Domani, ve lo chiedo per favore, non comprate un solo quotidiano. Non guardate un solo telegiornale. Informatevi ed osservate. Parlo della stampa locale calabrese (chi non è residente in Calabria può scaricare le edizioni on-line).
Leggete attentamente come tratteranno la notizia delle perquisizioni e del sequestro di documenti a carico di quella cosca masso-mafiosa che ha speso tutta sé stessa per ostacolare l’ex PM di Catanzaro Luigi de Magistris nella conduzione delle inchieste Poseidone e Why Not.
La Procura di Salerno, infatti, la stessa che ha archiviato le denunce a carico di De Magistris facendo luce sulle “indebite pressioni” al quale fu sottoposto non solo dai colleghi del suo ufficio, ma anche “dai vertici della Procura” e da altri – ed alti – ambienti istituzionali, ha messo le mani nelle carte del “verminaio” di Catanzaro.
Sono state perquisite le abitazioni dell’ex Procuratore Capo, Mariano Lombardi (il cui figlio è in affari con uno dei principali indagati di De Magistris, il senatore PdL Giancarlo Pittelli) e di Antonino Saladino, l’ex Presidente della Compagnia delle Opere e principale indagato di Why Not.
Prelevati documenti e memorie dei computer negli uffici del Procuratore Generale, Enzo Jannelli, dell’avvocato generale dello Stato Dolcino Favi (che quando era “facente funzioni” di Procuratore Generale, il giorno in cui venne nominato il titolare effettivo dell’ufficio, avocò l’inchiesta Why Not a Luigi De Magistris), dei sostituti PG Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, del Procuratore Aggiunto Salvatore Murone e del PM Salvatore Curcio (che richiese l’archiviazione – ritenuta “illecita” dai magistrati di Salerno – per alcuni imputati eccellenti).
Oltre ai sopracitati risultano indagati anche Giancarlo Pittelli ed il Giudice del Tribunale di Catanzaro, Bruno Arcuri (componente del Consiglio Giudiziario di Catanzaro).
A condurre l’inchiesta nata dalle circostanziate denunce di De Magistris, il Procuratore capo di Salerno Luigi Apicella ed i sostituti Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi.
Le accuse vanno dal falso ideologico all’abuso d’ufficio, alla corruzione in atti giudiziari.
Sapete qual era lo scopo della cupola “mafio-massonica”?
“Fermare De Magistris, danneggiare lui, consulenti tecnici e persone informate sui fatti, ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati.”
I Giudici di Salerno hanno evidenziato nell’ordinanza di sequestro una “patologica attivita’ di interferenza in un disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli, e di Clemente Mastella.“
In tutto questo aggiungeteci giornali che hanno fatto il proprio dovere ed altri che hanno deluso, nonostante spesso abbiano informato correttamente, divenendo strumento di quella lobbies, anche involontariamente.
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Faccio con voi una riflessione.
Parte dal 17 novembre.
Titolo su CalabriaOra inaspettato: Ombre sul PM della Jolly Rosso.
Francesco Greco, pubblico ministero a Paola – titolare delle indagini sul caso “Jolly Rosso”, relativo al presunto smaltimento
illegale di scorie radioattive – è finito sotto inchiesta per calunnia dopo essere stato accusato di una frequentazione
sospetta con un uomo ritenuto vicino al clan di Franco Muto, il “re del pesce”.
La storia è presto detta. Il 16 febbraio del 2007 giunge un esposto firma alla Procura di Paola che accusa il PM Greco di essere in rapporti con un uomo che si ritiene legato alla cosca Muto, egemone nel Tirreno cosentino. Quando Greco lo viene a sapere, a maggio, sporge una querela per calunnia ed una per diffamazione.
Ma la circostanza che il magistrato Francesco Greco fosse stato fermato assieme al pregiudicato Francesco Grano sarebbe confermata. Quindi indagine per calunnìa contro il magistrato che ha querelato l’autore dell’esposto. Viene notificato a Greco l’avviso di conclusione delle indagini il 3 ottobre.
