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Ad esempio che a Reggio Calabria i lavori di prolungamento della pista dell’aeroporto “Tito Minniti” sono stati realizzati utilizzando, per la costruzione del sottofondo dell’area di sicurezza della pista, materiali di risulta provenienti da demolizioni di opere pubbliche cittadine e, pertanto, non idonei a sopportare le sollecitazioni fisiche degli aerei, nelle operazioni di atterraggio e decollo“.
Abbiamo di questo e dell’operazione “Black Mountains”.
Questa mattina ecoblog.it mi ha intervistato ed ho avuto l’opportunità di raccontare cosa sta accadendo a Crotone. Dove stade, piazze e scuole sono state costruite utilizzando cemento misto a scorie tossiche.
Leggi il testo dell’intervista
Intervista di Marina Perotta per ecoblog.it
Cosa sta succedendo a Crotone?
Un’inchiesta delicatissima, durata nove anni, che ha condotto il PM Pierpaolo Bruni. Il contesto è altamente pericoloso se si considera che un PM si espone in maniera così importante su temi talmente delicati che coinvolgono interi settori della politica, delle principali fonti di economia di questa regione che ha un tessuto industriale notoriamente scadente di imprese. Dove i più grandi business sono lo smaltimento e l’incenerimento dei rifiuti.
A Crotone si scopre che venivano utilizzate, per la costruzione di piazze, delle strade e delle fondamenta di alcune scuole, parti degli scarti dell’Ilva di Taranto e dell’Ex Pertusola Sud.
C’era un filmato, girato dagli uomini del NISA, che riprendeva operati che mescolavano al bitume una “sostanza granulosa di colore scuro”.
Questo filmato, secondo il Corriere della Sera, sarebbe sparito.
E’ evidente che il PM titolare dell’inchiesta abbia la necessità di imporre al caso una certa prudenza ed ha parlato di filmano “non essenziale” al fine delle indagini e comunque di un furto o sottrazione “non ancora accertato”. Il PM Bruni ha dichiarato che potrebbe trovarsi nell’ufficio corpi di reato o essere ancora nella disponibilità della Polizia Giudiziaria.
Ma la cosa grave è che in dieci anni migliaia di bambini hanno seguito delle lezioni su una montagna di scorie tossiche. Non solo, ma come scrivevo, magari esagerando, però il paradosso c’è, quei bambini che poi d’estate andavano a fare il bagno nel mare crotonese si immergevano in acque inquinate da cromo esavalente, arsenico e metalli pesanti. Questo è il dramma e la cosa che rischia di innescare rabbia è che non si sa cosa farne di queste scuole, di queste strade e di queste piazze.
Attualmente qual è lo stato d’animo dei crotonesi e che reazioni sta avendo l’opinione pubblica?
C’è una popolazione carica di rabbia per due motivi. Ha scoperto la concretezza, adesso, di voci che circolano da anni in tutta la Regione rispetto al ciclo dei rifiuti ed allo smaltimento delle scorie.
Si immagini la rabbia di persone che scoprono che i loro bambini hanno studiato su una montagna di scorie tossiche unita al fatto che sanno dell’esistenza di un intreccio fatto tra economia, alcuni settori della politica ed un ampia fetta della criminalità organizzata che ha in quel settore degli interessi spaventosi, sistema al quale è difficile ribellarsi.
Ma fin quando c’è l’oppressione mafiosa che è fatta di omicidi, e il crotonese, ricordiamo che la faida di Papanice, non molto tempo fa, ha riacceso i riflettori sulla Calabria subito dopo la strage di Duisburg, ed ha alcuni risvolti che, talvolta, sono più eclatanti delle faide di camorra in Campania. Questo è lo stato d’animo delle famiglie che non sanno con chi prendersela.
Perché sanno che ci sono facce diverse, ma si tratta della stessa “cosa”. Tanti soggetti rischiano di essere “stessa cosa”.
Dell’ex Pertusola Sud se ne parlava un anno fa. Ho trovato un comunicato stampa dove i politici dicevano “occupiamoci della Pertusola altrimenti provochiamo un disastro per l’ambiente” è passato un anno ed è dovuta esplodere questa inchiesta. A distanza di anni non si era fatto nulla. Si sono sprecate risorse provenienti dall’unione europea per bonificare quei siti.
La cosa grave è che adesso sequestrate le scuole, sequestrate le piazze, sequestrate financo le strade non ci sarà modo né di abbattere le scuole né di rimuovere le scorie sotto le strade. La situazione è grave ed è imbarazzante da questo punto di vista. Prima della chiusura delle indagini non è possibile demolire queste scuole.
