Il principino Emanuele Filiberto a San Luca

Posted by Antonino Monteleone On ottobre - 5 - 2008


Quel gran bravo ragazzo di Emanuele Filiberto di Savoia ha concluso la sua due giorni in provincia di Reggio Calabria. Venerdì 3 a Bovalino, per il ventennale della fondazione del Gruppo Volontari del Soccorso, e la mattina di sabato a San Luca per la presentazione de “Il Grande Libro della Costituzione Italiana”.

Tutti entusiasti per la visita del rampollo della ex Famiglia Reale della quale ricordiamo la vigliaccherìa, prima, e la codardia, dopo, nella gestione dell’ascesa (e crollo) di Mussolini al potere.

Certo, colpe non sue. Come non sono sue le colpe per le “allegre” frequentazioni del padre, il “Re” (delle marchette), a Campione d’Italia.

Tutti a dirgli quanto è bravo, quanto è bello, quanto è composto, quando è umile.

Dettagli essenziali che non sfuggono ai cronisti locali:

(…)La cerimonia svoltasi venerdì sera è stata veloce ed informale, con il principe che, a suo agio, si aggirava tra gli ospiti. E’ stata proprio l’umiltà e disponibilità, dimostrata dal Savoia insieme al suo senso di adattamento, l’argomento di discussione tra i presenti.

Il rampollo infatti al momento del buffet si è rispettosamente messo in fila per servirsi da solo, cosi come ogni altro invitato.(…)

CalabriaOra – Annalisa Costanzo

Proprio per ricordare i vecchi tempi i bambini di San Luca gli hanno anche dato del “Voi”:

«La vostra illustre presenza, il fatto che venite da lontano per darci testimonianza della vostra amicizia e solidarietà è un fatto importante che da forza alla nostra speranza » dice Angela una bambina di San Luca.

«Dovete sapere che potete sempre contare su di me – risponde Emanuele Filiberto – come un vostro fratello maggiore».

Il vice-sindaco, Francesco Giampaolo, gli ha confessato di essere contento della sua visista ma che “a San Luca servono strutture sportive per i nostri ragazzi”.

Lui si è detto «felice di incontrare i giovani di San Luca per fargli capire che non sono soli. Io non ho le chiavi dello stato, ma faremo delle cose insieme».

Cosa? E’ forse troppo presto per saperlo.

Continuando a leggere CalabriaOra ci accorgiamo che qualcuno si insospettisce della sua affabilità. Si sà, le “fimmine” di San Luca non sono tipini che si fanno prendere per i fondelli. No no no.

«Una persona umile» dichiara una ragazza dopo essersi fatta la foto con il reale.

A lei fa eco una donna più anziana: «Mi ha fatto una buona impressione, non me l’aspettavo così disponibile, ma sarà vero? O lo fa per attirare consensi per un’eventuale candidatura politica?».

A questo punto non si può non ricordare che – dopo avere promesso (e poi smentito, fa spesso così) – che non si sarebbe interessato di politica, rispettando appunto le motivazioni alla base del suo divieto di rientro in Italia, alle scorse politiche si è candidato in una delle circoscrizioni estere alla Camera dei Deputati.

Ha raccolto, nella circoscrizione “Europa”, lo 0,4% (zero virgola quattro!) dei consensi.

Si era presentato con la lista “Valori e Futuro con Emanuele Filibero” che prendeva il nome appunto dalla fondazione di cui è presidente.

E della quale fondazione, con il ruolo di vice-presidente, faceva parte Mariano Turrisi.

Uno che negli Stati Uniti, scrive il Sole 24 Ore

è stato oggetto di diverse indagini dall’anno 1984, per riciclaggio, traffico di droga, richieste estorsive di ampliamento dei crediti, uso di documenti e valuta contraffatti, di assegni scoperti e truffe, ma sempre senza o quasi alcun risultato… (In Italia) risulta avere pregiudizi per reati contro il patrimonio (1994) ed essere stato condannato per reati contro la famiglia (1987). Da archivi dell’Fbi… risulta essere stato tratto in arresto più volte negli Usa.

