La spiaggia che diventa cimitero

Posted by Antonino Monteleone On ottobre - 8 - 2008


Dal post precedente mi sarei aspettato che qualcuno ricordasse che ieri trascorrevano due anni esatti dalla morte, della giornalista russa Anna Politkovskaja (brutalmente trasformato in Politoskaia).


Assassinata su mandato di non si sa chi. Nota era soltanto la sua avversione al regime di Putin e la minuziosa raccolta di materiale a carico dell’estabilishment tanto amico di Silvio Berlusconi. Sì. Proprio lui che ad un’altra giornalista – per fortuna ancora viva – che ha osato “fare una domanda” allo zar Putin ha mimato un bel mitra che avrebbe dovuto stenderla.


Dai giornalisti al giornalismo.


Locride.


A distanza di qualche ora l’una dall’altra si susseguono due notizie.


Il ritrovamento del cadavere di una donna sgozzata nella spiaggia di Bovalino e la morte, all’Ospedale di Locri, di un uomo, ricoverato per un intervento ai calcoli renali, in seguito alla somministrazione di un non ancora noto farmaco.


Moldava, 30 anni, Olesia Ciobanu, faceva la badante. Ogni mattina portava a spasso un vecchietto di 95 anni di Bovalino che abita nei pressi del lungomare. Il suo fidanzato, un indiano incensurato, è già stato interrogato, ma gli inquirenti tenderebbero ad escludere un suo coinvolgimento nel delitto, anche se è quella passionale la pista seguita in questo momento.


Alfonso Bova, 39 anni, viene da Stilo. Ha una moglie e due figli. Da tempo soffriva di calcoli renali ed ha deciso di programmare un intervento che non era urgente perché gli procuravano – sì – qualche fastidio, ma non erano debilitanti. Così, non appena avuta la possibilità viene ricoverato e sottoposto ad intervento.


Poi una iniezione. Forse un farmaco post-operatorio. Routine. Ma qualcosa va storto, forse un’allergia. Alfonso avverte delle strane sensazioni e fa in tempo a dire agli amici di sentire qualcosa “che dallo stomaco gli saliva in gola” che perde i sensi, li recupera. Li perde ancora e muore nel reparto di rianimazione.


Senza voler assumere l’abito del difensore degli stranieri devo solo ricordare che è da un po’ che in Calabria muoiono donne straniere.


E’ successo a febbraio quando a Marinella di Pizzo Calabro, con una telefonata anonima veniva segnalata la presenza del cadavere della 19enne bulgara Vittoria Krasimirovall, sparita 10 giorni prima.


Nella notte di capodanno 2008, a Rosarno, Giuseppe Ceravolo, 29 anni – approfittando dei botti – apriva il fuoco sulla fidanzata di appena 17 anni. Duana Cornelia, rumena, veniva attinta mortalmente da un colpo di pistola.


L’8 ottobre di due anni fa, invece, veniva ritrovato il corpo senza vita di Helen Elwell. Inglese di 54 anni con un passato sentimentale travagliato ed un temperamento piuttosto labile. La tesi conclusiva fu il suicidio. Anche se non mancarono le riserve.


E con questo? Direte…


I casi di mala-sanità sono molti di più, più frequenti e riguardano noi itagliani ecchécazzo!


Verissimo.


Quello che però fa male è che le donne uccise riguardano pure noi itagliani. Orsola Nicolò è stata uccisa dall’ex marito due settimane fa.


E lo spazio occupato da una sciacquetta dell’est – spesso -  è nulla in confronto ad un novantenne morto prima anziché dopo. Nulla in confronto alle speculazioni dietro ogni caso di malasanità.


Con tutto il dovuto rispetto per le vittime.


antonino monteleone


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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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