Abbiamo parlato, in questo blog, del “caso” riguardante Gioacchino Campolo all’interno dei post “Un cinema per segreteria” e del più recente “La ‘ndrangheta, stampa a parte” (in un altro – “Rivolta a gettoni” – ho fatto una battuta satirica che, proprio per questa sua caratteristica, non è detto possa essere capita da tutti).
Ho ricevuto, in due distinti momenti, una mail di precisazioni da parte di Gioacchino Campolo, preceduta da un commento di Adriana Campolo che ne è la figlia.
Scrive Gioacchino Campolo (in grassetto alcune osservazioni):
Rispondo alle tue illazioni calunniose e oltraggiose e nello stesso tempo a quanti hanno dimostrato di avere ancora stima e fiducia in me.
? Faccio presente, per l’ennesima volta, di non aver mai conosciuto tale Ferrara Giuseppe, quindi mi domando se tale calunni e falsità è opera del giornalista o gli è stata trasmessa da qualcuno.
Questa notizia è presente nel decreto di sequestro del PM Ronchi – pagg. 10 e 11 – di alcuni beni di proprietà di Giacchino Campolo.
? Ho affittato un appartamentino all’Avv. De Stefano con regolare contratto e con relativa registrazione e comunicazione alla questura entro le 24 ore previste dalla legge, si può sempre controllare, e lo posso sempre dimostrare (anche se attualmente tutta la documentazione è in mano alla finanza).
Nulla questio. Si è solo riportata – pagg. 11 – una circostanza ritenuta rilevante dal PM.
? Non ho potuto difendermi all’udienza del 17/09 del tribunale del riesame perché, purtroppo per me, non ero in possesso dei documenti necessari per la mia difesa in quanto tutta la documentazione mi è stata sequestrata dalla guardia di finanza i primi di aprile e, nonostante varie istanze presentate dagli avvocati fino dai primi di maggio, solo ora, da circa una settimana sono venuti per permettermi di fotocopiare una parte della documentazione.
? Non sono né un truffatore né un ladro, mi hanno sequestrato le sale e il laboratorio- officina che serviva per la riparazione degli apparecchi. Ho dovuto licenziare 18 persone e, quanto prima dovrò licenziarne almeno altre 15. Tutto ciò è avvenuto perché un certo ingegnere di Reggio, nel controllare le schede ha affermato che sono stati taroccati i software e le gettoniere.
Secondo la Procura l’ing. Neri, Consulente Tecnico d’Ufficio, nel compiere le verifiche sui “videopoker” avrebbe subito delle “minacce”. Il PM scrive – pag. 15 – che “Campolo, senza mezzi termini, minaccia il CTU ricordandogli che esiste un Tribunale che comanda ed un suo tribunale che esegue e convince“.
? Per tale motivo ho chiesto l’incidente probatorio, cioè la verifica delle macchine; ( lo stesso provvedimento è stato richiesto anche dal P.M. Dott.ssa Ronchi) ma ancora non è stato concesso, continuando a ledere così il mio diritto alla difesa.
? In quanto ad essere un evasore fiscale faccio notare che è apparso sul Sole 24 Ore di quest’anno la graduatoria, relativa all’anno 2005, dove il sottoscritto è incluso al 25° posto con imponibile di € 346.091 ed un imposta pagata di € 140.205.
Nonostante tutto sono fiducioso nella giustizia e resto in attesa che tutto si chiarisca, poiché fino ad oggi hanno voluto fare il processo sulla stampa scrivendo solo falsità e calunnie.
GIOACCHINO CAMPOLO
Questo lo spazio – dovuto – per replicare. Mi sono permesso alcune precisazioni per il semplice fatto che il mio lavoro è stato ridotto ad “illazioni calunniose e oltraggiose”. Non è questo quello che volevo fare.
Gioacchino Campolo, però, non si è sottratto al confronto ed apprezzo che abbia scritto al sottoscritto ed ai lettori del blog. Lo fanno davvero troppe poche persone. Quindi a Gioacchino Campolo accordo rispetto.
Lo stesso che merita Adriana. Il suo commento è presente qui.
Ha deciso di intervenire in un dibattito che, seppur indirettamente, la coinvolgeva e lo ha fatto – nonostante il comprensibile trasporto emotivo – con un certo contegno. Apprezzo il gesto.
Quello che apprezzo ancora di più è il rispetto che ha dimostrato, scrivendomi (scrivendoci), nei confronti miei e dei lettori di questo spazio.