CalabriaOra dà notizia quarantacinque giorni dopo omettendo di dire – affermerà Greco in una lettera inoltrata al giornale – che la Procura di Salerno aveva già depositato richiesta di archiviazione per l’ipotesi di calunnia a suo carico. D’accordo sul fatto che anche 100 giorni dopo una notizia che non ha dato nessuno è sempre una “notizia”.
Ma, c’è un ma.
Per Calabria Ora la nota del PM Greco “non smentisce la notizia ma si limita a completarla“. Come se una notizia “incompleta” in una vicenda delicata fosse un peccato veniale come l’intempestività.
La cosa preoccupa per le quattro circostanze che sintetizzo.
La prima. Casulamente Francesco Greco era applicato al filone paolano di Why Not.
La seconda. Il 23 novembre Gazzetta del Sud dà notizia di nuovi sviluppi dell’inchiesta Why Not.
Proprio il PM Francesco Greco, assieme ad Antonella Lauri, ha inviato un invito a comparire al Consigliere Regionale Franco Morelli. Nell’inchiesta sono indagati anche l’ex Governatore, Giuseppe Chiaravalloti, di cui Morelli e’ stato capo di gabinetto, e gli ex assessori Giovanni Dima, Giuseppe (Pino) Gentile e Giovanni Luzzo. In un altro filone dell’inchiesta, che riguarda i finanziamenti nel settore informatico, sarebbero indagati, oltre a Chiaravalloti e Gentile, l’attuale Governatore, Agazio Loiero, il capogruppo del Pd, Nicola Adamo; la moglie Enza Bruno Bossio, ed Antonino Saladino.
A CalabriaOra, stranamente, sfugge la notizia.
La terza. Il 24 ed il 25 novembre CalabriaOra rilancia e dà notizia che il PM Greco non può più continuare a seguire Why Not. La sua applicazione è stata “cassata” dal CSM. Potrà continuare solo Antonella Lauri che, dalla Procura di Paola, viene temporaneamente applicata alla Procura Generale di Catanzaro.
Lo stop sarebbe arrivato «per via della pendenza a carico del dottor Greco di una pratica di incompatibilità avviata ai sensi dell’articolo 18 dell’ordinamento giudiziario».
Chissà cosa prevede l’art. 18. Leggiamolo.
Art. 18
Incompatibilità di sede per parentela o affinità con professionisti.
I magistrati giudicanti e requirenti delle corti di appello e dei tribunali, non possono appartenere ad uffici giudiziari nelle sedi nelle quali i loro parenti fino al secondo grado, o gli affini in primo grado, sono iscritti negli albi professionali di avvocato o di procuratore, né, comunque, ad uffici giudiziari avanti i quali i loro parenti od affini nei gradi indicati esercitano abitualmente la professione di avvocato o di procuratore.
Che paura che fa questo PM Greco. Ha un parente professionalmente coinvolto.Teppista.
La quarta. Il PM Francesco Greco ha spiccato, però, la comparizione per Franco Morelli non in qualità di magistrato applicato alla Procura Generale di Catanzaro, ma in qualità di sostituto procuratore della Repubblica di Paola. Quindi in maniera perfettamente legittima, ancorché indipendente, dalle vicende di Why Not.
Anche questo particolare, però, sfuggì a Calabria Ora.
antonino monteleone
leggi anche la vicenda da Claudio Cordova
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Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
ma nella fantasia ho l’immagine sua:
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli,
gli eroi son tutti giovani e belli
….
Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
mentre fa correr via la macchina a vapore
e che ci giunga un giorno ancora la notizia
di una locomotiva, come una cosa viva,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia,
lanciata a bomba contro l’ ingiustizia!
un’ informazione sfuggevole insomma
A proposito di “Calabria Ora”
http://www.ammazzatecitutti.org/forum/index.php?showtopic=3172&st=0
C’è sempre un perchè.
