Un carrarese di 56 anni, che voleva curare il Parkinson, ha perso giocando a Poker oltre 300mila euro. La causa? Il farmaco con il quale è stato curato.
Si chiama Premipexolo. E fa parte della categoria dei c.d. Dopaminoagonisti. L’effetto è similie alla dopamina: si lega alle sinapsi neuronali e, tali farmaci, vengono utilizzati nelle fasi iniziali della malattia prima della terapia a base di Levodopa.
Solo che Premipexolo ha delle controindicazioni scritte in corpo 5 nel foglietto illustrativo:
casi di ipercinesia;
sogni anomali;
pulsione patologica al gioco d’azzardo;
sindrome da alimentazione incontrollata;
peggioramento paradosso della sindrome delle gambe senza riposo:
alterazioni della libido;
Adesso l’uomo ha deciso di citare in giudizio l’ASL di Viareggio nel tentativo di recuperare parte di quanto dilapidato in giocate a poker e slot machine.
Ancora è presto per sapere come andrà a finire questa storia.
Ma corre voce che – a breve – sarà autorizzata la vendita del farmaco in tutte le ricevitorìe del Lotto. Sarà, invece, offerto in omaggio ai giocatori di “super-sistemoni” per il Superenaolotto.
am
p.s.: ancora oggi il Morbo di Parkinson è una malattìa sociale che colpisce un numero sempre crescente di persone e nonostante siparietti e promesse di impegni concreti da parte del mondo politico, poco si è fatto e si sta facendo. Un po’ come avviene per un’altra odiosa malattìa che è l’Alzheimer. Le prime vittime, dopo chi ne soffre direttamente, sono i familiari. Ed ignorare questi drammi sociali è vile.
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Sono d’accordo con te, ignorare questi drammi sociali è vile. Ma come titolo, quello su Pizza è …. più capriccioso…
Albero senza memoria
Mio astro che brilla
anche nella tenebrosa notte
mia stella
che orienta nello smarrimento
tu mammina mia
Ed ora che lo smarrimento è nella tua mente
sei il mio albero senza memoria
ed ora tu la bambina mia …
Mi cerchi come un bimbo la sua mamma,
un bimbo che ancora non conosce la differenza
tra le tante persone che gli stanno attorno
ma che istintivamente allunga le braccia verso la sua mamma.
Anche io ho bisogno di te
pur nei tuoi dissipati ricordi.
I tuoi occhi brillano di dolcezza
quando mi sai figlia accanto a te
quando ritorna la tua fermezza
prerogativa del tuo ruolo di mamma
ora tranquillità nella reciproca vicinanza.
Anche io ho bisogno di te …
e ti inondo di tutto quel bene
di tutti quei baci e carezze
che curano più di ogni medicamento
la tua strana malattia.
Ti amo e ti amerò per sempre
e ti condurrò finché forza avrò
in questa assurda ricerca della casa tua.