Ripropongo il commento con alcune, dovute, precisazioni.
sono mesi che rileggo i vostri commenti e mesi che non riesco a capacitarmi di come ragazzi di 20 anni o poco più si “permettano il lusso” di giudicare un uomo di 70 che ha fatto del lavoro una sua ragione di vita..mentre scrivete e giudicate gratuitamente senza avere le prove, vi siete mai chiesti se in quasi 50 anni di lavoro il SIG.GIOACCHINO CAMPOLO ha investito i suoi guadagni in beni immobili o li ha sperperati come molti dei “rispettabili” imprenditori reggini??!!
Non è l’età che accorda, o meno, il diritto di una persona di criticare l’operato di un’altra. E’ “un lusso” accordato in ogni sistema democratico.
La serie di valutazioni, del sottoscritto (io rispondo solo di queste), enunciate in queste – ed altre – pagine si basano su quanto diffuso dall’Autorità Giudiziaria ai giornalisti. Quello che tu chiami “giudizio” è una valutazione – certo non gratuita – frutto di una serie di fatti ricostruti dall’AG nel corso di apposita conferenza stampa.
Mi sono chiesto come Gioacchino Campolo ha investito i suoi guadagni. Lo ha fatto in altri immobili. Rimane un fatto privato del quale non discuto, come non l’avrei fatto nel caso in cui li avesse sperperati.
vi siete mai informati, voi che vi definite giornalisti scomodi perchè raccontate la vostra verita, quando il sig. Campolo ha acquistato il suo primo immobile?!
A me risulta che il primo acquisto immobliare – lo ha scritto Gioacchino Campolo in una lettera del 13 luglio u.s. – risalirebbe al 1965.
non concepisco come persone che 30 anni fa nemmeno esistevano definiscano il sig. Campolo un mafioso colluso con la mafia…e quanti di loro adesso si vergognino di essersi anche solo recati al trocadero per giocare…
Non mi vergogno di essere mai andato a giocare al Trocadero. Non ho mai dato del mafioso a Gioacchino Campolo. Ma riportato quello che scrive la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in base ad un rapporto dei Carabinieri relativo ad alcune frequentazioni in forza delle quali è lecito – scrivo i Giudici – ipotizzare alcune contiguità. Esiste una legge, la n. 69 del 1963 che stabilisce, all’art. 2, che
E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
In base alla sentenza della Corte di Cassazione Terza Sezione Civile del 4.02.2005 “il giornalista ha l’obbligo di controllare l’attendibilità della fonte informativa e di accertare la verità del fatto pubblicato, a meno che essa provenga dall’autorità investigativa o giudiziaria”.
Per questo motivo non credo di avere fatto nulla di male e, ripeto, non è l’età a stabilire chi possa parlare di chi. Le accuse di “contiguità” (non di essere mafioso) provengono dall’AG.
è insulso come gente da dietro una scrivania creda di potersi erigere a giudice dell’uomo…mi piacerebbe sapere se tu,antonino, oltre a riportare la notizia dai giornali o a inserire sul sito un articolo squallido come il suo autore e promulgatore, ti sia realmente informato sul processo di usura e sui cosiddetti proventi illeciti…evidentemente gente come te preferisce chiudere gli occhi di fronte alle numerose persone che a Reggio in 2 anni sono diventati milionari(e non mi sembra che ci siano stati tutti questi 6 al superenalotto in città) anzichè dare per evasore un uomo che non ha fatto altro che acquistare i beni immobili con mutui in banca…
Non sono uno che trascorre il tempo in casa e si fa forte di una scrivania o un computer. Non giudico le persone, cara Adriana, ma i fatti. Me lo impongono i miei doveri professionali, la mia coscienza civile e la mia passione per la verità. Il processo con l’accusa di usura si è concluso con l’assoluzione per Gioacchino Campolo e questa circostanza è stata già riportata.
“Articolo squallido come il suo autore e promulgatore” non è il modo corretto di appellare il lavoro di una persona.
Anche in questo caso devo farti notare che non sono io, o il collega di CO, ad accusare nessuno di evasione. Ma a riportare che pende tale accusa contenuta in 30 pagine di provvedimento giudiziario – convalidato una settimana fa dal Tribunale del Riesame – che ho acquisito, come dovere di ogni giornalista, proprio per non parlare “a sproposito”.
mi dispiace che tuoi colleghi,che si definiscono giornalisti e che aprono un loro blog,parlo di francesco biacca, definiscano ERRONEAMENTE il sig.Campolo proprietario di villa zerbi.
mi viene da chiedermi allora:un magazzino sul corso ha lo stesso valore di un palazzo sul corso??recatevi allora al catasto e verificate la proprietà di mezza reggio additata al Campolo!
ed è vergognoso che tu ragazzo di 23 anni sostenga che il Campolo ha notevolmente alzato il prezzo degli affitti a reggio.
