Sano…come un Pesce!

Posted by Antonino Monteleone On ottobre - 22 - 2008

da Roma – la capitale di una nazione dove mangiare merda non è una metafora, ma un documentario!



***

Nicola Cosentino è il sottosegretario all’economia più discusso nella storia repubblicana. Chiacchieratissimo per alcuni – ancora presunti – legami con la camorra, è stato tirato in ballo, negli anni, da cinque diversi collaboratori di giustizia. Oggi è indagato dalla Procura Antimafia di Napoli.


L’ultimo è Dario De Simone al quale – durante la latitanza – Cosentino avrebbe detto di essere “a disposizione”.


da L’Espresso


Il primo verbale che lo accusa risale al settembre 1996, l’ultimo al primo aprile 2008: tutti prima di diventare un uomo-chiave del ministero di Giulio Tremonti.


Il deputato viene indicato nel 1998 da Domenico Frascogna come postino insospettabile dei messaggi del capo dei capi, Francesco ‘Sandokan’ Schiavone; da Carmine Schiavone, cugino di Sandokan, come candidato della famiglia nelle elezioni comunali e provinciali.


Nel febbraio 2008 da Michele Froncillo come il contatto per vincere le gare pubbliche. Infine Gaetano Vassallo, l’imprenditore di camorra che per un ventennio ha inondato la Campania di scorie tossiche, descrive il suo ruolo negli appalti per consorzi rifiuti e termovalorizzatori.



Il “sistema Cosentino” è stato raccontato da L’Espresso con un esemplare lavoro di approfondimento e inchiesta di Giuliano di Feo ed Emiliano Fittipaldi che, proprio perché hanno scritto di cose “documentate” e “documentabili” hanno subìto l’arroganza del “lato oscuro” della magistratura partenopea che ha disposto la perquisizione della redazione romana del settimanale e delle abitazioni dei due cronisti.


Nonostante la gravità delle accuse  a suo carico, connivenze e complicità con i clan più feroci della camorra, Nicola Cosentino da Casal di Principe rimane al suo posto. Nessuno  a chiedere in maniera netta che un Sottosegretario “amico” dei camorristi debba immediatamente lasciare l’importante incarico di governo.


Il PD si è limitato ad una timidissima richiesta di “un passo indietro”. Solo Italia dei Valori, esplicitamente, ne ha chiesto le dimissioni. Ma lui rimane lì.


E in Calabria i dirigenti di partito osservano e imparano.


Si. Perché nonostante le sue vicissitunidi, passate e presenti, la sua parentela “eccellente” con il vecchio boss di Rosarno, Peppino Pesce, il neo vice-coordinatore provinciale di Forza Italia, Gaetano Rao, continua – come se nulla fosse – a rimanere al suo posto.


Dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del Sindaco (e vicesindaco) di Gioia Tauro e di Rosarno, apprendiamo  il contenuto delle dichiarazioni rese ai magistrati reggini dal collaboratore Giuseppe Facchinetti.


Facchinetti Salvatore: “Mentre erano là si sono spostati… noi eravamo ‘nto capannone, si sono spostati vicino un camion, e là sono andati Ciccio Pesce, ‘stu Belloccu, Leotta e De Marte, e là dentro siamo rimasti, io, Pino Furfaro, Rocco Rao e ‘stu Davide… e ‘stu Rocco ci raccontava a situazioni, perché sono venuti quelli personaggi là...

Pubblico Ministero: “

Facchinetti Salvatore: “…per il fatto di protezioni di… da…come si dice, di unificare tutti i du famigli, sia i Bellocco e Pesce di fare salire ‘stu… a ‘stu Gaetano Rao, diciamo…

Pubblico Ministero: “

Facchinetti Salvatore: “…a Martelli, di come infatti è arrivato pure Gaetano Rao là dopo...

