Il 16 febbraio scorso il GUP del Tribunale di Viterbo, Silvia Mattei condannò a 4 anni e 4 mesi di reclusione don Massimiliano Crocetti da Montefiascone (VT) di 36 anni. Molestò un ragazzino di 15 anni ad Oriolo Romano ed uno di 13 a Vetralla (VT). L’inchiesta su don Crocetti si avviò grazie ad una segnalazione dei “servizi sociali” del Comune di Oriolo.
Consueta la tecnica. Denaro in cambio di prestazioni sessuali. Oppure “sostegno” nello studio.
Il presule ha patteggiato 1 anno e 6 mesi di condanna per il primo caso, per la seconda vicenda si è beccato 2 anni e 10 mesi.
Le indagini furono avviate a seguito della segnalazione fatta dai servizi sociali del comune di Oriolo, con i quali erano entrati in contatto i genitori del quindicenne, al centro delle attenzioni del sacerdote.
Due ragazzi trentenni, a causa di un’inaspettata malattìa del prete da loro originariamente scelto, si rivolsero a Crocetti per celebrare le nozze un anno prima che Crocetti fosse arrestato. Tre prima della condanna.
Appresa la notizia della condanna per pedofilìa, i due hanno chiesto l’annullamento del rito da lui celebrato.
Il Tribunale della Sacra Rota ha accolto la richiesta. Annullamento “per indegnità del celebrante“.
Ecco che forse, adesso, abbiamo trovato un modo per arginare il fenomeno e costringere Ratzinger a fare sul serio contro gli abusi sui minori. Primo perché ci risparmia e secondo perché – lo scopriamo adesso – i Tribunali ecclesiastici annullano le nozze.
Anziché preoccuparsi di negare una dignità ad omosessuali, disabili e donne!
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Per la tentata violenza sessuale nei confronti del ragazzo di Oriolo, gli avvocati difensori Antonello Cecchini e Severo Bruno, hanno chiesto il patteggiamento.
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Porci, verri, menti perverse, animali, smidollati, imbecilli.
Se Dio esiste ci penserà lui!
All’inferno con una bella voce bianca!