Macché vice-sindaco. Peppe Raffa “non ha ancora firmato nulla!”
Una intervista apparsa questa mattina su “Il Quotidiano della Calabria” ad Antonio Caridi, assessore all’ambiente, ricorda a tutti che Reggio non ha ancora un Vice-Sindaco. Tralascio, per il momento, una disamina dei possibili candidati del dopo Scopelliti. Atteso che lo stesso Caridi si fa avanti.
Per adesso, Caridi, in comune con l’attuale sindaco ha un’imputazione per omissione di atti d’ufficio nel processo “Longhi-Bovetto“.
Sempre in Forza Italia, a Reggio Calabria, accade che contestare l’attuale coordinatore provinciale costi l’espulsione dal partito.
Enzo Ricordo, candidato non eletto alle scorse amministrative, è stato trattato più o meno come Stalin trattava i dissidenti. Con una purga da parte di Demetrio Berna, business-man del settore edìle indagato nell’ambito dell’inchiesta giornalisticamente denominata “mafia del mattone”, che non ha mandato giù di essere contestato.
Nino Foti. Deputato, senza uno straccio di voto, e già commissario provinciale, forse diverrà coordinatore regionale al posto del pluri-inquisito senatore-avvocato Giancarlo Pittelli.
Sempre Foti plaude alla nomina del nuovo vice-coordinatore provinciale del partito.
Ecco pronto il comunicato stampa. C’è una cosa da far sapere a tutti!
Si chiama Gaetano Rao.
Ho cercato una sua foto, ma l’unca era questa in formato “segnaletica“. Capirete presto perché.
Chi é Gaetano Rao?
Ecco, forse questo Forza Italia non dovrebbe farlo sapere. E infatti non lo dice!
Secondo Forza Italia, Gaetano Rao, ricoprirà
“Un incarico importante in un momento politico fondamentale per Forza Italia – dichiara l’on. Nino Foti – un nuovo ruolo che assicura al Partito un ulteriore e autorevole impegno da parte del Consigliere Gaetano Rao”.
Noto imprenditore, già sindaco di Rosarno con una lunga e prestigiosa militanza socialista alle spalle, in occasione delle ultime due tornate elettorali e sempre per esclusivo spirito di servizio è stato candidato in Calabria prima al Senato nel 2006 poi alla Camera nel 2008.
Oggi è consigliere provinciale azzurro nonché importante dirigente di partito.
Nel suo nuovo incarico collaborerà con gli organi di Partito e, segnatamente, con l’altro vice – coordinatore Rita Franco e con tutto il Comitato Esecutivo.
“Un riconoscimento a Gaetano Rao che giunge in vista dei futuri impegni elettorali, ma soprattutto dell’imminente varo del Pdl. Si tratta – conclude l’on. Nino Foti – di un atto di attenzione per la effettiva realizzazione delle iniziative politiche che interessano tutto il territorio provinciale“.
Peccato che Forza Italia dimentichi una parte della sua carriera.
Oltre ad essere ex sindaco di Rosarno, ex socialista, è nipote di don Peppino Pesce. Vecchio gerarca della potentissima, omonima, cosca della ‘ndrangheta, classe ’23, morto e sepolto.
Di lui parlano svariati atti giudiziari e qualche libro.
Quando il Giudice Agostino Cordova era costretto a portare a casa i fascicoli più impegnativi delle inchieste più delicate aveva, tra le sue carte, anche quelle che riguardavano Gaetano Rao.
Da direttore dell’ex USL 25 di Gioia Tauro avrebbe avuto rapporti di tipo immobiliare con alcuni esponenti della cosca Piromalli. Chiedendo all’unico fratello incensurato la certificazione antimafia. E’ stato oggetto delle attenzioni dei magistrati della DDA reggina oltre che per la sua gestione in campo sanitario anche per le sue vicende politiche.
Il pentito della ‘ndrangheta Salvatore Marasco (scomparso per lupara bianca) dichiarò ai magistrati Agostino Cordova e Francesco Neri:
“Quando era in carica l’amministrazione socialista a Rosarno la cosca Pesce, nella competizione elettorale portava avanti la cosiddetta quaterna, cioè quattro nomi di candidati e precisamente: l’avvocato Mario Battaglini, Gaetano Rao, Alessi, che poi fu nominato sindaco e Girolamo Venanzio.
La cosca Pesce appoggiava questi quattro nomi perchè da uno di costoro doveva uscire la candidatura a sindaco. In particolare ricordo che Gaetano Rao alle ultime elezioni ebbe un boom di voti.”
Il 28 Aprile 1990 i carabinieri intercettano Gaetano Rao e Mario Battaglini che chiamano dal Crystal Bar di Rosarno (di proprietà di Tiziana Arena, moglie del boss Marcello Pesce) il boss Marcello Pesce per una riunione urgentissima. In notturna. Nella saletta riservata del Bar.