Pubblico Ministero: “

Facchinetti Salvatore: “…un paio di ore è arrivato… perché siamo stati più di mezza giornata là dentro, abbiamo chiuso il cancello fuori, e di là si è partito proprio…ognuno ci hanno chiamato, ogni… ogni persona di ogni famiglia, dobbiamo portare i volti a questo, questo, questo e quest’altro, di cui si sono… là come… che hanno messo là ‘sto… un certo Cristian… Cristian Pagano, Enzo Cusattu, ‘stu Martelli, Domenico Rao, proprio per portare i voti a queste persone qua, e pure sono… i Cutrì, per dire, che poi sono arrivati pure i Cutrì erano quelli, siccome ‘stu Gaetano Rao gli viene zio a loro, erano quelli che tutti noi essendo proprio amicizie che avevamo, dicivunu: «Ti raccumandu Turi, vidi chi u sapimu si non ‘ndi porti ‘sti voti, ‘nta famigghia toi siti trenta», a stessa cosa a Furfaro, e via dicendo pure noi insieme a loro abbiamo parlato con diverse persone per portare ‘sti voti qua per Gaetano Rao

Pubblico Ministero: “Solo lui era il candidato sponsorizzato, tra virgolette…

Facchinetti Salvatore: “No, era… era lui però tutti ‘sti ragazzi erano quelli che portavano i voti po sindacu a Martelli perché a Martelli l’ hanno messo loro

Pubblico Ministero: “


(…)


M.llo Frisina: “Ma non hanno votato o qualcuno glieli ha votati i voti a questi
Facchinetti Salvatore: “Per diri, iru… sulu i carti d’identità, anveci u vaci a persona i vota trasiru Cutrì chi ‘nd’aviva diversi carti d’identità e firmavano loro o postu i ‘sti persone qua

Tenente Palmieri: “Chiaramente con la complicità del…

Facchinetti Salvatore: “Sì, sì, quelli che erano là dentro, ma chi era o seggiu però non lo so, chi c’era là, là dentro

Tenente Palmieri: “Ci riferiamo a quali elezioni?

Facchinetti Salvatore: “Queste ultime che ci sono state per il sindaco di Rosarno, sì. L’avvocato Saccomanno… no Saccomanno, l’avvocato Callà è pure uno di loro, perché l’ hanno appoggiato pure la famiglia Pesce a lui

Pubblico Ministero: “…parla al telefono…”

Facchinetti Salvatore: “Poi in particolare ce l’avevano pure con me su queste votazioni, perché siccome io ero vicino alla famiglia Sergi pure di Rosarno, sarebbe il lato opposto a… dell’altro partito là che c’era candidato Giovinazzo,
come infatti i voti della mia famiglia glieli abbiamo dati a ‘stu Giovinazzo, e loro sospettavano di me, che io facevo ‘sti… ‘sta cosa qua, come infatti sono saliti per pochi voti. Tantu u comuni i Rosarno si sa, c’esti u Martelli però…
come si dice, è ‘nu soprammobili là dentro…

Pubblico Ministero: “Senta…

Facchinetti Salvatore: “…u sindacu i Rosarnu è Gaetano Rao…

Pubblico Ministero: “Gaetano Rao

Facchinetti Salvatore: “(incomprensibile), Gaetano Rao insieme a tutto qua… e Pisci e tutti, e come infatti c’hanno avuto pure una storia nelle vecchie votazioni precedenti, come infatti, per dire, sciorta non lo volevano appoggiare ‘sta volta a ‘stu Gaetano Rao perché aveva fatto promesse di tempi vecchi, è successu ‘nu casinu, come infatti ‘stu (incomprensibile) a Gaetano Rao lo dovevano appoggiare, però poi tra di loro, testuni, queste persone qua ‘nta riunioni chi hanno fatto hanno convinto pure a ‘sta famiglia di aiutare qua per Gaetano Rao”.

Tenente Palmieri: “Che tipo di ritorno c’avevano queste famiglie quando appoggiavano questi soggetti?

