Tutto comincia a Cosenza. Per attraversare la Calabria intera senza mai lasciare intravedere un orizzonte di certezze.
Sto parlando dell’allarme rifiuti che da quasi un anno viene gonfiato sui media, scongiurato in pubblico e trasformato da allarme ipotetico in disastro reale da una classe politica asservita al business della monnezza.
Il commissariamento della Regione Calabria si sarebbe dovuto concludere già un anno fa, ma Loiero si è dato da fare perché venisse prorogato ancora un po’. L’inceneritore di Gioia Tauro non doveva essere raddoppiato e invece è andata come è andata. E mentre nella Piana si registrano valori di PM 10 e PM 2,5 diverse volte superiori ai limiti di legge, il Governatore annuncia che è giunto il momento di un nuovo termovalorizzatore in provincia di Cosenza.
La raccolta differenziata ha percentuali ancora vicine alla Campania che ad un moderno paese europeo. E meno si ricicla più si ingolfano le discariche. E più le poche discariche disponibili raggiungono il limite di saturazione più l’incenerimento diventa redditizio.
Un affare da decine di milioni di euro. Blindato dal clima tensione sistematicamente alimentato.
Ci sono due modi di terrorizzare la popolazione. Il primo consiste nell’annunciare l’imminente disastro della chiusura delle discariche, lasciando la spazzatura per strada.
Il secondo è spiegare che meno si ricicla più si incenerisce. Che significa meno si ricicla più si muore.
Molto più facile la prima ipotesi. Conviene a tutti. A tutti loro. Politici e affaristi del pattume. Come ci ha spiegato magistralmente Paolo Mondani con riferimento al caso della discarica di Malagrotta e del suo patron, Manlio Cerroni.
A Crotone, a Cosenza, a Reggio chi si sporca le mani con l’immondizia diventa miliardario. Una discarica o un inceneritore sono l’investimento del “futuro”. Sulla pelle dei vostri figli.
Dieci anni di emergenza per pagare un commissario. E basta. In Europa hanno capito che la raccolta differenziata, porta a porta, è l’unica strada da percorrere. Che la formula delle società miste è fallimentare e che il rapporto tra incenerito è riciclato non può essere di 70 a 30, ma completamente sbilanciato nei confronti di una netta supremazia del materiale recuperato.
L’apertura di nuove discariche e di nuovi inceneritori produrrà, nel giro di 10-20 anni danni irreversibili alle falde acquifere ed una compromessa qualità dell’aria.
I vostri figli respireranno polveri sottili e, quando avranno sete, stapperano una bottiglia di percolato.
2009, ottima annata!
am
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seguendo i conti che hai fatto i figli saranno proprio i nostri… se mai ne avremo.
(A)
[...] 27 novembre 2008 – L’allarme programmato Il blog di Antonino Monteleone Le discariche in Calabria stanno per chiudere perchè stracolme. C’è bisogno di immettere nell’aria più ceneri inquinanti se vogliamo che si continuino a pagare i lauti stipendi del commissario per l’emergenza dei rifiuti. Dobbiamo evitare di comportarci in maniera virtuosa altrimenti qualcuno potrebbe avere meno ritorni politici ed economici di quelli che ha provocando crisi sulla nostra pelle. [...]