Il sequestro probatorio che non piace a Catanzaro

Posted by Antonino Monteleone On dicembre - 8 - 2008




Avete fatto il vostro alberello di natale? Sì!?


Beati voi che avete ancora palle disponibili. Io, come molti, le ho rotte tutte.


Noto con piacere che Bruno Vespa, nel suo “Porta a Porta”, ha parlato questa sera di Luigi De Magistris. In una puntata dedicata alla fede religiosa.


Bruno Vespa ha mandato in onda una intervista a Monsignor Luigi De Magistris pro-penitenziere Maggiore Emerito della curia di Roma prima di introdurre un infuocato – e interessantissimo! (come no?) – dibattito sulla presunta conversione di Gramsci al cattolicesimo.


E’ così che la prima rete della TV di Stato informa gli italiani.


Invece credo che si sarebbe dovuto paralre del contenuto dell’atto con il quale i magistrati di Salerno hanno disposto il sequestro degli atti relativi alle inchieste illegalmente sottratte a Luigi De Magistris.


Qualcuno avrebbe dovuto spiegare al grande  pubblico che ad un provvedimento doveroso della Procura di Salerno, la Procura Generale di Catanzaro ha risposto con un provvedimento (di contro-sequestro degli atti) completamente illegittimo. Come illegittima appare l’iscrizione nel registro degli indagati del procuratore Apicella e dei suoi colleghi. Perché loro possono essere iscritti nel registro degli indagati solo dalla Procura di Napoli.


Enzo Iannelli avrebbe dovuto scrivere a quella Procura anziché al Presidente della Repubblica o al CSM per denunciare qualche abuso che egli avessere ritenuto di avere patito.


Da qui potete scaricare l’atto che qualcuno vorrebbe non circolasse più.


DECRETO DI SEQUESTRO PROBATORIO ex. art. 253


Non c’è solo qualcuno che non vuole che siano queste 1700 pagine a circolare. Qualcuno è riuscito a dissuadere Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera, dal continuare a far trattare il “caso De Magistris – Why Not – Poseidone” il “Caso Catanzaro” in generale all’ottimo Carlo Vulpio.


E’ autore di un eccellente volume “Roba Nostra – storie di soldi, politica, giustizia nel sistema del malaffare” talmente interessante che l’ho letto, la prima volta, in un’unica soluzione nel viaggio di ritorno tra Roma e Reggio Calabria. Proprio pensando a quell’Italia a fisarmonica così lunga, ma così – all’occorrenza – compressa. Il nord che diventa sud ed il sud che diventa nord.


Per leggere l’ordinanza ci vuole molto più tempo, questo è certo. Ma sarà valsa la pena di prendere coscienza di uno degli scandali peggiori della storia della Repubblica.

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3 Responses to “Il sequestro probatorio che non piace a Catanzaro”

  1. rosy scrive:

    Dal quotidiano La Stampa:

    ” 9/12/2008 (7:29) – NUOVO FILONE DELL’INCHIESTA «WHY NOT»
    Le mani delle cosche
    sulle carte della Finanza

    I dati personali dei finanzieri forse in mano alla ‘ndrangheta

    L’archivio con i dati personali delle Fiamme Gialle affidato ad una società vicina alla ‘ndrangheta

    ….”

    Qui si gioca a poker o a ruba mazzetto?

  2. [...] qualche moneta a ringalluzzire il portafoglio degli italiani. In realtà si è in piena bufera: il caso De Magistris ha squarciato il cielo dicotomico “Berlusconi – e non”. Questa volta [...]

  3. antonio d'agostino scrive:

    vorrei apportare solo un dato di fatto a correzione di quanto detto nell’articoloe cioè sull’affermazione che i magistrati di salerno possono essere indagati solo da napoli. se un giudice di catanzaro ruba un furgone a milano viene giudicato a milano, se lo ruba a catanzaro viene giudicato a salerno. così se un magistrato di salerno ruba un furgone a catanzaro viene giudicato a catanzaro, se lo ruba a salerno viene giudicato a napoli. lo spostamento della competenza si verifica solo se a giudicare su o a favore del magistrato colpevole o parte offesa sono i colleghi del distretto in cui lavora; altrimenti la competenza resta uguale a quella che funziona per gli altri cittadini.
    non è quindi esatto dire, come si fa nell’articolo, che i magistrati di salerno possono essere giudicati solo da napoli. fermo restando che ognuno è libero di pensarla come vuole sull’argomento, è necessario che i dati di giudizio forniti siano esatti; volevo perciò chiarire questo passaggio, che mi pare dai più ignorato, per il quale che un giudice di salerno sia indagato a catanzaro non è un fatto che non risponde a legge.
    buon lavoro.


    ###

    Esiste, ma sono certo che lo saprà, il principio dell’obbligo di astensione. Non è mai consentito indagare i propri indagatori. la competenza era e rimane di Napoli.

    am

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Antonino Monteleone (nome d’arte di Antonino Salvatore Monteleone) è un pensionato settantenne condannato nel 1963 ad essere precipitato nel corpo di un giovane di belle speranze

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