Ci hanno fatto discutere e dibattere a lungo le farneticanti affermazioni di Giuseppe Scopelliti, a Napoli, in occasione della festa nazionale del Movimento per le Autonomie secondo il quale “‘ndrangheta a parte Reggio Calabria è una città sicura“.
Proprio mentre da un capo all’altro dei blogger reggini il sottoscritto tentava di fare capire a Domenico Malara che afferma, come l’ex Ministro Lunardi, che “con la mafia basta saperci convivere” dicendogli che
non ho potuto fare a meno di notare che un importante articolo di ieri, riguardante la convalida del sequestro di parte del patrimonio immobiliare di Gioacchino Campolo, il Re dei Videopoker, accusato di evasione fiscale, appropriazione indebita e truffa, non è stato incluso nella rassegna stampa quotidiana del Comune di Reggio Calabria.
Non è la prima volta che l’ufficio stampa più grande d’Italia (relativamente ai Comuni) si “distrae”.
E’ successo, ad esempio, che “per sbaglio” un articolo che riportava l’informativa del ROS sui beni confiscati in Calabria nella parte relativa alla città di Reggio Calabria veniva riportato solo parzialmente (la pagina due riportava alla pagina uno).
Che c’azzecca la questione Campolo con la rassegna del Comune?
Credo di capire che il criterio secondo il quale la stampa locale viene passata in rassegna e ritenuta meritevole di finire sul sito web del Comune sta nella sua rilevanza rispetto alla politica cittadina. Fatti che direttamente o indirettamente riguardano politica, associazioni, eventi.
E non più di un paio di mesi fa il Corriere della Sera notava che uno degli immobili sequestrati a Gioacchino Campolo, la cui convalida risale appunto alla giornata di ieri, è proprio quell’ex Cinema Margherita usato A TITOLO GRATUITO da Giuseppe Scopelliti per impiantarci la segreteria elettorale alle amministrative del 2007.
Anche quell’articolo del Corriere della Sera fu ignorato da Roto San Giorgio.
Forse perché la rassegna riguarda solo la stampa locale? Niente affatto.
Qualcuno ricorderà quando Roto(lo) San Giorgio si prodigò a raccogliere la copia del giornale mantovano relativa all’incontro tra il Sindaco di Mantova e il Sindaco di Reggio Calabria relativamente alla grande balla dello “scippo del Museo di Reggio Calabria”.
Dunque era lecito aspettarsi di vedere l’articolo di pagina 18 del Corriere del 12 luglio scorso. E che qualcuno non scordasse l’articolo di ieri a pagina 10 di CalabriaOra.
Non c’è problema, lo potete scaricare cliccando la foto ad inizio post.
Reggio Calabria, ‘ndrangheta a parte è sicura. Reggio Calabria, Roto San Giorgio a parte, è una città informata.
Rotolo San Giorgio è sempre l’agenzia di stampa quotidiana che divulga i risultati di sondaggi mai svolti o svolti tra gli amici di Palazzo San Giorgio. Ad esempio a proposito dell’assurdo Tapis Roulant di Via Giudecca scrive che:
“Al di la’ delle riserve e delle osservazioni sollevate da cittadini ed associazioni, la grande maggioranza dei reggini gradisce la presenza del manufatto che conferisce alla citta’ un tocco di modernità”
Sempre Rotolo San Giorgio trasforma l’odioso cantiere di Via Giudecca in un’opera compiuta, fruibile e funzionale. Infatti l’opera, non ancora realizzata,
grazie al “tocco di modernità” di cui sopra “limita i disagi di quanti, soprattutto la popolazione anziana, quotidianamente, per lavoro o per altre attività sociali e commerciali, sono costretti a spostarsi in direzione mare-monti e viceversa”.
A proposito di ‘ndrangheta, stampa a parte, sembra che Gioacchino il Re non disdegnasse il “sostegno” di certi amici di amici.
E’ scritto infatti nell’ordinanza di sequestro di beni immobiliari e quote societarie pari ad oltre 30 milioni di euro che
“Dall’esame di una richiesta di intercettazione avanzata dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria alla Direzione Distrettuale Antimafia datata 12 novembre 2004 emergeva che Gioacchino Campolo è ritenuto contiguo ad ambienti della ‘ndrangheta reggina per essere stato il presunto favoreggiatore di alcuni ricercati della piana di Gioia Tauro.
In particolare di Giuseppe Ferraro, classe ‘68 all’epoca colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito del procedimento penale numero 3048/00 RGNR della DDA di Reggio Calabria. Campolo lo avrebbe ospitato in cambio della protezione accordatagli nella collocazione dei videogiochi nella piana di Gioia Tauro.
E’ compare di Antonino Imerti classe ‘46, alias “nano feroce” capo dell’omonima cosca ed appartnente alla consorteria mafiosa “Condelliana”.
