Francesco Fortugno da Consigliere Regionale della Margherita, assurto al ruolo di Vice Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, nella veste di politico e medico denunciò più volte la malagestione all’interno dell’Azienda Sanitaria di Locri e dell’ospedale.
Tutti sapevano, e sanno, che l’ASL era, ed è, una delle principali fonti di reddito per un numero ancora imprecisato di persone. Medici, infermieri, addetti alle pulizie, giardinieri, impiegati amministrativi, imprenditori.
In tutte le categorie sopra citate la ‘ndrangheta vantava, e vanta, numerosi esponenti.
Francesco Fortugno veniva ucciso il 16 ottobre di tre anni fa. Un segnale preciso di un delitto prima politico e poi mafioso.
La commissione Ministeriale di accesso all’Azienda Sanitaria ha accertato l’inquinamento mafioso. Medici che prendevano lo stipendio da detenuti. La nipote del boss di Africo che in due settimane chiedeva ed otteneva trasferimento di sede e modifica del contratto di lavoro. Aziende che si aggiudicavano appalti di pulizia o mensa senza uno straccio di gara. E se c’era la gara c’era un solo partecipante. Con ribassi inaccettabili.
Mentre gli ospedali pubblici cadono a pezzi, divorati dal malaffare, brillano laboratori e cliniche private. Una più di tutte. Villa Anya a Melito Porto Salvo è la clinica del “Dio” della sanità. Di Mimmo Crea “l’onorevole”. Quando chiamava in assessorato regionale il Direttore Generale, Peppino Biamonte conosceva le parole da usare: “Agli ordini“ esclamava quando sul display del telefonino appariva il nome di Mimmo.
A gennaio scorso gli arresti della maxi-inchiesta “Onorata Sanità”. Partita dalla relazione “Basilone” l’inchiesta ha coinvolto medici, politici, e dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità.
Loiero promise un repulisti. E così fece. Via il DG arrestato. E via Giacomo Brancati e Mario Martina. Il primo finì al dipartimento “Politiche del Lavoro”. Al “Dipartimento dei Trasporti” il secondo.
Ma il terzo anniversario del delitto Fortugno era vicino e così con la delibera protocollo n. 893, numero 14212 del registro dei decreti, il nuovo direttore generale del Dipartimento della Salute, Andrea Guerzoni, ha riabilitato gli epurati.
“A decorrere dalla data del presente provvedimento al dottor Mario Martina è conferito l’incarico di dirigente del settore numero 2 – Gestione fondo sanitario regionale, Sistemi di finanziamento e controllo. Al dottor Giacomino Brancati è conferito l’incarico di dirigente del settore numero 3 Sanità veterinaria e Prevenzione primaria e secondaria”.
Oltre ad una decisione discutibile, Guerzoni sembra averne adottata una in palese contrasto con la legge regionale (la numero 7 del 1996) che egli stesso dichiara abbia regolato le nuove nomine.
Infatti la legge diche che nuovi dirigenti di settore vanno scelti “all’interno del dipartimento“.
Cito da CalabriaOra
Nelle indagini della procura distrettuale si parla specificamente sia di Brancati che di Martina. Di Brancati i magistrati scrivono quando evidenziano che la polizia giudiziaria, spedita a Catanzaro per rintracciare le carte dell’imbroglio non trovandole tutte, si rivolgeva all’allora direttore generale Francesco Crupi al quale chiedeva:
«Lei è a conoscenza dell’esistenza di ulteriori fascicoli e/o documenti inerenti la pratica relativa all’accreditamento della Clinica Villa Anya s.r.l., rispetto a quelli già acquisiti in data 09.03.2006?», il Crupi contattava i dirigenti di settore dott. Biamonte Peppino, dirigente del settore nr. 2 “Gestione F.s.r. sistemi di finanziamenti e controllo”, e dott. Brancati Giacomino, dirigente del settore nr. 5 “Attività territoriali” che dopo una breve telefonata, ci raggiungevano – prosegue la nota della Pg – presso l’ufficio del dott. Crupi ove si stava procedendo alla redazione del verbale. I due predetti dirigenti di settore rispondevano negativamente; in particolare il dott. Biamonte si mostrava particolarmente nervoso, ovvero gli tremavano in maniera molto evidente le mani”.
