Archive for novembre, 2008

Il terzo Governo “Mediaset”

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 30 - 2008



Ne avevo parlato in occasione della mancata assegnazione dei diritti televisivi per la Serie A alla RAI che formulò una protesta da “quattro lire” nella gara vinta a mani basse da Mediaset che c’è qualcosa che non va.


Si poteva capire con la legge Gasparri, che così smaccatamente eludeva una sentenza della Corte Costituzionale. Bastava leggere le sentenze della Corte di Giustizia Europea nel caso Europa 7. Andare a spulciare le cifre dei finanziamenti pubblici per l’acquisto dei decoder DTT a marchio Mediaset. Ma non è bastato.


Con la norma approvata nel decreto anti-crisi il Governo Mediaset, presieduto da Silvio Berlusconi, raddoppia l’IVA per le TV via cavo e satellitari. Sopprime una norma approvata nel 1995, dopo la sua discesa in campo, che imponeva un regime d’imposta agevolato, al 10 % alle pay-tv. Anche i giornali, compresi quelli della “ditta”, hanno un’imposta sul valore aggiunto agevolata al 4 %.


Non si è mica sognato di metter mano a quella. Si è preferito colpire il principale concorrente allo scopo di aumentare il gettito fiscale.


580 milioni di euro di introito per le casse dello Stato, è vero, ma a spese degli abbonati alla TV di Ruper Murdoch.




Emblematico di tutta la vicenda il comunicato di Mediaset che considera “penalizzante” la norma.


Mentre è vero solo il fatto che sarà colpita solamente per quel che riguarda singoli canali tematici offerti sulla piattaforma Digitale Terrestre.


Ma c’era proprio bisogno di parlare di TV per ricordare l’esistenza del conflitto di interessi?


am



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Sanità Calabrese: di chi è la colpa?

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 29 - 2008



Le morti impunite, i feudi della politica, la “metodologia del disservizio”, gli sprechi, le inefficienze. E’ il quadro di una sanità, in Calabria che fa paura e che cade a pezzi.


L’ultimo piano sanitario approvato risale al 2006. Quello 2007-2009 forse non vedrà l’approvazione entro il dicembre 2008. E lo stesso andrà pesantemente revisionato una volta certificata con precisione la dimensione della bancarotta del sistema sanitario regionale.


Ieri, nel corso di una conferenza stampa, il centro-destra in Consiglio Regionale ha puntato l’indice contro tutti questi problemi dimenticando di avere governato proprio negli anni in cui il debito si è accumulato.


Gli esperti sono al lavoro per capire dove sono finiti migliaia di miliardi di lire di debiti maturati nel periodo 2001-2006 (Giunta Chiaravalloti) puntualmente “distratti” da bilanci alterati e mai attentamente revisionati.


Il Forzista Pietro Aiello elenca le cifre del malgoverno Loiero. Ma dimentica i numeri di quando governvano Nisticò, Caligiuri (lui era assessore proprio alla sanità) e Chiaravalloti.


“La spesa sanitaria in Calabria è di 1.700 euro l’anno pro-capite, la più alta in Italia”. Mentre il SOLE 24ORE di una settimana fa parlava di 1523 €.


Gli chiedo “Onorevole dove ha preso questa cifra?” - gli chiedo.

Da qui” – risponde agitando un foglietto con degli scarabocchi.


Stupefacente.


Il Consigliere Francesco Galati, del Nuovo PSI di De Michelis, incazzatissimo, ci racconta la favoletta del “non possiamo più difendere gli ospedaletti sotto casa. Le strutture inutili vanno chiuse. In questi giorni abbiamo ricevuto una delegazione di dipendenti dell’ospedale di Oppido Mamertina. Bisogna dire basta!”


Gli chiedo: “Onorevole, ma non le risulta che i Consiglieri Sarra, Tripodi e Nicolò, seduti accanto a lei, proprio in questi giorni si sono sperticati in elogi della struttura di cui lei ha parlato?“. Momenti di imbarazzo. Lui ritratta: “il mio era un esempio” – dice.


Alberto Sarra, Pino Gentile e l’arguto Aiello rivendicano il rispetto del patto di stabilità durante la gestione passata e la “premialità” riconosciuta dal Governo Berlusconi II alla loro gestione.


Gli ricordo che le più recenti indagini giudiziarie hanno permesso di accertare che venivano falsificati i bilanci delle ASL (oggi ASP) omettendo un corretto conteggio dei debiti. Troppo facile rispettare i “patti” barando sulle carte.


Ma niente. La colpa non è “anche” di Loiero. Ma “solo” di Loiero.


Loiero. Il Governatore che continua a perdere tempo scaricando sui direttori generali le scelte più impopolari senza assumersi la responsabilità di dire apertamente quali ospedali si chiudono, quanti posti di lavoro di devono tagliare, quali dirigenti hanno sfasciato quanto era possibile sfasciare, quanto ci costerà il piano di rientro, quante morti ancora bisogna attendere prima di avere una rete delle emergenze degna di questo nome.


Ricordate l’ASL di Locri. Lo scioglimento per mafia e la pubblicazione della relazione grazie alla quale abbiamo potuto sapere tutto quello che c’era da sapere su chi ha rubato, chi era mafioso, chi inetto? Quella relazione che il Ministro Ombra dell’Interno Marco Minniti disse “che andrebbe letta nelle scuole”?