Il 22 ottobre del 2007 viene arrestato con l’accusa di fare parte di una associazione mafiosa legata al clan italo-canadese dei Rizzuto che con una società (Made in Italy group), con sede a pochi passi da Palazzo Chigi, avrebbe riciclato enormi somme di denaro.

Valori e futuro, insomma.

Ne ha parlato, il Principe. Eccome.

«Oggi è l’occasione per sottolineare che in un territorio difficile come l’Aspromonte, con problematiche complesse di ardua soluzione, è necessario rafforzare i valori fondanti del popolo italiano che sono imprescindibili nella crescita di tutti voi ragazzi.»

Siete voi gli autori del vostro futuro e del futuro dei vostri figli e non potete mai dimenticare parole centrali nell’essere umano come quelle su cui si fonda la nostra Costituzione e il nostro popolo italiano: il rispetto, la famiglia, l’amore per il prossimo, la solidarietà, l’onestà e il lavoro».

Gazzetta del Sud – Antonio Strangio

Ed Emanuele Filiberto di Savoia, della Costituzione, conosce bene appunto i “valori”.

Proprio lui, infatti, dopo avere ottenuto l’ingresso nel territorio italiano nel 2002 con una legge costituzionale che ha modificato gli effetti della XII disposizione transitoria, ad avere chiesto un anno fa al Governo Italiano la somma di 260 milioni di euro a titolo di risarcimento dei danni morali subiti a causa dell’esilio e la restituzione dei beni confiscati a Casa Savoia.

Peccato che, invece che additarlo a modello per i bambini sanluchesi, nessuno gli abbia ricordato alcune cosette.

antonino monteleone

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19 Responses to “Il principino Emanuele Filiberto a San Luca”

  1. Pino Amoruso scrive:

    “si è rispettosamente messo in fila per servirsi da solo…”
    ma vaffa…..

  2. Carmelo scrive:

    Il principe delle cipolline… grazie per le info sulla fondazione… ma ‘ste cose arrivano sui giornali? tu dove le trovi?

  3. Annalisa scrive:

    Ciao Antonino.
    Il cronista locale sai che deve raccontare la cronaca dei fatti… anche se magari avrebbe voluto proprio evitare di scrivere e VEDERE di sto priscillo.

    e se il cronista credeva e voleva far credere nell’umiltà nelle belle parole del priscillo.. non andava di certo ad inserire quell’ultimo punto di domanda della “donna più anziana” ;)

    dovevi vedere la faccia, l’espressione e sentire la voce del cronista nella registrazione audio quando il tipo dice: Io non ho le chiavi dello stato, ma faremo delle cose insieme.

  4. gigi scrive:

    ma se continuate a criticare tutto e tutti, non lagnatevi di rimanere sempre piu’ soli. Possibile che in questa terra bellissima , la [CALABRIA] non ci sia qualcosa di positivo? viene il presidente della repubblica e subito e polemica, viene il berlusca e di nuovo dagli contro. Ma non avete mai un qualcosa di positivo? Un orgomento che invogli la gente a venire in CALABRIA. guardate che finche la vostra pessima informazione continuera’ , non fate altro che ghettizzare una delle piu’ belle regioni d’italia. I vostri commenti non vanno oltre la [corruzione, pizzo, appalti, sindaci corrotti,] ma e mai possibile che non ci sia una cosa che vi vada bene a voi giornalisti [persone senza peccato]. IO che conosco la calabria e i [calabresi] non mi creo problemi, ma , uno che legge come voi giornalisti desrcivete questa terra , di certo non invoglia a farci le ferie. Adesso smetto perche’ qualche giornalista mi a minacciato di denunciarmi. con onore e rispetto [gigi olanda]