Nel 2004, sempre Campolo, “ha affittato un immobile di proprietà sito in Reggio Calabria alla via Fiorentini a Giorgio De Stefano, classe ‘48, alias “l’avvocato”, appartenente all’omonima consorteria mafiosa; circostanza che lascia supporre un avvicinamento all’area destefaniana della ‘ndrangheta reggina.”
Sempre secondo gli inquirenti “Grazie a questa sua collocazione è riuscito, negli anni, a garantirsi una protezione impenetrabile dagli eventi esterni, che gli ha consentito sicuramente di operare in “esezione di tributi”, cui dovevano invece sottostare gli imprenditori che operavano nello stesso settore.
Ecco, secondo l’amico Scopelliti, Campolo – che da buon liberale evede le tasse -, De Stefano a parte, frequenta brava gente.
antonino monteleone
Aggiornamento delle ore 1:13 del 25 settembre
Non ho citato l’immobile che Campolo ha affittato al Ministero della Giustizia – Tribunale di Sorveglianza di Reggio Calabria per un motivo molto semplice. Ha vinto un regolare appalto ed il Ministero, a differenza di Scopelliti, paga un regolare affitto!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.




Ma la globalizzazione non era un’altra cosa?
La bocca non necessariamente deve essere usata per parlare.
Quando ti viene si può fare un rutto, si chiede scusa e tutto finisce là.
L’Ansa ha battuto quelle parole sulle quali è inutile fantasticare ed appare di cattivo gusto mescolare nell’intruglio parole dette – in tutt’altro contesto – da una Persona defunta.
Il dr. Scopelliti ovvero il nostro Primo Cittadino, che sicuramente avrà inteso dire tutt’altra cosa, ha tutti i mezzi per chiarire ai Reggini il significato che questa città deve dare al termine devianza.
Se poi il problema è mettersi d’accordo sul fatto che Reggio sia più o meno sicura di Napoli, potremmo richiedere una consulenza allo scrittore e gionalista Roberto Saviano così Matteo Garrone magari allarga gli orizzonti del suo prossimo film!
Da buon adepto della “generazione Travaglio” quale sei, devo dire che come l’oracolo Marco riesci bene a evidenziare solo quelle parti di notizie che ti fanno comodo per screditare e fare sensazionalismo. Meno bene, però, ti riesce interpretare nel modo corretto il mio pensiero relativo al fenomeno ‘ndrangheta che ho trattato in uno dei miei ultimi post (malarablog.wordpress.com/2008/09/22/la-ndrangheta-basta-saperci-convivere).
Partiamo proprio da quest’ultimo punto. Pensavo di essere stato chiaro quando abbiamo commentato il contenuto di quel pezzo. Evidentemente non è così. Allora ti confermo ancora una volta quanto ho detto: con la ‘ndragheta bisogna saperci convivere. Per completezza d’informazione (quello che non hai fatto tu), questo non è solo il pensiero di Domenico Malara o del ministro Lunardi, ma anche del compianto sindaco Falcomatà che in un’intervista, ancora prima di Lunarsi, disse più o meno queste parole: “Con certa gente qualche volte bisogna anche andare a prendersi un caffè”. Quando il sindaco Scopelliti afferma che “‘ndrangheta a parte Reggio Calabria è una città sicura” dice una sacrosanta verità. Sarebbe stato grave se invece avesse detto che a Reggio va tutto bene e che la ‘ndrangheta non esiste. Scopelliti ammette di conoscere il problema ma non credo che possa essere lui a risolverlo, così come non è riuscito a farlo Falcomatà,
Quello che dicono sia Scopelliti che Falcomatà non lo pensa solo Domenico Malara (e i commenti lasciati al mio post lo confermano), ma tutta quella gente alla quale piace vivere guardando in faccia la realtà. E la realtà è che in Calabria, come in Sicilia, come in Campania, la criminalizzata organizzata esiste da sempre e continuerà a esistere. Non si tratta di connivenza o di rassegnazione, ma, ripeto, della pura e semplice realtà. Questo non significa che giustifico la ‘ndrangheta, ci mancherebbe altro, ma non mi va proprio di piangermi addosso, lamentarmi sempre, di dire che tutto va male. Ha ragione Peppe Caridi quando dice che la migliore arma per combattere la ‘ndrangheta è ignorarla (malarablog.wordpress.com/2008/09/22/la-ndrangheta-basta-saperci-convivere/#comments). Quello che non fai tu e qualche don Chisciotte come te, convinto che la ‘ndrangheta si sconfigge buttando fango su chi cerca di dare una parvenza di civiltà e vivibilità a Reggio. E mi riferisco proprio a Scopelliti.
