Un ecosistema di congetture

Posted by Antonino Monteleone On ottobre - 15 - 2008


Ecosistema Urbano è un rapporto annuale che Legambiente realizza con la collaborazione prestigiosa dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, con la Facoltà di Scienze Ambientali dell’Università “La Sapienza” di Roma e con il supporto editoriale del Sole 24 Ore.


Una relazione estremamente dettagliata, credibile e dalla quale si traggono conclusioni per nulla congetturali. Ma risultati che esprimono “numeri” espressione di valutazioni rigorose che aderiscono a criteri di tipo scientifico. Non c’è nessuna linea politica dietro un lavoro ricco di spunti interessanti. Poca filosofia e molta concretezza.


Reggio Calabria è una di quelle città che non brillano per meriti. Ed a leggere i dati non si tratta di una semplice tirata d’orecchie, ma di una pubblica bocciatura. Una di quelle bocciature per le quali un genitore vecchio stampo rifilerebbe al figlio un sano ceffone.


Ma i tempi sono cambiati. E se il professore sgrida un alunno i genitori minacciano la querela. Se il genitore tira una sberla al figlio cialtrone rischia la revoca della patria potestà.


Novantesima in classifica generale su 103 capoluoghi di provincia, Reggio si pone 45 posti più giù di Cosenza, 16 posizioni al di sotto di Messina, 10 più indietro di Vibo, 1 più su di Crotone, 3 meglio di Catanzaro ed 11 prima di Catania  (malinconicamente terzultima prima di Ragusa e Frosinone).
Reggio, dunque non solo dista un abisso dalle prime della graduatoria (tutte intorno ai 70 punti, nell’ordine Belluno, Siena, Trento, Verbania e Parma), ma si colloca – con i suoi 42,7 punti - anche ben al di sotto della media italiana (fissata in 51,96).


Analizzando le singole voci, appurato che ci classifichiamo al 90esimo posto su 103, si può notare come i dati positivi per Reggio Calabria sono proprio pochini.


La produzione pro-capite di rifiuti (490 Kg/anno) regala un dodicesimo posto che però è accompagnato dalla pessima percentuale di rifiuti riciclati, solo l’11,4%, che piazzano Reggio Calabria alla posizione numero 78.


Isole Pedonali, posto numero 79. Energie rinnovabili, ultima in classifica (103esima). Sostenibilità secondo gli standardi ISO 14001, solo due punti sopra l’ultima posizione, come la carica: 101. Posizione 102 per le piste ciclabili. Aree verdi sul totale dell’estensione comunale, 90 come la paura. La presenza di nitrati nelle acque cittadine le regale il posto numero 85, come il mio anno di nascita. Da ridere l’assenza di dati sulla quantità di acqua che si disperde nelle condotte.


Ecco dunque che, dati alla mano, ce ne sarebbe per criticare senza generalizzazioni il primo cittadino Giuseppe Scopelliti e la sua amministrazione.


Criticare, per spingere tutti a fare meglio. Su diversi fronti si registrano, è vero, miglioramenti notevoli. Oggi siamo in 12esima posizione per emissioni di biossido di azoto, ed in 13esima sul rischio “ozono”, anche se va considerata la quasi assenza di fabbriche sul territorio.


E va sottolineato anche che, non molto tempo fa, la quantità di rifiuti riciclati era dello 0% e non dell’11 virgola qualocosa.


Però potremmo avere qualcosa da ridire su verde pubblico, acque e trasporto collettivo.


Invece Gazzetta del Sud, che non poteva ignorare la notizia, sguinzaglia il prode Piero Gaeta che grazie a mirabolanti piroette riesce a scrivere che con “nove punti in meno rispetto alla media italiana e 90° posto nella classifica generale, ben distante da quegli ultimi posti che l’avevano vista sempre protagonista. Reggio si conferma una città in cammino. Una città che si sta scrollando di dosso ritardi secolari e vecchi luoghi comuni e, allo stesso tempo, sta spingendo per ritagliarsi una nuova dimensione.”


Per Gaeta piazzarsi novantesimi su 103 significa essere “ben distanti” dal fondo della classifica. Proprio così.


C’è ancora molto da fare – nonostante gli evidenti sforzi prodotti – sul fronte del verde.


Bravo a riportare i dati. Pigro nel non volerci spiegare quali sarebbero gli “evidenti sforzi prodotti“.


