Arghillà: il carcere fantasma

Posted by Antonino Monteleone On novembre - 24 - 2008




Trecento posti, struttura all’avanguardia, laboratori per le attività lavorative interne, campi da calcio, aree verdi per quello che sarebbe dovuto essere un modernissimo carcere di massima sicurezza.


Ma Ad Arghillà, zona collinare a nord di Reggio Calabria, il carcere – di fatto completato – non è mai entrato in funzione.


Il costo dell’opera ammonta a 16 mln di €. La cifra, secondo i sindacati, è destinata ad aumentare poiché lo Stato versa alla ditta appaltatrice una penale per il mancato completamento.


La struttura venne, in corso d’opera, declassata a carcere giudiziario (quindi per i detenuti in attesa di giudizio) senza comunque farla entrare a regime.


Manca ancora la strada di collegamento – si giunge alla struttura attraverso un budello di asfalto in mezzo a decine di abitazioni – mentre le abitazioni costruite per ospitare il personale sono già state utilizzate per la dislocazione di alcune famiglie rom.


Nel frattempo le carceri italiane – ed il penitenziario di Reggio Calabria non fa eccezione – scoppiano.


antonino monteleone



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5 Responses to “Arghillà: il carcere fantasma”

  1. Antonino N. scrive:

    il video è tutta un’altra cosa … :)

  2. damiana scrive:

    e non gesticolare… moogly!
    ;)

  3. Pino Amoruso scrive:

    Ciao Antonino. Ti dispiace se riporto il tutto sul mio blog???

  4. [...] Senza poi dimenticare il carcere di Arghillà, a Reggio Calabria. [...]

  5. giuseppe scrive:

    Salve, anche se non ci conosciamo mi permetta di
    presentarmi , mi chiamo Giuseppe Scarfone e sono un appartenente al Corpo di Polizia Penitenziaria e presto servizio
    lontano dalla nostra beneamata Calabria con un notevole pendolarismo
    estenuante. A tal proposito ancora oggi non capisco perche’ non ci sia interesse all’apertura della struttura Penitenziaria di Arghilla’.
    Il carcere di Arghillà, fatto e dimenticato sul vero senso della parola.
    In un momento in cui il sovraffollamento degli istituti penitenziari è uno
    dei problemi maggiori, c’è la prigione nuova inutilizzata perchè mancano le
    strade per raggiungerla e ne esiste una sola stretta e sterrata che ho percorso anch’io constatando che viene utilizzata da alcune famiglie che ci abitano nei pressi della mega struttura non ci sono i soldi per i collegamenti luce e acqua che mi sembrerebbe una scusa.
    Il carcere di Arghillà, a Reggio Calabria, da quanto si apprende
    anche come dice lei ha 300 posti disponibili ed è
    completamente ammobiliato. Finito quattro anni fa, dopo essere costato 35 milioni di euro.
    Se fossere in apertura darebbe la possibbilita’ come me a tanti altri miei
    colleghi POLIZIOTTI PENITENZIARI sparsi in tutti gli Istituti Penitenziari
    d’Italia ad essere trasferiti e lavorare serenamente vicino casa. Un
    problema che ,forse, a Roma,nessuno si e’ posto.
    Capisco che un problema di fondo ma mi rivolgo anche a lei oltre aver segnalato anche in altri blog oltre aver segnalato alla Provincia
    in quanto l’organo responsabile dell’amministrazione
    dell’intero comune e di tutta la Provincia. Le chiedo possibilmente con i propri mezzi a disposizione di non mollare in questa dura battaglia,e di continuare a denunciare tali scempi e di sperpero di denaro publico.
    Sicuro in una v.s. segnalazione agli organi competenti , porgo distinti
    saluti facendovi inoltre i complimenti per tutti questi anni di brillante
    lavoro. grazie giuseppe scarfone.

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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