Bene.


Anche a Reggio Calabria l’azienda sanitaria è stata sciolta per infiltrazioni mafiose. Anche a Reggio Calabria è stata scritta una relazione. Che a distanza di quasi un anno dall’esaurimento degli effetti prodotti (lo scioglimento e la nomina di una commissione ministeriale) è ancora top secret.


C’è qualcuno che non vuole che si sappia.


Ma una cosa è certa. Non avendo notizia di licenziamenti, trasferimenti o arresti dobbiamo supporre che i mafiosi che hanno provocato lo scioglimento siano ancora lì. Ai posti di combattimento.


Vinceranno loro o il Generale dei Carabinieri in pensione, Massimo Cetola?


antonino monteleone



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Quel piccolo conflitto

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 28 - 2008



Dal primo gennaio ‘‘i canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma codificata, nonche’ alla diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite ivi comprese le trasmissioni televisive punto-punto, con esclusione dei corrispettivi dovuti per la ricezione di programmi di contenuto pornografico” perderanno l’IVA al tasso agevolato al 10%.


E’ un articolo del decreto anti-crisi, approvato dal Consiglio dei Ministri, che non piace proprio a Mediaset.


La norma – leggo dall’ANSA – “sopprime un comma previsto dal testo sull’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto del 1972“.


Piccolo quesito: vuoi vedere che le lamentele di Mediaset sono semplicemente strumentali al fatto che la penalizzazione maggiore colpirà SKY e non il il biscione?


am

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L’allarme programmato

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 27 - 2008



Tutto comincia a Cosenza. Per attraversare la Calabria intera senza mai lasciare intravedere un orizzonte di certezze.


Sto parlando dell’allarme rifiuti che da quasi un anno viene gonfiato sui media, scongiurato in pubblico e trasformato da allarme ipotetico in disastro reale da una classe politica asservita al business della monnezza.


Il commissariamento della Regione Calabria si sarebbe dovuto concludere già un anno fa, ma Loiero si è dato da fare perché venisse prorogato ancora un po’. L’inceneritore di Gioia Tauro non doveva essere raddoppiato e invece è andata come è andata. E mentre nella Piana si registrano valori di PM 10 e PM 2,5 diverse volte superiori ai limiti di legge, il Governatore annuncia che è giunto il momento di un nuovo termovalorizzatore in provincia di Cosenza.


La raccolta differenziata ha percentuali ancora vicine alla Campania che ad un moderno paese europeo. E meno si ricicla più si ingolfano le discariche. E più le poche discariche disponibili raggiungono il limite di saturazione più l’incenerimento diventa redditizio.


Un affare da decine di milioni di euro. Blindato dal clima tensione sistematicamente alimentato.


Ci sono due modi di terrorizzare la popolazione. Il primo consiste nell’annunciare l’imminente disastro della chiusura delle discariche, lasciando la spazzatura per strada.


Il secondo è spiegare che meno si ricicla più si incenerisce. Che significa meno si ricicla più si muore.


Molto più facile la prima ipotesi. Conviene a tutti. A tutti loro. Politici e affaristi del pattume. Come ci ha spiegato magistralmente Paolo Mondani con riferimento al caso della discarica di Malagrotta e del suo patron, Manlio Cerroni.


A Crotone, a Cosenza, a Reggio chi si sporca le mani con l’immondizia diventa miliardario. Una discarica o un inceneritore sono l’investimento del “futuro”. Sulla pelle dei vostri figli.


Dieci anni di emergenza per pagare un commissario. E basta. In Europa hanno capito che la raccolta differenziata, porta a porta, è l’unica strada da percorrere. Che la formula delle società miste è fallimentare e che il rapporto tra incenerito è riciclato non può essere di 70 a 30, ma completamente sbilanciato nei confronti di una netta supremazia del materiale recuperato.


L’apertura di nuove discariche e di nuovi inceneritori produrrà, nel giro di 10-20 anni danni irreversibili alle falde acquifere ed una compromessa qualità dell’aria.


I vostri figli respireranno polveri sottili e, quando avranno sete, stapperano una bottiglia di percolato.


2009, ottima annata!


am



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La “figura di cacca” di Peppe Show

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 26 - 2008




“In questa città nessuno si è mai permesso di regalare soldi a giovani”.


E’ vero. Sempre e soltanto “posti di lavoro“.


Ieri, ad un mese dalla polemica tra Scopelliti e José Mourinho con il Sindaco di Reggio Calabria che credeva che il tecnico dell’Inter (sua squadra del cuore, dopo la Reggina ndr) avesse fatto l’elemosina ad un disabile, quando invece si trattava di un regalo peraltro piuttosto apprezzabile, è avvenuta la messa in onda del servizio delle “Iene” a cura di Alessandro Cantarella.


Va riconosciuto al Sindaco Dj di avere reagito alla “burla” con molto garbo e senso dell’ironia. Facendosi financo convincere ad indossare quel copricapo “stronzeggiante” a fine servizio.


Bravo, Peppe perché hai avuto stile. Una tiratina d’orecchie per la “sparata” da capo-popolino.


am


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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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