Facchinetti Salvatore: “Eh, mah, sull’ambito di lavori chi c’erano i fari ccà… escavatori, un camion, lavori nel paese, come infatti se controlliamo ce l’ hanno tutti loro i lavori che stanno facendo ‘ndo paese, ‘stu Gino Meduri, a
ditta i Ginu Meduri e di Pesce Vincenzo, era del fratello di Pesce Vincenzo, di Cicciu u ‘ngiuraru, che poi lui è morto, poi è uscito Cenzo… Vincenzo e adesso è lui, i lavori che stanno facendo nel paese, ‘nto comuni sono sempre la maggior parte loro, i d’Agostini che sono da famiglia di Bellocco

Tenente Palmieri: “Quindi il ritorno era questo qui


(…)


Pubblico Ministero: “Eh, poi le vediamo, cerchiamo di vederle tutte però un poco alla volta. A questa riunione, ha detto, c’era pure Gaetano… Gaetano Rao?

Facchinetti Salvatore: “Sempre
Pubblico Ministero: “E chi dava le indicazioni su come votare, dove votare?

Facchinetti Salvatore: “Testuni

Pubblico Ministero: “Ciccio” (PESCE ndr)

Facchinetti Salvatore: “

Pubblico Ministero: “Presente Gaetano Rao?

Facchinetti Salvatore: “Sì, perché tutti ‘sti ragazzi che c’erano, per dire, Pagano, un altro Rao, l’avvocato…l’avvocato con la… Enzo Cusato, ‘nu certu Rositano pure, nipote di diavuli, sono stati tutti spartiti ‘sti personaggi per raccogliere ‘sti voti qua, e poi ho detto prima, e lo ripeto adesso e tra cent’anni, è Martelli come nomi u sindacu, ma u sindacu i Rosarnu eni Testuni e Gaetano Rao

Pubblico Ministero: “E questo lo dice perché?

Facchinetti Salvatore: “Lo dico perché, perché ci sono stati puru diversi cosi ‘nte fattu di votazioni pure, specialmente ‘nta zona di Maria Zita, i Cutrì hanno portato parecchie persone da manu propria come bambini…


(…)


Trenta pagine di interrogatorio che potete scaricare e leggere voi stessi dalla lettura delle quali i giudici ricavano tremende conclusioni.


La dimostrazione “di quale volontà politica egli (Carlo Martelli) fosse espressione. Grazie all’escussione di Facchinetti “si appurerà che egli, in realtà, non di una volontà politica era il latore degli interessi, bensì di una criminale.


Il Martelli è un sindaco voluto dalla cosca mafiosa di Rosarno, notoriamente legata a quella di Gioia Tauro, anzi con essa federata, eletto grazie all’appoggio fornitogli dal gruppo mafioso che controlla quel territorio.


Anzi, a sentire il collaboratore, un vero e proprio fantoccio nelle mani della ‘ndrangheta di Rosarno, una sorta di prestanome di RAO Gaetano, noto per essere l’uomo politico della cosca che, di fatto, ha per lungo tempo svolto le funzioni di vice sindaco sino a quando la necessità del Martelli di non apparire ciò che realmente è al di là dei limiti della decenza, anche nell’interesse stesso della cosca medesima, non lo ha indotto alla sostituzione.”


Mentre la politica sembra sempre più malata, vittima dell’abbraccio mortale con la ‘ndrangheta, c’è chi sembra perfettamente in salute. Come Forza Italia.


Chiunque avrà modo di avvicinare Gaetano Rao si potrebbe chiedere se si sente un po’ demoralizzato. Se ha qualcosa da dire…


Come sta, consigliere Rao?


Potrebbe rispondere…


“Sano. Sano come un Pesce!”


antonino monteleone

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One Response to “Sano…come un Pesce!”

  1. pasquale scrive:

    spparat strunz

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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