un anno per i recidivi. E non se ne parla più.

Anziché perdere tempo a vietare le trasferte, imporre vendite fasulle di biglietti nominativi e piazzare agli ingressi inutili tornelli.

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6 Responses to “Ti amo campionato”

  1. Allora, superficialmente, potremmo dire che a macchiarsi di questi atti sono quasi sempre i “tifosi” delle stesse squadre (Napoli, Catania, Roma et similia). Cosa fare? Radiare queste formazioni dal panorama calcistico.
    Non lo faranno mai per un buon motivo (le persone per bene ci andrebbero di mezzo in queste città) e uno economico (bacini di utenza come quelli di Napoli e Roma non possono essere sottratti allo sciacallaggio dei diritti sportivi).

    A mio avviso, il problema non è politico ma culturale e sportivo.

    Con le leggi e il garantismo che vige in questo paese è praticamente impossibile debellare il fenomeno.

    Il movimento ultras è fuori dalla legge legge per la filosofia che ha. Infatti nella loro dottrina è contemplato lo scontro fisico con altri gruppi organizzati a mani nude, cosa vietata dalla Costituzione.
    Fino a quando non si metteranno in testa che devono eliminare quel passaggio del loro ipotetico statuto, non potranno continuare a manifestare il loro vittimismo nei confronti del sistema.

    La cosa altrettanto vera è che quei napoletani che hanno fatto danni non sono neanche ultras, ma delinquenti allo stato puro .

  2. Mario Mallone scrive:

    Proprio così! Carcere senza sconti! E non se ne parla più! Ma purtroppo in Italia sembra non esserci mai stata a legiferare una mente illuminata, nessuno ci arriva, non ce la fanno, è troppo difficile per la gente che NOI votiamo capire come si risolve il problema sicurezza in generale. Eppure è come un equazione matematica: meno criminali a piede libero = meno crimini, non vedo dov’è l’errore. E poi, vuoi mettere in discussione il potere rieducativo e deterrente del compagno di cella ergastolano e superdotato che si innamora di te?

  3. G.Damiano Zito scrive:

    Gli prendono per il culo.I tifosi (napoletani in questo caso) sono italiani come noi e sanno benissimo che l’Italia è un Paese dove NON esiste pena per motorini lanciati dal 3° anello di San Siro, smantellamento di treni pubblici addirittura impossessandosi delle vetture. Ci vogliono far credere che sia mano della Camorra, e La Russa prima smentisce e poi ci ripensa (come i cornuti). Siamo in una Nazione dove è vietato dare da mangiare ai piccioni in una panchina ma dove è possibile impossessarsi di strade pubbliche con la violenza. Prima c’era il governo di centro-sinistra, adesso tocca al Governo della Sicurezza che appunto in questo campo non dovrebbe “fallire”!

  4. Cheyco scrive:

    In Italia non va in carcere chi ruba milioni o chi uccide (come ben sai, il 95% dei crimini resta impunito!), figuriamoci degli animali!

  5. Angelo scrive:

    http://www.tifonet.it/notizie/articolo.php?codice=26753&sn=tn

    Sono bene informato sui fatti.
    Non mi piace leggere per scherzo di manganelli o roba del genere, perchè poi scattate tutti appena vi rendete conto di come sta regredendo il diritto ed il garantismo in questo paese. Ergo, non vi auguro mai di avere a che fare con qualche zelante poliziotto che magari vi riduce in coma solo perchè state pisciando per strada (vedi Aldrovandi) altrimenti sto gusto per il manganello vi passerebbe in fretta.

    Quanto all’inutilità di tornelli e divieti a pioggia siamo d’accordo, ma tante volte, e non dovrei essere io a spiegartelo, non ti puoi fidare dell’informazione ufficiale.
    Non peccate d’ingenuità.

    E poi vi ricordo che in questo paese in carcere ci vanno solo i poveracci.
    Ho frequentato per anni tutti gli stadi d’Italia, finchè si poteva. Andiamo piano coi giudizi.. Non giustifico nessuno, ma ho visto coi miei occhi poliziotti rompere i vetri di un treno e funzionari di ps procedere all’identificazione degli occupanti e denunciarli per danneggiamento.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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