    #####

    si sarebbe anche potuto ragionare. ma con chi linka un sito che parla di “omertà e onore”, caro gigi, c’è poco di che discutere.

    ma ci tengo a precisare che l’onore, con l’omertà, non ha nulla a che vedere.

    cresci un po’.

    am
    ########

  5. Fabio scrive:

    Caro gigi,
    cliccate sul suo nome e vi comparirà una bella pagina con su scritto “MA SE COMBATTI PER QUESTO IDEALE E TOCCA PAGARE DEVI PAGARE TU E NON TIRARE IN BALLO ALTRE PERSONE PER SALVARTI IL CULO !!!!! QUESTA E’ OMERTA’ !!!! ”
    Ascolta a me, tu non conosci nè la calabria nè i calabresi. Quelli onesti intendo. Qua non c’è cultura di ferie, non c’è cultura di turismo purtroppo. Anche perchè spesso il turista sembra essere un disagio. Ti ruba il posto macchina sotto il portone e tu non hai dove lasciare la macchina ad agosto. Che tragedia.
    Con gente come te la mia terra andrà sempre più a picco.
    Fabio

  6. Claudio Cordova scrive:

    Solo per dire che il giornalista che ha “minacciato” (non è un termine che mi appartiene, ma lo uso ugualmente) il caro gigi sono io.

    La minaccia consiste nel fatto di averlo avvertito che qualsiasi insulto ai lettori del mio blog sarebbe stato seguito da una denuncia alla polizia postale.

    L’ho minacciato, come dice lui, perchè gli insulti a me, sul mio blog ne sono arrivati, sono consentiti, ma non quelli agli altri utenti che hanno la gentilezza, di tanto in tanto, di leggere i mie pensieri.

    Giusto per precisare, dato che il rispetto, ma soprattutto l’omertà, gli aveva impedito di pronunciare il mio nome.

    Claudio Cordova

  7. gigi scrive:

    la prossima volta evitero il link, cosi si guardera’ al contenuto, piuttosto che alla pentola.

  8. gigi scrive:

    cari lettori vi sfido a trovare una mia minaccia o un mio insulto in tutti gli EMAIL sul suo BLOG. ma almeno io non chino il capo , e per essere veramenti franchi , LE SUE MINACCE MI FANNO UN BAFFO. forse lui e piu’ abituato di me a questo tipo di cose, visto tutte le persone che hanno denunciato lui. giusto per precisare, dato che il suo linguaggio cafoneresco, annebbia la vista agli stolti. [gigi olanda]

  9. Claudio Cordova scrive:

    Hai dimenticato “con onore e rispetto”.

    Le sfide sono fatte per le persone che hanno dignità, che si guadagnano il pane onestamente e che decidono di non abbassare la testa in maniera sana e coraggiosa.

    Non sono sfide quelle che arrivano da persone che hanno come simbolo, come ideale, un uomo con coppola in testa e lupara tra le mani.

    Nella vita bisogna essere capaci di scegliere con correttezza i propri ideali.

    Io sono sicuro di averlo fatto.

    Mi fermo qui, ogni secondo in più sarebbe un’offesa alla mia intelligenza.

  10. gigi scrive:

    l’unuri e lu rispettu e misuratu cu lu porta l’avi purtatu. CHE brutto deve essere afflitto da il tuo male incurabile, ANDROPAUSA infantile. che peccato, a soli 23 anni. in quanto alla tua intelligenza; ma dubito , si dice [ chi si loda s'imbroda]

  11. giancarlo scrive:

    salve ,volevo congratularmi con gigi ; anche avendo delle idee un po al di fuori della norma. non a fatto che parlare bene della nosta amata calabria. al contrario di cuello giornalista dalla facile denuncia. o letto tutte le sue lettere e secondo me non ha offeso nessuno; anzi. dovreste vergogniarvi . alle domande si da una risposta; e non una altra domanda. siete voi giornalisti da giornalino del cavolo a infangare la reputazione della calabria. spero in delle scuse al piu presto o a un ripensamento nei suoi confronti. spero di non essere denunciato anche io. cordiali saluti e meditate gente meditate.