Corriere della Sera > Archivio > assessori in vacanza. il conto alla Regione Archivio storico
assessori in vacanza. il conto alla Regione
fondi destinati alla promozione turistica dal CONSORZIO CALABRIA TURISTICA usati a per le vacanze personali da politici calabresi. stanziati piu’ di 6 miliardi in 3 anni. 47 persone indagate. arrestate 12 persone tra cui Lagana’ Guido, attuale consigliere del PPI, Palumbo Domenico, operatore turistico. coinvolti anche Rhodio Guido ( PPI ) , Chieffallo Leopoldo, socialista, Perfetti Pasqualino, ( PPI ) ed i giornalisti Marra Roberto, De Francesco Aldo, Occhiuzzi Francesco, Martelli Franco, Pollichieni Paolo, Giacoia Riccardo
————————- PUBBLICATO —————————— Dodici arresti in Calabria TITOLO: Assessori in vacanza Il conto alla Regione Fondi destinati alla promozione turistica Stanziati piu’ di 6 miliardi in 3 anni Coinvolti anche alcuni giornalisti – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – - – PAOLA (Cosenza) . Viaggi e soggiorni alberghieri nelle localita’ balneari piu’ esclusive del mondo, in compagnia di mogli e figli, e, magari, anche con l’ assistenza di hostess. Vacanze “allargate” anche ad amici e portaborse con rispettive famiglie. A ingolosire alcuni politici calabresi, ovviamente favoriti dalle rispettive cariche, sarebbero stati i fondi pubblici destinati alla promozione dell’ immagine turistica della Calabria. Sono fondi gestiti dal “Consorzio Calabria Turismo” ed erogati dalla giunta reginale: in tutto 6 miliardi e 500 milioni per il triennio ‘ 90 ‘ 93. Sono dodici le persone cui e’ stato notificato un ordine di custodia cautelare su richiesta del sostituto procuratore Francesco Greco: tutte accusate di aver passato vacanze dorate grazie ai quattrini della Regione. Tra gli arrestati anche l’ ex assessore al Turismo della Regione Calabria e attuale consigliere del Ppi, Guido Lagana’ . Nei guai anche Domenico Palumbo, 55 anni, titolare dell’ omonimo villaggio turistico nella Sila, tra i piu’ conosciuti operatori del settore. Le accuse vanno dall’ associazione a delinquere all’ estorsione. Quarantasette le persone indagate. Tutti gli arrestati, comunque, hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Delle vacanze dorate . scrive il gip nell’ ordinanza . avrebbero beneficiato, tra gli altri, l’ ex presidente della giunta regionale, Guido Rhodio, del Partito popolare; l’ ex assessore Leopoldo Chieffallo, socialista; e l’ attuale assessore ai Lavori pubblici, Pasqualino Perfetti, del Ppi. Nell’ inchiesta sono coinvolti anche alcuni giornalisti.
Link qui
http://archiviostorico.corriere.it/1994/novembre/17/assessori_vacanza_conto_alla_Regione_co_0_9411176538.shtml
cio’ che mi spinge a scrivere è la consapevolezza, finalmente, che ce qualcuno in calabria che ragiona. e lei sig. monteleone ragiona. le pongo una riflessione:
nell’interrogatorio del csm al procuratore apicella un membro dello stesso csm chiede come mai la perquisizione invasiva al pm curcio. lui risponde che cercavano i telefonini. altro membro del csm continua e chiede ma se voi a salerno avevate i telefonini dei pm di catanzaro sotto controllo che necessita c’era di trovare dei telefonini? nesuna risposta. la riflessione è che se salerno aveva i telefonini dei colleghi di catanzaro sotto controllo allora presumo che sapevano che catanzaro stava per chiudere le indagini ed aveva già i nomi degli indagati e i capi di accusa …….. e allora tutta questa violenza, fretta determinazione del sequestro da chi è partita e cosa e chi ce sotto????????