E qui veniamo al secondo punto. Anche i muri hanno ormai capito che la tua, nei confronti del sindaco, è una questione personale. Il tuo sport preferito è quello di denigrare Scopelliti, a prescindere.
Quando dico che sei come Travaglio, che riesci bene a evidenziare solo quelle parti di notizie che ti fanno comodo per screditare e fare sensazionalismo, mi riferisco alla vicenda Campolo che tu hai riportato in questo post. Omettendo, però, alcuni particolari di cui sei a conoscenza. Come ad esempio il fatto che tra gli immobili di proprietà di Campolo, oltre al cinema Margherita concesso a Scopelliti per la sua segreteria elettorale alle amministrative del 2007, c’è anche l’attuale sede del Tribunale di Sorveglianza di Reggio e una trentina di altri immobili sparsi qua e là per la città. Tribunale della Sorveglianza, non la bottega del vino.
Sia io che te, come tantissime altre persone, almeno una volta ci siamo imbattuti in qualche locale controllato dalla criminalità organizzata. Magari ci abbiamo anche mangiato una pizza insieme. Che vuole dire, che anche noi siamo collusi o affiliati con la ‘ndrangheta?
Come ho già scritto nel mio post, quello che mi preoccupa di più non è la mafia ma la mafiosità, una mentalità molto diffusa tra i reggini. Dove per mafiosità intendo arroganza, prepotenza, spavalderia, superbia, strafottenza, inosservanza delle regole. Attento perché dal tenore del tuo post emergono almeno quattro di questi aggettivi. E non mi riferisco nè alla strafottenza nè all’inosservanza delle regole.
Mi sembra che si è capito bene che non condivido il tuo punto di vista ma in ogni caso lo rispetto, non mi sembra però che tu faccia altrettanto. Le opinioni si possono discutere all’infinito ma l’amicizia, almeno quella, e di questo ne sono certo, è un qualcosa che condividiamo entrambi.
Con la stima di sempre, Domenico M. (www.malarablog.wordpress.com)
Fare finta che la mafia o la ndrangheta non esistono?
Anche io in questo e in qualche altro post ho notato della spavalderia, della superbia e anche un po’ di arroganza. Una cosa non ho visto però ed è l’omertà, il non parlare. Il non vedo, non sento, non parlo. Fare finta che la mafia non esista? L’omertà, e quindi il silenzio, è una legge sacra della criminalità organizzata. Non dico che chi fa finta di non vederla sia mafioso, ci mancherebbe altro, ma penso che il fare finta di non vederla, e quindi di parlarne, è peggiore di tutte quelle caratteristiche che hai elencato nel tuo concetto di mafiosità dove, per l’appunto mancava il girarsi dall’altro lato e/o abbasare la testa e/o fare finta che non esista, quindi ignorarla. Il fare finta di niente, secondo me, dovrebbe stare a pieno titolo in quel concetto di mafiosità di cui parli!
DOpodichè conosciamo tutti la realtà locale. Quando era aperto, tutti siamo andati almeno una volta al cinema margherita, qualche volta sono andato a giocare al trocadero, come sono andato a passare del tempo libero in uno dei tanti locali cittadini che probabilmente hanno qualche connessione con dei criminali organizzati e di cui, quelli che sanno qualcosa, fanno finta che non esista. Io questa realtà se ho un minimo sentore che sia di un certo tipo, cerco di evitarla. Anche perchè siamo tutti d’accordo che questa è la realtà attuale delle cose, ma descriverla può essere il primo passo per provare a cambiarla, ma a noi che ci frega?
Il tapiroulant dà un tocco di modernità alla città che se avesse organizzato dei pulmini a chiamata (che esistono in un’infinità di città italiane)per gli anziani della zona (visto che il tapiroulant è per loro e non per le aziende che hanno rpeso un sacco di soldi pubblici per costruirlo) avrebbe risparmiato una barca di soldi in decine di anni, ma noi vogliamo essere moderni, non scherziamo. A noi ci piace continuare ad avere un’infinità di problemi e ci piace non leggere notizie scomode nella rassegna stampa del sito del comune. D’altronde è anche giusto e corretto dopo la vittoria alle elezioni continuare a lasciare l’immagine del proprio volto (con reativo slogan elettorale) a coprire un’intera saracinesca del locale usato come ufficio elettorale salvo, poi, farla (l’immagine) rimuovere immediatamente (il giorno dopo) appena il proprietario del locale, che ha concesso gratuitamente l’uso dei suoi locali (vorrei far notare come secondo la procura il fatto che Campolo abbia affittato ad un DeStefano un immobile sia da considerare come un ‘favore mafioso’, collegabile alla dinamica di alleanze e protezioni, mentre la cessione in comodato d’uso sia un semplice caso, o una cosa da amici, insomma…), sia stato inscritto in un registro di indagati.