Inutile dire che i fascicoli negati verranno poi regolarmente rinvenuti.
Di Martina, invece, parla direttamente il principale imputato, l’ex consigliere regionale Mimmo Crea in una telefonata (intercettata) con il manager Pietro Morabito dove quest’ultimo spiega a Crea che probabilmente verrà sostituito ma il suo sostituto risulta graditissimo a Crea: è un amico suo.
Leggere per credere: “appare ragionevole ritenere che si tratti proprio del direttore generale dell’ Asl 11 che, secondo quanto dagli stessi riferito nel corso di pregresse conversazioni, in quel periodo doveva essere sostituito dal commissario “Martina” che, peraltro, lo stesso Crea in una delle tante conversazioni riportate ha dichiarato essere un “amico suo”.
Insomma al dipartimento regionale della sanità tornano gli amici di Mimmo Crea. L’Onorevole.
Quello che ha preso il posto di Franco. Quello che alle scorse elezioni provinciali compilò una lista di candidati proprio con la vedova di Franco Fortugno, Maria Grazia Laganà. Deputato del PD e membro della commissione antimafia.
Indagata nell’ambito di un’inchiesta relativa al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Locri, lo stesso ospedale dove lei – come Fortugno – esercitava la professione con incarichi dirigenziali si avvalse della “facoltà di non rispondere“.
Maria Grazia Laganà che alla vigilia di questo anniversario è stata raggiunta, a causa del fratello, da un vespaio di polemiche. Fabio Laganà parlava al telefono con Dal Torrione. Lo rassicurava della proroga dell’ “accesso” presso il Comune di Gioia Tauro. Il Sindaco lo ringraziava sapendo che sennò quelli gli avrebbero “fatto il culo a cappello di prete!“
Lei si è dissociata, ma non è chiaro se Fabio Laganà potesse fornire certe “rassicurazioni” usando l’intervento politico della sorella parlamentare.
Oggi a Locri hanno messo assieme Schifani, uno che di sanità – da buon amico di Totò Cuffaro – se ne intende vicino a Lirio Abbate che, invece se ne intende di mafia. E dei rapporti con la politica. Fu per alcuni stralci del suo libro che scoppiò il “caso Travaglio”. Fu lui, il coraggioso Lirio Abbate, a scrivere dei torbidi rapporti tra Mandalà e Schifani.
A Locri non c’era nemmeno Aldo Pecora ed il movimento Ammazzateci Tutti.
Qualche settimana fa l’appello per scongiurare la chiusura. Servivano 30mila euro oppure il movimento avrebbe chiuso i battenti. I soldi sono arrivati.
Si erano dati una scadenza.
Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine.
Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell’omicidio Fortugno e quindi della nostra “nascita”. Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.
Proprio in questa data simbolica Aldo ha fatto sapere che non avrebbe partecipato alla cerimonia commemorativa affidando all’ANSA le ragioni della sua assenza
“Pesera’ più la nostra assenza che una nostra eventuale presenza”, spiegano i giovani antimafia, che rilanciano: ”non staremo mai insieme a chi ha tradito Franco Fortugno in vita ed oggi ne strumentalizza la sua memoria. I cosiddetti ‘ragazzi di Locri’ tre anni fa hanno fatto commuovere l’Italia intera con i loro striscioni, oggi pensiamo sia opportuno far sentire ad alta voce solo il nostro silenzio, continuando a sperare che il sacrificio di Fortugno non sia stato vano“.
Avrei preferito, invece, che Aldo fosse presente e che avesse fatto i nomi, guardandoli in faccia, dei traditori di Franco Fortugno.