Devo vergognarmi di avere 23 anni o di esprimere una libera e personale opinione frutto dell’applicazione di elementari principi di economia? Se c’è una torta fatta di 100 fette, e io ne posseggo 30, di fette, decidendo di tenere alto il mio prezzo di vendita/locazione, è chiaro che chi ha meno fette di me, una o nessuna, subisca un condizionamento evidente nelle operazioni di compravendita. E’ un teorema. Applicabile a questa come ad altre circostanze.
Chi vi parla è la figlia del sig. Campolo Gioacchino, un uomo che non dovrà mai vergognarsi del suo operato e delle sue scelte, in quanto uomo onesto e lavoratore…mi piacerebbe farvi sapere di tutte quelle domeniche passate a casa perchè il liberale evasore lavorava e di tutte quelle cene con lui non fatte perchè il lavoro richiedeva la sua presenza anche fino alle 11 di sera…o della mattina e della sua sveglia alle 5 perchè ciò che hai costruito con sacrifici,successi e a volte anche sconfitte non venga distrutto da stupide illazioni e chiari attacchi a mezzo stampa…
Considerazioni che meritano un profondo rispetto. E’ legittimo difendere un proprio caro. E’ legittimo il ruolo della stampa. La responsabilità delle azioni di ciascuno è esclusivamente personale ed ognuno risponde alla propria coscienza.
e mi stupisco di come la gente che si reputa intelligente cada in queste trappole…sappiamo che ci vorrà pazienza e tempo, molto tempo anche se l’onore di mio padre distrutto nessuno lo potrà mai ricostruire,se non lui con la sua integrità…siamo persone che sanno combattere e rialzarsi senza l’aiuto di nessuno e il tempo e le prove ci daranno ragione…e allora,solo allora, spero che tu e tutti quelli che in questi mesi si sono DIVERTITI a partecipare a questa persecuzione daranno alla notizia lo stesso spazio dato a quelle degli ultimi mesi…
Questo è un preciso impegno che assumo. Tutti gli attributi di Gioacchino Campolo sono “presunti”. In Italia vige un principio Costituzionale di c.d. “presunzione di non colpevolezza” (che non significa presunzione di innocenza) che rispetto e onoro. Ma le parole delle intercettazioni, i documenti bancari, i fatti – documentati negli atti giudiziari – anche quando non idonei a pervenire ad un quadro sufficiente per irrogare una condanna, una multa, etc. rimangono idonei a produrre valutazioni di tipo storico, sociale, politico.
utilizzare un sindaco che non ti piace per il suo partito o per il suo operato per coinvolgere persone che fino a prova contraria non sono state ancora dichiarate colpevoli è sintomo di profonda ignoranza…se Scopelliti non ti va a genio di sicuro non è per l’amiciza con Campolo…allora occupati solo di quello per cui c’è effettivamente da lamentarsi, se sei realmente come dici un giornalista…
C’è un personaggio pubblico, il Sindaco pro tempore di una città, che accetta una elargizione da un privato cittadino che poi viene accusato di gravi reati. Questa è una situazione che pone in capo all’opinione pubblica delle necessarie valutazioni di “opportunità” ed “etica” politica.
In una democrazia compiuta ogni personaggio pubblico deve rispondere, in profondità, di ogni aspetto della propria vita. Ogni acquisizione di beni e servizi, ancor più, in campagna elettorale deve essere documentata e – soprattutto – pagata! Se non lo fa rende lecito chiedersi quale occulta “contropartita” viene accordata al privato.
e al prossimo anniversario di Ciccio Franco, forse verrà posto in via marina anche il computer dal quale scrivi i tuoi articoli…..
Conosco io, e soltanto io, i sacrifici compiuti per acquistare il materiale e gli strumenti impiegati nello svolgimento del mio lavoro. La prendo come una conclusione stizzita e non come una minaccia perché dovrei rivedere la buona fede e la correttezza che ho colto in altri passaggi.
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.



Ho seguito la vicenda perchè Reggio è piccola e nel bene o nel male ti trovi sempre davanti a fatti o persone che conosci.
