Reggio Calabria: la procura degli intrighi

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 7 - 2008


La visita degli ispettori del Ministero della Giustizia, nonostante la transizione politica avvenuta dopo le elezioni dello scorso aprile, comincia a produrre risultati.


Non solo gli ispettori, ma l’intera prima commissione del CSM giunse a Reggio Calabria dopo la scoperta di una microspia all’interno di una stanza usata dal PM Gratteri.


Il Corriere della Sera, qualche giorno dopo, diede notizia del rinvenimento di un altro dispositivo nella stanza del sostituto procuratore Generale presso la Corte d’Appello, Francesco Neri. Ma la notizia fu duramente smentita dal PG Giovanni Marletta.


Si scoprì che invece il ritrovamento c’era stato.


Sempre la prima commissione del CSM volle vederci chiaro circa il caso dell’inchiesta a carico del Senatore Sergio De Gregorio e del consigliere regionale di AN, Alberto Sarra.


A seguido delle audizioni il CSM decise di inoltrare gli atti al titolare dell’azione disciplinare nei confronti di cinque magistrati. E per due aspetti diversi.


Salvatore Boemi e Francesco Mollace non furono corretti nella composizione del “dissenso” con gli altri due titolari dell’inchiesta relativamente all’iscrizione nel registro degli indagati del Senatore De Gregorio.


Mentre a Santi Cutroneo, PM applicato per un breve periodo alla procura generale presso la corte d’appello, fu contestato di avere indebitamente avocato al sostituto Boemi l’inchiesta a carico di Sarra. Tanto che la Cassazione ha bocciato quel provvedimento diponendo la restituzione dei fascicoli alla DDA che lo indagava per concorso esterno in associazione mafiosa.


Contrasti tra Salvatore Boemi e l’ex reggente della Procura Franco Scuderi.


Ambigui “rapporti di frequentazione” tra il PM Cutroneo ed  una persona coinvolta in una inchiesta di cui era titolare.


Fu sempre Cutroneo, assieme a Marletta, ad essere segnalato al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione per la “mancata segnalazione della presenza, a lui nota – scrisse il Csm – all’interno degli uffici della Procura di Reggio Calabria, di una microspia presente in data antecedente al ritrovamento di quella rinvenuta nella stanza del dottor Gratteri”.


Tanto tuonò che piovve.


Il Ministro della Giustizia, in base alle risultanze ispettive e di concerto con il CSM, dispone il trasferimento cautelare – prima che si decida sul merito delle accuse – di Santi Cutroneo poichè i suoi comportamenti


per la loro intrinseca gravita’ e per il contrasto che hanno generato” negli uffici della Procura di Reggio Calabria anche tenuto conto “dell’intensa infiltrazione della criminalita’ organizzata sul territorio che notoriamente si avvale della possibile debolezza delle istituzioni per radicarsi ulteriormente rendono la permanenza del magistrato alla procura di Reggio ‘‘assolutamente incompatibile con il buon andamento dell’amministrazione della giustizia”.


Secondo l’accusa del ministro – evidentemente riscontrata dal CSM -  Cutroneo avrebbe frequentato una persona denunciata per associazione mafiosa (tale Ugo Marino ndr) peraltro omettendo di iscriverla tra gli indagati di un suo procedimento.


Una frequentazione continuata anche quando si stava occupando di un procedimento a suo carico, visto che partecipo’, come suo ospite, all’inaugurazione di un negozio a Taormina al quale erano presenti anche familiari del latitante Condello.


Tutto questo senza neppure informare il collega, Salvatore Boemi, con cui condivideva l’indagine.


Ancora è presto per giungere a conclusioni definitive ma sembrano riecheggiare alcune frasi pronunciate poche settimane fa.


Il 18 ottobre scorso, intervistato a SKY TG24, Luigi de Magistris disse apertamente che


“Una parte rilevante della magistratura calabrese non e’ affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza in Calabria”.


