
Le morti impunite, i feudi della politica, la “metodologia del disservizio”, gli sprechi, le inefficienze. E’ il quadro di una sanità, in Calabria che fa paura e che cade a pezzi.
L’ultimo piano sanitario approvato risale al 2006. Quello 2007-2009 forse non vedrà l’approvazione entro il dicembre 2008. E lo stesso andrà pesantemente revisionato una volta certificata con precisione la dimensione della bancarotta del sistema sanitario regionale.
Ieri, nel corso di una conferenza stampa, il centro-destra in Consiglio Regionale ha puntato l’indice contro tutti questi problemi dimenticando di avere governato proprio negli anni in cui il debito si è accumulato.
Gli esperti sono al lavoro per capire dove sono finiti migliaia di miliardi di lire di debiti maturati nel periodo 2001-2006 (Giunta Chiaravalloti) puntualmente “distratti” da bilanci alterati e mai attentamente revisionati.
Il Forzista Pietro Aiello elenca le cifre del malgoverno Loiero. Ma dimentica i numeri di quando governvano Nisticò, Caligiuri (lui era assessore proprio alla sanità) e Chiaravalloti.
“La spesa sanitaria in Calabria è di 1.700 euro l’anno pro-capite, la più alta in Italia”. Mentre il SOLE 24ORE di una settimana fa parlava di 1523 €.
Gli chiedo “Onorevole dove ha preso questa cifra?” - gli chiedo.
“Da qui” – risponde agitando un foglietto con degli scarabocchi.
Stupefacente.
Il Consigliere Francesco Galati, del Nuovo PSI di De Michelis, incazzatissimo, ci racconta la favoletta del “non possiamo più difendere gli ospedaletti sotto casa. Le strutture inutili vanno chiuse. In questi giorni abbiamo ricevuto una delegazione di dipendenti dell’ospedale di Oppido Mamertina. Bisogna dire basta!”
Gli chiedo: “Onorevole, ma non le risulta che i Consiglieri Sarra, Tripodi e Nicolò, seduti accanto a lei, proprio in questi giorni si sono sperticati in elogi della struttura di cui lei ha parlato?“. Momenti di imbarazzo. Lui ritratta: “il mio era un esempio” – dice.
Alberto Sarra, Pino Gentile e l’arguto Aiello rivendicano il rispetto del patto di stabilità durante la gestione passata e la “premialità” riconosciuta dal Governo Berlusconi II alla loro gestione.
Gli ricordo che le più recenti indagini giudiziarie hanno permesso di accertare che venivano falsificati i bilanci delle ASL (oggi ASP) omettendo un corretto conteggio dei debiti. Troppo facile rispettare i “patti” barando sulle carte.
Ma niente. La colpa non è “anche” di Loiero. Ma “solo” di Loiero.
Loiero. Il Governatore che continua a perdere tempo scaricando sui direttori generali le scelte più impopolari senza assumersi la responsabilità di dire apertamente quali ospedali si chiudono, quanti posti di lavoro di devono tagliare, quali dirigenti hanno sfasciato quanto era possibile sfasciare, quanto ci costerà il piano di rientro, quante morti ancora bisogna attendere prima di avere una rete delle emergenze degna di questo nome.
Ricordate l’ASL di Locri. Lo scioglimento per mafia e la pubblicazione della relazione grazie alla quale abbiamo potuto sapere tutto quello che c’era da sapere su chi ha rubato, chi era mafioso, chi inetto? Quella relazione che il Ministro Ombra dell’Interno Marco Minniti disse “che andrebbe letta nelle scuole”?
Bene.
Anche a Reggio Calabria l’azienda sanitaria è stata sciolta per infiltrazioni mafiose. Anche a Reggio Calabria è stata scritta una relazione. Che a distanza di quasi un anno dall’esaurimento degli effetti prodotti (lo scioglimento e la nomina di una commissione ministeriale) è ancora top secret.
C’è qualcuno che non vuole che si sappia.
Ma una cosa è certa. Non avendo notizia di licenziamenti, trasferimenti o arresti dobbiamo supporre che i mafiosi che hanno provocato lo scioglimento siano ancora lì. Ai posti di combattimento.
Vinceranno loro o il Generale dei Carabinieri in pensione, Massimo Cetola?
antonino monteleone
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