Oggi è il 16 ottobre. E tutti sembrano essersi sforzati nello scegliere il modo migliore di ricordare Franco
antonino monteleone
p.s: ricordo bene, come fa Claudio Cordova, la nostra presenza lo scorso anno a coprire l’evento per TeleReggio. L’unico TG regionale a mandare all’edizione delle 14 le immagini della cerimonia che si svolse tra le 10 e le 13. Ogni tanto dobbiamo celebrarci, no?
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Nino hai ragione, a Locri si doveva andare. Ma è proprio perchè era quasi dato per scontato che ci saremmo comunque stati, che abbiamo deciso di lanciare un segnale. So che hai inteso bene quel “peserà più la nostra assenza che la nostra eventuale presenza”.
Ogni singola parola di quel comunicato è stata pensata e ponderata, a più teste, adesso vediamo se chi ha avuto orecchie per intendere ha inteso.
Work in Progress, Nino.
[...] Dov’erano le varie associazioni che si fregiano di combattere la ‘ndrangheta e/o di portare avanti il nome della Calabria? Dov’era l’associazione dei calabresi nel mondo? Dov’era il movimento ammazzateci tutti (considerato che non si ? presentato nemmeno alla cerimonia in ricordo di Fortugno)? [...]
chissà quanto era commosso Schifani………
oggi ho un altro problema.
ho scritto a MASSIMO CALABRO’.
Nelpost in cui ci spiega comei filippini si che sono brave persone, a differenza di quegli ZINGARI che non sono altro , avevo fatto notare:
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perdonami:
dicesi
razzismo:ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica
intolleranza:rifiuto, intransigenza verso opinioni o convinzioni diverse dalle proprie
…………
non posso fare a meno di notare poi il simpaticissimo intervento del mio collega Malara:
“E’ indubbio, poi, che questi “signori” hanno una bella reputazione”
“non credo che si possano condannare quei cittadini che non li vogliono come vicini di casa”
“Si dice che Arghillà sia diventato un ghetto. Ma chi ce l’ha fatto diventare? Non sono stati proprio loro?”
“panni stesi ovunque”
“Altra cosa sono i filippini, gente educata che lavora onestamente.”
ECCO….questo è RAZZISMO.
Ma tu chiamale se vuoi…..emozioni.
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Il mio commento è in coda di moderazione da un paio di giorni, nonostante altri successivi siano già comparsi (tra cui uno suo)
(se quest sfoghi ti danno fastidio…..basta dirmelo e non occupero’ iu’ il tuo spazio.
Pero’ mi piacerebbe capire che idea hanno di Internet questi paladini della LIBERTA’ !glielo chiedi se li incontri?)
Sai che fine ha fatto De Magistris? E soprattutto le sue inchieste sono oramai definitivamente defunte?
Se posterai qualcosa a riguardo ne sarei lieto.
Ciao e grazie
noto con disarmante tempestitivà che il punto focale della mia critica al movimento ammazzateci tutti, viene ripreso anche altrove -> http://gentereggina.org/forum/viewtopic.php?t=34362
Credo che questo di Ammazzateci tutti sia stato un atto SERIO, CORAGGIOSO, ma sopratutto CHIARO.
Non si son voluti più mischiare con certe cose, ne prendo felicemente atto.
Bravi ragazzi, state dimostrando serietà da vendere!
Mizio
caro Nino,
non ho letto il tuo articolo ma vorrei ugualmente lasciare un mio pensiero, forse un pò istintivo ma ritengo non eccessivamente paradossale. Mi convinco, però, sempre di più che il modo migliore di ricordare Fortugno e quello di non ricordarlo, soprattutto quando diventa scontato farlo. e soprattutto quando alle cerimonie ci sono persone che rappresentano proprio ciò che lo ha portato alla morte.
Un saluto.
Antonio
@ dario
De Magistris è un giudice del Tribunale del Riesame di Napoli.
Credo che il messaggio di Aldo e degli altri ragazzi del movimento sia stato chiarissimo e lo condivido pienamente..