L’età. L’unica cosa in comune. E per favore non cascateci. Solo l’età può unire con un sottile filo (di saliva) le figure di Rosario Livatino, e quel siciliano, nominato guardasigilli da Berlusconi, che si chiama Angelino Alfano.
Dovrebbe ricordare, quest’uomo che fatico ancora a credere Ministro della Giustizia, che Rosario Livatino ha indagato non senza paure, ma con estremo coraggio, anche su quei legami tra mafia e politica che in Sicilia, in quegli anni, costavano caro. Scegliere di scoperchiare certe pentole significava pagare con la vita. E lui cominciò a capirlo quando dovette scegliere di non farsi una famiglia, soffrendo per avere messo in pericolo la sua d’origine.
Mai avrebbe immaginato, Rosario Livatino, di essere tirato in ballo dal Ministro di un Governo il cui vertice è accusato di corruzione. Che tenta di non farsi processare, ma, come del resto gli era capitato, ottiene una sonora sberla dalla Corte Costituzionale. Non pago ci riprova, sospendendo i processi a suo carico con una legge ordinaria che porta proprio il nome del suo Fido-ministro.
Il Lodo-Alfano, Rosario Livatino, non l’avrebbe capito.
Più o meno come Alfano non ha capito un accidente dei pilastri costituzionali sui quali poggia l’ordinamento giudiziario italiano. E quelle due, forse tre, certezze che il capo del suo Governo vuole sgretolare in nome dell’equilibrio tra i poteri.
Ho letto le parole di Angelino Jolie su “Il Giornale di Sicilia“
(…)
Ero allora un giovane studente di giurisprudenza diviso tra la passione per la politica e quella per il diritto e ricordo ancora lo sgomento che provai nel vedere le immaginidel luogo del delitto ove si affollavano alcuni magistrati che, in lacrime e attoniti, si inoltravano nella scarpata per raggiungere il loro collega sollevando, con pudore, il lenzuolo bianco che pietosamente lo ricopriva, per poi allontanarsi inorriditi.
Quel lenzuolo misembrò l’emblema delle contraddizioni della mia terra fatta di perle rare come Rosario Livatino, ma anche di uomini pronti a tutto pur di coprire la verità e le proprie responsabilità.
(…)
Uomini pronti a tutto pur di coprire la verità e le proprie responsabilità. Caro Angelino, te ne viene in mente per caso qualcuno se pensi a Palazzo Chigi?
Oggi ricordiamo Rosario Livatino. Ventotto anni dopo la sua scomparsa. Alfano, per commemorare qualcuno, attenda il prossimo 23 luglio. Ventitré e non 19. Quel giorno morì Vittorio Mangano. Celebri lui. Farà contento qualcuno che a quell’eroe ha dato anche da lavorare.
antonino monteleone
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Alfano non è che una marionetta, un uomo di facciata che da voce e pone la firma a norme elaborate dai legali del Cavaliere che agiscono dietro le quinte. Dovrebbe parlare un pò meno ai giornali e leggere un pò di più la costituzione, forse allora capirà che anche in Lombardia come in Sicilia di verità coperte ce ne sono fin troppe.
1. FAI QUALCOSA DI NOTABILE, O DI OLTRAGGIOSO
P. T. Barnum assunse un accattone grassoccio per promuovere il suo museo. Diede all’accattone 5 mattoni e gli disse di piazzare quattro mattoni ai 4 angoli della strada intorno al museo, poi di andare al primo mattone e rimpiazzarlo con il quinto, poi andare al secondo e rimpiazzarlo col primo, e così via, senza dire a nessuno cosa stesse succedendo. Al termine di ogni ora, l’accattone doveva mostrare un biglietto alla porta del museo, entrare e camminare attraverso tutte le stanze dell’edificio, e poi uscire, per riprendere l’attività di scambio mattoni.
Nel giro di un’ora, circa mille persone stavano seguendo l’accattone per vedere cosa stesse facendo. E quando entrava nel museo, qualche dozzina di altri entravano dietro di lui.
L’accattone continuò il giochetto per tutto il giorno, per diversi giorni. E ogni volta che entrava nel museo, una piccola folla lo seguiva.
Non devi necessariamente fare qualcosa di intelligente per far sì che la gente parli di te.
il blog di antonino monteleone – reggio calabria » Blog Archive » Angelino, lascia in pace Rosario!…
Il Ministro Alfano, senza alcun senso del ridicolo, tira in ballo il magistrato Rosario Livatino, ucciso dalla mafia, ricordandolo nell’anniversario della morte. Dimenticando di essere Ministro di un Governo che si impegna a procurare l’immunità al s…
Seguo da un pò di tempo il tuo blog ma non ho mai lasciato un commento. Volevo solo consigliarti che, oltre a scrivere le cose e le persone che non vanno nel nostro paese, dai un pò più di spazio a ciò che va bene, mettendolo in evidenza come esempio da seguire.
Saluti e continua così
Atlas
“Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” – Rhaner”
Per il prosciutto rivolgersi alla salumeria!
Io penso che:
1) se tutti avessero un lavoro a tempo indeterminato;
2) se non ci fossero le malattie;
4) se i buoni morissero a 200 anni …
la vita sarebbe veramente bella!