Reggio occupa posizioni di retrovia nella classifica che tiene conto delle “isole pedonali” si trova al 76° gradino; risale al 69° in quella che tiene conto delle zone a traffico limitato; sprofonda al 90° posto tenendo conto dell’estensione del verde rispetto al totale della superficie comunale; resta sempre all’86° posto nella classifica delle corsie riservate a chi pedala e risale al 76° nella graduatoria che premia i mq per abitante di verde urbano fruibile.


Ma è severissimo quando ci ricorda che “Altro capitolo negativo riguarda l’uso e il consumo dell’acqua. Reggio occupa la 45° posizione nel consumo pro-capite di acqua, non viene classificata perché non può rispondere in merito all’acqua che si sciupa nella condotta (impossibile dare una risposta attendibile tra vecchia e nuova rete idrica); è al 68° posto in tema di riciclo di acqua reflue e scende fino all’85° se si considera la presenza di nitrati nell’acqua.


Ovviamente nessuno sforzo evidente nemmeno in questo senso da parte della Giunta Scopelliti. Ma non fa niente se l’acqua al centro è salata ed è poca, in periferia manca e – nel complesso – è “ricca” di nitrati.


Il fatto che sia, anzi sarebbe, “impossibile” dire quanta acqua si spreca (non “sciupa“, spreca!) è una grave responsabilità che non andava – è il caso di dirlo – “liquidata” in questo modo da Gaeta.


Gazzetta conferma la sua encomiabile condotta. Lo fa con il titolo dell’articolo dello scorso 14 ottobre e con la didascalia in foto.


“Ecosistema urbano 2008″ Reggio tiene tra luci e ombre
titolo affiancato da foto di una aiuola del Lungomare con didascalìa che – ribaltando la posizione numero 90 su 103 quanto a spazi verdi disponibili! – recita: Sul verde la città sta conquistando spazi e punti.


Da pazzi!



Per lui “Le motivazioni della bocciatura di Reggio contenuta nel rapporto “Ecosistema urbano 2009” non possono essere considerate uno specchio fedele di una realtà che non è quella descritta nella relazione” e mi aspetto che smonti un rapporto così complesso ed elaborato con una sensata analisi dei singoli dati.


E invece no.



Ma non è solo sul piano tecnico che si devono contestare i risultati della relazione: la “sentenza “ va impugnata soprattutto sul piano affettivo-letterario.



Questo significa che non è vero che è Belluno la città capoluogo più vivibile che, ad esempio, Parma sia superiore a Reggio Calabria o Crotone.


E su cosa si basa tanto impeto confutativo? Sul nulla.


Vitale non si dà pace: “A noi cosa interessa se per il rapporto “Ecosistema urbano 2009” Reggio Calabria non è Dulcinea, che agli occhi dell’hidalgo appare come la “più illustre principessa del mondo”, ma  la robusta contadina Aldonza Lorenzo?”


E’ questo l’interrogativo sul quale arrovellarsi, certo. Che stupidi quelli che cercano motivazioni serie a mancanze gravi.


Don Chisciotte (deriso perfino dal suo scudiero Sancho quando, al ritorno dalla Sierra Morena dove era andato a fare penitenza, gli chiede di accompagnarlo al Toboso per informare l’amata delle mirabili alte imprese che le sta dedicando), riconoscendo infine che è stata la sua immaginazione a produrre la trasformazione, con una dichiarazione d’amore tra le più commoventi che siamo mai state prodotte dalla letteratura, si chiede se non sia proprio lì l’essenza dell’amore.


Passaggio fantastico. Peccato che parliamo di “Ecosistema Urbano” e che dovremmo farlo seriamente.


Dopo avere così abilmente spiegato come mai “Gli standard adottati per redigere il rapporto, evidentemente, non sono adattabili a realtà cittadine in cui la qualità della vita è misurabile anche attraverso indicatori che non vengono presi in considerazione” giunge alla doverosa conclusione:


Cestiniamo il rapporto, quindi, non ricamiamoci sopra, e con rinnovata energia riprendiamo il nostro cammino di crescita.


Ricordo ad Enzo Vitale, di cui ricordo migliori e più eloquenti dissertazioni, che forse è meglio intendere l’amore non come Don Chisciotte che con l’immaginazione trasformava Aldonza Lorenzo in Dulcinea, ma come Paolo Borsellino: “il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare“.


E da bravi padri amorevoli, quando ce ne sarà bisogno, tiriamo un buffetto al nostro figlio birichino.



antonino monteleone


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6 Responses to “Un ecosistema di congetture”

  1. CESTINIAMO IL RAPPORTO !

    Non basta piu’ guardare il dito invece della luna.
    ADESSO CAMBIANO IL DITO.

