Archive for dicembre, 2008

Buon Anno alla Calabria in guerra

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 31 - 2008

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Ho deciso di riassumere in un filmato di qualche minuto alcuni fatti che segnano la fine del 2008 e rappresentano, di conseguenza, l’incipit del nuovo anno.

C’è da farsi gli auguri, ma soprattutto una raccomandazione. Impegnamoci tutti e di più. Perché il tempo sta scadendo.

Per considerazioni generali, molto più estese di queste mie, davvero di ampio respiro, vi rimando all’editoriale di Giusva Branca e Raffaele Mortelliti pubblicato su strill.it

Ecco il testo del mio intervento.

Ciao a tutti.

Era da tanto che non ci si vedeva su questo blog, così di persona.

Ho deciso di girare un breve filmato per gli auguri di fine anno. Qualche spunto per tenere bene a mente che anno ci lasciamo e che anno incontreremo se non accadrà qualcosa che ricordi a tutti, dico tutti, che è ora darci una svegliata. Essere più attenti. Più informati e decidere meglio.

Vorrei, e dovrei, forse, spendere qualche parola per il massacro che Israele sta compiendo su una inerme popolazione palestinese.

Giornali e telegiornali di questo Paese si ostinano a scaricare tutte le colpe su Hamas. Ma la realtà è ben diversa.

Isaraele sta caricando con i raid aerei e carria armati chi si è permesso di tirargli contro due mortaretti. Non solo. Nessuno ha spiegato che un bombardamento della striscia di Gaza era nei progetti di fine anno del Governo di Tel Aviv già da qualche tempo.

Solidarietà al popolo palestinese. Anche a quella parte di popolazone israeliana che non condivide la vile politica di aggressione del proprio governo sostenute ed alimentata dagli Stati Uniti e dall’Europa.

Il mondo è in guerra, è vero.

Ma qui in Calabria se ne combatte un’altra. Che nessuno ha voglia di raccontare, nemmeno per raccontare balle.

Citerò brevemente alcuni passaggi salienti di questi sgoccioli di 2008.

Voglio cominciare con quello che è accaduto ad Angela Corica collaboratrice della redazione “Piana” di CalabriaOra: la fiancata della sua macchina è stata crivellata con cinque colpi di pistola. Questo avviene a poco più di due mesi dall’episodio di cui è rimasto vittina un altro giornalista della Piana, Agostino Pantano. A lui hanno forato le gomme della macchina. Per due volte.

Ecco cosa capita, ogni giorno, ai giornalisti in Calabria.

Veniamo ad altri fatti.

A Polistena, i soliti ignoti, hanno dato fuoco al portone di ingresso della sede del Nuovo PSI a Polistena. Notizia sempre di Angela Corica.

Adesso fate attenzione.

La notte tra il 27 ed il 28 dicembre a Bovalino vengono presi a pistolettate un padre con suo figlio. L’obiettivo era Giuseppe Gioffré, il padre. E’ morto ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Locri dove era ricoverato assieme al figlio, ferito, che aveva cercato di proteggere il genitore facendo da scudo con il proprio corpo.

Il 29 dicembre a Cutro, in provincia di Crotone, in un agguato vengono fatti fuori Carmine ed Antonio Arcuri, padre e figlio. Sono stati fermati in due che hanno confessato di averlo fatto per questioni economiche. I Carabinieri hanno dovuto fare tutto da soli, nessuno aveva visto niente.

Sempre il 29 dicembre, nel vibonese, viene ritrovato il cadavere di un cacciatore assassinato a colpi di pistola, mentre in pieno centro a Vibo Valentia espolode un negozio di ottica. Doveva essere in ritardo con la rata del sindacato.

30 dicembre a Isola Capo Rizzuto, torniamo nel crotonese, ammazzano un imprenditore, proprietario di un supermercato e di una discoteca, Antonio Laporta, 54 anni, si becca sei colpi di 7 e 65 nella schiena.

Potrei andare avanti, ma credo che sia più che sufficiente per fare notare a quei lettori di questo blog che pensano mi occupi troppo poco del medio oriente che c’è una guerra, in Italia. Qui ed ora.