Il 3 Maggio 1990, Giovanni Palamara (ex assessore regionale già arrestato e condannato) ed il boss Marcello Pesce sono a casa di Gaetano Rao e da qui convocano Vincenzo La Malfa (dell’omonima cosca mafiosa alleata dei Pesce) e prenotano un tavolo alla pizzeria “La Fattoria” di Rosarno. Pesce avvisa il ristoratore che l’occasione è grossa: “c’è anche l’onorevole Palamara”.
Il 7 Maggio 1990, dall’agenzia Medman, La Malfa, Rao, La Ruffa Francesco (consigliere comunale a Rosarno e cognato del boss Marcello Pesce) e Battaglini telefonano per verificare i primi dati dei seggi elettorali.
Il Psi ha avuto un’impennata di consensi ovunque (”siamo grandi,siamo forti” – commentarono).
Palmara è il secondo degli eletti con 21.630 preferenze. A Palmi, rispetto alle regionali del 1985, passa da 335 a 902 preferenze, a Rosarno da 504 a 879, a Taurianova da 136 a 629, a Cittanova da 77 a 218.
Successivamente il giudice Elena Massucco richiede l’arresto di La Ruffa e Battaglini, inviando un’informazione di garanzia a Gaetano Rao, con l’accusa di “concorso in associazione per delinquere di stampo mafioso al fine di procacciare voti per candidati del proprio partito e concorso in azioni tendenti ad impedire il libero esercizio del voto”.
E questo Nino Foti, coordinatore provinciale, la chiama “lunga e prestigiosa militanza socialista“.
La Ruffa e Battaglini escono dal carcere dopo 4 mesi. In loro soccorso arriva Corrado Carnevale.
L’8 giugno 1992, infatti, la Prima Sezione della Cassazione annulla il provvedimento della Massucco sostenendo che la raccomandazione è uno strumento lecito e che Battaglini, Rao, La Ruffa, il boss
Marcello Pesce e Francesco Pisano (poi condannato altro processo) si interessavano delle elezioni politiche non perchè aderenti ad una cosca mafiosa, ma in quanto socialisti.
Prodigi dell’ammazzasentenze!
E’ stato schedato dal ROS dei Carabinieri nell’ambito della maxi inchiesta sui beni confiscati. Nel suo curriculum si aggiungano anche le seguenti voci più significative:
03.12.1983: con R.G. nr. 607/1 deferito a piede libero unitamente ad altre 565 persone, come persona inserita in cosche del reggino per associazione di tipo mafioso;
02.08.1987: è stato notato al funerale del padre dell’allora latitante Nicola Iannaci, unitamente ad altre 57 persone di interesse operativo;
03.12.2004: con inf. nr. 8/489 di questo Comando deferito a p.l. in quanto quale titolare dell’omonima ditta, con sede a Rosarno occupava alle proprie dipendenze 2 cittadini extracomunitari privi del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato.
Lo stesso Rao risulta frequentare: Michele Cutrì di Taurianova, con precedenti per rapina, violazione leggi sulle armi e sugli stupefacenti, ricettazione ed altro e Cannatà Domenico di Rosarno, con precedenti per falsi in genere, truffa e associazione per delinquere.
Brava Forza Italia!
No, Gaetano Rao non sarà forse un pregiudicato. Un condannato definitivamente. Ma la sua nomina, oggi, appare estremamente inopportuna. Ricordo un vecchio, ma validissimo, insegnamento:
L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto.
E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso.
Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.
Paolo Borsellino
antonino monteleone
Fonti:
Procura della Repubblica di Palmi, procedimento penale n.916-917/90 – “Albanese +60″
”Oltre la Cupola: massoneria, mafia, politica” di Paolo Mondani e Francesco Forgione – Ed. Rizzoli
“Poteri Segreti e criminalità” di Mario Guarino – Ed. Dedalo
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Ottimo, come sempre. Aggressivo e ben documentato.
Non dubito che Gaetano Rao sia destinato ad una fortunata e luminosa carriera: gli amici giusti, la giusta collocazione politica, una cultura solida, vasta ma non platealmente esibita (la si percepisce costruita in anni di sofferta meditazione) ed un forte impegno etico fanno miracoli, al giorno d’oggi. Turati e Nenni potrebbero andar fieri di tanto erede!
E poi si parla di disoccupazione … Certo, se tutti fanno il doppio lavoro …
Parafrasando Scalfari, “Borsellino non è la Madonna”.
Ergo, ne può aver dette anche lui di cazzate, nonostante sia stato e rimanga un eroe dell’antimafia.