    E SI INCULANO LA LUNA

  2. una collega bolognese scrive:

    Quel benedetto bicchiere mezzo pieno…anche la Reggina è più vicina allo scudetto che alla retrocessione no?!?!
    E poi la classifica non ci tocca. Abbiamo o no concerti gratis sul lungomare? E tanti, tantissimi fuochi d’artificio che ci illuminano la strada!
    Aggiungerei: madre natura ci ha regalato uno dei paesaggi più belli del mondo.
    Ma saranno pignoli questi qui che compilano classifiche?!?!
    Zone verdi? Vuoi mettere il fascino intramontabile del mattone? Infondo è di moda. Con quei prezzi! Manca l’acqua? Te la compri! Manca il lavoro? Ma no quello c’è. Semmai macano gli stipendi.
    Insomma ci troviamo davanti ad una città ( e ad un giornale) ottimista!!!
    Una cosa è certa. A Reggio non ci si annoia mai…

    Una collega che non sa se rientrare. Perchè ama Reggio ma ama altrettanto le zone verdi, l’acqua, i servizi che funzionano, la teoria del lavoro e dei meriti etc etc, che qui (dove si trova adesso) non è perfetta ma, di certo, funziona di più.

  3. Perdonami se uso questo spazio .
    Decidi tu se considerarlo OT…..ma ho BISOGNO di ricevere un parere.

    Ho scritto un commento a DOMAL (il mio colluso entusiasta preferito).
    riferito al suo post sui CENTOMILA SAVIANO (fuori dall’ITALIA)

    ECCOLO

    “nessuno ha il coraggio di farlo”
    .
    “Credo che Roberto non si è pentito di ciò che ha fatto, ma forse ci ripenserebbe cento volte prima di pubblicare un altro Gomorra.”
    .
    “probabilmente non ne vale la pena, soprattutto quando ti accorgi che vivi in uno Stato che tutela più gli assassini ”
    _______________

    Lo Stato di cui parli è lo stesso che DA SEMPRE convive e tratta con le associazioni mafiose.
    Lo stesso Stato che ha tolto la scorta a Pino Masciari.
    Lo stesso che al massimo trova gli autori materiali delle stragi, ma che dei MANDANTI se ne sbatte IPPALL.
    Del resto,come te.

    ____________–
    ___________
    Ora, naturalmente il termine IPPALL è stato “oscurato” (non sia mai!!).
    ma anche il DEL RESTO COME TE è stato cancellato.

    mi arriva una mail, in cui mi chiede ilmotivo per il quale lo insulto.
    mi sembra di stare all’asilo……comunque ho risposto

    “allora ….ti spiego.
    Il “del resto come te” non è un insulto volgare o un offesa.
    E’ una considerazione.
    E’ infatti riferito al tuo post sulla Mambro.
    Condanni lo Stato per averla rimessa in libertà,ma non accenni al fatto che i MANDANTI (cosi’come per TANTE ALTRE BELLE VICENDE) non si sono
    MAI VOLUTI TROVARE .
    Non accenni a tutti i depistaggi, gli imbrogli e alle insulse indagini svolte.
    E poi…..anche se sei acasa tua,non hai il diritto di modificare,o peggio ancora, TAGLIARE i commenti.
    Prima avevi la scusa della volgarità.
    Adesso ti sta rendendo ridicolo”

  4. Non mi stupiscono nè la posizione in classifica, nè le “tentate” giustificazioni, nè gli interventi a difesa della città.

    MI stupisce che a fronte di questa classifica il PEPPONE NAZIONALE risulti il più amato tra i Sindaci…

  5. [...] Ecosistema Urbano 2009 – Reggio è novantesima! Posted in Ottobre 16th, 2008 by federico in Ambiente, Calabria, Città, UrbanistiCalabria Consiglio questo articolo di Antonino Monteleone. [...]

  6. Nino Cilione scrive:

    Ciao Antonino, vorrei farti i complimenti per aver pubblicato questo post.
    Purtroppo non tutti capiscono l’importanza di certi argomenti. Se Scopelliti risulta tra i sindaci più amati avremo pagine intere di giornali sull’argomento per giorni e giorni, mentre del fatto che la nostra città sia sempre meno vivibile non si interessa nessuno. Se non lo avessi fatto tu, avrei scritto io qualcosa sull’argomento da inviare ai giornali.
    Ma come giustamente dice la tua collega bolognese, cosa vuoi che ci importi a noi del verde? Abbiamo i concerti, le frittolate, i fuochi d’artificio e le mostre di Rabarama.
    Benvenuti nel paese di GIUFA’

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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