E che non possiamo chiamarci fuori. Le cose stanno prendendo una brutta piega e il tempo sta per scadere.

Ma dovevamo farci gli auguri. E quindi passiamo a qualche dato statistico.

Alla fine di questo 2008 abbiamo raggiunto qualche risultato importante.

Oggi questo blog è stato letto da quasi 90mila persone. Secondo Technorati e Blogitalia antoninomonteleone.it è il primo blog in assoluto di Reggio Calabria ed ai primi posti nella classifica calabrese.

Ma c’è ancora tanta strada da fare.

Qualcuno si ricorderà l’intervista apparsa sul blog di Beppe Grillo in occasione del sequestro subìto da questo spazio. Un fatto odioso e grottesco che ho avuto modo di denunciare anche ad Annozero.

Sono state poche le occasioni per farlo e ringrazio tutti quelli che hanno dato spazio a questa vicenda grave ed emblematica del livello di libertà di espressione in Italia.

Credo di avere parlato anche troppo. Voglio ricordare solo un’ultima cosa.

Facciamo gli auguri di buon anno ai magistrati, alle forze dell’ordine, a quei cittadini onesti che riescono a mandare in galera chi gli chiede il pizzo.

A chi cattura i latitanti assicurandoli alle patrie galere. A chi non conosce pause natalizie, compleanni o anniversari di nozze.

In particolare un augurio che le cose vadano per il meglio a Luigi De Magistris, ai magistrati di Salerno ed al consulente Gioacchino Genchi.

Se l’inchiesta Why Not finisse in un nulla di fatto, a differenza delle documentate circostanze già scritte negli atti, molti potrebbero pensare che per vivere, in Calabria, è meglio lustrare le scarpe dei politici e di persone come Tonino Saladino.

Oppure raccogliere “armi e bagali” e cercare un futuro altrove.

Ma siccome siamo in guerra, guai ad abbandonare il fronte. I disertori non fanno mai una bella fine.

Io rimango qui. E so che non sono da solo.

Auguri di buon anno a tutti.

am

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Lodo Vaticano

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 30 - 2008

prelati

La Francia ha proposto, ad inizio del mese di dicembre, all’Organizzazione delle Nazioni Unite, che concede al Vaticano lo status di Observer Member, una depenalizzazione universale dell’omosessualità da sottoporre al voto degli stati membri. Chiedere dunque che venga cancellato, dall’ordinamento di stati rimasti al medioevo, il “reato” di omosessualità.

Molto semplice. Quasi sbalorditivo che esista uno Stato che creda di poter perseguitare un individuo per i costumi sessuali.

Il Vaticano si è opposto. Il motivo? Un esercizio di retorica sprezzante dell’intelligenza. Di chi ne è dotato, ovviamente.

«Aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione»secondo il Vaticano - creerebbe «nuove e implacabili discriminazioniad esempio - nei confronti di quegli Stati che non riconoscono il matrimonio gay».

E se questa non vi sembra una cazzata, non so quali siano – per voi – le cazzate!

Ma andiamo avanti.

L’8 maggio 2008 è entrata in vigore la Convenzione ONU per i diritti dei disabili. Il Vaticano non l’ha firmata, come annunciato al momento dell’entrata in vigore.

«Un passo importante» secondo Radio Vaticana «sulla via delle pari opportunità per i 650 milioni di disabili del mondo, circa il 10 per cento della popolazione globale, molti dei quali si vedono ancora negare i diritti fondamentali, quali il pari riconoscimento davanti alla legge, la libertà di espressione e di opinione, l’esercizio del voto e altre forme di partecipazione alla vita politica e pubblica».

Un passo importante, ma anche no. Secondo l’arcivescovo Celestino Migliore, osservatore del Vaticano all’Onu,

«È?tragico che in una situazione in cui una imperfezione del feto può essere una condizione per praticare un aborto, la stessa Convenzione creata per proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti possa essere usata per negare il basilare diritto alla vita delle persone disabili non ancora nate».

Secondo il Vaticano un disabile che rischia di mettere al mondo un figlio disabile non deve fare nulla per impedire ad un altro essere umano analoghe sofferenze.