“E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso”. Questo deve fare la magistratura, in un paese civile e in una democrazia garantista. Non si condanna un uomo per un sospetto. E finchè non hai la certezza giuridica, quest’uomo è innocente.
bentornata rosy!?!?!
universo scrive:
8 Settembre 2008 alle 16:03
bentornata rosy!?!?!
Grazie!
Antonino, forse sbagli qualche data… le elezioni regionali, dopo quelle del 1985, furono nel ’90.Mio padre fu il primo degli eletti nella provincia di Reggio con circa 24.000 voti. Io, ai tempi, ero una bambina, ma di allora ricordo tutto, come fosse ora…Ho vissuto sulla mia pelle ogni evento della storia socialista più recente e purtroppo anche la tragica falsa rivoluzione di tangentopoli…calunnie, sangue e falsità. Mio padre ne è uscito pulitissimo, forse con le ossa un pò rotte e qualche malattia che ancora oggi deve curare.La rabbia nell’anima e nel cuore purtroppo è ancora viva in noi…nelle nostre menti e nei nostri ricordi. Molto probabilmente noi socialisti abbiamo fatto molti errori, anche troppi.Ma non vi sembra che abbiamo pagato abbastanza? Più di tutti? Perchè continuare a infangare e sputare melma sulla nostra storia? La maggior parte di noi ha pagato con il sangue e con la vita… Ci hanno annientato e distrutto…e credimi solo chi è passato in questa valle di dolore può capirmi…le mie ti sembreranno parole esagerate o posizioni forse troppo di parte…ma vorrei farti capire che dal socialismo è nato anche qualche fiore chiamato libertà e garantismo.Io sono fiera e orgogliosa di essere chi sono…di avere un papà vecchio socialista, che in tutti questi anni, con gli occhi velati di tristezza, mi ha insegnato i più alti valori della vita, dalla solidarietà alla carità (e poi ci chiamano ladri…non avete conosciuto mio padre…), dal rispetto all’onestà massima, dal grandissimo senso del dovere ai sacrifici per una vita migliore. Oggi sono una giovane donna laureata con 110e lode, che resta in Calabria nonostante tutto e tutti…che porta nel cuore una rabbia e un dolore che hanno 15 anni…(dal ’93…). Ma quello che non mi ha ucciso mi ha resa più forte…e ringrazio Dio e la mia famiglia di essere chi sono! Scusami se ho rubato un pò del tuo spazio e se vorrai magari ne riparleremo confrontandoci in modo sereno e costruttivo, lasciando magari per una volta da parte la mia rabbia, il mio orgoglio e forse le tue prese di posizione spesso giustizialiste… Ciao
Cara AngelaCeleste anche tuo padre e di riflesso tu siete state vittime di un ideale politico in cui spesse, troppe volte deponiamo la nostra totale fiducia.
E’ come credere in Dio.
In Lui deponiamo tutte le nostre speranze prima fra tutte quella di essere guidati in Terra e poi di ritrovarci tutti quanti in quell’Aldilà ove si spera regni sovrana la giustizia divina. Se qualcuno domani dovesse tirar fuori la prova inconfutabile che Dio non esiste io stessa non vorrei più vivere.
Però parlare di “falsa rivoluzione di tangentopoli…calunnie, sangue e falsità” credimi è un po’ troppo dopo tutto quello che è passato sotto i nostri occhi. Salvo che tu non sia a conoscenza di verità che non appartengono al comune sapere umano.
Secondo me la cosa che occorre difendere anche coi denti è la propria personalità che non può essere svenduta per un ideale umano, no questo mai!
Vanno bene le fedi politiche ma con la prontezza di riemergere quando le acque si intorpidiscono e quando mi accorgo che il mio politico non è quello che io credevo fosse non lo seguo più.
Non è giusto lasciar arenare la nostra personalità al pari del suicidio di massa delle balene …
oggi l’aula consiliare del comune di Rosarno è intitolata alla memoria dell’Avv. Mario Battaglini, galantuomo morto nel 99 certo non miliardario.
ogni ulteriore commento è superfluo
oggi l’aula consiliare del comune di Rosarno è intitolata alla memoria dell’Avv. Mario Battaglini, galantuomo morto nel 99 certo non miliardario.
e se qualcuno viene tacciato di esere stato ammazza sentenze tu sei uno sputa sentenze, ed è mille volte peggio
ogni ulteriore commento è superfluo
non votero mai piu PDL perche vedere parlare di una xasa di 79 metri quadri per tre mesi , quando la Camera firma contratti do fitto per 1100 miliardi con MILANO 90 ( Scarpellini romano de roma che da 75.000 euro alla lega ) ,e Ballam ( questore della camera per la lega esperto di conti svizzeri viene ricompesato con la presidenza del friuli
esista una informazione VENDUTA