Queste possono essere semplici coincidenze, non lo nego. Semplici eventi casuali della realtà che ci troviamo a vivere.
Meglio andare a prenderci un caffè e fare finta che certe cose non siano mai esistite!
(A)
ps. vorrei ricordare che quasi tutti i morti ammazzati per mafia e ndrangheta, che non erano maiosi, sono stati uccisi perchè hanno osato parlare e rivelare pubblicamente l’esistenza di una certa realtà (Impastato, Gatto, Rizzotto, ecc ecc).
pss. secondo me il tirare in ballo l’opinione del “compianto sindaco falcomatà” non è completezza dell’informazione, in quanto se voleva essere completa avrebbe dovuto tirare in ballo l’opinione di almeno un grosso numero di ex sindaci (e allora sai che belle opinioni che ne sarebbero venute fuori). Il tirare in ballo un sindaco compianto e amato da tutta la cittadinanza (anche se non credo che molti degli elettori di AN lo amassero quando era in carica…) e di una parte politica avversa serve a dare maggiore forza a delle opinioni proposte. Leggittime e di pari dignità di tutte quelle di monteleone, le mie ecc. Ma questo non vuol dire che ogni cosa che diceva il sindaco falcomatà era condivisibile, almeno da me. Anzi, ti ringrazio per aver tirato fuori questa frase che non conoscevo perchè mi hai permesso di capire che c’è una cosa in più, oltre ad un paio di altre, che non mi piacciono del defunto sindaco…
mi spiace dirlo, ma doveer leggere “Ha ragione Peppe Caridi quando dice che la migliore arma per combattere la ‘ndrangheta è ignorarla”, mi fa proprio ridere.
Mi spiace per i toni, mi spiace per il non aver peli sulla lingua, ma questo discorso non è assolutamente condivisibile.
Vorrei sapere da voi due come crediate sia possibile ignorarla. Forse scrivendo di meteo è facile ignorare un fenomeno del genere.
Provate ad aprire una vostra attività commerciale o imprenditoriale a reggio e provincia e poi fatemi sapere come avete ignorato la ndrangheta.
Provate a non andare al Bart (che è sempre iper-affollato) e fatemi sapere cosa avete fatto a Reggio Calabria quella sera.
Provate a non andare ai lidi d’estate e fatemi sapere cosa avete fatto in alternativa.
Volete ignorare la ndrangheta? bene, allora quando siete alla posta, fate la fila e non passate avanti perchè avete il compare alla cassa.
Dovete fare un sito web? bene allora uscite i soldi, e non sperate nel compare/amico che ve lo fa ad un prezzo di favore.
Devo continuare? non credo, conoscete come me questo aspetto, ci vorrebbe solo un pò di ipocrisia in meno e un pò di saggezza in più!
Capitano quei giorni in cui ti senti uno schifo e questo, per me, è uno di quelli.
Sarà il tempo!
Ma, certamente, contribuisce leggere questi commenti che ti rabbuiano ancora di più l’animo.
Oh Domenico, il fatto che con la ‘ndrangheta bisogna saperci convivere ne giustifica la sua esistenza.
Te ne rendi conto o no?
Oppure che la migliore arma per combattere la mafia è ignorarla.
Ma vi siete bevuti il cervello?
Non devono essere silamente Scopelliti o Falcomatà a sconfiggere, o tentare di farlo, la mafia.
Deve essere la gente comune nel complesso, quella che chiamano: “la società civile”.
La società civile non si può permettere di “ignorare”, non deve “saperci convivere”. Non deve accettare il compromesso.
Lo può affermare Falcomatà, San Pietro e anche il Papa, ma resta sempre un abominio.
Non ti vuoi piangere addosso, e cosa significa?
Raccontare i fatti significa piangersi addosso?
Informare su quali siano le collusioni, le “amicizie”, le infiltrazioni significa lamentarsi sempre?
“…la criminalizzata organizzata esiste da sempre e continuerà a esistere.”
Per questo bisogna ignorare? Facciamoci i “cazziceddhi” nostri che “campamu cent’anni”!
Mi fa schifo e terrore questo atteggiamento egoista.
A te non preoccupa la mafia ma la “mafiosità”. Tra gli aggettivi che hai inserito, io aggiungerei anche: egoismo, sottomissione (al potente di turno), ignoranza.
Attento perchè dal tuo commento emergono tutti questi aggettivi!
A proposito, io voglio essere un don Chisciotte e combattere anche contro quelli come te.
La pazzia è il modo di vedere il mondo con occhi diversi, non offuscati dalle idee e dai condizionamenti sociali.
Riporto un estratto dal Don Chisciotte di Guccini:
“Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il “male” ed il “potere” hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà?
