Dal primo gennaio ‘‘i canoni di abbonamento alle radiodiffusioni circolari trasmesse in forma codificata, nonche’ alla diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite ivi comprese le trasmissioni televisive punto-punto, con esclusione dei corrispettivi dovuti per la ricezione di programmi di contenuto pornografico” perderanno l’IVA al tasso agevolato al 10%.
E’ un articolo del decreto anti-crisi, approvato dal Consiglio dei Ministri, che non piace proprio a Mediaset.
La norma – leggo dall’ANSA – “sopprime un comma previsto dal testo sull’istituzione e la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto del 1972“.
Piccolo quesito: vuoi vedere che le lamentele di Mediaset sono semplicemente strumentali al fatto che la penalizzazione maggiore colpirà SKY e non il il biscione?
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