Vuoi vedere che aveva ragione?


antonino monteleone

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7 Responses to “Reggio Calabria: la procura degli intrighi”

  1. LUCIO scrive:

    Se si è raggiunta la ragionevole certezza che un magistrato è colluso o in buoni rapporti con ambienti malavitosi, tanto da arrecare danno o condizionamento alle inchieste ed ai giudizi, si impone dal punto di vista etico che il magistrato venga sospeso dall’ufficio, magari senza ripercussioni su carriera ed emolumenti, ma in modo da non arrecare ulteriori ipotetici danni.
    Come si è verificato con la costrizione a confino della malavita mafiosa, questi provvedimenti di trasferimento ad altro ufficio non fanno altro che allargare le zone di influenza della malavita e rendere sempre meno controllabile la gestione della giustizia.
    Occorre avere il coraggio di rompere con questi atteggiamenti omertosi da parte del CSM e degli organi di autocontrollo autonomo della magistratura, che fanno solo danno, squalificano lo Stato e generano sempre minor fiducia indiscriminatamente negli organismi di governo : altrimenti sai darebbe corpo al retropensiero “se i giudici e lo stato hanno comportamenti di questo tipo, perché mai i cittadini, esclusi da questa gestione generatrice di privilegi, dovrebbero tenere autonomamente un comportamento più virtuoso?”

  2. rosy scrive:

    Sentite uomini …
    Perché non ve ne state a casa a fare la calza?

  3. Riccardo scrive:

    Claudio Sabelli Fioretti intervista Luigi De Magistris (25-2-2008)

    (…) Lei nelle sue inchieste incontra parecchi massoni…

    “Preferisco non parlare di massoni ma di associazioni occulte. Sono convinto che vi sia un governo occulto all’interno delle istituzioni di questo Paese”.

  4. Vikash scrive:

    Bravo Cutroneo… complimenti !!! 2 braccia rubate all’agricoltura !!!

    e quoto l’estratto dell’intervista di Sabelli Fioretti riportata da Riccardo… De Magistris ha PERFETTAMENTE ragione… Probabilmente ha capito chi c’è dietro questi burattini che animano la vita politica del paese…

  5. franco scrive:

    La notizia dell’allontanamento di Cutroneo non mi sorprende, ma mi aspetto che i vari Mollace, Boemi e lo stesso “romanziere” Gratteri siano mandati a fare il loro lavoro da qualche altra parte: servirà loro per decontaminarsi dopo anni di veleni. Il tempo, comunque, è galantuomo. Se Cutroneo fosse stato più attento a certe frequentazioni, non solo di personaggi in odore di ‘ndrangheta, ma anche di altro genere. Forse, se si è indagato su cene, trasferte oltre Stretto e altre serate conviviali, qualcosa d’interessante (ma per chi?) verrà fuori. Non invidiamo Pignatone e il suo gruppo. A quando gli sviluppi delle inchieste su mafia e politica?.

  6. il capodeicapi scrive:

    ti chiedo di siglare l.arresto immediato del ****uto bevacqua giovanni del tavolo della centrale e di suo fratello ***********uto in arte skirò antonio i due agenti ****tiocdop

  7. Fabio scrive:

    “Ah ah ah questa di franco mi mancava… Il “romanziere”Gratteri…Grande, sei davvero grande. Si deve decontaminare dopo anni di veleni… Ops aspetta dopo anni di veleni o dopo anni di centinaia e centinaia di ndranghetisti e mafiosi di ogni genere catturati??????????? Di trafficanti di cocaina e di delinquenti che inquinano la MIA terra? Perchè Franco non provi tu ad andare a decontaminarti da qualche parte? In un paese democratico e civile, dove la giustizia esiste e dove la ndrangheta non opprime lo sviluppo el paese? Secondo me ti decontamineresti bene, ritorneresti con più senso del dovere, della giustizia, vedresti in maniera meno sfocata la differenza tra chi compie il proprio dovere per lo stato e chi delinque secondo per secondo… Ma sta gente come fa già solamente a pensarle ste cose? Non ho parole…”

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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