Saline: ecco la centrale del silenzio

Posted by Antonino Monteleone On settembre - 23 - 2008


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di Antonino Monteleone per www.strill.it


Pericolo scampato a Saline Joniche? Niente affatto. Una “occasione mancata” per ammalare almeno tre generazioni di persone è ancora ben lontana da materializzarsi. La SEI sceglie la linea del silenzio. La Giunta Regionale, nella seduta di ieri, non ha pronunciato il suo “no” definitivo. E i dubbi sull’acquisto dei terreni dell’ex Liquichimica sono troppi.


Il comitato delle associazioni ha esultato appresa la notizia contenuta in un secco comunicato:

“Comunichiamo di aver richiesto oggi la sospensione dell’iter autorizzativo e della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto della centrale termoelettrica di Saline Joniche”.


Fabio Bocchiola, amministratore delegato della SEI, ci informa di avere chiesto la sospensione delle procedure per il rilascio della VIA.


Ci informa di averlo fatto di venerdì (a meno che non abbia usato il fax la comunicazione sarà stata ricevuta ieri, oggi al massimo) e per giunta il giorno successivo allo svolgimento della prima conferenza dei servizi impegnata a passare in rassegna i pareri delle ammnistrazioni locali.


E’ vero che il fronte del “no” è stato compatto. Ma è altrettanto vero che una seconda conferenza dei servizi dovrà pur esserci per recepire – definitivamente – la contrarietà della Regione Calabria attraverso un atto formale.


Che la Giunta, riunita ieri a Catanzaro, non ha adottato.


Francesco Sulla, assessore Regionale alle attività produttive considera già salva la posizone della Regione sia in forza del Piano Energetico Regionale sia grazie ad una delibera della Giunta Regionale dello scorso marzo attraverso la quale si scrive un futuro diverso per Saline Joniche.


E la delibera che manca? “Si tratta di un atto cui procederemo in breve tempo” – ha detto giovedì.


E mentre ieri si registravano le dichiarazioni del neo assessore all’ambiente Silvio Greco, che nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati della campagna “Puliamo la Calabria” ha ribatido che “come Giunta regionale abbiamo detto no alla centrale a carbone perche’ quel territorio ha altre aspettative che sono gia’ delle certezze. Credo che questo sia stato uno dei pochi momenti in cui l’intero arco costituzionale si e’ schierato una maniera compatta per il no“, lo stesso assessore, in Giunta Regionale, si è occupato solo di alcune nomine in seno a dipartimenti di propria competenza.


Nessuna formalizzazione, da trasmettere alla conferenza dei servizi, del “no” della Calabria. Quello che scriverebbe la parola fine.


Non convince nemmeno l’atteggiamento di SEI. I responsabili della comunicazione, raggiunti telefonicamente, parlano di una fase di “silenzio stampa”.


Il momento meno indicato per tagliare i ponti con la stampa proprio adesso che vorremmo sapere da Fabio Bocchiola, amministratore delegato di SEI, se è vero che bastano 3 righe di un comunicato stampa per smantellare l’ipotesi di un progetto così costoso.


Una campagna pubblicitaria, un sito internet, un ufficio stampa, incontri, appuntamenti, tutti cancellati.


Sarà possibile cadere in errore ma questa “strategia del silenzio” non convince.


Come non convince l’atteggiamento di chi, mentre acquisiva la contrarietà di tutti gli attori coinvolti, rilanciava a Legambiente la proposta di un confronto pubblico sull’opera, contemporaneamente chiedeva alla Regione un ulteriore incontro “prima” che questa approvasse la delibera del “no”.


Nel frattempo la SEI potrebbe definire meglio – e spiegarlo anche alla stampa – il suo assetto societario. Potrebbe dirci come mai ha annunciato l’acquisizione della SIPI, con i relativi terreni, salvo poi scoprire che di quest’ultima la SEI possiede solo una quota minoritaria.


Potrebbero, in questo periodo si silenzio, raccogliere le idee e spiegare a chi appartengono gli oltre 300mila metri quadrati di terreno che servono a SEI spa per installare l’impianto la cui proprietà non ha ancora una configurazione unitaria.


A precisa domanda – era il 27 giugno scorso – relativamente alle acquisizioni immobiliari SEI ha risposto che


“Le fasi di contrattazione privata e gli accordi per l’acquisto del terreno sono stati conclusi da una Società immobiliare di proprietà di Rätia Energie. Non siamo quindi a conoscenza dei dettagli contrattuali relativi alla compravendita intercorsa. Attualmente il management coinvolto in queste fasi è all’estero per impegni societari, il che ci rende complesso il recupero immediato di queste informazioni.


Management che sembra piuttosto impegnato se, da allora, non abbiamo più ottenuto alcuni riscontro e se, visure catastali alla mano, le cose sembrano stare diversamente.


Una cosa è certa e va scritta a chiare lettere: il tentativo di impiantare a Saline Joniche una centrale a carbone è ancora in piedi.


Chi può rilegga il verbale della conferenza dei servizi di giovedì 18 settembre. Poi, se ne avrà voglia, batta un colpo.




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3 Responses to “Saline: ecco la centrale del silenzio”

  1. jayadeva scrive:

    Caro Antonino, spero di cuore che ti sbagli. Il mio timore è che se la SEI si ritira e i politici reggini non prendono nessuna iniziativa, qualcun’altro cercherà di rifilarci una centrale nucleare.

  2. rosy scrive:

    Il carbone sulle ceneri della liquilchimica di saline?
    Secondo me ci faranno solo del bicarbonato di sodio!

  3. [...] progetto per cui la Sei aveva indebolito la sua azione. Ma in realtà non è stato così e ci aveva già avvertito Antonino Monteleone un po’ di tempo fa del pericolo, dicendo che le trattative si sarebbero spostate nelle [...]

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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