Il “potere” è l’immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all’ingiustizia giorno e notte:
siamo i “Grandi della Mancha”,
Sancho Panza… e Don Chisciotte !”
a presto, Cheyco
Penso che l’esistenza della ‘ndrangheta e la conseguente lotta quotidiana ad essa non debbano essere la scusa per i cittadini e le istituzioni dell’immobilismo, del non facere. Penso che Peppe Caridi con la sua affermazione non intendesse consigliare ai più di ignorare il fenomeno criminale per combatterlo, ma ,piuttosto , che il cittadino debba svolgere comunque le proprie attività, perchè è nell’azione quotidiana che non si è collusi, fiancheggiatori e “amici degli amici”.
Sarebbe grave se il significato delle sue parole fosse quello di fottersene della ‘ndrangheta.
Ricorderò male, ma anche nell’88, ‘ndrangheta a parte, la città era sicura.
La differenza rispetto a 20 anni fa è che ora c’è qualche motivo in più per restare in giro fino alle 4 di notte.
Leggendo certe affermazioni non si può che inorridire.
L’assuefazione all’illegalità, la tolleranza verso qualsiasi forma di devianza è la morte della civiltà, è la disintegrazione della cultura, è l’annullamento della socializzazione.
La verità, comunque, e nelle stesse parole del Sindaco: “Reggio, a parte la ‘ndrangheta è sicura”.
Siccome la ‘ndrangheta non è a parte, Reggio non è una città sicura.
La ‘ndrangheta non vuole il bene della sua gente e sta uccidendo anche senza le armi.
I nostri giovani se vogliono vivere nella legalità devono farsi la valigia!
La nostra è una Calabria senza figli grazie alla mafia che però ci dà sicurezza!
Ma dove cazzo viveeeeeete!
il link che ti invio non ha una relazione diretta con il tuo post, ma forse ti può comunque interessare:
http://italiadallestero.info/archives/908
buon lavoro
caro il mio Colluso Entusiasta Domenico M
“Ha ragione Peppe Caridi quando dice che la migliore arma per combattere la ‘ndrangheta è ignorarla ”
certo ,se per “ignorarla” si intende “non averci niente da spartire”
“quello che mi preoccupa di più non è la mafia ma la mafiosità, una mentalità molto diffusa tra i reggini. Dove per mafiosità intendo arroganza, prepotenza, spavalderia, superbia, strafottenza, inosservanza delle regole.”
a parte la stronzata (la mafia è l’insieme degli atteggiamenti mafiosi) hai dimenticato che se le regole vengono declamate da quelli che si devono “regolare” stiamo fregati in partenza.
inoltre vorrei capire una cosa:
per te è normale che siamo obbligati ad avere a che fare con certa gente?
dobbiamo abituarci noi dici?
e se si abituassero loro a vivere onestamente?
No,perchè io mi sono rotto il cazzo!
anche di trovare COLLUSI ENTUSIASTI COME TE.
ciao antonino
un bacione a Rosy per aver centrato il discorso:
La verità, comunque, e nelle stesse parole del Sindaco: “Reggio, a parte la ‘ndrangheta è sicura”.
Siccome la ‘ndrangheta non è a parte, Reggio non è una città sicura.
[...] http://www.antoninomonteleone.it/2008/09/24/la-ndrangheta-stampa-a-parte/ [...]
e non dire che non ti ho linkato…..
ps:
BLU NOTTE
in questa edizione…..
sta spaccando il culo !
chissà se ci sarà qualche schifato in piu’…..
perchè a quanto pare a furia di galleggiare nella merda qualcuno si è abituato.
dico le parolacce
infatti mi chiamo
UCCIO MERDA
errata corrige:
http://antoniomorellionline.wordpress.com/2008/09/25/la-coscienza-a-posto/
Combattere la mafia è un DOVERE di ogni cittadino onesto!
Non è possibile far finta di niente,
la mafia ci uccide ogni giorno!
Non riusciamo ad aprire un’attività commerciale,
non veniamo assunti se non abbiamo amici,
dunque non abbiamo soldi,
non possiamo comprare una casa,
non possiamo sposarci,
nè tanto meno aver dei figli…
… a parte questo (la ‘ndrangheta)…
…Reggio è bellissima!!!!!!!!!!!!!!!!!