Sarebbe un cliente in meno per le “speranze” vendute a buon prezzo dalla Chiesa.

Oggi la sparata migliore.

Con data 1° ottobre 2008 (cfr. Acta Apostolicae Sedis [Aas], anno lxxix, n. 16, pp. 655 ss.) il Papa ha promulgato la Legge numero lxxi sulle fonti del diritto, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2009. Tale strumento legislativo sostituisce la Legge tuttora vigente del 7 giugno 1929 n. ii (cfr. Aas, anno i, n. 1, pp. 5 ss.).

Dalle colonne de L’Osservatore Romano, José María Serrano Ruiz, Presidente della Corte di Appello dello Stato della Città del Vaticano e Presidente della Commissione per la revisione della Legge sulle fonti del diritto Vaticano, spiega il mutato orientamento della Santa Sede.

In soldoni, dal primo gennaio 2009, il Vaticano non recepirà più le leggi dello Stato Italiano, così come avveniva dal 1929.

La nuova legge sulle fonti del Diritto, già firmata da Papa Benedetto XVI, stabilisce che la legislazione italiana diventa “fonte suppletiva”.

Ad avviso della Santa Sede “le leggi italiane sono troppe, mutevoli e spesso contraddittorie tra loro, per non parlare di quelle norme che di fatto contrastano con la morale cristiana“.

E poi – ha aggiunto il cardinale Roger Mahoney – “c’è quella cazzo di legge che punisce i pedofili!”

Ora voglio sentire qualcuno che parli di violazione dei Patti Lateranensi…

antonino monteleone

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Nessuno critichi il critico

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 29 - 2008

Definì Gian Carlo Caselli un “verme infetto“. Disse che il pool antimafia di Palermo fosse ispirato da meri interessi politici. Condannato per diffamazione più volte, difendeva strenuamente Andreotti dalle accuse di mafia.

E’ stato condannato per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato a 6 mesi e 10 giorni di reclusione.

Un aneddoto basta per identificare il furbastro Vittorio. Deve presentarsi a Desio davanti al Giudice. Non ci va, dicendo di essere a Bologna in altra udienza. Non era nemmeno a Bologna dove aveva fatto sapere di essere impegnato… a Desio.

Deputato al Parlamento, silurato dalla Giunta Moratti, ha fatto valere la sua caratura morale per vincere le elezioni comunali di Salemi ed incarnare il profeta lontano dalla patria (è nato a Ferrara).

Al sud, si sa, la fedina penale conta poco.

Sto parlando di Vittorio Sgarbi che ha scatenato una furibonda polemica in Sicilia per avere proposto alla vedova di Paolo Borsellino, Agnese Piraino Leto, la cittadinanza onoraria di Salemi.

Sono insorti Salvatore e Rita Borsellino che hanno chiesto alla cognata di “declinare l’offerta” che proviene da un personaggio “dai comportamenti non certamente limpidi né eticamente corretti, condannato anche per aver definito “assassini” dei magistrati“.

Sonia Alfano ha invitato la signora Agnese “a non prendere decisioni affrettate” per evitare di essere “utilizzata come strumento per ripulire l’immagine e la fedina penale di un pregiudicato come Vittorio Sgarbi“.

La polemica, potrebbe apparire inutile (qualcuno non mancherà di definirla pretestuosa) e dare man forte a tutti i fan di Leonardo Sciascia di cui però ricordano solo una citazione.

E infatti anche Vittorio Sgarbi, che ha annunciato querele, tira fuori l’evergrenn dei “professionisti dell’antimafia” per eludere la questione sollevata da Sonia Alfano con Rita e Salvatore Borsellino.

Domanda molto semplice: è opportuno che il pregiudicato Vittorio Sgarbi, noto per avere diffamato il pool antimafia di Palermo (accusò Caselli di essere “mandante” dell’omicidio di Don Pino Puglisi e Leoluca Orlando “esecutore”), altri magistrati e difeso Andreotti dalle accuse di mafia, poi confermate dalla Cassazione, dagli schermi della TV di Berlusconi, offra la cittadinanza onoraria alla vedova di un Giudice assassinato dalla mafia come Salvatore Borsellino e che lei accetti senza pensarci troppo?

