Le nubi sulla notte bianca di Reggio Calabria

Posted by Antonino Monteleone On settembre - 13 - 2008


Il primo concerto della Notte Bianca 2008 di Reggio Calabria è già cominciato.

Tuoni e fulmini hanno inaugurato l’inizio dei festeggiamenti di quella che sarà la Notte Bianca più deludente.


Niente Lele Mora con i suoi vips, niente Ricky Martin, Irene Grandi, Claudio Coccoluto.


Dopo i Duran Duran da 250mila euro non si poteva certo pretendere che arrivassero gli U2, per carità.


Il Museo Nazionale della Magna Grecia aprirà solo dalle 22. E le “battaglie contro la spoliazione” di qualche mese fa sono diventate in ridicoli silenzi di fronte al fatto che durante i week-end estivi questo rimanesse chiuso ai visitatori.


Il traffico a breve andrà in tilt (il maltempo peggiora poi le cose) e – anche quest’anno – si assisterà alle orde di “forestieri” che pur di non lasciare la propria auto distante dal centro storico si farebbero tagliare tre dita di una mano.


Controlli a tappeto della Polizia Municipale per verificare il possesso delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico. Ma nessuno che verifichi il reale rispetto delle prescrizioni normative.


Friggitrici, piastre e barbecue (tre metri per tre) che invadono mezza carreggiata nonostante il traffico veicolare, e gazebo (mi dicono sia corretto chiamarli dehor) piantati con tanto di pedane a ridosso dei marciapiedi.


E i disabili?! Loro dovranno appellarsi alla Madonna della Consolazione. E non solo nei giorni di festa.


In questo post di Claudio Cordova è possibile prendere atto di come, non solo in occasione di eventi straordinari, l’occupazione di suolo pubblico (ancorché legittima) venga travisata in appropriazione della strada, piazza, largo o marciapiede di turno. Senza rispetto per la legge che impone la tutela delle persone disabili.


Nelle prime ore del primo pomeriggio, colti da insolito eccesso di zelo, i Vigili Urbani hanno fatto rimuovere con il carro attrezzi il furgone di un cittadino residente a Cutro (KR) e regolarmente autorizzato a sostare sul lungomare Falcomatà. Sequestro del gazebo – con tanto di nastro – e rimozione forzata del furgone.


Devo dare atto, ad Antonio Eroi, di essere intervenuto (non so a che titolo coinvolto nell’organizzazione di quel determinato evento) dichiarandosi disposto a pagare di tasca propria le spese di cauzione (circa 140 euro) per restituire il furgone al malcapitato commerciante. Il Vigile che ha sbagliato non ha nemmeno chiesto scusa.


Ricordatevi di sporcare il più possibile e di mangare le mitiche ‘nzudde (mostaccioli in lingua italiana).


Pietro Ippoliti, ci ricorda che


La Nzudda (oppure mostacciolo) è il tipico dolce “ra festa i Madonna” di Reggio Calabria, ed in questa occasione viene venduto in tutte le bancarelle della città. Come da tradizione viene modellato in varie forme che richiamano la tradizione cristiana, ad esempio a forma di pesce o di uccello.

Per prepararlo si amalgama il miele, sciolto a fuoco lento, con la farina di grano tenero e dell’acqua. Appena cotti sono dei biscotti molto duri, ma lasciati a riposo, assorbendo umidità, la pasta si ammorbidisce ed il biscotto assume le caratteristiche che lo rendono molto gustoso.


E ce ne consiglia una variante in particolare. Quella con l’insetto dentro.


nzudda con insetto - reggio calabria






Lo chiamavano HACCP ovvero Hazard Analysis and Critical Control Points. Ovvero “mangia e fatti i cazzi toi“.


antonino monteleone

per il programma della Notte Bianca vi rimando al blog di Massimo Calabrò.


aggiornamento delle 3:22 del 14 settembre


Poco dopo le tre una violenta, ma breve, scarica d’acqua sancisce la fine della notte bianca.


Pochi la ricorderanno. Purtroppo il giocattolo si sta guastando. La gente era poca, turisti compresi, e l’occasione è stata utile solamente a poche attività economiche.


Sembra che abbia smesso completamente di piovere e spero che non venga annullato il “concerto dell’alba” al quale, lo scorso anno, ho assistito con molto piacere e con un’atmosfera speciale. Ma il sonno incalza…


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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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