Demoliamo le scuole e poi chi è che smaltisce gli inerti provenienti dalla demolizione di costruzioni alterate? Rischiamo che a smaltire gli inerti provenienti dalla demolizione di una scuola costruita con scorie tossiche siano le stesse persone (o società collegate, perché cambiano nome ma le persone sono le stesse, potrebbe essere la dittà ciampà) ad erogare lo stesso servizio e quindi sarebbe un cane che si morde la coda.
Ma le scorie tossiche sono un po’ sotto tutta la Calabria…
La Calabria è fatta di fiumare, non ha grandi corsi d’acqua, storicamente oggetto di discariche abusive a cielo aperto. Quando ne viene scoperta qualcuna la si pone sotto sequestro, ma il materiale rimane lì.
Leggevo, perché tante volte le cose stanno già scritte ma bisogna andarsele a cercare, che negli atti della commissione ambiente della passata legislatura viene registrata la denuncia dei Carabinieri di Reggio Calabria che scrivono, qui ci spostiamo dalle scorie tossiche, ma rimaniamo nell’ambito dello smaltimento di rifiuti fatto in modo illegale, che la ditta appaltatrice dei lavori di prolungamento della pista dell’aeroporto sono stati realizzati utilizzando, per la costruzione del sottofondo dell’area di sicurezza della pista, materiali di risulta provenienti da demolizioni di opere pubbliche cittadine e, pertanto, non idonei a sopportare le sollecitazioni fisiche degli aerei, nelle operazioni di atterraggio e decollo.
Ecco le operazioni per il prolungamento della pista si sono svolte non più di due anni e mezzo fa. Rispetto a questa denuncia dei Carabinieri non è mai successo nulla e non vorremo aspettare un incidente o qualcosa di più grave. A me non va di esagerare, però il quadro è questo.
Mi dicevi anche di scorie nucleari…
Ci sono due Calabrie. E non mi riferisco alla distinzione storica e geografica tra Calabria Citra, del nord, e Calabria Ultra del sud, ma nel senso che c’è una Calabria che investe nello sviluppo, ci sono un sacco di giovani che hanno cambiato mentalità che si portano dietro una zavorra fatta di un bagaglio carico di un sottostrato culturale che va combattuto con tutte le forze. In questo senso la rete, la riduzione del digital divide, può essere una strada per superare questa fase. Io credo che anche in Calabria si arriverà ad una fase nuova anche e soprattutto dal punto di vista dell’informazione che ci consentirà di impossessarci del nostro territorio.
Il problema non è soltanto Crotone. A Cosoleto, un paesino della provincia di Reggio Calabria, si è innalzato il livello di mortalità per cancro del 200% negli ultimi due anni. Anche lì si teme che siano state seppellite scorie nucleari, parliamo degli anni ’80 e ’90, da parte della ‘ndrangheta di San Luca all’epoca in cui il business delle scorie nucleari, in Italia, era molto forte.
C’è quindi un paesino nella Provincia di Reggio Calabria, che si chiama Cosoleto, dove stanno morendo le persone di cancro, e anche lì ancora bisogna attenzionare adeguatamente questa situazione. A Gioia Tauro c’è un inceneritore di cui si parla sempre meno che è stato raddoppiato in violazione di una legge regionale che lo vietava.
am



Grazie della notizia Antonio, che naturalmente ha trovato risalto nel forum http://www.aeroportorc.com/forum.
Troppe vicende che ruotano intorno all’aeroporto di Reggio sono passate in sordina senza il dovuto eco mediatico e i dovuti approfondimenti.
Dicevo vicende dell’aeroporto ma vicende che riguardano anche Reggio, e la Regione tutta.
Avanti così Antonio…
carissimo Antonio a CASABONA in prov di Crotone siamo nelle stesse condizioni di CASOLETO qui il livello di mortalita e aumentato a dismisura le scorie sono secondo me e come tanti del paese che sanno. Naspetto fiducioso
ella miniera di zolfo in zona CELAFONITI fate una indagine e vedrete con i vostri okki e toccate con le vostre mani.
in pratica le persone che anno tereni coltivati in quella zona non fanno più i raccolti che facevono negli anni addietro ma poi stranamente quelli più colpiti sono loro una persona che conosco da quando sono nato e ho 42 anni all’ospedale a Milano le hanno dianosticato una fibrosi cistica ai polmoni e il medico le ha fatto delle domande : se avesse lavorato in miniuera ma questa persona ha il terreno a CELAFONITI.aspetto fiducioso