  12. Lillo Sergi scrive:

    Antonino, mi scuso se intervengo ma credo che il signor Gigi dovrebbe un poco essere cauto nelle sue considerazioni, dettate sicuramente dalla poca considerazione, probabilmente che ha di tutti noi.
    Personalmente, se lei, signor Gigi, segue questo sito, e tutti gli altri che scrivono, noi calabresi ci siamo svegliati da parecchio e ci stiamo ribellando a tutto quello schifo che lei, giustamente, tra l’altro, ci “appioppa” e si cerca, in primis Antonino Monteleone, in qualche modo, di smuovere la coscienza sociale e civile di tutti a liberarsi definitivamente da questo stato di cose, a partire dai giudici e sindaci che dovessero risultare corrotti..
    Sappiamo, anche, caro mio, che non è facile.
    Positività non ci mancano, signor Gigi, e non è per questo che queste situazioni si verificano qui da noi.
    Semmai è la paura che la fa da padrona. I nostri padri, nel passato, non ci hanno insegnato a dover combattere questo tipo di prepotenze, convivenze e situazioni di corruzione, sicuramente per salvaguardare la nostra incolumità e quella della famiglia.
    Penso che anche lei e chi la pensa come lei, avrebbe fatto lo stesso.
    Adesso non è più lo stesso, mi creda.
    Semmai, l’unica cosa che dovremmo fare di più è d collaborare, dando degli elementi per aiutare le forze dell’ordine ad adiempere, al meglio, al loro dovere.
    Guardi, poi, che non bisogna generalizzare.
    Perchè la Calabria non è tutta quello che lei descrive. Chi pensa questo vuol dire che non capisce o non capisce veramente di cosa stiamo parlando.
    Io ho vissuto 25 anni fuori, per lavoro, di cui 15 a Sondrio e le posso garantire che lì vi sono dei razzisti. Lungi da me aver mai pensato che i sondriesi sono tutti razzisti, anzi, in quei 15 anni mai ho pensato di essere emarginato o colpevolizzato per essere calabrese o meridionale.
    Comunque il problema non è lo stesso. E venga tranquillo a farsi le ferie qui da noi.
    Alla fine spero che lei e tanti altri capiate che non bisogna mai vergognarsi della propria identità anche se questa porta su di sè anche errori del passato sia esse personali o dello Stato in generale.

  13. gigi scrive:

    caro lillo, sei la prima persona che ha risposto a un mio commento, come si si deve. da quando sto leggendo gli email su questo blog [non ho sentito altro che lamentele] sul presidente, su berlusconi, sulla calabria , su cristo sul papa, e in primis sulla calabria. Ancora peggio sulla sua grettezza culturale, parole espresse da un calabrese, non da me. Io ho sempre tenuto alto in nome della calabria, e dei calabresi [notare i mie commenti]. QUANTO alle mie idee che possono sembrare alquanto strane, non propino [vendette, infamie, insulti, intimidazioni, e istigazioni] Ma non mi piace che un pivello di giornalista infanghi il nome della CALABRIA. Solo per un suo scopo personale; il quale a mio parere e sputare sentenze per farsi pubblicita’. IN secundis mi hanno offeso e come risposta mi hanno detto di stare zitto; pena una denuncia . PER degli scribacchini nati in una casa col frigo pieno, al contrario del mio che non era vuoto ‘; ma non c’era propio. IO al di la di tutte queste discussioni ho e avro’ sempre un principio di qui sono orgoglioso. [ quello di non tirare in ballo altre persone per salvarmi il fondoschiena] PER la mia identita non posso vergognarmi sai perche? UN figlio di ROMA non puo’ e non deve mai e poi mai sentirsi discrinato. Termino che sono le 3, 30 passate e domani devo alzarmi alle 6 , Anche se qualche persona dalla denuncia facile insinua che[ abbia chi sa quali introiti] Adesso finisco veramente. IL mio codice di onore personale, non potra mai tollerare un [ collaboratore di giustizia] perche’ non lo fa perche si e pentito, ma perche non vuole farsi la casanza. Come uomini DONORE che non batterebbero ciglio. Inquanto alle vacanze il 18 febbraio sono in calabria. CIAO LILLO