scusate se mi permetto…
1) “con la ‘ndrangheta bisogna saperci convivere” è un ‘espressione che non fa onore a chi l’ha scritta… ed è inutile girarci intorno, fare i puntigliosi… caro Malara, io l’articolo l’ho letto e se l’italiano non è un’opinione quello vuol dire: cioè che si deve convivere… Convivici tu.. e se c’è qualcuno che ci mette la faccia e che scrive che NON ci si deve abituare ad essa, per cortesia, fagli fare il suo lavoro… e il “non conviverci” vuol dire non avere atteggiamenti di “mafiosità” (come scrivi), oppure cercare di evitare locali pubblici che si sanno essere gestiti da “personaggi particolari”. etc etc… Personalmente preferisco farmi un birrino all’aria aperta in compagnia di qualche amico anzichè riempire il culo a sta gente di merda che prospera alle NOSTRE spalle… E faccio mia la domanda di Uccio Merda: “per te è normale che siamo obbligati ad avere a che fare con certa gente?”…
2) sui comunicati stampa del Comune: sarebbe bello che l’ufficio stampa potesse scrivere TUTTO.. cose buone e cose non buone.. credo che, invece, non POSSA scrivere tutto…
3) Scopelliti o Falcomatà.. Falcomatà o Scopelliti… la ‘ndrangheta in questa città è dovunque… e, da sempre, fa le sue cose perchè, è evidente, il Potere scende a patti con essa… indipendentemente se al comune c’è il centro, la destra, la sinistra, l’est o l’ovest.. U capiscimu chistu oppure no ???? Purtroppo lo sappiamo tutti e ci nascondiamo dietro un dito… Lo sappiamo tutti che la politica è la prima complice della ‘ndrangheta, insieme ai cittadini ignoranti, inconsapevoli, abbrutiti ed entusiasticamente collusi…
A me sarebbe piaciuto sentire Scopelliti dire che Reggio è una città sicura, ma che PURTROPPO non lo è del tutto perchè c’è la ‘ndrangheta… Che inquina la vita politica e la vita sociale e che gode del fatto che, come dice bene Rosy, “l’assuefazione all’illegalità, la tolleranza verso qualsiasi forma di devianza è la morte della civiltà, è la disintegrazione della cultura, è l’annullamento della socializzazione.”
Mi sarebbe piaciuto sentire Scopelliti dire realmente come stanno le cose sul cinema margherita GRATUITAMENTE prestato dal Gioacchino Campolo… Perchè, se uno non ha nulla da temere, le cose le dice senza aver paura…
Mi avrebbe fatto piacere che il comune avesse organizzato qualcosa di culturalmente SERIO quest’estate (a parte pochissimissime eccezioni) e non la Fiera del Decerebrato che si è svolta grazie a RTL… Reggio (se non erro) ha UNA SOLA Biblioteca Comunale…. A me sta cosa fa letteralmente girare le palle….
Mi sarebbe piaciuto sentire Scopelliti (visto che lui stesso dice di essere dalla parte dei gggggiovani) dire che è in programma una ristrutturazione dell’impiantistica sportiva… E’ vergognoso che a Reggio vi sia UNA SOLA piscina da 50 metri… E’ vergognoso che a Reggio non ci sia nemmeno un playground per giocare a basket all’aperto.. E’ vergognoso che ancora si giochi allo Scatolone ed al Palloncino… impianti vetusti, senza riscaldamento e (spesso) senza docce calde… Da notare che da quest’anno si pagherà al comune un canone di affitto per codesti “impianti” (così come per ogni impianto comunale)… Mi facciano capire una cosa ??? Ma se durante l’anno i suddetti impianti non avranno l’acqua calda oppure la normale pulizia le società saranno autorizzate a non pagare più l’affitto ??? Vabbè… Questa è una divagazione, forse, non pertinente…
Scusate per la lunghezza e per lo sfogo, ma sinceramente mi sono rotto le palle di sentire gente che a determinata domanda mi risponde “ma chi ti ‘ndi futti ra ‘ndrangheta… attia non ti toccunu… camina e virimundi a Rreggina.”
un saluto a tutti….
Leggo commenti di gente terrorizzata ed attonita di fronte ad un commento ad un’agenzia. Sinceramente leggo, tanta troppa, strumentalizzazione “politica” della vicenda.
Leggo pagelle su collusi e contenti, egoisti e conniventi. Sinceramente leggo, tanta troppa, convinzione che la ‘ndrangheta sia ciò che un film dipinge o un programma televisivo descrive.
Ammutinamenti a parte, nei fatti chi scrive è “travaglianamente” coinvolto.
