di Antonino Monteleone per www.strill.it
Tutta mia la Città, un de-ser-to che co-no-sco.
Tutta mia la Città, questa notte un uomo piangerà…
A qualcuno piacque una palma posta all’ingresso del costruendo Tapis Roulant. La rubò e fu fermato con la pianta sul tetto dell’autovettura. Qualcun altro gradì molto di più quei gerani che occultavano la vetustà della ringhiera del “Calopinace”. C’e dell’incredibile o, forse, qualcosa di estremamente consueto in quello che capita di vedere per le strade di questa splendida e spietata Città.
Un signore decide di bere un goccetto di troppo, salvo poi rivalersi sulle graziose piantine ornamentali di Piazza Carmine finalmente tirata a nuovo. Le scaglia, una ad una, dentro la fontana inveendo contro non-si-sa-chì o cosa. Neppure perché.
Cose che capitano dappertutto, ci ripetono i soliti “giramondo” assuefatti a qualunque malcostume, e magari tollerabili quando i colpevoli vengono prontamente individuati.
Venerdì sera un albero secolare appartenente alla famiglia dei c.d. Pini “domestici” non regge la furia del vento che ha colpito la Città e, a tempesta passata, piomba addosso ad un’autovettura che casualmente passava di là. Altrettanto casualmente i tre a bordo del veicolo sono usciti completamente illesi.
In pochi minuti due squadre di operai della “Multiservizi“, la società mista del Comune di Reggio Calabria che si occupa – a 360° – della manutenzione cittadina (arredo urbano, verde pubblico, illuminazione, etc.) intervengono per potare la maestosa chioma del pino e liberare la carreggiata completamente ostruita.
La base del tronco non viene rimossa nel tentativo di fare riattecchire l’albero. Il resto del legname raccolto sarà smaltito (almeno dovrebbe) smaltito secondo le procedure previste dalla normativa regionale, ad esempio con una vendita al pubblico incanto.
Il “solito qualcuno” ritiene invece di poter liberamente fruire della restante parte e, armato di propria motosega, proprio pickup e propria faccia tosta – al calar della sera – comincia a fare a fette la base dell’albero caduto venerdì.
Qualcuno tra l’incredulità e l’indignazione si preoccupa di avvertire il 113 ed un cronista di passaggio.
Alla richiesta di spiegazioni da parte degli agenti di Polizia il signore dice di “essere un dipendente di Multiservizi“, di essere stato “reperibile” il giorno della caduta di quell’albero, ma – cosa ancor più grave, se fosse vera – sosteneva che qualcuno (gerarchicamente superiore all’interno dell’azienda) lo avesse “autorizzato a prendere un po’ di legna“.
La versione non ha convinto (avrebbe mai potuto?) né gli agenti di Polizia né una Vigilessa che aveva appena terminato il turno di servizio. Dopo essere stato identificato, l’improvvisato boscaiolo è stato condotto in Questura.
Se fosse completamente vera la versione raccontata agli agenti – ancorché inverosimile – bisognerebbe che qualcuno all’interno di Multiservizi battesse un colpo.
Sia per spiegare che fine fa la legna potata (esiste una polemica da molto tempo sulla reale destinazione dei prodotti della “capitozzatura”) e sia per fugare il rischio che magari a qualcuno, finito il turno di lavoro, faccia gola qualche lampione o qualche panchina.
am
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Quando accadono cose come queste, veramente ti viene la voglia di abbracciare e schioccare due baci a chi ha il fegato di fare il Sindaco in una città come la nostra dove, non solo si deve camminare sul filo di lama perché il confine tra lecito ed illecito è veramente labile, ma si deve stare pure dietro ai ciclamini, a chi lancia la spazzatura dalla finestra, a chi dissemina ruote di macchina in giro, a chi ha la faccia di gettare accanto ai cassonetti materassi, reti, insomma di tutto e di più.
Anche buttare la piccola cicca di sigaretta dal finestrino è un gesto di cafonaggine e non possiamo poi pretendere di avere un’Amministrazione sempre pronta ad intervenire ogni qualvolta si mette in moto l’indomabile neurone del “riggitano”!
Quando si parla in positivo della nostra città tutti ne andiamo orgogliosi, tutti siamo orgogliosi del nostro bel lungomare ma poi spetta a noi saper rispettare il verde, tenere pulita la città come se fosse l’interno e l’esterno della nostra casa perché “la mia città è la mia casa”.
E questo è ciò che penso io e che so ha scarsa importanza anche se è una rabbia veramente sentita malgrado quel tratto della via Reggio Campi in prossimità di Terreti sia sempre nelle medesime condizioni di pericolo e di WI-FI e/o Adsl in questa zona manco a parlarne malgrado le promesse!
E’ difficile fare il Sindaco in condizioni particolari mentre non è difficile far convivere sentimenti di ammirazione e di fastidio.
“Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” si può!