Credo di no.

Per altri versi nutro, per Sgarbi,  una certa simpatìa. E’ indubbia la caratura morale culturale e la sua competenza artistica quasi unanimemente riconosciuta. L’irriverenza e il suo paraculismo così fortemente televisivo.

Ma come analista politico evidenzia alcuni limiti.

Si candidava a mezzo stampa alla guida del Partito Democratico, dalle pagine del “Giornale” della ditta, rimproverando Walter Veltroni sulla questione morale perché

Ha preso le distanze da Bassolino, non lo avrebbe voluto in campagna elettorale; non ha speso una parola per Loiero che denuncia le accuse infamanti di una Procura esaltata; ha lasciato cadere sotto sospetti indimostrati il vicesindaco di Firenze Graziano Cioni, persona certamente onesta. Tace persino su Roma, come se non fosse stato sindaco, non difendendo neanche la propria amministrazione, prono davanti ai giudici, in ginocchio davanti a Di Pietro.

Il passaggio su Loiero basta a dimostrare quanto sia poco informato.

Dimentica Sgarbi che chi accusava Loiero è stato trasferito perché la pentola scoperchiata era grande, troppo grande.

Agazio Loiero dovrà difendersi – e ci riuscirà – da accuse non di una procura esaltata, ma straziata.

Se, oltre che straziata, anche corrotta lo stabilirà un Giudice, magari di Salerno.

Ma l’atteggiamento di CSM, Procura Generale della Cassazione e Ministero della Giustizia è chiara: chi si avventura in indagini troppo grandi cambia “sede e funzione”.

Il pericolo di una Giustizia che governa sé stessa e, proprio regolando sé stessa, punisce i cattivi, ma anche i buoni, non ha bisogno di essere spiegato a chi è dotato di un minimo di intelligenza.

antonino monteleone


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Pietro Criaco: il topo killer

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 28 - 2008
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“Pietro Criaco è un ragazzo che sicuramente è migliore della persona che viene descritta. Pietro non è mai stato accusato di un omicidio quindi l’anima, con il sangue, non se l’è mai sporcata“.

Parola dell’avvocato Gioacchino (sì, un altro Gioacchino!) Criaco, autore del libro “Anime Nere” edito da Rubettino, nel quale parla dell’ipotetico destino di giovani di malavita nati nella locride narrandone l’ascesa criminale, e fratello di Pietro Criaco.

Pietro Criaco, classe 1972, era latitante da 12 anni. Considerato “killer efferato” e “braccio armato della cosca Cordì” pupillo del boss Cosimo. Per la Giustizia italiana già condannato a 19 anni di reclusione.

Le considerazioni del fratello devono essere frutto di scarsa informazione. Anche perché, da avvocato e scrittore, sembra proprio che – se avesse saputo – non avrebbe avuto difficoltà ad avere parole di maggiore biasimo per un fratello così birbante.

Si sentiva invincibile, con un’arma in pugno. Nel 1999 sparò contro i Carabinieri che durante un pattugliamento erano arrivati ad un passo dal consegnarlo alle patrie galere.

Braccato alle prime ore del mattino, senza un’arma, ha tentato di fuggire. Come un vigliacco, come un topo occhialuto, ha cercato una via di fuga, in pigiama, sui cornicioni dei palazzi contigui.

Lui si trovava nella mansarda, con la porta sbarrata dai suoi favoreggiatori, di una di quelle palazzine non rifinite leggermente abusive (ma i comuni fan finta di niente!) nella sua Africo Nuovo.

Piccolo centro abbandonato da uno Stato che ogni tanto si ricorda di battere un colpo.

Lo stesso paesino piccolo, grigio e brutto con la Caserma dei Carabinieri che proprio tra tre giorni rimarrà chiusa mentre fuori ragazzini, adulti ed anziani daranno libero sfogo alle armi per festeggiare il nuovo anno.

Non semplici petardi. Ma armi da fuoco, anche da guerra. Sfoggiate liberamente. Tanto chi dovrebbe controllare si volta dall’altra parte.