Con stima,
Federico
Ciao Antonino,vorrei rispondere all’articolo che parla del re dei video poker Campolo. Io non credo che il roto san Giorgio sia tenuto ad informare la cittadanza su questa vicenda. Il roto san Giorgio,criticabile per alcune cose,non è un giornale locale che ha ignorato il fatto,ma è piutto il “giornale”,l’agenzia di stampa,chiamiamola come vogliamo,del comune di Reggio Calabria e non deve informare i cittadini nella loro totalità,ma è uno strumento,la magiorparte delle volte, per le altre testate giornalistiche e radio-televisive. Sul fatto invece che lo stesso roto san Giorgio non abbia fatto alcun riferimento all’articolo del corriere della sera,in cui si denunciava l’affitto gratuito del Margherita a Scopelliti,è inutile parlarne;poichè è naturale,quanto mai scontato,il fatto che non è “convenuto”fare alcun comunicato stampa per non inquinare la figura del primo cittadino. No lo condivido,ma lo capisco.
ciao e complimenti per il blog
Angela
Trovo triste che le giovani promesse del giornalismo reggino pensino (e scrivano, ancora peggio, perchè così la gente lo legge e se ne convince) che bisogna convivere con la ndrangheta.
Triste, solo questo. E non è una questione politica, checchè ne pensino le suddette giovani promesse per autoassolversi.
Non è che se sono contro la ndrangheta sono di sinistra o ce l’ho con Scopelliti (di cui difendo l’operato, tra l’altro).
Convincetevene.
Ps. Reggio è una città sicura?
Comunque ‘ndrangheta a parte Reggio è una città sicura!
Per cui, in breve …
Se andate a prendere la macchina e non la trovate … non vi preoccupate è in un luogo sicuro!
Sig.ra F. le tre borse che le hanno scippato … sono senz’altro in luogo sicuro!
Cari N. e K. non vi hanno svaligiato la casa … sicuramente era solo una visita di cortesia!
Signora del supermarket più grosso di Reggio non mi rimproveri più quando, in attesa del resto o della ricevuta del bancomat, continuo a mettere la spesa nelle buste lasciando il portafoglio – sotto gli occhi – ma fuori dalla borsa … perché non è possibile che l’hanno rubato allo stesso modo a diverse persone in una città sicura!
Signori pensionati quando siete costretti a ritirare da soli la pensione (possibilmente non fatelo proprio nei giorni di pagamento) uscite dalle Poste arrabbiati e brandendo una busta della “Reges” … sicuramente non vi toccherà nessuno!
Una prece di cuore per la povera signora anziana trovata morta – forse a seguito di una rapina – in un appartamento nei pressi del viale Galilei, adesso sicuramente vivrà in un mondo migliore!
Signori che ho letto vi lamentate per un tratto della via Reggio Campi pericoloso, non dannatevi più di tanto perché non otterrete nulla! Avere a Reggio anche le strade sicure guasterebbe quest’equilibrio ormai troppo perfetto!
Hegel: “La storia, senza guerre, registra solo pagine bianche!
E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane? Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l’autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)?
Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c’è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri.
E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c’è ordine, che almeno c’è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell’unico mondo possibile sicuramente.
da http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/saviano-omerta/saviano-omerta.html
Fermo restando che sono d’accordo sul tenore della discussione devo fare solo una precisazione: che Campolo avesse concesso gratuitamente i locali a Scopelliti lo sapevano e lo sanno pure i sassi.
Il fatto fu raccontato anche a Berlusconi, in occasione della sua visità in città.
Re Silvio, da par suo, rispose: “Bravo, questi sono soldi risparmiati per la causa della Libertà”.
caro monteleone sei solo un poveretto. ti credi di fare politica ma sei solo un volgare omino. dovresti vergognarti, le tue non sono denunce ma maliziose illazioni. sei una vergogna non solo per reggio di calabria ma per l’italia intera!
endless puoi mafioseggiare da un’altra parte?
Omino si, volgare a meno ke tu nn usi il vocabolo in accezione latina (da vulgus=popolare) cosa ke nn penso, no.Nn lo e’ mai stato. Ma anke ammettendo ke tu fossi un omone o un omona, ke intendi dire? Le fonti di attendibilita’ sono piu’ ke alte, (citazioni e via dicendo) ti direi anke informati, ma tu mi risponderesti di cosa e dove percio’ invece di kiederti di lasciar perdere, ti dico: TUTTO non e’ come sembra , la vergogna sta dall’altra parte e spesso è celata dallo stesso velo di indifferenza ke la parola “illazioni” vuole lasciar ad intendere: l’Italia sta sprofondando, dopo un periodo di ripresa sta tornando l’Italietta di sempre alla stregua di altre nazioni come la Francia, ke tuttavia curano almeno l’economia per non fare morire di fame migliaia di persone (vedi caso alitalia) e se tu difendi il niente vuol dire o ke hai qualkosa da guadagnare o ke n sei sensibile alla causa…… con questo Nino nn prendo le tue difese, semplicemente mi danno fastidio i commenti faziosi e senza capo ne coda…
p.s. non posto il nome in quanto e’ il mio nick da una vita e nel virtuale va bene cosi’! A meno ke il caro Endless no si sia fatto un account giusto per l’occasione!
Monteleone sei un giambrella!
Mi fai morire dal ridere… credimi!
