I nemici della Calabria

Posted by Antonino Monteleone On ottobre - 21 - 2008

Il 18 febbraio di quest’anno il ROS ha messo le manette ai polsi del super-latitante Pasquale Condello, il “supremo”. Lo Stato, complessivamente, sta mettendo a segno colpi importanti nella cattura dei latitanti di mafia, di ‘ndrangheta e di camorra.


Ma ci sono, ancora, alcuni nemici della Calabria che mancano all’appello. L’elenco che segue può tornare utile a chiunque necessiti di una rinfrescata della memorìa.


Sono dei vigliacchetti, fanno cattivo odore, si mettono le dita nel naso. Alcuni fuggono, altri potreste incontrarli per strada. Le loro facce dicono più di ogni descrizione, anche la più impietosa.





Domenico CONDELLO è nato a Reggio Calabria il 4 novembre 1956. Deve scontare l’ergastolo per associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, armi, rapina ed altro.










Giovanni TEGANO è nato a Reggio Calabria il l’8 novembre 1939. Deve scontare l’ergastolo per associazione mafiosa, e omicidio.













Giuseppe DE STEFANO è nato a Reggio Calabria l’1 dicembre 1969. Deve scontare 10 anni di reclusione








Pietro CRIACO è nato ad Africo Nuovo il 9 dicembre 1972. Deve rispondere di associazione di tipo mafioso, omicidio, traffico di armi.










Giovanni STRANGIO è nato a Siderno il 3 gennaio 1979. E’ accusato di omicidio in quanto ritenuto responsabile della strage di Duisburg. I familiari lo proclamano innocente. Ma continua a non consegnarsi alle autorità. In Germania è prevista una taglia di 10.000 €  a chiunque possa fornire utili informazioni per la cattura.











Antonio PELLE è nato a San Luca l’1 marzo del 1932. E’ ricercato per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico internazionale di armi e sostanze stupefacenti.








Giuseppe GIORGI è nato a San Luca il 6 marzo 1961. Deve scontare 17 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, armi, estorsioni ed omicidio.










Carmelo BARBARO è nato a Reggio Calabria il 23 giugno del 1948. Deve scontare 22 anni e 5 mesi di reclusione per associazione mafiosa, omicidio e altro.









Michele Antonio VARANO è nato a Centrache il 13 luglio 1951. E’ ricercato per associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ed altri gravi reati finanziari ed economici.







Sebastiano PELLE è nato a San Luca il 7 agosto 1954. Deve scontare 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti ed armi.








Sono stati esposti non per grado di pericolosità, né in ordine alfabetico.


Ma nell’ordine con il quale, lorsignori, festeggeranno il compleanno. Il prossimo 4 novembre tocca a Domenico Condello.


Se ne incontrate qualcuno per strada regalategli un calcio nelle palle! In fondo sono vostri nemici.


I nemici della Calabria.


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8 Responses to “I nemici della Calabria”

  1. domanda: pensate davvero che arresti su arresti possano risolvere il problema?

    secondo me lo stanno semplicemente aggravando

  2. dario scrive:

    Calabria Ora parlò male di De Magistris. Te che ne pensi?
    Inoltre vorrei sapere come stanno procedendo le indagini che a De Magistris sono state tolte ingiustamente.
    E dove è ora De Magistris?

    Grazie

  3. Angela scrive:

    Grandissimo!!! Grazie per il promemoria!! Ciao!
    Per Francesco: Non credo che gli arresti possano aggravare il problema… il vero problema è che sono pochi!!!

  4. Giulio scrive:

    ci sono nemici più pericolosi per la calabria: le persone che per vigliaccheria, per convenienza o per sudditanza favoriscono la latitanza di questi individui, le persone che vedono e tacciono fingendo di non vedere.
    e a chi mi risponde che spesso si fa finta di non vedere perchè lo stato non fa nulla per proteggere i testimoni, dico che nemico della calabria è anche lo stato, che non fa nulla per infondere tranquillità nelle persone. se ci fosse la certezza della pena e non il buonismo ipocrita di attenuanti e cavilli giudiziari, le cose potrebbero andare diversamente.
    questa è la vera mafia: la gente impaurita sia dal crimine che dalle conseguenze della “giustizia”, che finge di non vedere perchè per pinco pallino che non è un pentito o un politico (quante analogie tra le 2 categorie!) non esiste il diritto ad aver un’adeguata protezione dalla feccia che entra ed esce dalle carceri come fossero alberghi, ed impunita continua a fare ciò che vuole.

  5. Filippo scrive:

    ciao complimenti per il sito e per gli argomenti che tratti…. da questa lista puoi depennare sebastiano pelle catturato il 16/10/2008
    (e non antonio pelle come dicono i tg ) SCIAO

  6. peppe scrive:

    siamo abbandonati tra mafia e politica:(

  7. stefaaa scrive:

    la vera mafia e la politica e l,ignoranza con cui trattate questi problemi,ricordata che tr questi signori ci sono dei innocenti

  8. Calabrese scrive:

    Innanzitutto complimenti per il modo aperto in cui affronti l’argomento. Credo poi che l’elenco vada aggiornato con diversi altri nomi che probabilmente risultano essere non conosciuti al pubblico ma di pari pericolosità (magari anche fuori della provincia di RC). L’arresto è sicuramente un metodo democratico e di una nazione occidentale ma credo che il danno che questi signori hanno fatto alla nostra terra e alla generazione mia, di mio padre e dei miei nonni, nonchè quella che faranno alle generazioni future, andrebbe ripagato con gli stessi metodi da loro utilizzati. Ossia bisognerebbe dargli da bere l’acqua dei fiumi da loro inquinati con schifezze di ogni genere (tra l’altro gli vorrei fare una domanda diretta: ma credete che le sostanze nocive che mettete sottoterra provochino tumori e malattie solo agli altri? E le vostre famiglie?. Poi credo che la migliore cura sia quella di mettere in mano tutto ai servizi segreti come è stato fatto per il terrorismo. Bisogna trattare la mafia come una emergenza di stato, insomma una peste che andrebbe eliminata con tutti gli strumenti leciti e non leciti. Dobbiamo prendere coscienza di questo e farlo diventare un problema europeo, tipo crisi finanziaria Grecia, solo che in questo caso servirebbero soldati ed eserciti (ma neanche tanto preparati, visto i personaggi da affrontare).

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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