Conosco diversi dipendenti della ditta A.R.E. di Gioacchino Campolo e posso testimoniare che dai loro racconti è sempre emersa l’immagine di una persona onesta e sempre disponibile. Io penso che noi tutti abbiamo una visione contorta della situazione in se stessa, come se avessimo bisogno di trovare il “martire” della situazione. Siamo abituati ad associare una persona “con i soldi” ad una persona arrogante e prepotente, siccome siamo nella città del sole pensiamo che un “onesto” cittadino reggino non possa mai e poi mai superare un fatturato aziendale senza la Benedizione, pensiamo che sia impossibile estendersi a macchia d’olio come Gioacchino ha fatto, addirittura in provincia e in paesi molto caldi (non dal punto di vista climatico), senza l’appoggio di tizio o di caio. Probabilmente tutto questo è vero, e come dice il mio amico Monteleone essendo riportato da documenti frutto di indagini della magistratura non possiamo credere che sia solo un cattivo pensiero. Anche se, io credo nella magistratura ma non dimentichiamoci che tante volte abbiamo visto situazioni montate a regola d’arte finire in una bolla di sapone.
Ripeto quello che è agli atti, non può discuterlo nessuno. C’è stata l’evasione? Ma perchè scandalizzarci tanto? Solo perchè Gioacchino è più vicino a noi rispetto ad un Valentino Rossi o un Luciano Pavarotti? Non mi pare che gli ultimi due nomi nonostante i problemi col fisco abbiano perso la loro gloria o il loro successo, ne sono stati definiti mafiosi. Perchè Campolo dovrebbe essere diverso? Veramente io mi dovrei convincere che Campolo è l’orso cattivo e arrivare a definirlo mafioso per le sue “conoscenze”? Vedete che sono le stesse conoscenze che potenzialmente abbiamo tutti… vedete che non abbiamo idea dei migliori locali di reggio gestiti indirettamente dalla ndrangheta… vedete che ogni imprenditore reggino con un pizzico di sale nella zucca preferisce le “conoscenze” alla totale strafottenza delle Istituzioni e in particolare degli Enti Locali.
Ognuno di noi nella vita si trova davanti a situazioni del genere, se restano nel “nostro” piccolo pensiamo che agli altri non crei danno ma se invece è nel “grosso” di Campolo siamo pronti a buttare fuoco. Non mi sembra molto onesto.
Cerchiamo di non fare di Campolo il “personaggio” del 2008.. cerchiamo di non credere che SOLO le macchinette di Campolo siano state manomesse perchè in città ci sono decine di altri piccoli noleggiatori che senza “ddu sistema” avrebbero dovuto cambiare mestiere. Chiediamoci perchè tutto questo. Forse perchè siamo il paese europeo più tassato? Per carità non voglio prendere le difese del Sig. Campolo, per quello c’è già l’Avv. Marazzita, ne tanto meno voglio fare il moralizzatore. Chiedo solo un pò di buon senso, senza puntare il dito, che a farlo siamo tutti bravi. Mi auguro che Campolo paghi quello che sia giusto pagare e gli auguro di tornare presto in pista (come ha fatto Rossi) quanto meno per le famiglie a cui ha dato lavoro in tutti questi anni.
P.s.
Non mi rispondente che ha dato lavoro a delle famiglie e ne ha rovinate tante altre con le macchinette perchè se esistono situazioni dove uomini arrivano a certe giornate le problematiche vanno ricercate sicuramente da altre parti, forse nella disperazione, nella speranza.
P.s. 2
Perchè non pensiamo ai Gratti e Vinci che sono una vera e propria malattia dai 5 a 100 anni? Ah gia… i G&V sono statali.. le persone si possono rovinare… non fa testo. Secondo voi girano più soldi nel mercato dei Gratta e Vinci o nelle macchinette? Mi vorrei informare… se qualcuno lo sa.
Buon blog,
Marco Zucco
giusto una precisazione dato che sono stato chiamato in causa e che riporterò anche nell’altro post.
Non sono un giornalista e sono molto lontano da esserlo, soprattutto in considerazione di ciò che oggi rappresenta il giornalismo. Detto questo, io ho un blog dove espongo le mie idee liberamente senza che niente o nessuno possa limitarmi (pratica oramai molto comune in questo paese).
Liberi di essere daccordo o meno, io sarò sempre e comunque aperto al dialogo.
Detto questo, non sarò certo io a dover decretare o giudicare chi o meno sia colpevole di certe accuse.
Non conosco i fatti. Mi limito a rispondere a Marco Zucco sul P.s. 2.