  14. Lillo Sergi scrive:

    Penso. Gigi, che tanti vorrebbero dirle quelle cose che ho scritto ieri. Ma io dico che se c’è da criticare, si critica, se c’è d’apprezzare, si apprezza e se c’è da proporre si propone. Non bisogna aver paura di farlo, perché lo si fa per il bene di tutti e dei figli, per chi ce l’ha.
    E’ questa la democrazia o no?
    Penso, tuttavia, che se invece di criticare, come si fa in tanti, chi amministra la nostra regione, il nostro paese e le nostre città, mi pare, in questo momento, è da criticare, ci mettiamo a criticare chi, invece, cerca di porre dei quesiti ed avere delle risposte.
    Penso, anche che, tutti quelli che scriviamo siano articoli o commenti, dobbiamo ritenerci fortunati di avere un mezzo come questo, che ci consente di poter dire la nostra, anche se da casa, affinchè si smuova questa benedetta coscienza civile che, unita a quella che si dice per le strade, che non proviene dal pc, farà sì che il domani, per tutti noi e i nostri figli, sarà sicuramente migliore.
    Per me questa non è UTOPIA, bensì REALTA’.
    Si deve passare, quindi, inevitabilmente da una lotta di tutti per promuovere questa “rinascita” di questa regione, che, dai tempi dei tempi, non riesce a svilupparsi nell’unico settore, secondo me, il turismo, che gli consentirebbe, vista la sua posizione geografica naturale, di elevarsi definitivamente economicamente.
    Alla fine, dico anche che, la dovremmo smettere di essere pessimisti su chi cerca di dare una svolta, sia dialetticamente che con la presenza fisica, come Antonino Monteleone, al quale, mi dispiace per te, dò il mio incondizionato appoggio,
    E ci sono altri giornalisti e non, e sono anche in gamba. secondo me
    Solo che, ad alcuni, gli manca quel mordente che, negli anni passati si aveva, ma mancava il motivo per dimostrarlo.
    Adesso c’e il motivo e non c’è il mordente.
    Qual’è il motivo? Semplice: la ‘ndràngheta.
    L’unico motivo perché siamo fermi, senza sviluppo turistico, da sempre.
    Un consiglio, Gigi, e non me ne volere. Chiudi quel sito. Per rispetto di quella gente che dici di rispettare. Non confondere, veramente, l’omertà, ch’è mancanza di dignità con l’onore, che invece ce l’ha chi è una persona dignitosa.

  15. gigi scrive:

    caro lillo, anche io come te’ lotta per un mondo migliore. ma non si puo’ sempre criticare tutto e tutti. ci sara’ una cosa in questa benedetta regione di positivo? belle spiaggie, belle donne, una buona cucina, delle gente ospitale, reggio una delle citta’piu’ sicure d’italia, l’ospitalita’ che mi sembra eccezionale. Questo e la mia domanda. se poi guardi ad esempio torino [zona san salvario] cosa dovrebbe dire un abitante di quella zona? distrutta dall’ invasione barbara , di varie etnie culturali e religiose. questo a mio avviso e molto importante , perche’ in CALABRIA comanda il calabrese, e non il contrario. IN quanto alle mie idee ; non o mai inneggiato alla violenza, anzi. MA chi fa la pecora il lupo la mangia. in quanto al mio sito sono dolente di non poter esaudire, il tuo desiderio, e spero tu non me ne volga. IL mio non e assolutamente uno scopo di lucro, ma bensi il mio codice d’onore personale, che combatte contro quelle persone che preferiscono [CANTARSELA] piuttosto che addossarsi le propie responsabilita’. se leggi una frase sul mio sito tipo [ io sono un angelo] capirai chi sono, e perche’ la penso cosi. e per finire , alle persone come te’ che hanno un modo garbato, e intelligente di esprimere un giudizio nei mie confronti , non posso che augurare buona fortuna. CIAO LILLO