Non sparerà un colpo nemmeno al cielo, Pietro Criaco, questo capodanno. E’ probabile che due giorni fa abbia guardato su Rai 3 “Il Padrino” lasciandosi trasportare dal fascino della mafia old style. Giovedì potrà guardare il seguito, comodamente, dalla sua cella.

Un’altro colpo, questo sì, di Renato Cortese che chiude in bellezza un anno di importanti successi.

antonino monteleone

p.s.: come accaduto nel caso del più famigerato (e acclamato!) Giuseppe De Stefano, il TG1 “buca” il servizio nell’edizione delle 20:00.

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Scricchiolii

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 27 - 2008

terremoto_1908

Domani ricorre il centenario del sisma che il 28 dicembre del 1908 squassò le Città di Messina e Reggio Calabria. Fu un incrociatore russo, in rotta attraverso lo Stretto, a scorgere le coste rase al suolo ed a fare scattare la macchina dei soccorsi partiti in grande ritardo.

I morti si contarono a decine di migliaia.

La ricostruzione, faticosa, ha reso evidenti i limiti di una classe dirigente (quella reggina) e qualche barlume di raziocinio urbanistico (a Messina).

Se oggi si ripetesse un sisma simile non rimarrebbero in piedi i due terzi delle abitazioni esistenti e costruite negli ultimi 50 anni.

Ma forse è proprio in un cataclisma di quella portata che si potrebbe ripartire, ricostruire, ridisegnare.

Non sto facendo l’uccellaccio del malaugurio. Uso un argomento così tanto cavalcato in questi giorni per evidenziare – nel caso ce ne fosse bisogno – il dramma dell’abusivismo edilizio che non è fatto solo di case non rifinite (a mattoni!).

E’ fatto di cambi nella destinazione d’uso di certi terreni, in lottizzazioni ordinate in pochi giorni, nella latitanza degli enti di controllo. E non sarà un caso se è proprio il settore “urbanistica” ad essere sottoposto all’analisi di una “Commissione d’Inchiesta” del Consiglio Comunale di Reggio Calabria.

Commissione che non porterà a  nulla. Istituita con la domanda (semplifico!) “girano mazzette all’urbanistica?” concluderà il proprio iter con un “Boh..!” in carta bollata.

Tornando alla questione “sismica” alcuni segnali vanno tenuti in debita considerazione ed è per questo che ripercorriamo i più significativi eventi degli ultimi giorni.

Si tratta di scosse telluriche tutte al di sopra dei 5 gradi della scala richter.

22 novembre

A sud est delle Loyalty Islands (Isole della Lealtà), nel cuore dell’Oceano Pacifico, si registra una scossa di magnitudo 6,7.

Stessa intensità, stesso giorno, in Indonesia. Epicentro a 121 kilometri a sud ovest di Ketaun.

8 dicembre

Nel sud dell’Iran (12 kilometri a sud di Keshar-e olya) alle 14:41 (ora locale) si avverte una scossa di magnitudo 5,1.

13 dicembre

Stessa intensità per un sisma in Grecia, a Molos.

17 dicembre

Scossa in Calabria. Avvertita principalmente nel cosentino ha come epicentro la costa a largo di San Lucido. Intensità di 5,3 punti della scala Richter.

19 dicembre

Proprio sulla faglia che spacca in due il fondo dell’Oceano Atlantico i sismografi rilevano un movimento di intensità pari a 5,9 punti di magnitudo.

23 dicembre

Trema il nord Italia. Primo pomeriggio (15:24) e sera (21:58) è Reggio Emilia l’epicentro di due scosse di intensità compresa tra i 5,3 ed i 5,1 gradi Richter. La gente scende in strada o si affaccia ai balconi. Qualche lieve danno ad una chiesa nei pressi di Parma.

25 dicembre

A sud della costa pakistana si fanno sentire i 6 gradi di intensità di una scossa avvertita marginalmente dalla popolazione.

A tre giorni da una data importante.

am

aggiornamento

27 dicembre

ore 20:09  Trema il Mare Egeo. Nove kilometri a Nord Est di Sarti. Magnituto 4,7

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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