Per quanto riguarda la probabilita’ di vincere al G&V:
http://www.distrofici.it/forum/topic.php?TID=2788&PAGE=1
Se i videopoker vengono truccati le probabilita’ possono essere rese piccole a piacere (o quasi).
Roberto Lepera
Caro Nino,
nei giorni scorsi, nel tuo post “La ‘ndrangheta, stampa a parte” occupandoti del caso “Campolo”, avevi definito, un po tra satira, sfottò e presa in giro, l’agenzia di stampa del comune dove lavoro io “Roto(lo)”, (il vero nome è Roto san Giorgio), dandoci dei “distratti” perchè non avevamo messo in rassegna l’articolo che tu hai allegato nel post. Premesso che la comunicazione istituzionale è cosa molto seria e delicata, ricordo a me stesso e poi a te che, in attesa delle tue scuse sul Roto(lo) e della precisazione sul “distratti” (non sarai mica, o non ti sentirai mica depositario della verità) ti faccio presente che all’interno dell’articolo non c’era nè la parola Scopelliti ne era menzionato l’ente. Così come, ricordo a te ed a tutti i tuoi i lettori, che, chi si occupa in ufficio della rassegna, ha giustamente inserito a suo tempo gli articoli di Maltese (Repubblica) quello che scrisse dei reggini “uno su due è mafioso” , di Caporale (Repubblica) che scrisse sui compensi per l’emergenza idrica, e di Stella (Corsera) quello coniò “Peppe show”. Tutti articoli certamente non piacevoli per gli amministratori. Ma la rassegna ripeto è una cosa seria, istituzionale e non politica. Come alcuni lettori tuoi hanno scritto nel post. Fermo restando che l’eventuale errore può capitare a tutti.
Su Campolo permettimi di dire una cosa. Non lo conosco, non conosco nessuno dei suoi figli, ho frequentato per motivi di lavoro la segreteria di Scopelliti durante la campagna elettorale, ma credo che, come spesso avviene, nel suo caso si sia esagerato. Concordo con Marco Zucco (che non conosco) quando dice :”Siamo abituati ad associare una persona “con i soldi” ad una persona arrogante e prepotente, siccome siamo nella città del sole pensiamo che un “onesto” cittadino reggino non possa mai e poi mai superare un fatturato aziendale senza la Benedizione, pensiamo che sia impossibile estendersi a macchia d’olio come Gioacchino ha fatto, addirittura in provincia e in paesi molto caldi (non dal punto di vista climatico), senza l’appoggio di tizio o di caio”.
In ogni caso, lo sai, tranne che per alcuni reati contro la persona, rimango sempre un garantista.
Con stima
Massimo Calabrò
***
Due articoli di Repubblica (Maltese, Caporale) e uno del Corsera (Stella).
Potevate mettere anche quello relativo alla segreteria. Due e Due. Ma, come tu dici, il vostro è un lavoro delicato. “Chirurgico” lo definirei.
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Benissimo caro Roberto Lepera, hai trovato dei dati che fanno riflettere.
Le macchinette dello stato, hanno la percentuale di vincità impostata intorno al 70%, un restante 15% circa va pagato tra tasse, rete del provider e costi generali, il restante 15% è l’utile effettivo del noleggiatore e del gestore.
Detto questo, al Campolo viene contestata la manomissione del software che conteggia la voce “tasse” che non ha niente a che vedere con la manomissione della percentuale di vincita. Sia chiaro. Spiego meglio:
Se una macchina incassa 1000€, ne deve restituire 700€ al giocatore, 150€ vanno allo Stato e altri 150€ al proprietario. Si contesta quindi che il Campolo abbia messo mano alle schede elettroniche per appropiarsi (indebitamente) della parte destinata allo Stato ma non si discute la modifica della percentuale di vincita.
Ho voluto chiarire questo perchè possono essere piccoli dettagli che però fanno la differenza.
Sia ben chiaro, esistono anche tipi di macchinette dove è possibile programmare a piacimento tutto quanto, si chiamano comma 7 ma non sono collegate a nessuna rete telematica e non appartengono al circuito statale.
Ricapitolando: un conto è avere una macchina statale scollegata dalla rete, un conto è avere una macchina collegata (come nel caso che attribuiscono al Campolo) ma modificata nel software che conteggia l’importo sul quale pagare le tasse e un altro conto è avere macchinette completamente abusive (c7).
Spero di aver chiarito questi aspetti… sempre nell’interesse di fare chiarezza sulla vicenda.
P.s.
L’unico motivo che mi induce a farlo è per l’importanza che dò all’ “informazione”, non sono uno scagnozzo di Campolo