  16. Lillo Sergi scrive:

    Gigi, piena solidarietà a tutti coloro che combattono per risolvere i problemi della nostra bella terra.Unisciti a noi! Non è vero che sarà una voce nel deserto (spero di no con tutto il cuore).
    Ci sono parecchi, politici, e tanti altri, di altri settori, della vita pubblica calabresi, che vogliono cambiare il corso della storia della Calabria e di noi calabresi, che combattono contro coloro( che li prendono anche di mira) che, probabilmente tra cinquant’anni non ci saranno più e i loro figl e i figli dei loro figli, se questa storia non cambierà, saranno costretti a vivere sempre come i loro padri, senza futuro se non quello dell’illegalità, del sangue,(che prima o poi arriverà), il nascondiglio e quasi sempre all’orizzonte il carcere.
    Dobbiamo gridare con forza e pregherei i lettori di farsi sentire, con un BASTA!!!
    La Calabria deve andare avanti libera da prepotenze e sopraffazioni che non hanno motivo di esistere se non quello della soddisfazione personale e della assoluta insistenza a restare nel degrado e nell’arretratezza nel seguire delle regole vecchie e senza significato.
    Io spero sempre che si convertano ed abbandonano una strada senza uscita e senza futuro.
    Almeno per i loro figli e nipoti.

  17. gigi scrive:

    caro lillo, e sempre un piacere dialogare con te’. MA ci sono dei principi a cui non posso tirarmi indietro, non perche’ ci sia qualcuno che me lo impone, io non dipendo da nessuno, e se sbaglio, pago il prezzo che ce’ da pagare . IL mio codice da uomo d’onore e l’unico che puo’ avere voce in capitolo su di me. TI voglio raccontare perche’ mi trovo in OLANDA, e ho delle opinioni diverse dalla gente che a te’ puo’ sembrare normale. Avevo 19 anni e avevo fatto una scelta: dare un taglio al mio passato burrascoso. ho trovato un bel lavoro e ero molto entusiasto. AL momento dell’ assunzione mi hanno chiesto il certificato penale, cosa che io ho subito richiesto. E come tu penso sappia un certificato penale [per uso lavoro e quasi sempre nullo] questo dovuto a contrato sindacale. ERO felice, avevo realizzato un piccolo sogno di un ragazzino. MA il diavolo e sempre dietro l’angolo. dopo un mese circa vengo chiamato in ufficio, quello che dico a te’ mi e stato detto: signor GIGI le nostre strade si dividono qui’. o chiesto cosa avessi fatto?. NIENTE. si erano informati privatamente, e avevano scoperto che avevo dei precedenti penali. quindi finito tutto. Nonostante tutto non ho mai criticato la mia PATRIA, il mio presidente, il santo padre, e la burocrazia italiana. l’unica cosa per qui io provo disprezzo e il [ pentitismo] senza tralasciare pedofoli e violentatori. Quindi permetti che sia un po’ arrabbiato con chi si lamenta e sputa sentenze su L’ ITALIA. finisco che si e fatto tardi, non sono un santo, e accetto la critica, ma non l’offesa, che solo a un santo posso permettere. [l'ultimo pezzo e riferito al denunciatore dalla facile denuncia] CIAO LILLO

  18. silvia scrive:

    va fan c**o gigi .gigi ti chiami e giggi sei.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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