Appena finisci di scrivere minchiate ‘nchiana chi ndi pigghiamu u cafè!
Ah… se trovi il Tizio che dice che sei la vergogna del pianeta intero: stringigli la mano!
Di sti tempi provocare un sentimento pari alla vergogna negli altri è già un grande successo!
Moviti chi rifridda
[...] ancora in preda al JetLag e di prima mattina mi sono imbattuto in un interessante… Leggi ancora | Pubblicato da lisicere | [...]
Sono mesi che rileggo i vostri commenti e mesi che non riesco a capacitarmi di come ragazzi di 20 anni o poco più si “permettano il lusso” di giudicare un uomo di 70 che ha fatto del lavoro una sua ragione di vita.
Mentre scrivete e giudicate gratuitamente senza avere le prove, vi siete mai chiesti se in quasi 50 anni di lavoro il SIG.GIOACCHINO CAMPOLO ha investito i suoi guadagni in beni immobili o li ha sperperati come molti dei “rispettabili” imprenditori reggini??!!
Vi siete mai informati, voi che vi definite giornalisti scomodi perchè raccontate la vostra verita, quando il sig. Campolo ha acquistato il suo primo immobile?!
Non concepisco come persone che 30 anni fa nemmeno esistevano definiscano il sig. Campolo un mafioso colluso con la mafia e quanti di loro adesso si vergognino di essersi anche solo recati al trocadero per giocare.
E’ insulso come gente da dietro una scrivania creda di potersi erigere a giudice dell’uomo…mi piacerebbe sapere se tu, Antonino, oltre a riportare la notizia dai giornali o a inserire sul sito un articolo squallido come il suo autore e promulgatore, ti sia realmente informato sul processo di usura e sui cosiddetti proventi illeciti.
Evidentemente gente come te preferisce chiudere gli occhi di fronte alle numerose persone che a Reggio in 2 anni sono diventati milionari(e non mi sembra che ci siano stati tutti questi 6 al superenalotto in città) anzichè dare per evasore un uomo che non ha fatto altro che acquistare i beni immobili con mutui in banca.
Mi dispiace che tuoi colleghi, che si definiscono giornalisti e che aprono un loro blog, parlo di francesco biacca, definiscano ERRONEAMENTE il sig.Campolo proprietario di villa zerbi.
Mi viene da chiedermi allora: un magazzino sul corso ha lo stesso valore di un palazzo sul corso??
Recatevi allora al catasto e verificate la proprietà di mezza reggio additata al Campolo!
Ed è vergognoso che tu ragazzo di 23 anni sostenga che il Campolo ha notevolmente alzato il prezzo degli affitti a reggio.
Chi vi parla è la figlia del sig. Campolo Gioacchino, un uomo che non dovrà mai vergognarsi del suo operato e delle sue scelte, in quanto uomo onesto e lavoratore.
Mi piacerebbe farvi sapere di tutte quelle domeniche passate a casa perchè il liberale evasore lavorava e di tutte quelle cene con lui non fatte perchè il lavoro richiedeva la sua presenza anche fino alle 11 di sera. o della mattina e della sua sveglia alle 5 perchè ciò che hai costruito con sacrifici,successi e a volte anche sconfitte non venga distrutto da stupide illazioni e chiari attacchi a mezzo stampa…e mi stupisco di come la gente che si reputa intelligente cada in queste trappole.
Sappiamo che ci vorrà pazienza e tempo, molto tempo anche se l’onore di mio padre distrutto nessuno lo potrà mai ricostruire,se non lui con la sua integrità.
Siamo persone che sanno combattere e rialzarsi senza l’aiuto di nessuno e il tempo e le prove ci daranno ragione.
E allora,solo allora, spero che tu e tutti quelli che in questi mesi si sono DIVERTITI a partecipare a questa persecuzione daranno alla notizia lo stesso spazio dato a quelle degli ultimi mesi.
Utilizzare un sindaco che non ti piace per il suo partito o per il suo operato per coinvolgere persone che fino a prova contraria non sono state ancora dichiarate colpevoli è sintomo di profonda ignoranza.
Se Scopelliti non ti va a genio di sicuro non è per l’amiciza con Campolo.
Allora occupati solo di quello per cui c’è effettivamente da lamentarsi, se sei realmente come dici un giornalista…e al prossimo anniversario di Ciccio Franco, forse verrà posto in via marina anche il computer dal quale scrivi i tuoi articoli…..
e che vi sorprendete? chi è il responsabile di rotosangiorgio? e quanto guadagna ogni mese sommando le decine di attività? e quanto guadagna suo figlio da portavoce del presidente del consiglio regionale? una famiglia un’azienda… il grembiulino e l’ignoranza a quanto pare pagano….
[...] La ‘ndrangheta stampa a parte [...]